En de uinner is…

Allora, ogni anno si tiene questa cosa che si chiama “Macchianera blog awards”, che è una specie di Oscar italiano dei blog. Non vi avevo detto niente perché non credevo che mi avrebbero davvero nominato, le nomination sono legate al numero di voti che si prendono preliminarmente, invece sono nei finalisti per la sezione miglior blog letterario. Roba da non credere. Fra qualche giorno vi pubblico i link per votare. Ormai che ci siamo, fatemi vincere.

Posted by Emidio Picariello on September 2nd, 2011 | Filed in varie ed eventuali | 5 Comments »


5 Responses to “En de uinner is…”

  1. Stefano Says:

    Beh, quì ci vogliono i complimenti per il Nostro Blogger di specie.

    L’anno scorso mi è dispiaciuto che nella sezione letteraria il blog del caro compagno Evangelisti (Carmilla) sia arrivato “solo” quarto.
    Capisco che raccontare la verità giudiziaria sul caso di Cesare Battisti mettendo in evidenza, con tanto di riscontri, tutte le cazzate raccontate dalla canea inquisitoria mass-mediatica ed istituzionale può creare qualche problemino a coloro che organizzano il concorso. Basta vedere l’operazione da Congregazione dellIindice attivata dalle amministrazioni leghiste nel Veneto che hanno tolto dalle bilbioteche comunali i libri di quegli autori che hanno firmato l’appello sul blog del Valerio.
    Dico questo senza vena polemica, s’intende.

    Ad ogni modo: ancora un plauso per Mr. Emidio.

  2. Bea Says:

    Ciao! Ti ho trovato per caso e votato ai Blog Awards. Subito dopo ti ho aggiunto ai preferiti. LA mia nonna preferita è testimone di Geova (un po’ anomala a dir la verità, ma lei è anomala in generale) e mi ci faccio sempre delle gran chiacchierate dove mi diverto a metterla in difficoltà.
    Bel blog! Mi piacerebbe anche leggere il tuo libro, ma al momento non vivo in Italia…

  3. Faffy Says:

    Complimenti, spero di leggere presto il tuo libro appena ne avrò l’occasione. Anche io, come Bea, sono giunta al tuo blog grazie alla nomination che hai avuto ai Blog Awards, e, come lei, ho una nonna che amo moltissimo che è tdg, e uno zio e una zia con relativi pargoletti di 12 e 13 anni.
    Raccontare tutta la mia storia religiosa personale sarebbe lungo e poco interessante. Basti sapere che la mia visione di dio è molto intimistica, e la mia posizione potrei definirla agnostica.
    Ma la cosa che mi ha fatto riflettere da un po’ di giorni, e per la quale il trovare questo blog sembra essere capitato a fagiolo, è la mia cuginetta di 13 anni, con entrambi i genitori tdg. Ci sono stata a stretto contatto nei giorni che è venuta qui al sud per le vacanze estive e l’ho ospitata a casa mia. Le voglio un gran bene. Ho letto in lei intelligenza, rassegnazione per certi versi (si definiva più volte “sfigata”), pregiudizio verso una gran fetta di suoi coetanei, ma soprattutto voglia di ribellione che ha fatto sì che criticasse apramente i metodi educativi dei suoi genitori. Più volte mi sono chiesta se questo barlume di ribellione che vedevo in lei è soltanto indice dell’età che sta attraversando o è sintomo di un disagio che comincia a percepire. E in tutto ciò, io potrei avere un ruolo? Stimo e rispetto molto i miei zii, e più volte mi sono detta che è normale che i bambini vengano educati come i loro genitori credono che sia giusto, ed io devo rispettare questo stato di cose. Eppure c’è qualcosa che mi dice che potrei fare qualcosa… ma come, senza intaccare la sensibilità dei miei zii? Quando ho salutato la mia cuginetta, che ancora una volta si era lamentata con me per la sua “sfiga” e per i metodi educativi dei suoi genitori, le ho dato un consiglio che può sembrare innocuo, anche se avrei voluto dirle molto di più. Le ho detto di rispettare ed amare sempre i suoi, ma di pensare sempre con la propria testa, di riflettere molto e di leggere tanto e di ricordarsi che per ogni cosa io sono sempre qui, per lei, dalla sua parte. Mi chiedo se il suo percorso la porterà un giorno, verso i 20 anni forse, a riflettere e a pensarla diversamente dai suoi(eppure conoscendo la sua situazione ne dubito tanto) oppure rimarrà invischiata in un matrimonio avventato verso i 18 anni?
    Perdonami la riflessione e lo sfogo sulle pagine del tuo blog.

  4. Emidio Picariello Says:

    In realtà io penso che il tuo consiglio le sia stato utile. Il messaggio che deve passare è “hai una scelta”. Il problema del testimone di Geova che non ha scelto di esserlo (quindi quello di seconda generazione, per intendersi) è proprio questo: crede di non avere nessuna possibilità di decidere, che fuori non ci sia niente che ci sia il buio e il nulla. Invece non è così ed è importante che questo sia il messaggio che passa: non è sbagliato pensare con la propria testa. Poi servono anche delle vie di fuga reali: che faccio se non sono d’accordo con i miei e quelli mi tagliano la paghetta? 13 anni sono una brutta età per le ribellioni.
    Argomenti che puoi usare con lei (sono ovvietà ma per i tdG non esistono ovvietà):
    1. i tuoi genitori sono imperfetti come tutti, non è detto che la loro religione sia quella giusta.
    2. le persone non testimoni di geova sono cattive e buone, alcune cattive altre buone. la religione non è garanzia di bontà o cattiveria.
    3. per ogni tua convinzione, chiediti se è possibile il contrario. Se credi in Dio, chiediti se è possibile l’evoluzione, se sei di destra chiediti se c’è del buono nel socialismo, se sei di sinistra chiediti se c’è del buono nel conservatorismo, chiediti sempre cosa c’è nel tuo contrario.
    4. aspetta a risponderti. Rispondi agli altri, ma non rispondere a te stesso. Difendi le tue posizioni con gli altri, se ne senti il bisogno, ma non chiudere la possibilità dell’errore.
    poi le farebbe bene leggere l’esperienza degli altri, ma i suoi non glielo permetterebbero e non credo che lei abbia voglia di farlo di nascosto…

  5. Faffy Says:

    Ti ringrazio per la risposta.
    No, non credo lo farebbe, perché non credo sia già ad uno stadio di riflessione che le permetta di fare certe cose. Se il senso di colpa che le ha passato il latte materno le darà tregua, forse potrebbe spingersi oltre, ma per ora credo che le cose resteranno così. Purtroppo abita lontano da me, nella città in cui vive la sua cerchia di amici si riduce ai figli di altri tdg, con i quali non va nemmeno troppo d’accordo, da quello che mi ha raccontato.
    Mi ha confessato di voler scappare una volta compiuti 18 anni, ma allo stesso tempo commentava sconsolata che suo padre l’avrebbe in qualche modo “riacciuffata”, e mi ha chiesto di poter passare l’intera estate con me, l’anno prossimo. Ovviamente le ho detto di sì.
    Non mi ha mai parlato apertamente di religione, ho il sospetto che viga una specie di divieto di parlarne con parenti che non siano tdg, per cui alle mie timide domande ha sempre glissato.
    I giorni che è stata con me ha fatto cose che non ha mai fatto e che probabilmente non avrà mai modo di fare vivendo lì. Andare al cinema a vedere una commedia “spinta”(dal suo punto di vista), intrattenersi in locali all’aperto fino a tardi con gente (maschi e femmine!) affianco che beveva o fumava, andare ad una festa di compleanno e fare gli auguri ad un mio amico… Non l’ho mai sentita dire a nessuno di essere tdg, anzi mi sembrava che cercasse di nasconderlo.
    Ecco, mi chiedo se queste cose che le hanno causato tanta gioia e divertimento (era veramente contentissima quando usciva con me) le racconterà ai suoi, se ciò le procurerà un senso di colpa, se rifletterà sul fatto che io non sono una “buona compagnia”, oppure desidererà tornare qui per “trasgredire” senza troppi rimpianti dato che, essendo sua cugina, i suoi le permettono di stare da me?
    Io le sarò vicina, se mi vorrà, e cercherò di indurla a fare quelle riflessioni che hai elencato, se in qualche modo mi sarà possibile.

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