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	<title>Geova non vuole che mi sposi &#187; storia</title>
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  <title>Geova non vuole che mi sposi</title>
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		<title>Atridi</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanti anni fa, quando ero proprio un ragazzino e andavo in giro con un SI verde con le frecce che mi aveva regalato mio padre, e facevo ancora il pioniere, facevo lo studio al marito di una sorella anziana. Era un signore che aveva una certa età e  ricordo entrambi sempre con affetto. Faticavo moltissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti anni fa, quando ero proprio un ragazzino e andavo in giro con un SI verde con le frecce che mi aveva regalato mio padre, e facevo ancora il pioniere, facevo lo studio al marito di una sorella anziana. Era un signore che aveva una certa età e  ricordo entrambi sempre con affetto. Faticavo moltissimo a tenere ancorato lui al libro di studio, perché divagava in continuazione. Era il nonno &#8211; il mondo è piccolo &#8211; di Pamela Villoresi, che fra qualche settimana porta in Teatro a Pistoia &#8211; teatro che è gestito dall&#8217;associazione di cui sono orgoglioso e non remunerato (grazie Tremonti) <a href="http://www.pistoiateatri.it/organigramma.php">vicepresidente</a> -<a href="http://www.teatridipistoia.it/index2.php?id_scheda=469">Atridi</a>. Se siete in zona vale la pena, la Villoresi è bravissima e Sebasti, con il quale lavora ormai da un po&#8217;, anche. Il buon Panici è una garanzia. Insomma, lo spettacolo non l&#8217;ho ancora visto (in Toscana debutta il 22 ottobre, appunto), ma mi fido di quella squadra. E niente, era per dire che i punti di vista cambiano. Cambiano parecchio, nel giro di <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/21/tutto-quello-che-non-puoi-controllare/">vent&#8217;anni.</a> Ma come dice San Jobs i puntini li unisci <a href="http://www.ilpost.it/2011/10/06/discorso-steve-jobs-stanford/">dopo</a>.</p>
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		<title>Male non fare</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 04:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facciamo finta che l&#8217;altro giorno mia zia abbia telefonato a mia sorella per dirle che siamo stati ingiusti nei confronti della famiglia e dei miei genitori in particolare, che questa roba del libro li ha fatti soffrire. Facciamo finta che mia zia abbia chiamato mia sorella prevalentemente perché io sono disassociato e con me non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Facciamo finta che l&#8217;altro giorno mia zia abbia telefonato a mia sorella per dirle che siamo stati ingiusti nei confronti della famiglia e dei miei genitori in particolare, che questa roba del libro li ha fatti soffrire. Facciamo finta che mia zia abbia chiamato mia sorella prevalentemente perché io sono disassociato e con me non può parlare. Facciamo finta che io abbia voglia comunque di risponderle e fingiamo che in qualche modo, tramite qualche cugino mia zia possa arrivare a leggere questo blog e questa lettera in particolare. Ecco, se ipoteticamente tutte queste cose fossero vere, io vorrei risponderle così.</em></p>
<p>Cara Zia,</p>
<p>prima di tutto vorrei darti qualche risposta nel merito delle obiezioni-accuse che tu mi muovi e che avrei preferito mi avessi mosso direttamente. Se non hai il mio numero posso fartelo avere, la mia posta elettronica la conoscono tutti: emidio chiocciola poi ildisassociato punto net. Ah, giusto. Il disassociato, appunto. Comunque, entro nel merito della questione, ché non mi piace perdermi in fronzoli.<br />
<span id="more-1026"></span> La prima contestazione che mi è stata riportata e che mi hai mosso, ha a che fare con questo <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/05/16/nonni-dei-e-cani/">post</a> in cui parlo della pizza che mi sono comprato coi 50 euro del nonno . Pensi che per me non sia stato doloroso scoprire che i miei nonni erano disposti per un precetto religioso a non venire al mio matrimonio? Volevo solo raccontare il mio dolore, raccontando quella particolare vicenda. Che forse a raccontarlo mi sarebbe sembrato meno doloroso. Non è stato così. Dolore era, dolore &#8211; forte &#8211; rimane. Non accuso nessuno di essere com&#8217;è, ma la tua religione, che è quella dei miei nonni anche mi ha ferito profondamente. E io lo racconto. Nient&#8217;altro. C&#8217;è una regola su questo sito, che poi ho applicato anche nello scrivere il libro: io racconto una storia, nessuno si senta offeso, o anche sì. Ma io racconto solo una storia.<br />
Questo vale per tutto quello che ho scritto. Male non fare, paura non avere. Il problema sono i fatti o il racconto dei fatti? Uno dei riscontri più frequenti che ho avuto è che nel libro prevale una vena ironica e affatto arrabbiata. Sì, ogni tanto la rabbia scavalca il dolore, o il dolore emerge, ma io sono sulla strada buona, ho quasi perdonato. Perdonato me, s&#8217;intende. Quindi ci siamo: che mi vuoi dire? Mi vuoi dire che la mia storia è falsa? Parliamone, la memoria potrebbe avermi ingannato qualche volta. Ma per ora non una delle cose che ho detto mi è stata contestata come falsa. Neanche una. Tu hai qualcosa da aggiungere? Questo posto è abbastanza democratico: se vuoi contestare  un solo fatto di quelli raccontati avrai qui e pubblicamente ampio spazio.<br />
E qui arriviamo a un punto focale che è quello sul quale mi sono concentrato in queste ultime settimane. Tu dici, da una parte, che io getto fango ingiusto sui miei genitori, dall&#8217;altra che loro sono rigidi e che, per esempio, alcuni miei zii, fra cui tuo marito, sono stati rimossi per aver avuto un atteggiamento meno rigido di quello di mio padre nei confronti di figli disassociati.<br />
Spero che tu colga da sola l&#8217;ironia della tua affermazione. Ma no, non la cogli, evidentemente, per cui sono costretto a fartela notare. Ora i casi sono due: o i miei genitori hanno seguito alla lettera la religione alla quale loro e tu appartenete o no. Siamo d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;hanno seguita alla lettera e in modo estremo. Ma comunque l&#8217;hanno fatto, nel senso che chi non l&#8217;ha fatto è stato punito con la rimozione da anziano. Quindi non si sono inventati il comportamento che io racconto. Quindi siamo d&#8217;accordo su alcune cose: 1. i miei genitori hanno seguito la religione 2. la religione è eccessivamente rigida 3. sarebbe giusto moderare la religione. Ora spiegami che senso ha appartenere a una religione se poi è necessario, per renderla umana, violarne i precetti. La religione dovrebbe migliorarci, non ingabbiarci in regole tanto strette da essere giuste solo se violate. O mi sfugge qualcosa o è un non senso. Perché se è giusto violare le norme che regolano i rapporti con i figli disassociati, allora siamo d&#8217;accordo: è giusto violare le norme di questa religione. E questo delegittima la religione. Quindi è giusto uscirne? Forse sono andato troppo oltre. Restiamo sul pezzo: i miei sono dei fondamentalisti, ovvero hanno seguito le regole della religione alla lettera. Le regole sono giuste o sbagliate? Hanno sbagliato i miei genitori? Abbiamo detto che io racconto solo la storia, i lettori traggono le conclusioni.<br />
Se invece mi vuoi dire che non avrei dovuto raccontare, che son fatti privati, che sono cose di famiglia, beh, allora no, mi dispiace, ma questo non lo accetto, non è così. Non è così perché i Testimoni di Geova sono una delle religioni più diffuse nel nostro Paese. Il mio scopo non è che chi è dentro si allontani o chi è fuori non si avvicini; il mio scopo è che ciascuno agisca consapevolmente, sapendo esattamente a che cosa va incontro, qual è l&#8217;esperienza che aspetta sé e i suoi figli. Anche chi è dentro, che sa bene come è la sua vita, con un occhio esterno casomai capisce qualcos&#8217;altro. Gli amici lettori possono testimoniare in mio favore: qui attacchi a testa bassa non se ne sono mai fatti.<br />
Quindi? Che succede? Ho sbagliato a raccontare la mia storia? A sciacquare in pubblico i panni che andavano lavati invece in privato? E&#8217; questo il problema, vi ho fatto fare una brutta figura? Male non fare, paura non avere. Dato che io racconto fatti successi, se questi fatti ti sembrano gettare biasimo su di te o sulla tua famiglia, comportati diversamente, da qui in avanti. Fai in modo che a raccontare il resto della tua vita non ci sia niente di vergognoso.<br />
Con affetto<br />
Emidio</p>
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		<title>Dagliene secche</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 09:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 1996, io avevo appena compiuto diciotto anni e litigato ferocemente con mio padre. Non ricordo di avere raccontato qui quella litigata, ma la trovate, nel libro, alla fine della seconda parte. In sostanza io non volevo più mettere il casco, lui voleva che lo mettessi ancora; ci sarebbe da aprire una parentesi enorme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Correva l&#8217;anno 1996, io avevo appena compiuto diciotto anni e litigato ferocemente con mio padre. Non ricordo di avere raccontato qui quella litigata, ma la trovate, nel libro, alla fine della seconda parte. In sostanza io non volevo più mettere il casco, lui voleva che lo mettessi ancora; ci sarebbe da aprire una parentesi enorme su questa cosa e su come le leggi dello Stato siano importanti nella vita: io lo so e lo sapevo che il casco serve, ma una cosa è rispettare una legge che lo impone, altro è essere l&#8217;unico 18 enne a portare il casco di tutta una scuola superiore. Soprattutto per me, che avevo marcato la differenza su tutto, marcarla anche su questa altra cosa ancora, anche se non c&#8217;entrava la religione, era davvero insostenibile.</p>
<p><span id="more-1001"></span></p>
<p>Comunque avevamo litigato e poi scendemmo ad Avellino dai nonni, le due cose non sono collegate, era per darvi il contesto. Giù c&#8217;era questa cugina di mio padre, con il marito e il figlio che ha pochi anni più di me. Loro avevano vissuto tanti anni in un Paese africano &#8211; che non ricordo &#8211; e negli Stati Uniti &#8211; in uno stato che non ricordo. Comunque era il giorno che Tyson era uscito da poco dal carcere e incontrava Holyfield.</p>
<p>Così eravamo a casa dei nonni e mio padre era andato a predicare e c&#8217;erano il marito e il figlio di questa cugina, e loro erano davvero curiosi di vedere questo match di boxe, e io mi ero lasciato incuriosire. Solo che i testimoni di Geova non guardano la boxe, e questo può essere un problema se hai voglia di vedere uno dei match più importanti della storia.</p>
<p>Ora, vi racconto questa cosa perché i miei detrattori accusano i miei genitori di essere rigidi e sostengono che la religione dei Testimoni di Geova, invece, sarebbe più flessibile. Quindi la domanda di oggi è: perché quando mio padre arrivò a casa e il match stava per cominciare e lui ci fece spegnere la televisione facendoci tutta una sceneggiata sull&#8217;opportunità di guardare uno sport che consisteva nel prendersi a pugni né il suo cugino acquisito, né il figlio, né io, né mio zio che si trovava lì per caso gli si poté rispondere che era un suo parere e che noi comunque di vedere l&#8217;incontro eravamo curiosi? E perché nessuno finse un improvviso impegno per andare a vedere l&#8217;incontro da qualche altra parte? Provo a suggerire: perché i testimoni di Geova non guardano la boxe. No, neanche quella. Non era un fatto di mio padre: lui solo non accettava eccezioni alle regole che c&#8217;erano.</p>
<p><em>(Finendo di scrivere questo articolo mi sto chiedendo che diavolo ci facessimo tutti a novembre a casa dei nonni. Per questo potrebbe essere un altro anno e un altro incontro, ma vale tutto il resto, ok?)</em></p>
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		<title>Sesso di colpa</title>
		<link>http://www.ildisassociato.net/2011/05/25/sesso-di-colpa/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 05:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
				<category><![CDATA[credenze]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[senso di colpa]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Strict religions such as Mormons ranked highest on the scale of sexual guilt. Their average score was 8.19 out of 10. They were followed closely behind by Jehovah&#8217;s Witness, Pentecostal, Seventh Day Adventist, and Baptist. I ricercatori hanno rilevato come i mormoni si trovino al primo posto nella “scala di colpa sessuale”. Il loro punteggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-1388827/Atheists-better-sex-religious-followers-plagued-guilt.html#ixzz1NIavBHmT">Strict religions</a> such as Mormons ranked highest on the scale of sexual guilt. Their average score was 8.19 out of 10. They were followed closely behind by Jehovah&#8217;s Witness, Pentecostal, Seventh Day Adventist, and Baptist.</p>
<p><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/126506/gli-atei-lo-fanno-meglio/">I ricercatori</a> hanno rilevato come i mormoni si trovino al primo posto  nella “scala di colpa sessuale”. Il loro punteggio medio è di 8,19 su  10. Sono seguiti a ruota da <strong>Testimoni di Geova, i Pentecostali, Avventisti del Settimo Giorno, e Battisti</strong>.</p></blockquote>
<p>Voi pensate che casomai io abbia voglia di scherzare su questo studio, invece intendo parlarne brevemente ma seriamente. No, perché, son quelle cose che ho cercato lungamente di spiegare quando ho parlato di senso di colpa che ha a che fare tutto quello che riguarda la sfera sessuale. Andiamo a vedere che cosa dicono le riviste dei Testimoni di Geova:</p>
<p><span id="more-1014"></span></p>
<blockquote><p><a href="http://www.watchtower.org/i/20040722a/article_01.htm">Per esempio</a> quando aveva solo 17 anni Cherie si lasciò andare a carezze  intime con un ragazzo. Pensava di amarlo. A distanza di anni prova  ancora rimorso per ciò che ha fatto. Dice con rammarico: “Prendevo alla  leggera le verità bibliche e ne ho pagato le conseguenze. Ho perso il  favore di Geova ed è stato tremendo”. Sullo stesso tono, una ragazza che  si chiama Trish ammette: “Fare sesso prima del matrimonio è stato lo  sbaglio più grande della mia vita. Farei qualunque cosa per tornare  vergine”. Le ferite emotive possono durare anni, causando stress e  angoscia.</p></blockquote>
<p>L&#8217;associazione fra sesso e &#8220;errore tremendo&#8221;, definire il sesso come &#8220;lo sbaglio più grande della vita&#8221; vi consente di immaginare quale idea del fare l&#8217;amore si costruisce nella mente dei ragazzi che crescono in questo ambiente. Addirittura la <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/13/chi-fa-da-se/">masturbazione</a> è normale che produca sensi di colpa (non esagerati, però, eh) , secondo la dottrina dei Testimoni:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.watchtower.org/i/200611a/article_01.htm">Come abbiamo</a> già visto, chi ha il vizio della masturbazione spesso è  tormentato dai sensi di colpa. Senza dubbio, essere ‘triste secondo Dio’  può darti l’incentivo per toglierti il vizio. (<a>2 Corinti 7:11</a>)  Esagerati sensi di colpa, però, possono essere controproducenti.  Possono farti sentire così scoraggiato da volerti arrendere. — <a>Proverbi 24:10</a></p></blockquote>
<p>Si potrebbe eccepire quindi che se la relazione fra cattivo sesso e senso di colpa è legata solo al peccato allora i testimoni di Geova sposati fanno del buon sesso. Purtroppo non è così semplice. Innanzi tutto questo meccanismo porta al matrimonio privi di qualunque esperienza o con un&#8217;esperienza condizionata dal senso di colpa e dalla punizione, appunto. Poi il senso di colpa per il sesso, una volta immaginato o provato non è così facile da disassociare (sic!) dal sesso. Insomma, passate tutta l&#8217;adolescenza a pensare che il sesso e la masturbazione siano errori tremendi, sposatevi giovani per non cadere nel peccato, senza nessuna esperienza. Vi aspetta una vita sessuale felice, sicuro.</p>
<p>Via <a href="http://forum.infotdgeova.it/viewtopic.php?f=26&amp;t=7579">InfotdGeova</a></p>
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		<title>Sono un caso limite</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 18:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la mia intervista su City (non mi ero ancora pavoneggiato per quella? Rimedio subito) su un forum di testimoni sono apparse delle critiche molto dure. Il senso delle critiche è in sostanza (non voglio ridurre tutto a questo, chi è curioso può leggersi tutto) che il mio è un caso limite e che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la mia intervista su <a href="http://city.corriere.it/2011/05/13/interviste.shtml">City</a> (non mi ero ancora pavoneggiato per quella? Rimedio subito) su un <a href="http://tdgstoriasoctel.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9778435">forum</a> di testimoni sono apparse delle critiche molto dure. Il senso delle critiche è in sostanza (non voglio ridurre tutto a questo, chi è curioso può leggersi tutto) che il mio è un caso limite e che la maggior parte dei tdG non è così fondamentalista. Così ho chiesto di rispondere e ho replicato che le cose che scrivo sono supportate dai ricordi: non solo sono vere, ma sono state messe in atto da leader della congregazione e spesso supportate da riviste ufficiali. Loro hanno ribattuto insistendo sul fatto che il mio è un caso limite che non tutti i testimoni di Geova sono così chiusi, la mia famiglia era un&#8217;eccezione.</p>
<p><span id="more-993"></span><em>A questo punto io ho spiegato che sì, non a tutti è stato vietato di leggere Topolino, ma il sorvegliante che l&#8217;aveva caldamente sconsigliato a me ha poi fatto ancora ulteriore carriera, e gli anziani tutti avevano appoggiato l&#8217;invito a non leggere quel giornaletto. La conversazione è andata avanti e ho fatto notare che spesso succedono cose del genere, casomai non con Topolino, ma con altre cose: il fondamentalismo prevale e si buttano libri, cd, fumetti. Devo dire che questo atteggiamento aperto alla discussione mi ha fatto pensare che forse è vero che la mia famiglia era un caso limite e che i tdG non sono in genere così fondamentalisti.</em></p>
<p></p>
<p>(Il secondo paragrafo, quello in corsivo, è inventato. Dopo aver abbondantemente ribattuto alla mia risposta, attribuendomi anche cose che non avevo detto &#8211; non ho mai sostenuto che mio padre impedisse a mia madre di bere vino, per esempio, ma che non accettasse comandi diretti, come &#8220;vai a prendere il vino in cantina&#8221;, non è la stessa cosa &#8211; hanno tirato fuori il regolamento del forum che prevede che gli ex non possano intervenire e hanno chiuso la discussione. Ma i miei sono un caso limite, però. Loro sono ragionevoli.)</p>
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		<title>Essere ridicoli oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 05:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi sento ancora addosso il difetto dei testimoni di Geova di essere protervo. Mi capiterà, per esempio, stasera, quando arriverò alla mia pizzeria preferita ad Avellino per mangiare la mia pizza preferita (bufala e salamino piccante) e, come è successo qualche anno fa, la signora mi dirà: guardi che nella diavola c&#8217;è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto mi sento ancora addosso il difetto dei testimoni di Geova di essere protervo. Mi capiterà, per esempio, stasera, quando arriverò alla mia pizzeria preferita ad Avellino per mangiare la mia pizza preferita (bufala e salamino piccante) e, come è successo qualche anno fa, la signora mi dirà: guardi che nella diavola c&#8217;è la carne, la carne? risponderò, pensavo ci fosse il salamino piccante, e il salamino piccante è carne, dirà lei (dalla punteggiatura dovreste capire che sto leggendo Saramago, e, sì, lo so che a lui viene meglio, coraggio) e oggi è venerdì santo. E poi io mi godrò la mia pizza &#8211; per fortuna i pizzaiuoli non fanno obiezione di coscienza. Ma soprattutto riderò per settimane di questa cosa, e cioè delle credenze religiose della signora che ai miei occhi atei appaiono francamente ridicole. Darò di gomito ai miei amici atei e soprattutto mi sentirò superiore.</p>
<p><span id="more-935"></span></p>
<p>Questo mi ricorda moltissimo i Testimoni di Geova perché loro hanno, nei confronti delle credenze dei cattolici &#8211; un po&#8217; di tutte le religioni ma dei cattolici di più &#8211; un atteggiamento di questo tipo. Si danno di gomito pensando alla matematica dell&#8217;uno più uno più uno uguale uno che sta dietro la trinità. Con l&#8217;atteggiamento di chi conosce l&#8217;ovvio e vede gli altri ignorarlo commentano la possibilità che Gesù sia nato davvero il 25 dicembre e che i pastori fossero all&#8217;aperto d&#8217;inverno. E poi il parto virginale di Maria. Dai, siamo seri.</p>
<p>Il punto è che poi cedono tutta questa ragione, la cedono in blocco a credenze che con lo stesso metro di misura sono ugualmente ridicole. Non con un altro standard, proprio con quello stesso: la risurrezione del corpo, il fatto che Dio ascolti tutte le preghiere contemporaneamente, tutte cose ridicole tanto quanto l&#8217;Assunzione in cielo di Maria. Insomma, ridicole: o le prendiamo tutte sul serio, o nessuna.</p>
<p>E mi sono ricordato di una volta che ero bambino e stavo predicando con mio padre &#8211; non ricordo quanti anni avessi, ma ero in età scolare &#8211; e volevo instaurare quella complicità che non c&#8217;era e che si acquisisce solo cominciando a darsi di gomito, rafforzando l&#8217;odio per il nemico comune: le altre religioni. Così dissi a mio padre che c&#8217;era una religione che prendeva la Bibbia alla lettera, che credeva a qualunque cosa ci fosse scritta compresa la creazione del mondo in sei giorni. Mi pareva che fosse divertente ridere di tanta dabbenaggine. Mio padre mi disse che eravamo noi, che sono i testimoni di Geova che credono alla lettera della Bibbia. E io ci rimasi male un po&#8217; perché era sfumata la possibilità di quella complicità e un po&#8217; perché immaginai qualcuno che pensando alla mia ingenuità si dava di gomito.</p>
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		<title>Blog reactions</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 16:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La questione del documentario sta facendo un po&#8217; di giro, come era prevedibile. La cosa divertente sono le reazioni di quelli che già mi odiano e neanche mi conoscono, tipo quello che su Facebook mi ha scritto: che tristezza quello che dici !!! giustificare il proprio modo di vivere accusando e denigrando i Testimoni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La questione del documentario sta facendo un po&#8217; di giro, come era prevedibile. La cosa divertente sono le reazioni di quelli che già mi odiano e neanche mi conoscono, tipo quello che su Facebook mi ha scritto:</p>
<blockquote><p>che tristezza quello che dici !!! giustificare il proprio modo di vivere accusando e denigrando i Testimoni di Geova !!! Il tempo ti darà la risposta giusta.Saluti</p></blockquote>
<p>e al quale non ho potuto che rispondere:</p>
<blockquote><p>Si infatti, devo giustificare il fatto di vivere una vita normale e non da invasato. Sì certo ciao.<br />
(denigrando? C&#8217;è una sola bugia in quello che dico? Provalo, grazie, o taci)</p></blockquote>
<p>Sto diventando <em>tranchant</em>? Peggioro, invecchiando.</p>
<p><span id="more-930"></span>Poi ci sono stati anche dei commenti invece di condivisione della propria storia e qualcosa posterò nei prossimi giorni. Poi c&#8217;è il post <a href="http://www.uaar.it/news/2011/04/13/problemi-dopo-aver-abbandonato-testimoni-geova/">dell&#8217;UAAR</a> sull&#8217;argomento e i suoi commenti. In particolare questo:</p>
<blockquote><p>A me sembra tanto il pianto isterico di un piccolo viziato, che si lamenta perchè è un debole ee gli hanno tolto il giocattolino.<br />
Se i parenti non vogliono andare al matrimonio saranno liberi di scegliere se andare o no ?O devono esaudire sempre i capricci dell’adulto fragile rimasto bambino ?</p>
<p>Nella libertà ognuno fa quello che vuole. Da dove nasce questo voler sempre pretendere e guidare al vita degli altri lamentandosi se gli altri non fanno quello che pretendi ? Naturalmente vale nei due sensi, sia nel caso della famiglia sia nel caso dell’uomo che pretende dalla famiglia esaudisca. E’ un debole e un incapace.</p>
<p>E’ un comportamento infantile di persone senza capacità decisionale e senza responsabilità sempre orientato a trovare una balia che debba dirgli ciò che deve fare o come.</p></blockquote>
<p>e poi questo (stesso autore):</p>
<blockquote><p>Si tratta di maturare e imparare ad esser autonomi e responsabili. Altrimenti si scade nella mancanza di rispetto per le decisioni di altri che non ci piacciono dove prevale sempre o solo l’egoismo personale.</p>
<p>Nella libertà e nel rispetto delle regole ognuno fa come gli pare. Nessuno deve sentirsi obbligato ad essere cattolico nè TdG nè può esserlo perchè il sistema tutela specialmente i più deboli.<br />
Tutto il resto è solo manfrina, capricci, di bambini viziati, per essere compatiti data l’incapacità di vincere. Appunto un capriccio perchè gli hanno rotto il giochino.</p>
<p>Se ti dimettono dal club mica muori no? Ti puoi iscrivere in altri club ! Perchè vuoi solo quello alle tue condizioni ? e non alle condizioni del club ? Se non ti piacciono vattane senza avere la pretesa di cambiare le regole se la maggioranza non vuole. Non credi ?</p></blockquote>
<p>Li riporto qui perché lì c&#8217;è la coda di moderazione che ha bloccato da qualche ora le mie risposte e invece penso di dovere una risposta all&#8217;amico Sal.</p>
<p>Caro Sal, tu confondi il club di topolino con una setta. Qui non è una questione di regole da cambiare, qui si tratta di limitare la libertà individuale. Qui si tratta di asserire che per il fatto che sono ateo e ho lasciato la religione nella quale sono nato, una comunità religiosa ha il diritto di imporre ai miei genitori di non venire al mio matrimonio (imposizione alla quale &#8211; certo &#8211; si sarebbero potuti ribellare). Io non ho mai chiesto ai Testimoni di Geova di modificare le proprie norme, men che meno di essere testimone di Geova senza rispettarle. A dire il vero non chiedo niente, mi limito a raccontare o se preferisci, a denunciare. Racconto che mio padre non mangia a tavola con me perché la sua religione glielo impedisce. Io sono cresciuto e questo non ha niente a che fare con me, caro Sal, ma con la società. La nostra società deve consentire in silenzio che l&#8217;otto per mille finisca a una setta come questa? Io penso di no, e penso che le persone che si avvicinano a questa setta debbano essere bene informate. Poi facciano la loro scelta ma nella piena consapevolezza di quello che accade se entrano, se educano i loro figli come Testimoni, se escono.</p>
<p>E, se ti interessa, ma non credo, io sono responsabile della mia vita. Ho fatto le mie scelte e ne accetto le conseguenze. Non voglio che niente della mia vita sia diverso. Però mi prendo la briga di far conoscere una realtà. Non a te e a quelli come te, naturalmente, ai quali poco si può dire, dato che sono impegnati a sputare sentenze senza avere letto una parola di quello che mi sono preoccupato di scrivere.</p>
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		<title>Sì, viaggiare</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 06:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
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		<description><![CDATA[Insomma stavo con questa ragazza di Belluno che chiameremo Marta &#8211; alcuni nomi potrebbero essere cambiati, si legge nelle riviste &#8211; e lei era parecchio strana. Per esempio non facevamo sesso &#8211; non propriamente, i contenuti hard li trovate a pagamento nel libro, ovvio &#8211; nonostante fossimo entrambi non più dei bambini. Era anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma stavo con questa ragazza di Belluno che chiameremo Marta &#8211; alcuni nomi potrebbero essere cambiati, si legge nelle riviste &#8211; e lei era parecchio strana. Per esempio non facevamo sesso &#8211; non propriamente, i contenuti hard li trovate a pagamento nel libro, ovvio &#8211; nonostante fossimo entrambi non più dei bambini. Era anche un periodo che non è che i soldi mi uscissero dalle orecchie. Mi ero trasferito a Belluno ma vivevo solo. Lei viveva con la madre e comunque i testimoni di Geova non convivono.</p>
<p><span id="more-851"></span>Il nostro rapporto era piuttosto in crisi, a dirla tutta. Tipo dal secondo giorno. Relazione molto difficile. Così pensai che ci avrebbe fatto bene un viaggetto e le proposi di andare a vedere le colline emiliane &#8211; se vi capita, per inciso, non sono affatto male. Io avevo una macchina cabrio &#8211; una punto eh, niente di che &#8211; e a lei dava fastidio il vento, per dire, ma questo non c&#8217;entra con la religione.</p>
<p>Quello che ha a che fare con la religione è che non potevamo fare questo viaggio da soli. Due fidanzati, anche se non più adolescenti, devono sempre avere un accompagnamento. Quindi andammo a fare il viaggio di nascosto da tutti. Beh, non dalla madre di lei. La signora &#8211; sorella spirituale &#8211; era sempre fra i coglioni soprattutto quando parlavamo. Era morbosamente interessata alle cose della figlia. Ovviamente dormimmo insieme in quei due o tre giorni, però lei, prenotando il viaggio, aveva prenotato due camere separate per ogni sera. Viaggiavamo di nascosto, ma la sua coscienza la costringeva a avere una camera tutta per sé.</p>
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		<title>Il pranzo di spalle</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle vicende avvenute prima del matrimonio che non vi ho raccontato &#8211; non ve l&#8217;ho raccontata, vero? sto diventando vecchio &#8211; è di quando siamo andati ad Avellino in treno e poi siamo tornati in macchina con i miei genitori che stavano venendo a Pistoia a trovare il nipote. Rimedio e ve lo racconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle vicende avvenute prima del matrimonio che non vi ho raccontato &#8211; non ve l&#8217;ho raccontata, vero? sto diventando vecchio &#8211; è di quando siamo andati ad Avellino in treno e poi siamo tornati in macchina con i miei genitori che stavano venendo a Pistoia a trovare il nipote. Rimedio e ve lo racconto adesso. Si tratta alla fine di niente di importante, se non un viaggio di cinque ore che temerariamente io e Vera abbiamo pensato di poter trascorrere con i miei genitori.</p>
<p><span id="more-839"></span>La prima cosa che ci ha lasciato perplessi è stata quando mio padre ha acceso la radio, appena siamo entrati in macchina, e la radio ha cominciato a trasmettere la lettura di una Torre di Guardia &#8211; ho poi scoperto che si possono scaricare integralmente da qui in formato <a href="http://www.jw.org/">MP3</a> &#8211; al che, per superare l&#8217;imbarazzo, ho cominciato a chiedere loro dove avrebbero trascorso le vacanze e con la scusa che non riuscivo a sentire le risposte, ho chiesto di spegnere la radio. Così abbiamo affrontato un lungo viaggio senza nessun sottofondo. Ma la parte divertente &#8211; ahem, dipende da i punti di vista &#8211; è arrivata con l&#8217;ora di pranzo. Ora, voi sapete che mio padre è molto rigido rispetto alla regola che recita:</p>
<blockquote><p>(<strong>1 Corinti 5:11</strong>) <em> 11 Ma ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno  chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o  ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo. </em></p></blockquote>
<p>Quindi mio padre non mangia con me, l&#8217;abbiamo detto. Mia madre è meno rigida, una volta mi ha spiegato che può &#8220;mangiare&#8221; inteso come &#8220;nutrirsi senza piacere&#8221; con me, ma non &#8220;mangiare come per svagarsi&#8221;.  Non ho voluto approfondire. Non penso che ci sia una lista di piatti che &#8220;sono piacevoli&#8221;  e altri che &#8220;sono nutrienti&#8221;. Penso che sia più una questione mentale. Mi pareva tutta una cosa troppo folle per chiedere spiegazioni. Ma ora ci trovavamo in una situazione particolare. Era ora di pranzo ed eravamo sull&#8217;autostrada del sole, poco sopra Roma. Come l&#8217;avrebbe risolta, mio padre la questione? Digiunando? No, ci fermammo a mangiare all&#8217;autogrill. Avrei dovuto fare una foto, sarebbe stata più significativa. Vi descrivo la scena a parole, capirete lo stesso: io e Vera seduti a un tavolo, con la pizza comprata da mio padre, mia madre seduta con noi con il cibo che si era portata da casa e mio padre, seduto al tavolo accanto, di spalle, che mangia la pizza per conto suo.</p>
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		<title>Solo Fanta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 05:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine della storia, quando ormai frequentavo molto di rado i testimoni di Geova mi erano rimasti alcuni amici, anch&#8217;essi poco spirituali. Sarebbero poi stati fra i pochissimi a continuare a salutarmi e a vedermi dopo la mia dissociazione, correndo serenamente il rischio di essere a loro volta disassociati, se qualcuno li avesse veduti. Questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine della storia, quando ormai frequentavo molto di rado i testimoni di Geova mi erano rimasti alcuni amici, anch&#8217;essi poco spirituali. Sarebbero poi stati fra i pochissimi a continuare a salutarmi e a vedermi dopo la mia dissociazione, correndo serenamente il rischio di essere a loro volta disassociati, se qualcuno li avesse veduti. Questi due fratelli carnali amavano bere e ubriacarsi da tempo, erano amici di mio cognato diventati poi amici miei. Gente a cui piace far baracca, andare in giro ma soprattutto &#8211; l&#8217;ho già detto? &#8211; bere e ubriacarsi.</p>
<p><span id="more-829"></span></p>
<p>Così spesso e volentieri ci trovavamo nella mia mansarda con qualche bistecca da arrostire nel camino e qualche bottiglia di quello buono &#8211; Morellino 414, Castello di Ama, Dievole, roba così, insomma &#8211; e passavamo la serata a bere ad ascoltare musica e parlare di nubi. Qualche volta a leggere dei libri. Seriamente. Detto così sembra una cosa da intelletuali. No, facevamo anche altre cose, tipo correre dietro alle ragazze, ma certe volte stavamo solo a casa. Comunque bevevamo, bevevamo tutti e bevevamo tanto.</p>
<p>Il loro padre aveva avuto un sacco di problemi per il fatto che i figli non erano spirituali, era stato anziano, ma poi l&#8217;avevano rimosso, poi era diventato di nuovo servitore di ministero. Così ogni tanto all&#8217;adunanza del giovedì faceva dei discorsi. Questa storia mi è venuta in mente vendendo la commedia &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_bugie_con_le_gambe_lunghe">Le bugie dalle gambe lunghe</a>&#8221; al <a href="http://www.pistoiateatri.it/teatro_manzoni_stagione.php">Manzoni</a> l&#8217;altra sera, che è una commedia su quanto le bugie tengano in piedi il mondo. Ve la consiglio vivamente, se vi capita. Insomma, &#8216;sto padre, nella speranza che la sua bugia diventasse verità a un certo punto disse: &#8220;le persone del mondo sono dissolute, si ubriacano, bevono, non sono come i nostri figli che bevono solo Fanta&#8221;.</p>
<p>Io e mio cognato ci guardammo un po&#8217; perplessi, ma poi la cosa non era così strana: se credi che i morti non siano davvero morti, ma aspettino la risurrezione, puoi anche credere che i tuoi figli che si ubriacano ogni fine settimana che Geova manda in terra bevano solo Fanta.</p>
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