U.S.

Dato che questo sito, si sa, ha un rapporto particolare con la carta stampata, ho scritto una cosa per il Mucchio Selvaggio, che comincia così:

“Il fumo fa male” diceva Cechov per parlare di tutt’altro. E comunque le persone non riescono a smettere – vi dice niente Zeno Cosini? – e si sentono in colpa per la loro salute. Io invece – che sono cresciuto in una famiglia di testimoni di Geova – mi sentivo in colpa soltanto al pensiero di fumare.
Le sigarette sono tabù come un sacco di altre cose per cui avrei fatto bene a vergognarmi sebbene non le avessi (ancora) commesse. Il senso di colpa infatti non ha bisogno dell’azione. Ragioniamoci su.

Il fatto che il senso di colpa sia totalmente slegato dall’azione ho cominciato a capirlo molto presto nella vita. Poi non avevo gli strumenti per usarla, questa informazione, allora. Ero preadolescente e stavo facendo lo studio personale con mio padre. Lo studio personale con i figli è una cosa tipica delle famiglie di testimoni di Geova, di quelle parecchio spirituali, di quelle più zelanti a dire il vero. Quelle che lo sono meno tendono a trascurarlo ma dal podio i fratelli che fanno i discorsi ripetono sempre quanto sia importante fare lo studio familiare, che unisce la famiglia, e lo studio personale con i figli, per trattare gli argomenti che sono necessari per rafforzare la loro spiritualità. Ci sarebbe molto da dire sul materiale di studio, ma soprattutto sulla sua profondità. Se vi capita di incontrare un testimone di Geova per strada potete provare a farvi lasciare una di quelle riviste e leggerne una parte: quello è il massimo livello di profondità e di analisi che i testimoni raggiungono nelle loro pubblicazioni. Ma questa è un’altra storia, se divago troppo, poi mi sento in colpa.

Potete continuare la lunga lettura su il Mucchio Selvaggio in edicola, in pdf, o scaricando l’app da iTunes. Al solito sono ben venuti i commenti, anche quelli piccati.

Posted by Emidio Picariello on September 26th, 2011 | Filed in libro, varie ed eventuali | 9 Comments »


9 Responses to “U.S.”

  1. seymour caulfield Says:

    Arrivo qui per colpa di Leonardo, blog che leggo avidamente, che ti segnalava come blog da votare nei Macchianera Blog Awards (mi eri sfuggito quando inviato mia scheda di voto). Vedo anche che scrivi sul Mucchio, rivista che leggevo prima che tu nascessi e ho letto credo fino al periodo in cui ti sei fatto convincere che 12 anni fossero abbastanza per essere battezzati.
    Sono un TdG, da una vita. Sono stato “figlio di anziano” (sorvegliante che presiede) e conosco, come te, tutti i meccanismi che fanno funzionare una congregazione. Ti dico subito che tuo padre appartiene a quella categoria di anziani che hanno tutta la mia disistima, far battezzare un figlio a 12 anni è pura follia (mi sembra di vederti, tutto saputello, gongolare al sentirti chiamare “fratello”).
    Il tuo blog, l’ennesimo di una lunga lista di blog di fuoriusciti, comunque di gran lunga il più intelligente di quelli che ho letto, mi fa interrogare ancora una volta sull’ossesione per i TdG di quelli che non sono più TdG. Ho spesso riflettuto sui meccanismi mentali che scattano in coloro che abbandonano qualcosa che li ha tenuti lungamente impegnati. Io ho smesso di fare molte cose, abbandonato passioni, cambiato hobby, potrei anche abbandonare i TdG, ma non credo che poi dedicherei del tempo a ciò che non considero più degno di occupare i miei pensieri. Che cos’è che spinge una persona a spendere più tempo per spiegare perché non fa più una cosa rispetto a quello che spendeva per farla? Te lo chiedo sinceramente.

  2. Emidio Picariello Says:

    Beh, ti devo una risposta, perché il tuo commento, l’ennesimo di una lunga lista di commenti di testimoni di Geova che capitano da queste parti, è di gran lunga il più intelligente di tutti. E non sono ironico.
    La risposta è semplice e si articola in due parti, ne ho già parlato ma mi ripeto volentieri. La prima parte della risposta è che non spendo più tempo per spiegare perché non faccio più una cosa, intanto perché “non spendo più tempo” nel senso che il blog tutto mi ha portato via una quantità di tempo ragionevole e scrivere è sempre stata una mia passione, l’avrei fatto comunque su altri argomenti, casomai, poi perché non è una questione di “tempo” o di “fare cose”. Tu sai, e mi pare che sia una persona intellettualmente onesta, per cui concorderai con me, essere testimone di Geova non è una cosa che “si fa”, ma è un modo di vivere totalizzante. Scrivere questo blog, e il romanzo e anche fare qualche presentazione non è niente di tutto questo. E’ davvero un hobby da poche ore al mese.

    Detto questo io divido i testimoni-ex-tali in due categorie: quelli che credono di avere mal speso il tempo passato a esserlo e quindi vogliono recuperarlo cancellando quella parte della loro vita e quelli che ritengono di avere mal speso il tempo passato a esserlo e quindi spendono male anche il resto della loro vita a tentare di convincere tutto il mondo a non diventarlo mai o a smettere di esserlo.

    Per molti anni io ho fatto finta che i testimoni di Geova non fossero mai entrati nella mia vita. L’ho fatto fino a che ho potuto. Poi si è posto un problema: dovevo spiegare a tutta la numerosissima famiglia di mia moglie perché non conoscevano i miei familiari, perché i miei genitori non mangiano al tavolo dove sedevo io (con conseguente difficoltà a organizzare una cena con consuoceri), perché non sarebbero venuti al mio matrimonio – e da qui il titolo, semplicistico per certi versi, di blog e libro – e un sacco di altri perché.

    Farlo pubblicamente e dettagliatamente è stato più facile e meno dispendioso da un punto di vista di energie mentali che farlo privatamente. Poi sì, lo ammetto, ci ho preso gusto. Ma il primo post che ho scritto è stato questo:

    http://www.ildisassociato.net/2010/05/19/ho-voluto-piu-bene-a-mario/

    anche se l’ho pubblicato poi nella sua posizione cronologica. C’è anche spiegato perché l’ho scritto.

    Così è, questa è la mia storia e c’entrano molto mamma e papà, con le mie decisioni, ma anche a te faccio la stessa domanda che ho fatto ai tuoi predecessori: qualcosa di quello che ho scritto è falso? E se sì che cosa?

  3. Ponga Says:

    @ seymour caulfield:
    Sono d’accordo con Emi, il commento merita una risposta, libera da ogni polemica. Questo anche se odio perdere tempo su questo blog. Vorrei, sinceramente, che non m’importasse niente dei Testimoni di Geova. Le ragioni per le quali credo che questa non sia la vera religioni -e anche che non esista una vera religione- sono già state ampiamente discusse nel blog e nei commenti. Messo questo da parte, quindi, credo che la ragione per la quale io perdo un po’ del mio tempo e della mia energia sull’argomento è legata ai rapporti emotivi e affettivi con i miei genitori e parenti che vengono ostacolati dalle regole su come trattare chi non la pensa più come i TdG, ovvero le scrofe lavate che tornano al loro vomito e simili. Che il rapporto con mia madre e mio padre debba passare attraverso la loro dolorosa percezione di me come una persona adulta non felice e realizzata, ma perduta, disapprovata, amante del mondo. Che mia madre debba trovarsi a dire: “hai fatto un figlio per Armaghedon” o, di fronte a qualche brutta notizia del telegiornale: “ecco, a te piace questo mondo”, senza poter nemmeno sospettare (anche di fronte alle mie più chiare parole) che non è il mondo che mi piace, è solo che ritengo illusoria la sua speranza che sia dio a cambiarlo. E’ come se le dicessi “non credo che la sola imposizione delle mani possa guarire dal cancro” e lei mi rispondesse “ecco, vedi, ti piace il cancro”. E che tutto questo accada non perchè mia madre non mi ami o sia stupida, ma perchè è questo l’effetto della propaganda dei testimoni, del vuoto che millantano ci sia al di la di loro “se hai conosciuto Geova e non ci credi più hai dei motivi malvagi, o il tuo cuore è stato ingannato da Satana” o bazzecole così.
    Succede ancora alle assemblee che i TdG raccontino esperienze di come hanno rinunciato a questo e a quello – lavori super pagati o carriere prestigiose- per amore della verità, come se invece tutto questo fosse stato davvero alla loro portata e facile? Ecco, lo trovo ridicolo, ma trovo ancor più ridicolo che ex TdG si mettano a dare la colpa ai testimoni di quello che non hanno fatto nella vita. Seppur condizionate, anche queste sono state scelte. Non è una scelta, invece, non poter mangiare e stare allegramente insieme ai propri cari per un battesimo fatto a 12 anni. Fa arrabbiare, pesa come un ricatto emotivo e fa perdere tempo in polemiche spesso a senso unico con l’organizzazione e le sue dottrine.

  4. Thumper Says:

    (Per quel che conta, trovo anch’io che il commento di Seymour, tra tutti quelli dei TdG che ho letto qui, sia il più intelligente.)

  5. Emidio Picariello Says:

    Sì, poi la conversazione ha avuto un seguito in privato e no, Seymour non è diverso dagli altri. Pensa comunque che i testimoni siano migliori del resto del mondo, e guai a provare a chiedergli numeri a supporto di questa sua teoria…

    (Seymour, se hai voglia di contestare questa mia affermazione, non ho problemi a rendere pubblico il nostro scambio, io, per dire)

  6. seymour caulfield Says:

    Fai come vuoi.
    Tutte le mie considerazioni sono licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

  7. Emidio Picariello Says:

    Seymour:

    No Emidio, innanzi tutto grazie per la risposta, no non stai dicendo cose false. Ho letto alcuni post e mi sono trovato davanti situazioni che conosco benissimo, per le quali mi sono arrabbiato e ho alzato la voce (non sono mai stato nominato perché sono un rompicoglioni), e condivido gran parte delle tue perplessità su aspetti organizzativi. Quel che non mi trova d’accordo è il modo in cui lo scrivi. Sai benissimo che non siamo tutti così grotteschi come ci descrivi, che la percentuale di imbecilli dei TdG è identica a quella di qualsiasi altra organizzazione e sai anche, in fondo, che il mondo sarebbe migliore se tutti fossero come noi. Nei tuoi post ci descrivi invece proprio come le persone che non ci conoscono vogliono immaginarci e credo che tu lo faccia per dare ai tuoi lettori quello che vogliono, un’immagine dei TdG che coincida perfettamente con i loro stereotipi. Loro arrivano qui, ti leggono, ti fanno i complimenti, ma in realtà ti considerano un fenomeno da baraccone, il ragazzo allevato dai lupi che ora porta le scarpe, sa leggere, scrivere e strimpella anche il violino.
    Detto questo, ti confesso che mi sarebbe piaciuto incontrarti e discutere con te di tutto quello che non ti convinceva della nostra organizzazione, credo che saremmo andati d’accordo.

    Con sincera stima.

    Emidio:

    Ma guarda, proprio no. Non penso di essere stato meno grottesco di come descrivo, né che gli altri siano meno grotteschi di come li descrivo. Una volta che ci siamo accordati su un fatto, e cioè che non ho scritto nulla di più e nulla di meno che la verità, poi quello che ti sta succedendo – e che è successo anche ad altri e che è successo anche a me, per la verità quando l’ho scritto – è che hai per la prima volta – o per una volta se preferisci – un punto di vista diverso per cose che ti paiono normali perché fanno parte della tua abitudine.

    Perché di solito queste cose tu non le racconti. Di solito tu dici “la verità” e non ti pare per niente strano, né assurdo, né grottesco incontrare un fratello e chiedergli “da quanto tempo è nella verità” e lui ti risponde che “è nato nella verità”. E non c’è niente di strano. Invece è strano, assurdo e grottesco esattamente come ti sembra quando lo leggi sul mio blog o nel mio libro. Perché finalmente lo vedi per quello che è: un lessico che blinda le persone, un lessico violento – la verità/il mondo, la bestia selvaggia, gli apostati etc, etc.

    E no, il mondo non sarebbe un posto migliore se tutti fossero testimoni di Geova. Il mondo sarebbe un posto migliore se tutti fossimo persone migliori. La favoletta del fatto che solo fra i testimoni di Geova c’è amore, che solo fra fratelli ci si scambia le chiavi di casa, questo è, una favoletta. Dopo, “nel mondo”, l’ho fatto mille volte anche spedendo le chiavi di casa ad amici, mentre io ero dalla parte opposta dell’Italia. Sono stato ospitato ovunque da gente conosciuta appena, ma con la quale si è subito instaurato un bel rapporto. Senza dio, o con dei diversi dal tuo. E, sorpresa, funziona. Funziona lo stesso, spesso meglio.

    Ah, non so suonare il violino e no, non sono un fenomeno da baraccone, quasi mai. Mi sa che quello che ha una lettura condizionata dei fatti, lenitiva, se vuoi, quello sei tu. Mi spiace, ma non posso farci niente.

    A presto

    ps. la nostra conversazione è diventata privata, perché hai risposto via mail e non sul blog, se preferisci che sia così va bene altrimenti puoi ricopiare la tua risposta sul blog, come commento e io risponderò a mia volta…

    Seymour:

    Scusa Emidio, mi era sembrato di cogliere una sottile ironia nelle cose che scrivi, invece sei tremendamente serio. Devo dedurre che credi davvero che possa essere un trauma infantile non poter scrivere a Babbo Natale o non poter partecipare alle recite natalizie. Probabilmente non riesci ancora ad uscire dal cono d’ombra di tuo padre. Io, nei miei 40 anni fra i TdG, ho sembre neutralizzato quelli come tuo padre con una risata, tu non riesci a riderne nemmeno dall’esterno.
    Detto questo, mi sembra inutile precisare che il mio riferimento ad un mondo “migliore” pieno di TdG sia solo un riferimento statistico, riconosciuto anche dai nostri peggiori detrattori, che indica una presenza di persone oneste fra i TdG mediamente più alta di quella di altre organizzazioni. Oppure farti notare il lessico violento che blinda le persone, sia più meno lo stesso di quello presente in tutte le religioni e che quindi l’argomento del contendere diventa se si possa considerare contemporaneo il linguaggio biblico, ma non credo che questi argomenti siano di tuo interesse.
    Volevo concludere dicendoti che non sono io che ti considero un fenomeno da baraccone, ma che molti tuoi lettori di considerano di sicuro così. Per molti di loro tu sarai sempre “quello salvato dalla setta dei Tdg”, un etichetta che ti sei dato da solo aprendo un blog monotematico sull’argomento. Se questo produce per te un effetto terapeutico, va benissimo. Se ti porta pure qualche riscontro economico, meglio ancora. Ma se non ti fa guadagnare niente, perché perdere tempo? Mangiamo e beviamo, perché domani moriamo.

    Saluti

    Emidio:

    Scusa Emidio, mi era sembrato di cogliere una sottile ironia nelle cose che scrivi, invece sei tremendamente serio.

    Le due cose non si escludono a vicenda. Dire cose vere con ironia, lo chiamo.

    Devo dedurre che credi davvero che possa essere un trauma infantile non poter scrivere a Babbo Natale o non poter partecipare alle recite natalizie.

    Non lo credo, c’ero, ti assicuro che lo è.

    Probabilmente non riesci ancora ad uscire dal cono d’ombra di tuo padre.

    Probabilmente. Altri soldi di analista. Anche loro devono campare, poretti.

    Io, nei miei 40 anni fra i TdG, ho sembre neutralizzato quelli come tuo padre con una risata, tu non riesci a riderne nemmeno dall’esterno.

    Non è la stessa cosa avere quel tipo di persone come genitori o averci a che fare, se permetti.

    Detto questo, mi sembra inutile precisare che il mio riferimento ad un mondo “migliore” pieno di TdG sia solo un riferimento statistico,

    Dati?

    riconosciuto anche dai nostri peggiori detrattori,

    Dati?

    che indica una presenza di persone oneste fra i TdG mediamente più alta di quella di altre organizzazioni.

    Dati? Io credo al metodo scientifico e mi farebbe piacere avere qualche prova di questa cosa. Altrimenti è falsa. Senno io ti dico che statisticamente chi ha i capelli mori è più alto di chi ha i capelli biondi e che camminare sulle mani, statisticamente, allunga la vita. Oppure posso dire che statisticamente la percentuale dei depressi fra i testimoni di Geova è più alta che nel resto del mondo, per dire. Le statistiche si fanno con i numeri e con le ricerche, non con le chiacchiere.

    Oppure farti notare il lessico violento che blinda le persone, sia più meno lo stesso di quello presente in tutte le religioni

    Infatti questa o quella per me pari sono.

    e che quindi l’argomento del contendere diventa se si possa considerare contemporaneo il linguaggio biblico, ma non credo che questi argomenti siano di tuo interesse.

    Oh, non credere, mi interessano moltissimo, invece.

    Volevo concludere dicendoti che non sono io che ti considero un fenomeno da baraccone, ma che molti tuoi lettori di considerano di sicuro così. Per molti di loro tu sarai sempre “quello salvato dalla setta dei Tdg”, un etichetta che ti sei dato da solo aprendo un blog monotematico sull’argomento.

    Sì, però io faccio anche politica, lavoro, vedo amici, sono un sacco di cose. Per i lettori del blog e del libro sono “quello di Geova”, per me per la mia vita sono fortunatamente anche altro.

    Se questo produce per te un effetto terapeutico, va benissimo.

    Boh, non so, lo dirà il tempo.

    Se ti porta pure qualche riscontro economico, meglio ancora.

    Temo di no, l’editoria moderna fa guadagnare solo sui grandi numeri, e io non sono un autore da grandi numeri.

    Ma se non ti fa guadagnare niente, perché perdere tempo?

    Te l’ho spiegato, raccontare alla famiglia di mia moglie, ricordi?

    Mangiamo e beviamo, perché domani moriamo.

    Un po’ semplicistico, non trovi? Puoi fare di meglio. Diciamo che viviamo serenamente e meglio possibile la vita di oggi, cercando di migliorare un po’ – o anche tanto, riuscendoci – il mondo intorno a sé perché sarebbe davvero bello che ci fosse qualcosa dopo la morte ma purtroppo non c’è niente e quindi valorizziamo al massimo quello che abbiamo, la vita attuale. Soprattutto se l’alternativa è “viviamo la vita attuale dedicandola a Geova e non cercando niente dal mondo”, continuo a ritenere la mia filosofia migliore.

    Saluti

    Anche a te

    Seymour:

    Vuoi i dati?
    Ma tu pensi davvero che, per fare un esempio,che tra le fila della tua parte politica (che non so quale sia, ma non importa, per me sono tutte due uguali, io sono di Rifondazione Comunista) ci sia una percentuale di persone mediamente oneste maggiore di quella che c’è tra i TdG?
    Quale sarebbe il vantaggo di essere TdG e disonesto?
    Un po’ di onesta intelletuale dovrebbe essere alla base di ogni confronto.

    saluti

    Emidio:

    Vuoi i dati?

    Sì, per sostenere una cosa ci vogliono i dati.

    Ma tu pensi davvero che, per fare un esempio,che tra le fila della tua parte politica (che non so quale sia, ma non importa, per me sono tutte due uguali, io sono di Rifondazione Comunista) ci sia una percentuale di persone mediamente oneste maggiore di quella che c’è tra i TdG?

    No, non mi mettere in bocca parole che non ho detto. Io ho detto, e ripeto, che fra i testimoni di Geova ci sono persone oneste e disoneste, come in qualunque altro campione di popolazione secondo una distribuzione detta a curva Gaussiana, o distribuzione normale se preferisci. A meno che tu non abbia dati di qualche genere per confutare questa affermazione, io credo questo. E’ una legge della statistica: se prendi un campione di popolazione sufficientemente grande riproduci le caratteristiche della popolazione. Se poi mi porti prove del contrario sono disponibile a rivalutare la mia posizione. La politica è un’altra cosa, e io non ho mai sostenuto che nel mio partito – il PD – gli onesti prevalgano, assolutamente, o che ce ne siano di più in percentuale fra i testimoni di Geova. Ho solo detto che gli esempi che mia madre mi portava – “possiamo essere ospitati in tutto il mondo solo sulla base dell’appartenenza ai testimoni di Geova, non succede con nessuna altra organizzazione” – sono una bufala: succede con tutte le organizzazioni. Poi la questione della politica è un’altra ancora e sarebbe lunga da affrontare, io faccio politica con il dubbio costante di sbagliare, di avere sbagliato parte, che la mia parte sbagli e quindi io mi debba trovare pubblicamente in dissenso. Quante volte hai fatto un discorso sul podio criticando una scelta degli anziani? Ecco, la maggior parte dei miei interventi politici pubblici sono stati in dissenso rispetto alla linea del partito. I Partiti non sono Religioni e non ha senso confrontarli. E fino a prova contraria hanno al loro interno – soprattutto alla base, che è la parte numerosa – la stessa distribuzione normale di onestà dei testimoni di Geova e della popolazione, a meno che tu non abbia dati per confutare questa legge della statistica.

    Quale sarebbe il vantaggo di essere TdG e disonesto?

    I vantaggi di essere testimone di Geova, la possibilità di fare carriera senza alcun merito ma solo con lo zelo, il potere di influire sulle vite degli altri che dà il fatto di essere anziano, il vantaggio psichico di non dover prendere le proprie decisioni avendo rinunciato alla propria individualità in favore dell’appartenza a un gruppo, non hanno nulla a che fare con l’onestà. Posso essere pedofilo o ladro e al contempo voler ancora appartenere a un gruppo con tutto quello che questo comporta e casomai godere del potere dell’anziano. Non vedo conflitto fra essere testimone di Geova e disonesto. Le due cose non si escludono in nessun modo, tanto che ci sono prove testimoniali – che ho raccolto direttamente – di bambine, ora adulte, seviziate da anziani (ne ho raccolte due) che ancora sono anziani.

    Un po’ di onesta intelletuale dovrebbe essere alla base di ogni confronto.

    Sì, se vuoi essere onesto devi:
    1. non usare straw man arguments (ovvero mettermi in bocca cose che non ho detto, facilmente controvertibili e poi scagliarti contro di esse)
    2. usare dati e testimonianze a favore dei tuoi argomenti, e non sensazioni.

    saluti

    Ciao a presto

    Seymour:
    Non credo serva la curva di Gauss, penso basti il buon senso di Betoldo, per essere ragionevolmente sicuri del livello medio, ripeto livello medio, più alto di onestà dei TdG rispetto ad altre organizzazioni. Vogliamo misurare l’incidenza percentuale dei TdG nella popolazione carceraria italiana e confrontarla con quella sulla popolazione? O vogliamo calcolare il numero di agenti e carabinieri necessari per far svolgere un raduno di TdG rispetto al raduno di qualsiasi altra associazione (e io me ne sono fatti parecchi sia da una parte che dall’altra)?
    Poi paasiamo ai vantaagi del TdG disonesto. “La vanità è decisamente il mio peccato preferito” diceva l’avvocato/diavolo Al Pacino, e fino a qui ci posso stare, ma se sono un disonesto (ladro), che ci guadagno ad essere TdG? Avrei più vantaggi se fossi, ad esempio, presidente della provincia di Milano.

    p.s. se avessi conosciuto un anziano pedofilo, adesso canterebbe nel coro delle voci bianche, se magari mi volessi segnalare i due che conosci tu.

    ciao

    Emidio:

    Non credo serva la curva di Gauss, penso basti il buon senso di Betoldo, per essere ragionevolmente sicuri del livello medio, ripeto livello medio, più alto di onestà dei TdG rispetto ad altre organizzazioni.

    No, non basta, non basta la tua sensazione a fare scienza, anche perché è inficiata da quello che ti raccontano.

    Vogliamo misurare l’incidenza percentuale dei TdG nella popolazione carceraria italiana e confrontarla con quella sulla popolazione? O vogliamo calcolare il numero di agenti e carabinieri necessari per far svolgere un raduno di TdG rispetto al raduno di qualsiasi altra associazione (e io me ne sono fatti parecchi sia da una parte che dall’altra)?

    Alle assemblee di partito non c’è polizia, né uscieri, né niente, a meno che non ci sia qualche personalità. Sempre: sensazione soggettiva condizionata dal lavaggio del cervello che ti hanno fatto.

    Poi paasiamo ai vantaagi del TdG disonesto. “La vanità è decisamente il mio peccato preferito” diceva l’avvocato/diavolo Al Pacino, e fino a qui ci posso stare, ma se sono un disonesto (ladro), che ci guadagno ad essere TdG? Avrei più vantaggi se fossi, ad esempio, presidente della provincia di Milano.

    Sì, infatti Penati quando era presidente della provincia di milano ha probabilmente (io credo che una persona sia innocente fino a che la sua sentenza non sia passata in giudicato, come la nostra legge prevede) rubato. Ma questo non significa niente. Non hai risposto a quello che ti ho detto prima, elencandoti i vantaggi ai quali accedi essendo un testimone di geova. vantaggi personali che non hanno a che fare con l’onesta. Non intendo ripetermi, rileggi e se vuoi rispondere puoi farlo puntualmente o puoi introdurre fatti nuovi. Così attacchi il pd per difendere i tdg che è una cosa abbastanza inutile: non ho detto mai che la disonestà sia esclusiva o maggiore nei tdg. Sei tu che dici che nei tdg non esiste e devi provarlo, perché nel mondo reale è necessario provare le cose perché siano vere, ripeterle molte volte non è sufficiente a farle diventare reali.

    p.s. se avessi conosciuto un anziano pedofilo, adesso canterebbe nel coro delle voci bianche, se magari mi volessi segnalare i due che conosci tu.

    http://www.ildisassociato.net/2011/05/25/sesso-di-colpa/#comment-1619

    Seymour:
    Va bè, giuro che questa è l’ultima, che dopo smetto (mi sono preso pure del lobotomizzato).
    Confesso di averti un pò provocato, di averti usato come il cane di Pavlov, ma speravo che tu uscissi un pò dagli schemi. Credevo che ad un certo punto mi avresti detto: “Così non vale, tu non sei un TdG come quelli delle riviste”, io ti avrei risposto “Nemmeno tu sei un disassociato come quelli delle riviste”, avremmo ammainato i nostri vessilli e cominiciato a discutere, senza preconcetti, delle nostre reali opinioni. Invece no, sei partito diritto come un toro di fronte al drappo rosso. Se ad un certo punto ti avessi fatto la “supercazzola”, non te ne saresti nemmeno accorto. Anche la difesa che hai fatto del PD su Penati è stata abbastanza scomposta. Nelle discussioni che faccio quotidianamente con quelli del PDL che usano demagogicamente l’argomento Penati per distogliere l’attenzione dal loro nano, uso argomenti molto più convincenti.
    Comunque, devo dirtelo, credo di rispettare le minoranze molto più di te. Io credo veramente che ogni individuo possa scegliere il proprio orientamento sessuale e che gli debbano essere riconosciuti tutti i diritti civili. Credo veramente che ogni reliogione possa organizzarsi secondo il proprio credo, fino a che non si violi la legge, e che possa avere la propria “moschea” dove pregare. Sono fermamente convinto che ognuno possa scegliere il momento in cui dire basta e terminare la sua vita nel modo che ritiene più dignitoso. Ma sono anche convinto che ognuno possa scegliere una religione che condanna moralmente questa cose e le ritiene peccaminose. Il reato e il peccato sono due cose differenti e distanti.
    Come vedi sono molto più a sinistra di te, ma forse tu sei della corrente della Binetti, che però adesso è nell’UDC.

    saluti

    Emidio:
    Sì, sei riuscito in pieno a vedere in me quello che volevi vedere. Complimenti. Bravo. Hai confermato tutto quello che volevi confermare. Sarebbe stato più utile se tu avessi letto le mie risposte invece di immaginarle come le volevi. (mi dici QUANDO ho difeso Penati? Non l’ho difeso affatto, io ero contro Penati PRIMA delle vicende giudiziarie, ma è un dettaglio). Ti voglio dire una cosa: tu sei un testimone di Geova esattamente come quelli delle riviste, esattamente uguale, identico, e speravi di avere in me una conferma del contrario perché quel ruolo ti sta stretto. Certo, io avrei potuto prenderla larga e dare spazio alla tua voglia di sentirti diverso e casomai avrei potuto esserti utile, ma – notiziona – io non sono il tuo medico. Se i testimoni di Geova ti stanno stretti, lasciali. A me importa il giusto, nel limite di quanto mi può importare di una persona che non conosco e che parla con me attraverso un nick name.
    Comunque ti dico una cosa importante: per avere una conversazione si deve ascoltare quello che l’altro dice. E’ abbastanza – no, lo è molto – irritante il fatto che sembra che tu stia parlando con un altro. Se rispetti le minoranze è un bene, io anche. Nel PD sono nella corrente Marino, non nella corrente Fioroni (ex Binetti). Poi se tu mi vuoi immaginare cattolico, fallo, ma io sono ateo.
    Se ti interessa quello che penso, leggi quello che scrivo. Se cerchi qualcuno che ti dica che tu non sei come loro, che sei un tdg ma sei diverso, beh, buon divertimento. Sei esattamente come tutti i molti testimoni che ho conosciuto nella mia vita: non riesci a vedere e ascoltare gli altri e le loro idee, ne hai stereotipi nella tua testa e vedi solo quelli e ogni cosa te li conferma. Non è colpa tua, ti hanno fatto il lavaggio del cervello. Si chiama così perché funziona così. E’ colpa tua se ti sta stretto e non ne esci. Se ci stai comodo, stai lì.
    Nel merito: ciascuno può condannare moralmente quello che vuole, ma un padre non può non andare al matrimonio del figlio o non mangiare con lui se lui non appartiene alla sua stessa religione. E’ coercitivo e violento e non rispettoso. La puoi girare come ti pare, ma la disassociazione è una forma di violenza inaccettabile che nulla ha a che fare con le credenze religiose e neanche con le condotte etiche. Poi la gente che ammazza trova giustificazioni alla sua condotta, figurati quella che toglie il saluto.
    Stammi bene e se vuoi parlare con me, parla con me, leggi le mie risposte e rispondi a quelle e non alle risposte immaginarie che l’io che ti sei immaginato potrebbe dire, grazie.
    Antani anche a te.

  8. Thumper Says:

    (OK, ritiro 😉 )

  9. Maria P Says:

    @Emi
    anni fà un psicologo mi diede una statistica nella quale c´era la correlazione tra essere TDG e diverse “malattie” psicosomatiche che hanno i TDG. Cerco di organizzarmene una copia .. e te la mando .. è in tedesco .. ma ha dei dati interessantissimi!

    poi mi viene in mente un altra cosa. Mio padre mi raccontó che all´inizio che i TDG vennero dall´America in Italia lui dovette andare dal notaio per diventare “socio” della Watchtower Society per poter aprire una nuova “filiale/congregazione”. Un psicologo specializzato su sette (tra cui i TDG) mi disse che il numero di TDG su tutta la terra non è cosi grande come i TDG affermano. “Membri” dei TDG sono SOLO i “soci”. I TDG affermano di essere (mi sembra) 1% della popolazione. Questo 1% della popolazione, ne hanno bisogno per essere riconosciuti come un “associazione non lucrativa” per non pagare le tasse!

    Ti risulta? Puoi confermare?

Leave a Comment

AWSOM Powered