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	<title>Geova non vuole che mi sposi &#187; storia</title>
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  <title>Geova non vuole che mi sposi</title>
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		<title>Il capolavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vera ha ricevuto una lettera &#8211; di carta, nella cassetta della posta &#8211; da una mia cugina, una di cui non vi avevo mai parlato ma che è mia coeva e con la quale ho trascorso molte estati in infanzia &#8211; di sua madre, invece vi avevo parlato. Abbiamo pensato a lungo &#8211; circa 14 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vera ha ricevuto una lettera &#8211; di carta, nella cassetta della posta &#8211; da una mia cugina, una di cui non vi avevo mai parlato ma che è mia coeva e con la quale ho trascorso molte estati in infanzia &#8211; di sua madre, invece vi avevo </em><a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/11/geova-e-grande/" target="_blank"><em>parlato</em></a><em>. Abbiamo pensato a lungo &#8211; circa 14 secondi &#8211; se pubblicare o no questa lettera poi ci è parso che fosse giusto permettere ai testimoni di Geova di esporre il loro pensiero. Godetevelo. </em></p>
<p>Cara Vera,<br />
come state? Con piacere ho ricevuto l&#8217;invito per il vostro matrimonio, immagino che in questi ultimi giorni i preparativi fervono e avrete avuto molte cose da fare. Creare un nuovo nucleo familiare, nonostante la fatica, è davvero un traguardo soddisfacente. E&#8217; un meraviglioso dono che Dio ha fatto all&#8217;uomo per la nostra felicità! Siamo felici per voi e vi auguriamo che possiate essere sempre sereni e grandemente felici.</p>
<p><span id="more-656"></span><br />
Non abbiamo mai avuto modo di conoscerci meglio e approfondire la conoscenza, un po&#8217; per la lontananza, il tempo e altri fattori, e quindi sappiamo di noi poche cose reciprocamente. Ma per le volte che ti ho incontrata mi sei davvero piaciuta. Mi ha colpito la tua solarità e il tuo approccio con la famiglia acquisita, mai freddo e distaccato. E questo è degno di nota perché l&#8217;interesse per gli altri oggi è cosa rara. Sono felice che Emidio sposi una ragazza come te.<br />
Io spero per voi davvero le cose migliori, sono sempre stata particolarmente legata ad Emidio, i migliori ricordi della mia infanzia e adolescenza sono spesso quelli che ho trascorso con lui. Non solo sono contenta che vi sposiate, ma avrei voluto essere in prima linea per godere con voi la gioia di quel giorno. Ma con dispiacere che però ti dico che non verrò quel giorno con la mia famiglia. lo non so se tu riuscirai, non solo a comprendere un tale atteggiamento, ma anche ad accettarlo. Non conosco le tue considerazioni. Ma desidero una cosa. Non vorrei che tu ci considerassi dei fanatici a estremisti.<br />
Mi sento di spiegare le nostre ragioni, perché l&#8217;invito è stato motto apprezzato e il non partecipare merita una ragione. Di sicuro non è perché non vogliamo questo matrimonio. Per noi Testimoni di Geova la religione non è una scelta accademica o dovuta a vecchie tradizioni culturali. E una scelta di vita ponderata, un modo di vivere che non si può scindere. Non è un vestito che indossiamo e riponiamo come e quando vogliamo. Quando una persona si dedica a Geova dedica se stesso, stabilendo di vivere nella vita di tutti i giorni secondo i suoi principi, senza lasciarli mal fino alla fine. Seguire Dio non è un hobby o qualcosa per acquietare la coscienza, ma è l&#8217;espressione della gratitudine per tutto quello che abbiamo e continuiamo a ricevere dal nostro Creatore. Secondo quello che ci dice Dio, solo fare questo può significare vita per noi. La nostra possibilità di vivere e continuare a vivere sono legate a colui che la vita ce la diede. Cioè solo facendo a volontà di Dio possiamo preservare la nostra esistenza per l&#8217;eternità.<br />
Certo ognuno nel mondo fa la sua scelta e rispettiamo questa libertà. Ma cosa succede quando uno del nostri fratelli decide di abbandonare la via della vita? Geova è misericordioso, ma ha stabilito una disciplina. Questo è logico. Immagina una legislazione perfetta, ma se nel suo interno non comprendesse anche delle eventuali sanzioni nel caso venisse trasgredita, quante persone pensi si atterrebbero ad essa semplicemente per il fatto che è giusto farlo? Sapere che si incorre in sanzioni ci incentiva ad ubbidire e ci protegge dai malfattori. Per quanto la disciplina sia dolorosa opera però i suoi benefici.<br />
Dio ha stabilito chiaramente qual è la posizione che dobbiamo avere quando un nostro fratello rinnega la fede. Se hai fede nella Bibbia ti incoraggio a leggere queste scritture: Ebrei 12:7-11; 2 Giovanni 8-11; 1 Corinti 5:11. Non è facile fare questo che hai potuto leggere, ma è giusto. Se ho deciso di attenermi a queste indicazioni è perché ci tengo a fare le cose come vuole Dio. Infatti è da un po&#8217; che non mi sento con Emidio, ma non è così che ho sempre fatto, questo non vuol dire che ho smesso di volergli bene. Il mio non è l&#8217;atteggiamento di chi si considera migliore, ma spero che questo modo di fare possa permettere alle disposizioni di Dio di produrre i suoi benefici frutti.<br />
Spero che la vostra unione sia sempre solida, che tu possa sentirti sempre amata e Emidio possa godere la felicità di avere una cara compagna accanto nella vita. Spero che nel tempo possa ricevere sempre piacevoli notizie riguardo al vostro conto. Spero non di non averti ferita in alcun modo.<br />
Con saluti ti abbraccio</p>
<p><em>Segue firma è indirizzo di casa e anche l&#8217;indirizzo di posta elettronica al quale rispondere che però &#8211; il Diavolo, si è detto, sta nei dettagli &#8211; è quello del marito. Dato che voi sicuramente avete fede nella Bibbia vi riporto le scritture citate nella versione delle due traduzioni, quella del Nuovo Mondo (i testimoni di Geova) e la CEI.</em></p>
<p><em>Ebrei 12:7-11</em></p>
<p><a name="bk7"></a> È per la disciplina che perseverate. Dio vi tratta come figli. Poiché qual è il figlio che il padre non disciplina? <a name="bk8"></a> Ma se voi siete senza la disciplina della quale tutti son divenuti partecipi, siete realmente figli illegittimi e non figli. <a name="bk9"></a>Inoltre, avevamo i padri che erano della nostra carne per disciplinarci, e mostravamo loro rispetto. Non ci sottoporremo molto di più al Padre della nostra vita spirituale e vivremo? <a name="bk10"></a> Poiché essi ci disciplinavano per pochi giorni secondo ciò che sembrava loro bene, ma egli lo fa per il nostro profitto affinché partecipiamo alla sua santità. <a name="bk11"></a> Veramente, nessuna disciplina al presente sembra essere gioiosa, ma dolorosa; tuttavia a quelli che ne sono stati addestrati produce poi un pacifico frutto, cioè giustizia. (TNM)</p>
<p><sup><a name="VER_7"></a></sup>È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre?<sup><a name="VER_8"></a></sup>Se invece non subite correzione, mentre tutti ne hanno avuto la loro parte, siete illegittimi, non figli! <sup><a name="VER_9"></a></sup>Del resto noi abbiamo avuto come educatori i nostri padri terreni e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo perciò molto di più al Padre celeste, per avere la vita? <sup><a name="VER_10"></a></sup>Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di farci partecipi della sua santità. <sup><a name="VER_11"></a></sup>Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. (CEI)</p>
<p><em>2 Giovanni 8-11</em></p>
<p><a name="bk8"></a> Prestate attenzione a voi stessi, affinché non perdiate le cose per produrre le quali abbiamo operato, ma otteniate una piena ricompensa. <a name="bk9"></a> Chiunque va avanti e non rimane nell’insegnamento del Cristo non ha Dio. Chi rimane in questo insegnamento è colui che ha il Padre e il Figlio. <a name="bk10"></a> Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto. <a name="bk11"></a> Poiché chi gli rivolge un saluto partecipa alle sue opere malvage. (TNM)</p>
<p><sup><a name="VER_8"></a></sup>Fate attenzione a voi stessi per non rovinare quello che abbiamo costruito e per ricevere una ricompensa piena. <sup><a name="VER_9"></a></sup>Chi va oltre e non rimane nella dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi invece rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio. <sup><a name="VER_10"></a><a href="#">10</a></sup>Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo,<sup><a name="VER_11"></a></sup>perché chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie. (CEI)</p>
<p><em>1 Corinti 5:11</em></p>
<p><a name="bk11"></a> Ma ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo. (TNM)</p>
<p><sup><a name="VER_11"></a></sup>Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello ed è immorale o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro: con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. (CEI)</p>
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		<title>Cartellino giallo</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 07:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come sono arrivato alla lettera di dissociazione di cui vi ho raccontato? Al di là del processo mentale di cui abbiamo già parlato, si arriva alla disassociazione per passaggi successivi. Nel senso che prima si fanno un po&#8217; di passaggi successivi nella saletta. La saletta è un luogo metaforico con un suo preciso significato fisico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sono arrivato alla lettera di dissociazione di cui vi ho <a href="http://www.ildisassociato.net/?p=197" target="_blank">raccontato</a>? Al di là del processo mentale di cui abbiamo già parlato, si arriva alla disassociazione per passaggi successivi. Nel senso che prima si fanno un po&#8217; di passaggi successivi nella saletta.</p>
<p>La saletta è un luogo metaforico con un suo preciso significato fisico. Se fai qualcosa di male gli anziani ti portano in saletta.</p>
<p><span id="more-200"></span></p>
<p>Questo vuol dire che dopo l&#8217;adunanza uno di loro ti chiama da parte e ti dice: fratello, posso parlarti? E tu pensi: oh, no, <em>ancora</em>! Così lui ti porta in saletta (cioè in un posto appartato della sala) e ti legge una scrittura. Di solito questo avviene perché qualcuno ha detto agli anziani di averti visto fare qualcosa di male anche se non di gravissimo.</p>
<p>Per esempio qualcuno ti ha visto con una ragazza, andare in giro da soli. Ti leggono qualche scrittura e ti spiegano che è meglio frequentarsi in gruppo per evitare le tentazioni della carne.</p>
<p>Però in saletta ti ci possono portare anche perché qualcuno ha fatto i &#8220;passi di Matteo&#8221;. In tutte le comunità chiuse si creano dei linguaggi, una sorta di isolamento semantico. Questo per dire che se chiedete ad un testimone di Geova che cosa sono i &#8220;passi di Matteo&#8221; lui vi dirà che in Matteo bla bla Gesù descrive quello che devi fare quando vedi un fratello che pecca e cioé parlare con lui e dirgli di andare dagli anziani, se non lo fa è tua responsabilità farlo al suo posto.</p>
<p>E&#8217; a questo punto che gli anziani ti chiamano e ti dicono &#8220;sai, il fratello Tizio ci ha detto che stava andando a funghi e ha trovato te e Caia nudi in macchina che commettevate fornicazione nel bosco. E&#8217; vero?&#8221; (Tratto da una storia vera).</p>
<p>Tu dici che è vero e loro ti fanno un <a href="http://www.ildisassociato.net/glossario#comitatogiudiziario" target="_blank">comitato giudiziario</a> (sic!) durante il quale si chiarisce la tua posizione. Io ho avuto il mio quando la mia prima ragazza mi lasciò e un&#8217;altra con la quale uscivo mi disse che la nostra relazione si doveva basare sulla sincerità e che dovevo parlare con gli anziani di quello che avevo fatto.</p>
<p>Così feci, nonostante avessi cominciato il mio processo di <a href="http://www.ildisassociato.net/?p=189" target="_blank">allontanamento mentale</a> dai testimoni di Geova. Dato che avevo confessato spontaneamente, le sanzioni per me furono solo alcuni mesi senza potere commentare in sala del Regno, alle adunanze, e senza potere fare discorsetti alla <a href="http://ildisassociato.net/glossario#scuoladiministero" target="_blank">Scuola di Ministero</a> teocratico.</p>
<p>Poteva andarmi peggio, avrebbero potuto segnarmi, che vuol dire che gli altri avrebbero potuto parlarmi, che potevo predicare ma che non potevo essere frequentato come compagnia per lo svago.</p>
<p>Naturalmente dopo pochi mesi lasciai la ragazza che mi aveva costretto a chiedere perdono per avere fatto le cose più naturali di questo mondo &#8211; e che comunque anche a lei interessavano. Ormai la mia strada &#8211; quella sì &#8211; era abbondantemente segnata.</p>
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		<title>Vent&#8217;anni di psicoanalisi</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 07:00:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La prima volta che sono andato da uno psicologo vivevo a Belluno e stavo con quella del cantico. Sentivo un forte bisogno di lasciarla e non sapevo come fare. C&#8217;era uno psicologo testimone di Geova nelle vicinanze e ci andai. Trovare uno psicologo testimone di Geova è una cosa piuttosto rara. Data la posizione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che sono andato da uno psicologo vivevo a Belluno e stavo con quella del <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/04/29/scrivere-un-cantico/" target="_blank">cantico</a>. Sentivo un forte bisogno di lasciarla e non sapevo come fare. C&#8217;era uno psicologo testimone di Geova nelle vicinanze e ci andai. Trovare uno psicologo testimone di Geova è una cosa piuttosto rara. Data la posizione dei testimoni in merito allo <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/19/studiare-fa-male/" target="_blank">studiare</a> si tratta di persone che hanno cominciato la professione prima.</p>
<p>In realtà di testimoni di Geova che si affidano a uno psicologo ne ho conosciuti davvero pochi.</p>
<p><span id="more-576"></span>Dopo quella prima breve esperienza, tornato a Pistoia, mi iscrissi a Psicologia all&#8217;Università. E&#8217; un errore che fanno in molti. Invece di andare dallo psicologo, ti iscrivi a Psicologia. Allora frequentavo ancora di tanto in tanto le adunanze. Questo psicologo veneto mi aveva detto che avrei dovuto sostituire la figura paterna con un&#8217;altra figura paterna. E in effetti c&#8217;era un anziano che tentava di seguirmi e che sembrava anche avere un certo affetto paterno. Mi invitava sempre a cena con la sua famiglia e mi portava alle loro gite fuori porta con gli altri fratelli.</p>
<p>Ricordo che una volta disse che apprezzava molto il fatto che io volessi mantenere una specie di <em>cordone ombelicale</em> (sic!) con la &#8220;verità&#8221; non dissociandomi e andando &#8211; ogni tanto &#8211; in sala del Regno. Quando mi iscrissi a Psicologia disse che in effetti era una cosa inutile e che la verità ci faceva conoscere tante cose necessarie, l&#8217;università era superflua.</p>
<p>Nel frattempo stavo capendo che studiare la psicologia non era sufficiente e cominciai ad andare da una terapeuta. Così cominciai anche a capire che non avevo più bisogno di padri, men che meno di padri ad affetto condizionato. Quando mi sono dissociato prima ho avvisato questo anziano, così, per una forma di correttezza. Lui mi ha detto che su di lui potevo sempre contare, in ogni caso.</p>
<p>Quando mandai la <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/05/03/la-mia-lettera-di-dissociazione/" target="_blank">lettera</a> di disassociazione mi telefonò per dirmi che sarebbe stato meglio accettare un comitato giudiziario per chiarire qualunque aspetto della mia precedente relazione, in modo che quando sarei voluto rientrare, sarebbe stato più semplice. Io dissi che no, grazie, stavo bene così.</p>
<p>Qualche tempo dopo entrò dal barbiere dove mi stavo facendo i capelli, mi vide ma non mi salutò. D&#8217;altronde, che volete, io sono disassociato.</p>
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		<title>Mi sono fatto un film</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 07:00:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto di fare un documentario partendo da questo blog si sta concretizzando. Vi dico solo che oggi siamo andati a girare allo stadio con Cristina che è la regista e ha avuto l&#8217;idea &#8211; allo stadio a Pistoia &#8211; perché è lì che mi sono battezzato &#8211; vedere foto. Dato che non abbiamo idea di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto di fare un documentario partendo da questo blog si sta concretizzando. Vi dico solo che oggi siamo andati a girare allo stadio con <a href="http://www.facebook.com/cristina.picchi" target="_blank">Cristina</a> che è la regista e ha avuto l&#8217;idea &#8211; allo stadio a Pistoia &#8211; perché è lì che mi sono battezzato &#8211; vedere foto. Dato che non abbiamo idea di come faremo poi a distribuire questo documentario, se qualcuno lo vorrà vedere, se qualcuno lo vorrà comprare, insomma in che modo vedrà la luce &#8211; per ora sappiamo solo che vedrà la luce &#8211; anzi che vedrà &#8220;il bianco&#8221; &#8211; potete iscrivervi alla newsletter qui accanto in modo che io possa avvisarvi quando ne saprò di più.</p>
<p><a href="http://www.ildisassociato.net/wp-content/uploads/2010/05/battesimo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-648" title="battesimo" src="http://www.ildisassociato.net/wp-content/uploads/2010/05/battesimo-300x201.jpg" alt="battesimo" width="300" height="201" /></a></p>
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		<title>&#8216;A cazzimma pe na canna</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quindi, con la mia bella lettera di disassociazione in tasca, pronta per essere spedita, approfitto di un viaggio di lavoro a Cassino per allungare fino a casa dei miei genitori per dire loro le cose che stanno scritte nella lettera, più o meno. In più c&#8217;è tutta la &#8220;questione della droga&#8221; che bisognava che chiarissi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi, con la mia bella lettera di disassociazione in tasca, pronta per essere spedita, approfitto di un viaggio di lavoro a Cassino per allungare fino a casa dei miei genitori per dire loro le cose che stanno scritte nella <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/05/05/la-mia-lettera-di-dissociazione/" target="_blank">lettera</a>, più o meno. In più c&#8217;è tutta la &#8220;questione della droga&#8221; che bisognava che chiarissi con loro. Non vi preoccupate per me, fatti salvi caffè e sigarette &#8211; ma ho smesso anche le sigarette da diversi anni &#8211; non sono un tossico-dipendente.</p>
<p>In realtà la &#8220;questione della droga&#8221; nasce dal fatto che avevo dato a una cugina più piccola &#8211; e dai facili costumi, direi &#8211; alcuni consigli sul fatto che provare una canna è una cosa, provare altre droghe un&#8217;altra e che drogarsi comunque è una cosa pericolosa.</p>
<p><span id="more-262"></span></p>
<p>Ho poi scoperto che la zocc&#8230; ahem, la giovane &#8211;  non solo faceva la sua vita molto lontana dai dictat dei suoi genitori &#8211; non era battezzata, quindi non era disassociata o disassociabile &#8211; ma provava piacere nel raccontare le sue malefatte a sua madre, mia zia, e quindi tutti i suoi fatti arrivavano all&#8217;orecchio della mia di madre. Così la frase &#8220;non è che la droga vada per forza provata&#8221; è arrivata a mia madre nella forma &#8220;Emidio si droga&#8221;, che è non proprio proprio la stessa cosa. Ad ogni buon conto ormai io ero determinato a uscirne &#8211; non dalla droga, non mi drogo, non mi drogavo, non mi sono mai drogato, ok? &#8211; e sfruttai la faccenda.</p>
<p>Ai miei genitori dissi che a provare le cose non c&#8217;era niente di male e che il punto era che non volevo essere un testimone di Geova. Non fu un&#8217;uscita felice, lo ammetto. Avrei fatto meglio a chiarire, ma tant&#8217;è, ormai è andata così. Non volevo la tentazione della possibilità di tornare indietro, di non tagliare i ponti, di rimanere testimone di Geova.</p>
<p>Così quella sera andai a bere una birra con i miei cugini e con mia sorella che ugualmente era scesa ad Avellino e parlavamo di come sia difficile liberarsi dalla religione e di come sia difficile vivere una vita normale. Mentre parlavamo di questo rovesciai una birra e la cameriera venne a pulire. Dissi che io ero un po&#8217; disadatto ma che ormai ero orgoglioso del mio esserlo e lei ci chiese se eravamo senesi. Io dissi che no, che in Toscana ci sono anche altri posti oltre Siena e per fortuna.</p>
<p>Così mia sorella disse a me e ai cugini che eravamo degli sfigati che non avevamo il coraggio di chiedere il numero a quella cameriera. Io dissi che mi servivano dieci euro per la droga &#8211; eddaì scherzo, non è vero &#8211; e che scommettevo dieci euro che l&#8217;avrei fatto davvero. Uscimmo e mia sorella mi chiese i dieci euro, perché non avevo chiesto il numero alla cameriera.</p>
<p>Così rientrai e chiesi a Vera &#8211; che non sapevo fosse Vera &#8211; di scrivermi un numero qualunque sullo scontrino, giusto per farmi vincere la scommessa. Poi dissi anche che casomai l&#8217;indirizzo email poteva darmelo vero e lei lo fece. Certo, se è vero che <em>nomina sunt consequentia rerum </em>dovevo aspettarmelo che una con quel nome poi me la sarei sposata.</p>
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		<title>La mia lettera di dissociazione</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 07:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altra volta vi dicevo che si esce dai testimoni di Geova in un po&#8217; di modi. Ora vi pubblico la lettera che ho mandato io per chiedere di uscire. Poi vi racconterò anche le vicende che mi hanno portato a questa decisione. L&#8217;argomento è complesso e necessita un po&#8217; di post. Non a caso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;altra </em><a href="http://www.ildisassociato.net/?p=194" target="_blank"><em>volta</em></a><em> vi dicevo che si esce dai testimoni di Geova in un po&#8217; di modi. Ora vi pubblico la lettera che ho mandato io per chiedere di uscire. Poi vi racconterò anche le vicende che mi hanno portato a questa decisione. L&#8217;argomento è complesso e necessita un po&#8217; di post. Non a caso il sito si chiama ildisassociato.</em></p>
<p>Gentili Signori,</p>
<p>Con la presente vorrei chiarire la mia posizione in merito alla religione alla quale appartenete e ho creduto di appartenere anche io fino ad oggi. Dico creduto di appartenere a ragion veduta, e passo a narrarvi di come vi sono entrato a far parte cercando di farvi comprendere perché mi sono espresso in questi termini.</p>
<p><span id="more-197"></span></p>
<p>Sono nato nel 1978, il 28 settembre, da genitori fortemente credenti che mi hanno educato ai principi di questa religione fin da subito. Il mio primo ricordo in merito a ciò era che non potessi avere in alcun modo la loro approvazione senza accettare anche le loro idee religiose. Tutto questo mi ha spinto a credere che questa fosse la religione giusta senza pormi ulteriori domande. Il 4 agosto del 1990 mi sono battezzato. Naturalmente a voi interesserà sapere, per comprendere bene la mia situazione, se il battesimo era frutto di una dedicazione oppure no. Sinceramente posso rispondervi che non lo ricordo. Ritengo di sì, perché è prassi che si chieda ai battezzandi se si sono dedicati e, anche se giovanissimo, non penso che avrei mentito. Se però fate un semplice calcolo comprenderete perché vi dico che non ricordo. Il quattro agosto 1990 non avevo ancora compiuto dodici anni. Questo vuol dire che se dedicazione ci fu, avvenne nel periodo fra gli undici anni e gli undici anni e mezzo. Ora chiedo a voi quante delle cose che avete fatto a quell’età vi tornano alla memoria in maniera nitida. Vi chiedo anche quante delle scelte che avete fatto fra la quinta elementare e la prima media influenzano ancora oggi la vostra vita. Vi chiedo ancora se subito dopo l’esame di licenza elementare foste in grado di comprendere il significato della dedicazione oppure no. Io ritengo di non essere stato in grado di capire che cosa stavo facendo, ritengo francamente che stessi soltanto cercando, come è normale, l’approvazione dei miei genitori, cosa che è ben diversa del fare pubblica dichiarazione della propria fede. D&#8217;altronde quale persona sensata darebbe valore alle idee sulla fede di un bambino di undici anni? Di fatto la mia carriera teocratica è finita presto, per quanto io abbia cercato in tutti i modi di non perdere la relazione che faticosamente tentavo di instaurare con i miei genitori. Della relazione con i miei genitori parlo, perché non ho mai avuto una relazione con Dio, né mai nella mia vita da adulto sono stato davvero persuaso del fatto che fosse possibile averla. E la mia condotta non poteva che seguire queste convinzioni. A diciannove anni, armato di tutte le buone intenzioni che la continua ricerca di approvazione poteva fornirmi mi sono fidanzato con una ragazza appartenente alla mia stessa religione. Ma se in realtà, nell’intimo, non si crede che certe cose siano sbagliate si finisce col farle. Il resto è noto. Circa un anno dopo la fine di questa relazione innegabilmente non rispondente alla presunta dedicazione che evidentemente già era del tutto scomparsa dalla mia memoria, mi sono imbattuto in un’altra ragazza la quale mi ha chiesto di pulirmi la coscienza, perché questo avrebbe permesso alla nostra relazione di cominciare. L’ho fatto perché credevo in quello che stavo facendo? Avevo già allora dei forti dubbi che fosse così, ma volevo assolutamente convincermi del fatto che lo fosse, che a spingermi non fosse l’amore per una donna, ma quello per Dio. Oggi, con un po’ di maggiore lucidità, sono in grado di vedere chiaramente che la mia dedicazione non valeva il tempo che ci avevo impiegato per farla, ammesso che l’abbia mai fatto. Era, anche questa, una relazione non destinata a durare. Da una parte la mia fidanzata aveva stigmatizzato la mia condotta nel corso della precedente relazione, d’altra parte il nostro rapporto non era poi così dissimile come volevamo credere – ovvero come lei voleva credere, io oramai avevo le idee sempre più chiare – dal mio precedente rapporto. Da una parte lei era ferita dalle mie idee così scarsamente improntate alla religione e dalla mia insofferenza nei confronti di tutto quello che riguardasse questo ambito, d’altra parte non esitava a cedere alle tentazioni che una relazione amorosa comporta. Senza eccessi, è vero, ma decisamente oltre i diktat spesso esposti nelle pubblicazioni ufficiali. Non mi fa piacere dilungarmi in dettagli, lo trovo davvero poco educato e irrispettoso, se non di cattivo gusto. Resta il fatto che io ero sempre più confuso in merito a quello che fosse religiosamente corretto, allo scopo di questa religione, alla mia fede – ormai del tutto svanita. L’unica certezza che mi resta è che io non sto, con questa lettera, lasciando questa religione, semplicemente non ne ho mai fatto parte. D&#8217;altronde Cristo si battezzò ad un’età ben diversa dai dodici anni. Non ho nulla contro questa religione. Probabilmente alcune cose sono giuste, altre sbagliate. Non so se rende migliori le persone, non sono in grado di dire se è quella giusta, non so se un giorno vorrò abbracciarla.</p>
<p>Potete indirizzare le comunicazioni in merito a questa vicenda all’indirizzo dell’intestazione.</p>
<p>Cordialità</p>
<div style="display: inline !important;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-style: normal;"><em>A seguito di questa lettera ricevetti una telefonata in cui mi si chiedeva di parlarne perché non era chiara l&#8217;intenzione di uscire dai Testimoni di Geova. Io risposi con questa nuova lettera: </em></span></div>
<p>Gentili Signori,</p>
<p>Faccio seguito alla mia del 21 u.s. per sottolineare, qualora non fosse risultato chiaro da quella, il mio intento irrevocabile di non appartenere più a questa religione.</p>
<p>Cordialità</p>
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		<title>Scrivere un cantico</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 07:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono stato con una ragazza, per un breve periodo della mia vita, di cui vi ho accennato quando parlavamo di fumetti, che avrebbe voluto scrivere un cantico. Lei era una musicista &#8211; cantava molto bene &#8211; e aveva una band. Due elementi sono rimasti miei amici e verranno al mio matrimonio &#8211; sul fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato con una ragazza, per un breve periodo della mia vita, di cui vi ho accennato quando parlavamo di <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/25/il-disegno-divino/" target="_blank">fumetti</a>, che avrebbe voluto scrivere un <a href="http://www.jw.org/index.html?option=QrYQZRQVNZHFVP" target="_blank">cantico</a>. Lei era una musicista &#8211; cantava molto bene &#8211; e aveva una band. Due elementi sono rimasti miei amici e verranno al mio matrimonio &#8211; sul fatto che delle ex mi siano rimasti i loro amici si potrebbe aprire un altro blog ma non intendo farlo, non temete. Il sassofonista suonerà per me la marcia nuziale. Ma la storia è un&#8217;altra. Quando la conobbi dovevo capire che non poteva fare per me.</p>
<p>Mi disse che avrebbe voluto tanto scrivere un cantico. Lì per lì ci rimasi male ma ancora non avevo capito. Avrei capito più tardi, ma come ho detto, questa sarebbe un&#8217;altra storia.</p>
<p><span id="more-557"></span>Il fatto è che io un tipo che aveva scritto un cantico lo conoscevo davvero. Era un fratello che frequentava la sala del regno di Firenze dove si sono <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/15/essere-imbarazzante-essere-imbarazzato/" target="_blank">sposati</a> mia sorella e suo marito. Di mestiere il tipo faceva il pianista di piano bar &#8211; che poi uno crede che sia un mestiere affascinante da canzone di De Gregori  - che poi casomai è anche vero, ma questo tipo di affascinante, credetemi non aveva niente.</p>
<p>Era anziano &#8211; il merito che vale, ricordatelo, è sempre e solo quello spirituale &#8211; ed era stato chiamato a scrivere un cantico. Come anziano era anche piuttosto fastidioso perché con il fatto che lavorava nei locali &#8211; locali dove non si facevano cose oscene, s&#8217;intende &#8211; diceva che l&#8217;anello al pollice non si poteva mettere perché indicava la perdita dalla verginità e altre cosette dittatoriali di questo tipo.</p>
<p>Aveva scritto un cantico, sì, e questo si sapeva, solo che non poteva dire a nessuno quale fosse il cantico che aveva scritto lui. Tutte le pubblicazioni dei testimoni di Geova non sono firmate, non è che i testimoni si possono vantare delle cose che fanno. Non poteva dirlo a nessuno e lui, preciso com&#8217;era, non l&#8217;aveva detto neanche alla moglie. Durante ogni cantico che si cantava in sala la moglie lo guardava per capire se era quello che aveva scritto lui. E durante ogni cantico lui abbassava lo sguardo con la stessa identica espressione. Vent&#8217;anni di pantomima, piuttosto che cadere nel peccato di superbia.</p>
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		<title>Cineforum clandestino</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 07:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho scoperto che esiste un film danese che si intitola To Verdener e che racconta la storia di una ragazza testimone di Geova che esce dalla religione. E&#8217; basato su una storia vera. Così l&#8217;ho cercato, solo che in Italia non è stato distribuito. L&#8217;ho comprato negli States, in lingua originale con sottotitoli inglesi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto che esiste un film danese che si intitola <a href="http://www.imdb.com/title/tt1065318/plotsummary" target="_blank">To Verdener</a> e che racconta la storia di una ragazza testimone di Geova che esce dalla religione. E&#8217; basato su una storia vera. Così l&#8217;ho cercato, solo che in Italia non è stato distribuito. L&#8217;ho comprato negli States, in lingua originale con sottotitoli inglesi e spagnoli. Mi è piaciuto tantissimo, mi ha commosso diverse volte e l&#8217;ho trovato molto fedele alla realtà, così ho perso un sabato nell&#8217;improbabile tentativo di farne una traduzione <em>con la fedele consultazione del testo orginale </em>-  non è vero, l&#8217;ho tradotto dai sottotitoli inglesi aiutandomi con quelli spagnoli, ma gli ex testimoni di Geova coglieranno la citazione &#8211; e l&#8217;ho pubblicato on line con i miei sottotitoli.</p>
<p>Così, chi ha voglia di vederlo, si può accodare a questo cineforum clandestino. Il film si scarica da <a href="http://www.megaupload.com/?d=ZQYBUJI0" target="_blank">qui</a> con sottotitoli italiani e da <a href="http://www.megaupload.com/?d=5M3192EQ" target="_blank">qui</a> con i sottotitoli originali in inglese del DVD. Se sapete un po&#8217; di inglese vi consiglio la versione originale perché come è noto io non sono poi così  bravo con le traduzioni.</p>
<p>Le cose che ho da dire io sul film le aggiungo nei commenti, in modo da evitare l&#8217;effetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spoiler_(cinema)" target="_blank">spoiler</a> &#8211; non che sia un triller, ma insomma - per cui aspettate di avere visto il film prima di leggere i commenti, casomai. Poi &#8211; se avete voglia &#8211; come in ogni cineforum che si rispetti ne parliamo nei commenti.</p>
<p><em>update: nello scegliere fra la versione italiana e quella inglese tenete conto del fatto che in italiano c&#8217;è anche una distinzione lessicale che riguarda i testimoni di Geova che in inglese non esiste &#8211; in danese non so. Vi spiego: le adunanze (sic!) in italiano si chiamano &#8220;adunanze&#8221; che è un termine che non si usa praticamente per niente altro, invece in inglese si chiamano &#8220;meeting&#8221; che è una parola piuttosto comune. Così, giusto per farvelo sapere. </em></p>
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		<title>How to: smettere di essere un testimone di Geova</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[uscire dai testimoni di geova]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post in realtà è solo una prima parte. La seconda è &#8220;uscire dai testimoni di Geova&#8221;, ma è un po&#8217; più tecnica e la rimandiamo di qualche giorno. Smettere di essere un testimone di Geova è una cosa che deve succedere nella testa. Uscirne è tutta un&#8217;altra cosa e comporta fatiche di natura completamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post in realtà è solo una prima parte. La seconda è &#8220;uscire dai testimoni di Geova&#8221;, ma è un po&#8217; più tecnica e la rimandiamo di qualche giorno. Smettere di essere un testimone di Geova è una cosa che deve succedere nella testa. Uscirne è tutta un&#8217;altra cosa e comporta fatiche di natura completamente diversa.</p>
<p>La prima cosa che succede &#8211; almeno la prima cosa che è successa a me &#8211; è che ti viene qualche <a href="http://www.watchtower.org/i/20090501/article_05.htm" target="_blank">dubbio</a>. Cose che non tornano, tipo il fatto che <a href="http://www.watchtower.org/i/bh/article_11.htm" target="_blank">risposta</a> alla domanda &#8220;perché Dio permette le sofferenze?&#8221; è priva di qualunque senso logico. Ovvero, trova una sua logica risposta solo in due casi: 1. Dio non esiste, 2. Dio è cattivo.</p>
<p><span id="more-189"></span></p>
<p>Mi ero ripromesso di mantenere questo blog lontano dalle questioni dottrinali e centrarlo sulla mia personale storia. Ma questa divagazione è parte della mia storia, perché questo è stato il primo pensiero che mi ha aiutato a uscire da quelle logiche.</p>
<p>La risposta alla domanda che danno nel complesso i testimoni di Geova è:</p>
<p>Adamo ed Eva hanno peccato, per questo sono diventati malvagi, Dio deve dimostrare che un uomo perfetto può servirlo e non tradirlo, l&#8217;ha dimostrato con Gesù, ora permette all&#8217;uomo di autogestirsi, l&#8217;uomo tende all&#8217;autodistruzione, così Geova sta dimostrando definitivamente che Satana ha torto e quindi nessun uomo, quando Geova avrà portato il Nuovo Mondo, potrà dire &#8220;l&#8217;uomo si può autogovernare&#8221; perché è stato ampiamente dimostrato che non è possibile.</p>
<p>Vi torna? E&#8217; logico? No. E&#8217; un po&#8217; la questione del &#8220;piove sui giusti e sugli ingiusti e che c&#8217;entriamo noi nel mezzo&#8221;. Praticamente si sta sostenendo che i bambini nel terzo mondo muoiono di fame perché Geova deve dimostrare che Satana aveva torto. Ma poi risuscitano. Sticaz&#8230; ehm. Scusate. Sto trascendendo. Volevo dire. Intanto soffrono e parecchio, anche.</p>
<p>Comunque, questo è il primo pensiero. Questo lo scacci, perseveri, alla fine ti convinci che &#8220;tanto risuscitano&#8221; è l&#8217;unica parte del discorso degna di nota. Poi arrivano le tentazioni della carne. Una ragazza, nel mio caso specifico. E dici: il punto è che i testimoni di Geova hanno ragione ma io proprio non posso fare a meno di comportarmi male. Sono debole.</p>
<p>E arranchi, e torni indietro. Poi passi alla fase &#8220;i testimoni potrebbero anche avere ragione, ma a me pare che abbiano torto&#8221;. Questa è già una fase avanzata. E&#8217; la fase in cui si trovano moltissime delle persone che conosco e che hanno lasciato i testimoni di Geova. E&#8217;  la fase in cui si giustificano le cose, in cui si dà la colpa agli anziani, si dice che sono le persone che sbagliano che non riescono a capire bene la Bibbia. E&#8217; una fase che ha diverse sfumature, perché si comprende che proprio non va, ma non si capisce se a sbagliare è Geova, le pubblicazioni, gli anziani locali. In questa fase si tende a giustificare il comportamento di chi è rimasto testimone.</p>
<p>L&#8217;ultima fase, quella più difficile, è &#8220;ok, è tutto sbagliato, semplicemente una fantasia&#8221;. E&#8217; la fase più difficile perché comporta l&#8217;ammissione del fatto che il tempo passato a credere è tempo buttato via. E&#8217; tempo che nessuno ti restituirà più. E&#8217; tempo che hai dedicato a vivere in una fantasia e non nella realtà. Insomma, dura da buttare giù, ve l&#8217;assicuro. Però è l&#8217;unica fase che consente di recuperare almeno il tempo futuro.</p>
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		<title>Game Over</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 07:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei prossimi post cominceremo a parlare della fase di uscita dai testimoni di Geova, di come ho smesso di credere e di come sia faticoso invece smettere di essere un testimone. Il punto è che lì, a quel punto, ci sono arrivato per approssimazioni successive. Ci sono arrivato attraverso tante piccole cose che non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi post cominceremo a parlare della fase di uscita dai testimoni di Geova, di come ho smesso di credere e di come sia faticoso invece smettere di essere un testimone. Il punto è che lì, a quel punto, ci sono arrivato per approssimazioni successive. Ci sono arrivato attraverso tante piccole cose che non mi tornavano e che hanno acceso delle lampadine nella mia testa. Io sono piuttosto dottrinale nella difesa delle mie posizioni, lo sono anche oggi, però continuo ad ascoltare e osservare, anche mentre difendo la mia idea.</p>
<p>E, come è noto, il diavolo sta nei dettagli e da quelli capisci un sacco di cose.</p>
<p><span id="more-538"></span></p>
<p>Quando ero molto giovane la domenica andavo a predicare e spessissimo andavo con mio padre &#8211; o mia madre &#8211; e un altro fratello o sorella. Ogni tanto invece &#8211; per cambiare &#8211; mi portava con sé qualche altro fratello che faceva parte della più stretta cerchia degli amici di famiglia. In particolare ce n&#8217;era uno che aveva diversi figli e che mi raccontava sempre storie avventurose sul suo passato da ex criminale e al quale ero particolarmente affezionato.</p>
<p>Un giorno dopo il servizio, il fratello mi portò a mangiare a casa della sua famiglia, cosa della quale io ero molto contento perché i pranzi con la mia famiglia invece erano molto noiosi, anzi a dirla tutta erano terrorizzanti perché finivano per essere una specie di <em>studio familiare</em> permanente che alimentava i miei continui sensi di colpa.</p>
<p>Una volta arrivati a casa dell&#8217;amico, il figlio mediano fu mandato a comprare qualcosa all&#8217;emporio-bar di quartiere. Io lo accompagnai. Quando arrivammo all&#8217;emporio-bar di quartiere il ragazzo, invece che tornare subito a casa, si fece una partita con un video game a monete che stava lì. No, non con un videopoker, che ancora non esisteva. Con un normalissimo puzzle bubble o qualcosa del genere.</p>
<p>Quando tornammo a casa il padre chiese perché ci avevamo messo così tanto. Il figlio nicchiò sulla questione e il padre gli fece una parte a muso duro perché perdeva tempo prezioso con i videogiochi. E io pensai allora che la durezza di mio padre non era una cosa che apparteneva solo a lui, ma che in qualche modo aveva a che fare con la religione e con le regole che facevano sì che tutto quello che non era teocratico fosse perdita di tempo.</p>
<p>Ah, il dubbio! Che cosa meravigliosa!</p>
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