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	<title>Geova non vuole che mi sposi &#187; amici di famiglia</title>
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  <title>Geova non vuole che mi sposi</title>
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		<title>Changes</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 18:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono a Changes ad Acquapendente. Mi hanno chiesto un pezzo sul mio cambiamento da recitare nel bellissimo Teatro Boni. Ho scritto questo e lo condivido anche con voi. Prima che mi scanniate, è una metafora, ok? Guardava fuori della finestra, quand&#8217;era bambino e si chiedeva che pasta fosse. Pasta molle, gorgonzola, pecorino. Si chiedeva se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono a </em><em><a href="http://www.changesfest.net">Changes</a></em><em> ad Acquapendente. Mi hanno chiesto un pezzo sul mio cambiamento da recitare nel bellissimo Teatro Boni. Ho scritto questo e lo condivido</em> <em>anche con voi. Prima che mi scanniate, è una metafora, ok?</em></p>
<p>Guardava fuori della finestra, quand&#8217;era bambino e si chiedeva che pasta fosse. Pasta molle, gorgonzola, pecorino. Si chiedeva se l&#8217;odore, nello spazio fosse intollerabile. Di giorno ci pensava meno, c&#8217;era il sole, il sole lo distraeva. Poi un giorno, ma era piccolo, davvero piccolo e sapeva appena parlare, un giorno lo chiese alla madre, gli chiese mamma, mamma, ma la luna di che formaggio è fatta? Non lo so, amore, gli rispose la madre. So solo che non beviamo latte, perché la luna è di formaggio. Leggiamo ancora i libri dei saggi per cercare di capire se ci sarà un giorno rivelato di che formaggio si tratta, per ora devi ubbidire.<br />
Poi bussavano anche alla mia porta e io che avevo pochi anni più dei suoi ascoltavo mia madre dire alla sua che no, che lei non ci credeva a questa cosa, che la luna non è fatta di formaggio. E lui pensava nella sua testa, poveri, non credono al formaggio. Come sono fortunato io che ho la verità, che credo nel formaggio, che so che la luna è fatta di formaggio.<br />
Un giorno mentre giocavamo nello stesso giardino, ormai era un poco più grande, mi chiese com&#8217;era il formaggio, che sapore avesse. Così, me lo chiese senza pensarci troppo, o almeno, voleva che sembrasse, ma si vedeva che la domanda lo logorava e che ci aveva pensato tanto. Si vedeva che si sentiva in colpa anche a chiederlo. Lui e la sua comunità accettavano il fatto che la luna è di formaggio e lo spiegavano agli altri. Il formaggio non si può mangiare. Non c&#8217;era spazio per il dubbio.<br />
Fui cattivo come solo i bambini sanno essere. Gli dissi che il formaggio era la cosa più buona del mondo e quando mi rispose che ne era fatta la luna e quindi non si poteva mangiare gli dissi che lui e le sue idee erano ridicole. Divento sempre fastidioso quando sono certo di avere ragione. Ma, diamine, quale sciroccato poteva credere il contrario?<br />
Mi ricordo quella faccia, la faccia che fece. Le lacrime di rabbia gli riempirono gli occhi. Ma prima di scoppiare a piangere mi gridò in faccia che  ero cattivo, che non sapevo niente e che la sua mamma, il suo papà, gli avevano detto la verità. Poi si girò e scappò già, ma lo sentii singhiozzare, mentre correva via.<br />
Poi diventò più grande. Ma non era cambiato niente, fra lui e il formaggio. Si divideva fra la scuola e la predicazione dei latticini. E ogni anno che passava, facevamo scuole diverse io lo incrociavo più raramente, ogni anno che passava lui diventava più fervente nelle sue convinzioni. Una volta, io mi ero diplomato da poco, lui poteva essere in quarta, o in quinta, mi ricordo che mi venne a trovare. Mentre parlava io pensavo che tutta questa cosa, tutta questa scena che lui faceva, tutto questo fervore emozionato, doveva essere un modo per sopprimere i dubbi che uno come lui non poteva non avere. Davvero credeva al formaggio? Davvero credeva, voglio dire, che ne fosse fatta la luna? Mi disse: tu sei una persona intelligente, fra dieci anni al massimo crederai anche tu nel formaggio. Di getto e senza pensare gli risposi che io credevo il contrario, che fra dieci anni al massimo sarebbe stato lui a non crederci più, per lo stesso motivo.<br />
Poi conobbe una ragazza. Aveva le sue stesse credenze, ma lei, ogni tanto, lei ogni tanto mangiava una fetta di emmental, nel panino. Non lo diceva a nessuno, forse i genitori lo sapevano, ma lasciavano correre. Per lui era un mondo nuovo e diverso, quello in cui si poteva credere per una volta almeno di far finta che le regole non esistano. Era lacerato da quei bocconi che ogni tanto lei, complice gli passava, e dal senso di colpa che gli provocavano. E ogni volta che sentiva il sapore del latticino in bocca si chiedeva se davvero avesse senso tutto questo affannarsi, tutto questo credere su prove che, più passava il tempo e più gli sembravano deboli, artefatte, inutili allo scopo.<br />
Lo scopo, il suo scopo era solo quello di qualunque bambino. Voleva solo piacere a mamma e papà. E continuava a non riuscirci, anche adesso che era grande. Qualunque cosa facesse, continuava a non riuscirci. E ce l&#8217;aveva scritto negli occhi. Anzi, ce l&#8217;aveva scritto nell&#8217;impegno che profondeva per nascondere tutti i suoi dubbi.<br />
Poi l&#8217;ho perso di vista. Per qualche anno non ho avuto più sue notizie. Ma immagino che abbia continuato a saggiare di nascosto i latticini, pensando ogni volta che forse quelle sue stupide regole, non erano quelle che rendevano il mondo un posto migliore. Quando ci siamo incontrati di nuovo non stava predicando.<br />
Aveva negli occhi la vertigine dello smarrimento di chi non ha un solo punto fermo nella vita. Per tutta la vita era stato convinto che la luna fosse di formaggio, a dispetto di tutto il mondo. Poi si era stancato di difendere posizioni impossibili e adesso aveva, di colpo, accettato il fatto che il mondo non era per niente come glielo avevano descritto. Aveva accettato il fatto di avere buttato via anni della sua vita a guardare una luna sbagliata.<br />
Mi ha detto solo avevi ragione. Poi mi ha spiegato: si dice che nella vita non si possa cambiare mai madre, religione o squadra di calcio. Io ho cambiato squadra di calcio quando avevo cinque anni, adesso ho cambiato religione e mia madre cambierebbe suo figlio, per questo.</p>
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		<title>Roma, oggi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 05:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo signore qua &#8211; intento nella foto sotto a fare a noi quello che non può fare per sé stesso, a parità di sentimenti, perché Beppe non vuole che si sposi &#8211; e che mi ha scritto la prefazione e risponde al nome di Ivan Scalfarotto domani presenta il libro a Roma alla libreria Tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo signore qua &#8211; intento nella foto sotto a fare a noi quello che non può fare per sé stesso, a parità di sentimenti, perché <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2011/02/10/beppe-non-vuole-che-mi-sposi/">Beppe non vuole che si sposi</a> &#8211; e che mi ha scritto la prefazione e risponde al nome di Ivan Scalfarotto domani presenta il libro a Roma alla libreria Tra Le Righe di Viale Gorizia, alle 18:30. Sarà presente l&#8217;autore, dice. Ci vediamo là, ok?<br />
<a href="http://www.ildisassociato.net/wp-content/uploads/2011/03/scalfarotto_picariello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-872" title="scalfarotto_picariello" src="http://www.ildisassociato.net/wp-content/uploads/2011/03/scalfarotto_picariello.jpg" alt="" width="400" height="600" /></a></p>
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		<title>Vent&#8217;anni di psicoanalisi</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima volta che sono andato da uno psicologo vivevo a Belluno e stavo con quella del cantico. Sentivo un forte bisogno di lasciarla e non sapevo come fare. C&#8217;era uno psicologo testimone di Geova nelle vicinanze e ci andai. Trovare uno psicologo testimone di Geova è una cosa piuttosto rara. Data la posizione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima volta che sono andato da uno psicologo vivevo a Belluno e stavo con quella del <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/04/29/scrivere-un-cantico/" target="_blank">cantico</a>. Sentivo un forte bisogno di lasciarla e non sapevo come fare. C&#8217;era uno psicologo testimone di Geova nelle vicinanze e ci andai. Trovare uno psicologo testimone di Geova è una cosa piuttosto rara. Data la posizione dei testimoni in merito allo <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/19/studiare-fa-male/" target="_blank">studiare</a> si tratta di persone che hanno cominciato la professione prima.</p>
<p>In realtà di testimoni di Geova che si affidano a uno psicologo ne ho conosciuti davvero pochi.</p>
<p><span id="more-576"></span>Dopo quella prima breve esperienza, tornato a Pistoia, mi iscrissi a Psicologia all&#8217;Università. E&#8217; un errore che fanno in molti. Invece di andare dallo psicologo, ti iscrivi a Psicologia. Allora frequentavo ancora di tanto in tanto le adunanze. Questo psicologo veneto mi aveva detto che avrei dovuto sostituire la figura paterna con un&#8217;altra figura paterna. E in effetti c&#8217;era un anziano che tentava di seguirmi e che sembrava anche avere un certo affetto paterno. Mi invitava sempre a cena con la sua famiglia e mi portava alle loro gite fuori porta con gli altri fratelli.</p>
<p>Ricordo che una volta disse che apprezzava molto il fatto che io volessi mantenere una specie di <em>cordone ombelicale</em> (sic!) con la &#8220;verità&#8221; non dissociandomi e andando &#8211; ogni tanto &#8211; in sala del Regno. Quando mi iscrissi a Psicologia disse che in effetti era una cosa inutile e che la verità ci faceva conoscere tante cose necessarie, l&#8217;università era superflua.</p>
<p>Nel frattempo stavo capendo che studiare la psicologia non era sufficiente e cominciai ad andare da una terapeuta. Così cominciai anche a capire che non avevo più bisogno di padri, men che meno di padri ad affetto condizionato. Quando mi sono dissociato prima ho avvisato questo anziano, così, per una forma di correttezza. Lui mi ha detto che su di lui potevo sempre contare, in ogni caso.</p>
<p>Quando mandai la <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/05/03/la-mia-lettera-di-dissociazione/" target="_blank">lettera</a> di disassociazione mi telefonò per dirmi che sarebbe stato meglio accettare un comitato giudiziario per chiarire qualunque aspetto della mia precedente relazione, in modo che quando sarei voluto rientrare, sarebbe stato più semplice. Io dissi che no, grazie, stavo bene così.</p>
<p>Qualche tempo dopo entrò dal barbiere dove mi stavo facendo i capelli, mi vide ma non mi salutò. D&#8217;altronde, che volete, io sono disassociato.</p>
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		<title>Game Over</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 07:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei prossimi post cominceremo a parlare della fase di uscita dai testimoni di Geova, di come ho smesso di credere e di come sia faticoso invece smettere di essere un testimone. Il punto è che lì, a quel punto, ci sono arrivato per approssimazioni successive. Ci sono arrivato attraverso tante piccole cose che non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi post cominceremo a parlare della fase di uscita dai testimoni di Geova, di come ho smesso di credere e di come sia faticoso invece smettere di essere un testimone. Il punto è che lì, a quel punto, ci sono arrivato per approssimazioni successive. Ci sono arrivato attraverso tante piccole cose che non mi tornavano e che hanno acceso delle lampadine nella mia testa. Io sono piuttosto dottrinale nella difesa delle mie posizioni, lo sono anche oggi, però continuo ad ascoltare e osservare, anche mentre difendo la mia idea.</p>
<p>E, come è noto, il diavolo sta nei dettagli e da quelli capisci un sacco di cose.</p>
<p><span id="more-538"></span></p>
<p>Quando ero molto giovane la domenica andavo a predicare e spessissimo andavo con mio padre &#8211; o mia madre &#8211; e un altro fratello o sorella. Ogni tanto invece &#8211; per cambiare &#8211; mi portava con sé qualche altro fratello che faceva parte della più stretta cerchia degli amici di famiglia. In particolare ce n&#8217;era uno che aveva diversi figli e che mi raccontava sempre storie avventurose sul suo passato da ex criminale e al quale ero particolarmente affezionato.</p>
<p>Un giorno dopo il servizio, il fratello mi portò a mangiare a casa della sua famiglia, cosa della quale io ero molto contento perché i pranzi con la mia famiglia invece erano molto noiosi, anzi a dirla tutta erano terrorizzanti perché finivano per essere una specie di <em>studio familiare</em> permanente che alimentava i miei continui sensi di colpa.</p>
<p>Una volta arrivati a casa dell&#8217;amico, il figlio mediano fu mandato a comprare qualcosa all&#8217;emporio-bar di quartiere. Io lo accompagnai. Quando arrivammo all&#8217;emporio-bar di quartiere il ragazzo, invece che tornare subito a casa, si fece una partita con un video game a monete che stava lì. No, non con un videopoker, che ancora non esisteva. Con un normalissimo puzzle bubble o qualcosa del genere.</p>
<p>Quando tornammo a casa il padre chiese perché ci avevamo messo così tanto. Il figlio nicchiò sulla questione e il padre gli fece una parte a muso duro perché perdeva tempo prezioso con i videogiochi. E io pensai allora che la durezza di mio padre non era una cosa che apparteneva solo a lui, ma che in qualche modo aveva a che fare con la religione e con le regole che facevano sì che tutto quello che non era teocratico fosse perdita di tempo.</p>
<p>Ah, il dubbio! Che cosa meravigliosa!</p>
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		<title>Commemorare</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; appena passata la pasqua e sono molto sazio, ma soprattutto mi sono appena accorto di non avere sviscerato a sufficienza l&#8217;aspetto del rapporto festività &#8211; testimoni di Geova con voi. In realtà mi verrebbe da dire che il rapporto festività &#8211; testimoni di Geova si riduce a &#8220;i testimoni di Geova non festeggiano niente&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; appena passata la pasqua e sono molto sazio, ma soprattutto mi sono appena accorto di non avere sviscerato a sufficienza l&#8217;aspetto del rapporto festività &#8211; testimoni di Geova con voi. In realtà mi verrebbe da dire che il rapporto festività &#8211; testimoni di Geova si riduce a &#8220;i testimoni di Geova non festeggiano niente&#8221;, ma sarebbe inesatto. C&#8217;è una cosa che i testimoni di Geova festeggiano e che si chiama commemorazione della morte di Cristo e sulla quale &#8211; indovinate &#8211; ho un aneddoto interessante.</p>
<p>La commemorazione è la data più importante sul calendario del testimone di Geova e consiste in una adunanza alla quale tutti sono invitati.</p>
<p><span id="more-530"></span></p>
<p>Normalmente il numero di presenti alla commemorazione è il doppio dei proclamatori &#8211; dati stimati a memoria, eh &#8211; per cui è un evento al quale partecipano anche interessati, non tanto interessati, disassociati che non vengono salutati, parenti curiosi, e la troupe che sta girando un documentario su questo blog che era curiosa di vedere come funziona lo commemorazione, per dire &#8211; sì ok, ho introdotto il tema del documentario buttandolo un po&#8217; lì così, ma poi quando ne saprò di più vi farò sapere di più.</p>
<p>La commemorazione, come dicevamo, è l&#8217;unica cosa che si festeggia anche se dire che si festeggia è un po&#8217; eccessivo: non si mangia la colomba, né l&#8217;uovo, né l&#8217;agnello ché sono simboli pagani. Non si fa il pranzo di pasqua, non si fa pasquetta fuori porta. Solo il giorno corrispondente al <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nisan" target="_blank">14 nisan</a></em> ci si trova, la sera dopo il tramonto, a fare questa adunanza che comincia con il solito cantico e la solita preghiera. Poi si fa un discorso &#8211; al solito l&#8217;oratore segue lo schema fornito dalla &#8220;società&#8221; &#8211; e poi si fa una preghiera sul pane e viene passato un vassoio di &#8220;emblemi&#8221; ovvero di pane azimo che simboleggia il corpo di Cristo.</p>
<p>Poi viene fatta la preghiera sul vino e viene passato un calice di vino &#8220;non adulterato&#8221; &#8211; quindi senza conservanti o altre cose del genere &#8211; e tutti passano il calice di mano in mano. Nessuno mangia e nessuno beve. I testimoni di Geova credono che i fedeli si dividano in due categorie: gli &#8220;unti&#8221; e le &#8220;altre pecore&#8221;. Gli &#8220;unti&#8221; a differenza delle &#8220;altre pecore&#8221; vivranno per sempre ma non sulla terra: in cielo con Cristo come correggenti. Solo un &#8220;unto&#8221; sa di essere &#8220;unto&#8221; e mangia il pane e beve il vino.</p>
<p>Gli unti sono 144.000 in tutto e sono i cristiani dalla nascita di Cristo in avanti. Sulla questione ci sono state molte <a href="http://www.infotdgeova.it/dottrine/144.000.php" target="_blank">correzioni</a> successive per giustificare il fatto che il numero degli unti era sempre costante ogni anno nonostante il fatto dovessero andare progressivamente a sparire, per logica, morendo.</p>
<p>All&#8217;atto pratico, dato che la faccenda degli emblemi era una faccenda &#8220;fra te e Geova&#8221;, gli unti che prendevano gli emblemi erano considerati un po&#8217; strani, perché nessuno credeva che avessero <em>davvero</em> la chiamata celeste. Del vecchietto che poi è morto di silicosi o di qualche malattia del genere dovuta al suo essere minatore in gioventù, si mormorava che avesse avuto qualche problema di spiritismo e che questo gli generasse il desiderio di andare in cielo invece che nel &#8220;nuovo mondo&#8221; sulla terra.</p>
<p>Del giovane rampante quasi laureato rappresentante che aveva pubblicato un romanzo a sue spese &#8211; che ho in libreria che non ho mai letto &#8211; si diceva che non riuscisse a immaginare un governo di cui non facesse parte. Insomma, di &#8220;unti&#8221; a cui qualcuno credesse non ne ho mai conosciuti, se non qualcuno americano, del corpo direttivo, venuto in visita.</p>
<p>Ma l&#8217;aneddoto divertente &#8211; più o meno &#8211; riguardava l&#8217;anziano molto rigido, che chiamato al privilegio di pronunciare la preghiera sul pane disse &#8220;ti preghiamo Geova di benedire questo <em>cane</em>&#8221; &#8211; chissà come, forse pensando <em>calice e pane </em>contemporaneamente. Ricordo il gelo scendere sull&#8217;affollatissima sala. Non si parlò di altro per settimane. Meno male che qualche volta succedeva qualcosa.</p>
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		<title>Farsi i fatti propri</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima che mia sorella si sposasse usciva con questo ragazzo &#8211; questo che poi sarebbe diventato suo marito, dico &#8211; che era un frequentatore della saletta. Le malelingue sostengono che venisse spesso invitato dagli anziani nella saletta perché aveva spezzato il cuore alla figlia di uno di questi, di uno abbastanza potente di cui in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima che mia sorella si sposasse usciva con questo ragazzo &#8211; questo che poi sarebbe diventato suo marito, dico &#8211; che era un frequentatore della <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/05/09/cartellino-giallo" target="_blank">saletta</a>. Le malelingue sostengono che venisse spesso invitato dagli anziani nella saletta perché aveva spezzato il cuore alla figlia di uno di questi, di uno abbastanza potente di cui in questo blog si è già <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/21/il-verme-e-la-mela/" target="_blank">parlato</a> e non i termini del tutto lusinghieri. Ma insomma, fatto sta che stava sotto la lente di ingrandimento da un po&#8217; di tempo.</p>
<p>Ora, dovete sapere che gli anziani fra loro si conoscono. In particolare si conoscono quelli che sono &#8220;sorveglianti che presiedono&#8221; la congregazione.</p>
<p><span id="more-484"></span></p>
<p>Gli anziani si dividono i compiti, c&#8217;è il &#8220;sorvegliante del servizio&#8221; che cura la predicazione, il &#8220;sorvegliante della scuola&#8221; che organizza la &#8220;scuola di ministero teocratico&#8221; e così via. Fra i compiti del &#8220;sorvegliante che presiede&#8221; c&#8217;è quello di organizzare le uscite &#8211; e di conseguenza le entrate &#8211; dei fratelli che vanno &#8211; o che vengono &#8211; a fare il discorso della domenica nelle congregazioni. Questo continuo scambio porta gli anziani a conoscersi perché si incontrano periodicamente per scambiarsi gli oratori.</p>
<p>Gli oratori naturalmente non parleranno &#8220;ad lib&#8221; ma seguiranno uno schema preciso, nazionale, numerato. Per cui gli anziani hanno questi foglioni davanti e dicono cose tipo: &#8220;allora ti posso mandare Tizio a fare il 54 in tale data&#8221; e quello gli risponde &#8220;ok, è libera, e io ti posso mandare Caio in tale data a fare il 72&#8243;. Questo sistema permette di avere una certa varietà di discorsi e di oratori e dimostra chiaramente che la società Torre di Guardia si fida sì dei suoi oratori &#8211; anziani e servitori di ministero &#8211; ma fino ad un certo punto, fino al punto che possono parlare ma devono dire quello che la Società ha impostato per loro.</p>
<p>Ma sto divagando. Dicevamo che gli anziani si conoscono. Così quando questo ragazzo da saletta cominciò a uscire con mia sorella l&#8217;anziano di cui sopra chiamò mio padre per dirgli che sua figlia &#8211; mia sorella, intendo &#8211; stava commettendo un grave errore a uscire con un fratello così poco spirituale. Mia sorella se ne fregò e continuò a commettere l&#8217;errore. E meno male.</p>
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		<title>Un&#8217;estate al mare</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
				<category><![CDATA[amici di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[avventure estive]]></category>
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		<description><![CDATA[Francesco dice che io sono una specie di Normalman, ovvero, come il personaggio di Lillo e Greg, sono partito da 100 volte più debole, stupido e inetto di un uomo normale ma poi, venendo al contatto con il texylonio, sono diventato normale.  Insomma, alla fine adesso sono una persona ordinaria, e di questa mia ordinarietà sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://francescocosta.net" target="_blank">Francesco</a> dice che io sono una specie di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Normalman" target="_blank">Normalman</a>, ovvero, come il personaggio di Lillo e Greg, sono partito da 100 volte più <em>debole, stupido e inetto di un uomo normale</em> ma poi, venendo al contatto con il <em>texylonio</em>, sono diventato normale.  Insomma, alla fine adesso sono una persona ordinaria, e di questa mia ordinarietà sono piuttosto soddisfatto &#8211; anche di usare la parola <em>piuttosto</em> nel modo corretto, a dire il vero, sono piuttosto soddisfatto.</p>
<p>In effetti ci sono diverse cose che non ho fatto al tempo giusto, o che non ho fatto per niente e che ormai non torneranno più. Diciamo che appartengono al mio periodo<em> pre-texylonio</em>.</p>
<p><span id="more-479"></span></p>
<p>Ecco, per esempio non ho mai avuto un&#8217;avventura adolescenziale al mare. Eppure, il ricordo che tutto mitiga e rende migliore, mi suggerisce una volta sarebbe anche potuto succedere. E&#8217; una volta di cui vi ho già parlato, quando vi raccontavo la <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/27/storia-di-asdrubala/" target="_blank">storia di Asdrubala</a>. La cosa andò così: io ero ad Avellino dai nonni, in campagna, e questi miei amici al mare in una città della bassa Campania. Così da principio andai a trovarli per un paio di giorni, perché avanzava loro un posto.</p>
<p>Lì conoscemmo alcuni ragazzi in vacanza, non testimoni di Geova. Li frequentavamo un poco, non molto, ma stessa piazzetta, stessa spiaggia, qualche chiacchiera si faceva. Considerando che anche al mare noi andavamo alle adunanze il tempo trascorso con loro era proprio ridotto. Io e uno degli altri, in particolare &#8211; quello che poi <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/31/altre-cose-vergognose/" target="_blank">avrebbe</a> baciato la segretaria, per intenderci &#8211; avevamo fatto parecchia amicizia con un paio di ragazze. Quella che pareva flirtare con me si chiamava Claudia. Così che quando i pochi giorni che dovevo trascorrere con loro furono finiti, chiesi loro di occupare per tutta la settimana restante il posto che era rimasto vacante nella casa in affitto, con la recondita &#8211; e inconfessata, seppure a me stesso &#8211; speranza di passare un po&#8217; di tempo con questa ragazzina.</p>
<p>Così tornai ad Avellino ma qualche giorno dopo ero di nuovo nella ridente località di mare. Quando gli amici mi vennero a prendere al bus però avevano architettato questo scherzo: mi raccontarono che c&#8217;era un problema e che il tipo &#8211; quello che poi avrebbe baciato la segretaria, per intenderci &#8211; aveva rimorchiato questa ragazza &#8211; non Claudia, l&#8217;altra &#8211; e si era appartato con lei sulla spiaggia.</p>
<p>Ecco, quello che non posso raccontarvi è come mi sentivo io in relazione a questa cosa, non posso raccontarvi quanto mi sentii in colpa per quello che <em>lui</em> aveva fatto e quanto mi sentii sollevato quando mi dissero che si era trattato solo di uno scherzo. Era come avere un macigno sul petto, era come accettare che quel ragazzo che io frequentavo fosse davvero una cattiva compagnia, poco spirituale come diceva mio padre, addirittura capace di questo, da non frequentare.</p>
<p>Ovviamente il senso di colpa preventivo e differito smorzò in me qualunque velleità di conquista. Ogni tanto mi chiedo se quello sarebbe stato il mio primo bacio o il mio primo due di picche.</p>
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		<title>Voce del verbo frustrare</title>
		<link>http://www.ildisassociato.net/2010/04/09/voce-del-verbo-frustrare/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
				<category><![CDATA[amici di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[perversione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[superiorità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero bambino la vita della comunità scorreva tranquilla. Ci sono stati molti anni in cui non successe praticamente nulla di rilevante. Mi ricordo che poi &#8211; avevo forse una quindicina d&#8217;anni &#8211; inaspettatamente la vita della comunità fu scossa da un fatto &#8211; stavolta davvero &#8211; grave. Anzi, io mi ricordo che di fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero bambino la vita della comunità scorreva tranquilla. Ci sono stati molti anni in cui non successe praticamente nulla di rilevante. Mi ricordo che poi &#8211; avevo forse una quindicina d&#8217;anni &#8211; inaspettatamente la vita della comunità fu scossa da un fatto &#8211; stavolta davvero &#8211; grave. Anzi, io mi ricordo che di fatti ne successero due, ma uno era così più grave, che il primo passò completamente in secondo piano, anzi, fu praticamente cancellato senza sanzioni.</p>
<p>Insomma un amico &#8211; uno che frequentavo spesso e di cui vi ho già <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/31/altre-cose-vergognose/" target="_blank">parlato</a> &#8211; mi disse che una notte al lavoro &#8211; faceva i turni &#8211; aveva baciato la segretaria.</p>
<p><span id="more-477"></span>Anche in questo caso &#8211; poteva avere 19 anni, lui &#8211; il fatto che avesse dato questo bacio a questa ragazza non doveva essere una cosa grave &#8211; l&#8217;esperienza aveva insegnato agli anziani che un comitato giudiziario per questa cosa <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/02/27/facciamone-una-tragedia/">non si poteva fare</a> &#8211; ma lui era <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/17/ho-fatto-il-pioniere/" target="_blank">pioniere</a> e sicuramente avrebbe perso i privilegi. Io gli dissi che doveva parlarne agli anziani e lui così fece. Gli anziani lo chiamarono una volta sola e poi rimasero d&#8217;accordo che ne avrebbero riparlato.</p>
<p>Ma prima che ciò accadesse la quiete delle adunanze fu sconvolta da un certa agitazione in fondo, nella zona dei bagni. I bagni della sala del Regno erano alla destra dell&#8217;ingresso ed erano due: uno per gli uomini e uno per le donne. Quello per le donne era un poco più spazioso e comunicava con uno stanzino dove si teneva il materiale per le pulizie. Dato che lo stanzino non aveva finestre &#8211; il bagno nemmeno a dire il vero, ma aveva un sistema di areazione &#8211; alla porta dello stanzino erano stati praticati dei fori regolari in basso, in modo che così anche gli attrezzi per le pulizie potessero prendere aria.</p>
<p>Non so se la descrizione architettonica sia chiara: stanzino per le pulizie separato dal bagno delle donne da una porta forata nella parte bassa. Ora arrivo al punto, fatevi solo ricordare l&#8217;episodio &#8211; di cui mi <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/03/31/altre-cose-vergognose/" target="_blank">vergogno</a> &#8211; in cui di due amici ne lasciammo uno a casa e andammo al mare con <em>l&#8217;altro</em> perché <em>l&#8217;altro </em>era spirituale e l&#8217;uno invece no.</p>
<p>Ecco, alla madre <em>dell&#8217;altro</em>, quello spirituale, le maestre avevano suggerito di mandarlo da uno psicologo, quando era alle elementari, perché mostrava del disagio. La madre &#8211; forse condizionata dalla scarsissima stima che i testimoni di Geova hanno della psicologia &#8211; aveva detto che neanche ci pensava.</p>
<p>Un giorno &#8211; quel giorno, quello dello scompiglio &#8211; una giovane sorella sente un respiro, mentre è in bagno, apre la porta dello stanzino e chi trova? Lui, insomma, <em>l&#8217;altro</em>.</p>
<p>Per capirsi, quando <em>l&#8217;altro</em> era ormai alle medie, si infilava, durante le adunanze, nello stanzino adiacente al bagno delle donne, per spiarle mentre facevano la pipì. Chiaramente la portata di questa cosa fece passare tutto il resto in secondo piano. Quella famiglia fu costretta a cambiare &#8220;congregazione&#8221; &#8211; ovvero a frequentare le adunanze in un&#8217;altra sala del Regno &#8211; dalla comprensibilissima indignazione delle sorelle della sala che scoprivano che quella sensazione di essere osservate era vera.</p>
<p>Insomma, si era scoperto che <em>l&#8217;altro</em> non era poi un ragazzino così spirituale e che i testimoni di Geova &#8211; ammesso e non concesso che con il loro carico di frustrazione non fossero una fucina di pervertiti &#8211; di sicuro non potevano garantire che ciascuno dei loro adepti fosse così buono, bravo e superiore.</p>
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		<title>Il popolo di Geova &#8211; remake</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 07:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
				<category><![CDATA[amici di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mia sorella ha detto che lei la storia dell&#8217;altro giorno la sapeva raccontare meglio di me. Dato che io invece sono convinto di averla raccontata meglio di lei, vi pubblico anche la sua versione. Ai posteri l&#8217;ardua sentenza &#8211; ammesso e non concesso che i posteri indugino sulla forma e non sulla sostanza di queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mia sorella ha detto che lei la storia dell&#8217;altro giorno la sapeva raccontare meglio di me. Dato che io invece sono convinto di averla raccontata meglio di lei, vi pubblico anche la sua versione. Ai posteri l&#8217;ardua sentenza &#8211; ammesso e non concesso che i posteri indugino sulla forma e non sulla sostanza di queste due storie.</em></p>
<p>Allora ti racconto questa storia: anni fa, una persona ormai adulta mi confidò quel che le era capitato quando aveva sei o sette anni, verso la fine degli anni settanta. Tale persona, che ci permettiamo di chiamare Piccolo Principe, abbreviato in PP, era cresciuto senza padre e, qualche tempo dopo la sua nascita, la madre era diventata una zelante testimone. Un giovane uomo non sposato, pure lui zelante testimone, cominciò a prenderselo in braccio sulle ginocchia durante lo studio di libro e a insinuare sempre meno casualmente le mani nelle sue parti intime.</p>
<p><span id="more-490"></span></p>
<p>Tale giovane (che, se fossi sicura, nome e cognome li scriverei, ma, anche se credo di averlo identificato, PP si rifiutò di confermarmelo) si offrì sempre più spesso di far compagnia a PP mentre la madre era a lavoro e le molestie divennero via via più pesanti, fino al giorno in cui PP ebbe una reazione tanto violenta (se ho ben capito provocandosi il vomito e altri malori) da spaventarlo e farlo desistere. Da adulto, il nostro Principino, zelante Testimone anche lui, finisce nei guai con gli anziani per qualche marachella che non ricordo (anzi lo ricordo, ma è irrilevante ai fini del racconto e lo potrebbe far identificare) e, visto che c&#8217;è, racconta l&#8217;abuso e l&#8217;influenza che, secondo lui, questo ha avuto su di lui  e sulla sua sessualità. Nel frattempo, il giovane uomo non sposato è diventato sposato con figlia e Geova, invece di far venir fuori il suo peccato, come promette la Scrittura: non me la ricordo, può intervenire <em>Dite La Verità</em>? Insomma, se Geova non ha provveduto a far rivelare il peccato nel corso di quasi due decenni; se il tizio si dice pentito e che non l&#8217;ha fatto più; se Geova l&#8217;ha chiaramente benedetto facendolo progredire spiritualmente e il suo “progresso è stato manifesto a tutti” (Aiuto, <em>Dite La Verità</em>), vuol dire che Geova l&#8217;ha perdonato e non è il caso di infierire, quindi il tizio può pure rimanere anziano.</p>
<p>Uhm&#8230;</p>
<p>Ora, se C.S.I e Criminal Minds mi hanno insegnato qualcosa, è che non ci si deve fidare dei predatori sessuali. Ma chi è GRISSOM rispetto a GEOVA?</p>
<p>Comunque, per quelli che amano il lieto fine, il nostro Principe Senza Vendetta accettò di buon grado la volontà di Geova e andò tranquillamente avanti con la propria vita, facendo anche lui progresso spirituale.</p>
<p>A me rimane la perplessità per la tortuosità del ragionamento che il perdono di Dio si manifesta con questa faccenda delle benedizioni. É un ragionamento che all&#8217;epoca condividevo e consideravo corretto, ma adesso non saprei indicare da quali pubblicazioni tragga origine, se neanche tu me lo sai dire, andrò a cercare in qualche blog apostata più serio.</p>
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		<title>I miei ragguardevoli sabati sera</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 08:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emidio Picariello</dc:creator>
				<category><![CDATA[amici di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[sabato]]></category>
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		<description><![CDATA[Dato che la citazione era già venuta fuori qualche post fa ho pensato di sfruttarla per raccontare che cosa ho fatto il sabato sera nella mia vita. E&#8217; uno spaccato che divide per sette la lunghezza di un&#8217;autobiografia, lasciandola lo stesso abbastanza significativa. Naturalmente con il passar degli anni i sabati sera sono molto cambiati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dato che la <a href="http://www.cacillo.it/ampollini/index_ragguardevoli.htm" target="_blank">citazione</a> era già venuta fuori qualche post fa ho pensato di sfruttarla per raccontare che cosa ho fatto il sabato sera nella mia vita. E&#8217; uno spaccato che divide per sette la lunghezza di un&#8217;autobiografia, lasciandola lo stesso abbastanza significativa. Naturalmente con il passar degli anni i sabati sera sono molto cambiati, ma alcune cose sono rimaste uguali nel tempo.</p>
<p>Quando ero bambino il sabato sera andavamo a casa di fratelli a cena o invitavamo fratelli a cena a casa.</p>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>C&#8217;era questo anziano che aveva una palestra e faceva massaggi, e che da giovane era stato culturista e che studiava tantissimo per conto suo, per cui quando parlava, con tutte quelle citazioni di greco, sembrava che sapesse esattamente quello che stava dicendo. Era molto rigido e ortodosso. Poi toccò anche a lui un comitato giudiziario &#8211; aveva esagerato con i massaggi? Non lo so &#8211; ma questa è un&#8217;altra storia. Al tempo l&#8217;anziano aveva una figlia di qualche anno più grande di me e cenavamo spesso da loro. Così poi giocavamo con le Barbies &#8211; embhé, che avete da fare quella faccia? Io usavo Ken! &#8211; e giocavamo ad Armaghedon, che era un gioco per cui arrivava Armaghedon e i malvagi venivano distrutti ma i nostri alter ego Ken e Barbie invece salvati.</p>
<p>Poi c&#8217;era un&#8217;altra famiglia dalla quale andavamo spessissimo e il padre era servitore di ministero, ed era siciliano e faceva i cannoli, ma sapevano troppo di pecora. I cannoli che ho mangiato poi non sapevano di pecora. Poi si disse che non era il caso di stare sempre con i soliti, di invitare sempre gli anziani e di stare fra gli anziani e si cominciarono ad invitare a casa anche fratelli che invece erano meno spirituali, ovvero non erano né anziani né servitori, né pionieri. Così, per incoraggiarli.</p>
<p>Poi sono passati gli anni e siamo arrivati alle feste in casa. Preadolescenti in casa di qualche servitore di ministero o anziano che si prendeva la responsabilità e vigilava sulla condotta di tutti. Una volta ci trovammo per vedere un <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=15353" target="_blank">film</a> di Clint Eastwood che parlava dei testimoni di Geova. La cosa andò malissimo perché non solo il film parlava pessimamente dei testimoni di Geova &#8211; e in modo anche piuttosto impreciso, ma per sovrammercato c&#8217;era anche una scena di <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/02/05/guardare-la-televisione-stanca/" target="_blank">sesso</a>.</p>
<p>Crescendo abbiamo cominciato a uscire in comitiva e anche lì c&#8217;erano delle regole. Quando si usciva ci doveva essere almeno un servitore di ministero o un anziano che garantisse che non sucedesse niente di <a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/13/chi-fa-da-se/" target="_blank">male</a>. Così le attività preferite erano: andare a mangiare la pizza, andare al bowling, al massimo un locale di karaoke. Perché della discoteca neanche a parlarne. E &#8211; voglio essere sincero con voi &#8211; è l&#8217;unica mancanza che non ho mai sentito.</p>
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