Radio Rock

Come vi avevo annunciato sono stato a Radio Rock, qualche giorno fa. Qui potete scaricare il file – a un certo punto la puntata è finita ma la registrazione è andata avanti per una mezz’ora, la trasmissione in cui si parla di questo blog e del libro finisce a 1 ora e 19 min. Feedback, come al solito, benvenuti.

 

Posted by Emidio Picariello on June 17th, 2011 | Filed in libro | 34 Comments »


34 Responses to “Radio Rock”

  1. blacksheep Says:

    Ciao Emidio, ho scoperto da poco tempo il tuo blog, e sono felicissima di averti trovato. Ti seguo con molto interesse e senz’altro leggerò il tuo libro!
    Leggendo molti dei tuoi post mi rivedo, rivedo la mia storia (in parte, anche perchè ha preso una direzione un pò diversa), rivedo i miei pensieri e le mie stesse sensazioni. Mi ritrovo troppo spesso a esclamare “oddio si! era proprio così!”. La mia fortuna è stata non aver vissuto proprio tutto, perchè nonostante abbia passato molti anni nell’organizzazione non mi sono mai decisa a compiere il grande passo, il battesimo. Ne sono uscita spontaneamente e direi in modo quasi indolore…quasi, grazie al mio stupendissimo (me lo dico da sola) cervello che ha iniziato a un certo punto a funzionare e a comunicare con me. La cosa strana è che a distanza di molti anni l’ombra di quest’esperienza a volte riaffiora. E’ bello trovare persone come te che ne parlino apertamente. Continuo a seguirti!

  2. Silvio Says:

    Ciao Emidio!
    Libro pubblicizzato su:
    http://www.biblion.org/picariello-emidio-geova-non-vuole-che-mi-sposi/

    e su

    http://www.cercoiltuovolto.it/2011/libri/picariello-emidio-geova-non-vuole-che-mi-sposi/

  3. Marco Says:

    Caro Emidio, innanzitutto ti faccio i miei complimenti per il libro che sto finendo di leggere, dopo aver letteralmente divorato pagine su pagine nel giro di pochi giorni. Il tuo coraggio è pari al sense of humor che rende il libro ancora più piacevole da leggere. Io ho avuto un’esperienza indiretta con i TDG. Devi sapere che mia nonna, morta nel 2007 alla veneranda età di 99 anni, i primi anni novanta, quindi quando aveva circa 80 anni, si convertì ai TDG. O meglio, l’avrebbe potuto fare anche prima, se non fosse stato per l’ostracismo di mio nonno comunista rosso fuoco, che mostrava allergie dermatologiche verso chiunque parlasse di religione in casa sua. Morto mio nonno, per i TDG fu più facile convincere mia nonna, oltretutto in un periodo ( i primi anni della vedovanza) in cui si sentiva più sola ed affranta, nonostante la presenza dei figli ( tra cui mio padre) e dei nipoti. Io lo ricordo bene il periodo in cui è stata una fervente seguace dei TDG: parlo degli anni che vanno dal 1990 al 2000 circa. E’ stato un periodo molto difficile anche per noi parenti stretti. Un periodo di forte inquietudine nei rapporti con lei, ormai sempre più presa dai TDG, al punto che ebbe anche un forte litigio con mia zia che causò anni di allontanamento tra di loro (non solo a causa dei TDG, ad onor del vero). Di tutti i parenti, io ero quello che più stava a sentire mia nonna, anche per via di un bel rapporto che abbiamo sempre avuto. Ricordo bene che, ogni volta che in cui andavo a trovarla, l’unico argomento di conversazione era la religione. Ricordo quella Bibbia in bella esposizione sul tavolo. Non si riusciva a parlare d’altro se non di Geova. Solo la mia alta considerazione per l’intelligenza della nonna (peraltro morta con ancora una buona dose di lucidità) mi portò a cacciare il pensiero, anzi il timore, che l’avessero veramente circuita. Ogni altro discorso “del mondo” era racchiuso nei primi minuti di colloquio (lavoro, fidanzata,ecc): la restante ora di quasi quotidiana visita era dedicata a parlare del tempio, della Bete (lei chiamava così la Betel), dei predicatori, dei peccati, di Geova,. Mia zia reggeva solo un secondo e poi ci litigava, mio padre si rifugiava nella TV, mio fratello non se la filava proprio, solo io ed un altro cugino ci imbastivamo un dialogo, cercando di farle capire i limiti e i dubbi che i TDG mostravano in noi. Ma era talmente infervorata, in mescolanza con il suo carattere storicamente forte e testardo, che non ci dava mai retta. Ricordo addirittura che, pensando che la mia attenzione potesse essere un inizio di interesse per Geova, una volta mi organizzò addirittura una cena “trappola”. Pensando di andare a cena da lei da solo (con grande coraggio di stomaco, viste le schifezze che cucinava, per sua stessa ammissione) mi ritrovai invece insieme ad un ministro del culto e di sua moglie. Non vi dico dove mi rimase quella cena, al di là della qualità del cibo. Fu proprio un tentativo di conversione (legittimo da parte di quel ministro, ingannevole da parte della mia carissima nonna, pace all’anima sua). Ma io mi feci forza e risposi controbattendo, ma su altre questioni,. Da sempre sono attivista ambientalista (con responsabilità locali in un’associazione) per cui mi armai di parlantina e passione e gli feci una testa così sull’importanza della protezione dell’ambiente, degli animali, sulle energie pulite, la raccolta differenziata,insomma, per chi non è ambientalista, due palle così che anche il ministro del culto ad un certo punto cedette e cambiò decisamente argomento! (mi ricordo che iniziammo a parlare di lavoro). Leggendo adesso Emidio quando parla di “sottomissione” della donna nei TDG, mi ha riportato alla mente lo sguardo della moglie di quel ministro: quasi un artifizio di donna, molto dimessa, parlava soltanto dopo il marito, smunta, intrinsecamente infelice con quel gonnone improbabile sotto le ginocchia. Comunque, al di là di questa cena, era altre le cose che mi inquietavano. I TDG facevano praticamente assistenza a domicilio a mia nonna, la portavano alle adunanze ma non solo anche al supermercato, addirittura in banca (cosa che provocò molti malumori in famiglia anche se poi infondati), alla posta, al cimitero a trovare mio nonno, Erano sempre con lei, Mi ricordo che una sera si sentì male, mio padre la fece ricoverare e la mattina seguente, senza che nessuno li avessi avvisati, ci ritrovammo due sorelle accanto a lei, allettata all’ospedale. Mi ricordo del suo battesimo, dell’imbarazzo di trovarsi in costume insieme ad altra gente. Imbarazzo che confessava solo a me, insieme ad altri dubbi che, nel frattempo, cominciavano a frullare per la testa. Mia nonna, da giovane, èstata una viveur, ha girato l’Italia al seguendo del patrigno tenore all’Arena di Verona, insomma era una all’avanguardia negli anni ’30. Una che ha sempre fatto di testa sua, testardamente e che di certo, nella sua età migliore, non accettava moralismi o dicerie da parte di terzi, Ora, alla veneranda età di 80 anni, mi raccontò che una volta, dopo un’adunanza, un fratello le contestò di avere una scollatura della camicietta troppo “accentuata” invitandola a rimediare in vista dell’adunanza successiva. Il fratello disse questa cosa davanti ad altre sorelle e mia nonna si sentì francamente mortificata. Raccontò questa cosa solo a me, perchè sapeva che con mio padre e mia zia ci sarebbe stato un battibecco. Contestare la camicetta troppo scollata ad una ottantenne è veramente triste e mortificante. (che poi ho visto quella camicietta, che anche una suora potrebbe tranquillamente portare),. Ecco, fu da allora che mia nonna iniziò ad avere seri dubbi, Toglietemi tutto ma non la libertà di vestirmi come mi pare (ad 80 anni!!!). Poi è l’età che ha fatto si che l’allontanamento di mia nonna dai TDG sia diventato lento ma inesorabile. Non è mai stata dissociata (almeno non che sappia io) ma, ad un certo punto (verso i 90 anni), la morsa dei TDG è venuta meno, anche perchè,ad un certo punto, mia nonna è andata a stare stabilmente presso un albergo per anziani, fuori provincia. Dopodichè, pur mantenendo una lucidità invidiabile, ha iniziato a perdere la memoria, al punto da resettare l’esperienza dei TDG, Nel 2007, a 99 anni, è morta e,al funerale, non si è visto nessun TDG. Io credo che la situazione non sia degenerata, proprio per quel barlume di buon senso rimasto in mia nonna che ripeto, ha sempre avuto un carattere forte, Fosse stata più debole ce la saremmo definitivamente perduta, anche perchè, con i loro atteggiamenti oppressivi, i TDG di certo non facilitavano il rapporto tra lei e noi familiari. Ecco, volevo raccontare questa mia piccola esperienza, Ho un profondo rispetto per le religioni e so anche quello che i TDG hanno dovuto subire in epoca nazista, ma forse sarebbe più utile e meno ipocrita, definirli setta anzichè religione vera e propria. Saluti,Marco

  4. Pio Argentino Says:

    @ Marco:

    Ciao Marco, ho visto il tuo commento ed essendo da trent’anni testimone di Geova voglio esprimere il mio pensiero su quanto da te scritto.

    Non mi soffermo a commentare l’esperienza di tua nonna bensì i termini del tutto gratuiti con cui descrivi la mia religione: sinceramente da un’ambientalista mi aspetterei un atteggiamento diverso, in considerazione del fatto che ti batti per i diritti degli animali o per salvaguardare l’ambiente, quindi nobili attività.

    Volevo comunque chiederti se conosci la differenza tra setta e religione e in base a cosa ci definisci setta.

    Inoltre avrei la curiosità di sapere come mai tua nonna, con tanti parenti, è andata a vivere in una casa di riposo (addirittura fuori provincia…!)
    e su questo consentimi una considerazione: fosse rimasta in contatto con la congregazione forse tua nonna avrebbe finito la sua vita in casa sua e non in un ospizio, non credi?

    Infine ti ringrazio per la citazione finale sul nostro rifiuto a sostenere il regime nazista, differentemente dai cosiddetti “cristiani cattolici” che si sono scannati gli uni gli altri: questi sono valori assoluti, convinzioni vere, e puoi essere contenta che tua nonna se ne sia resa conto per un certo periodo. D’altronde lo scrivi tu stessa che aveva una lucidità invidiabile……

    Attendo la tua risposta, saluti

  5. admin Says:

    Capito marco? Non è colpa della congregazione, ma tua che hai mandato tua nonna in un posto dove potevano averne cura. Addirittura fuori provincia! Non ti senti già un po’ magnificamente in colpa?

  6. Pio Argentino Says:

    @ admin:

    Cerco di rispondere anche a te, caro….anonimo, indicandoti che riconosco subito, anche da poche frasi, il tuo atteggiamento: d’altronde ritengo anche divertente qualche scambio, anche se so che siete disposti a dire che il nero sia bianco piuttosto che riconoscere gli errori.

    Quale sarebbe, quindi, la colpa della congregazione?

  7. Emidio Picariello Says:

    Da queste parti un po’ tutti sanno che “admin” è la firma dell’amministratore di questo blog, ovvero Emidio Picariello, ma a scanso di equivoci ho cambiato l’impostazione in modo che appaia nome e cognome anche qui (oltre che ovunque all’interno di questo blog e in tutte le librerie, dove, in contro-copertina, puoi vedere anche il mio bel faccione).

    Lui ti dice che i testimoni di Geova erano oppressivi e tu rispondi che non siete una setta e insinui che abbiano sbagliato a mandarla in “un ospizio” “addirittura fuori provincia”. Non mi pare che tu abbia centrato il punto, ma è un mio parere.

    Se vuoi ti dico io perché i testimoni di Geova sono una setta. Lo dice il Sabatini Coletti:

    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/S/setta.shtml

    • Raggruppamento di persone unite da un credo ideologico, religioso o politico, professato in modo radicale e intransigente e talvolta in contrapposizione esplicita alla comunità e all’ideologia dominante: s. eretiche e scismatiche; in senso spreg., associazione, gruppo fazioso e intollerante

    Infine: raccontami esattamente in che momento hai trovato qui qualcosa che scambia il bianco con il nero. Dimmi esattamente UNA bugia che è stata raccontata da me, in qualunque delle mie affermazioni pubbliche. Come ho detto ad altri, qui avete tutto lo spazio che volete: scrivimi un post per confutare qualcuna delle cose che ho scritto e lo pubblicherò senza censurarlo in alcun modo.

    Aspetto il tuo contributo a braccia aperte.

  8. marco Says:

    Caro Pio,
    premessa : ho profondo rispetto per l’Altro, sia esso Testimone o Cattolico, di destra o di sinistra, nero o bianco, della Juve o dell’Inter e potrei continuare all’infinito. Non c’entra niente con il mio essere ambientalista, c’entra invece con il mio carattere e la visione che ho del mondo. Non è un discorso retorico, soltanto quello che dovrebbe essere il comune buon senso. Tra l’altro, correggimi se sbaglio Pio, ma nella tua religione è vietato – come già sapevo e come ha confermato Emidio nel suo libro – non soltanto fare politica (quindi, inquadrando l’ambientalismo come una forma di politica, intendo anche questo) ma addirittura andare a votare. Cioè, all’interno di una religione, nell’anno domini 2011, dopo secoli di battaglie per i diritti dell’uomo (che dovrebbero essere al di sopra di tutto), si IMPEDISCE ai propri ADEPTI di manifestare attivamente il proprio pensiero. Qui non stiamo parlando di droghe, comportamenti asociali (forse per voi è asociale fare politica) o altre nefandezze, si sta parlando di esprimere liberamente il proprio pensiero, in tutti i campi dello scibile umano. Ti chiedo, caro Pio, ma se un TdG dovesse avvicinarsi non dico ad un partito, bensì ad un’associazione ambientalista, solidamente pacifista tra l’altro, incorrerebbe subito nel consiglio degli Anziani? Rispondimi sinceramente, perchè se è cosi – come credo – a voi Tdg manca quella che invece aveva mia nonna, ancora a 99 anni, ovvero la LIBERTA’, con la forza con cui Mel Gibson pronuncia questa parola alla fine di Braveheart! Tu parli di mia nonna, del fatto che sia finita in un albergo per anziani, addirittura fuori provincia, senza neppure avere la sensibilità di tacere visto che parli di una cosa che non conosci. Ma io ti rispondo lo stesso perchè non ho niente da nascondere, meno che mai alla mia coscienza. PRIMO,. E’ stata mia nonna, con la stessa LIBERTA’ con cui scelse di entrare nei Tdg, ad USCIRNE IN COMPLETA ED AUTONOMA DECISIONE (e COSCIENZA), senza nessuna forzatura da parte dei parenti. Mia nonna è uscita dai Tdg perchè ha capito che , da voi, la parola libertà è soltanto secondaria e strumentale ai vostri interessi di gruppo. Come si fa , ad una donna di 85 anni, davanti a terzi, a dire che è un pò troppo scollacciata, a dirle, di fatto, che è un’attempata puttana? Una cosa che ha umiliato mia nonna, che pure aveva idee – specie da anziana – molto conservatrici (mentre è stata molto libera – ma non nel senso che potevano intendere i TdG – da ragazza) Ma come si permette un capo Tdg di dirle una cosa (oltretutto non vera: quella camicia poteva portarla anche Madre Teresa) del genere, in presenza di altri fedeli? Ringrazio Dio che non ero presente al fatto, altrimenti avrei caricato di forza mia nonna lontano da quel luogo di falso-moralisti dagli atteggiamenti talebani. Ma questa è stata soltanto la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mia nonna, nella sua lucidità, non gradiva più l’opprimente presenza dei Tdg in ogni dove, per ogni sua esigenza anche non richiesta, con visite quotidiane che stavano diventando veri e propri controlli. Qui non c’entra la famiglia: mio padre e mia zia solo all’inizio si sono inquietati (nel verso senso della parola inquietudine) della scelta di mia nonna che poi è stata accettata, anche se non sempre di buon grado. SECONDO) Mia nonna, per ragioni di necessità di assistenza continua che un ospedale non può dare, negli ULTIMI DUE ANNI DI VITA ha vissuto in un albergo per anziani (ben altra cosa rispetto all’ospizio) proprio perchè i miei non potevano garantirle la stessa assistenza continua a casa sua. Ti parlo di una donna che ha vissuto DA SOLA fino a 94 anni! Prima di scrivere cose che non conosci, cerca di trattenere le dita dalla tastiera. Si trattava di una struttura fuori provincia, semplicemente perchè in PROVINCIA NON C’ERANO ALTRE STRUTTURE DISPONIBILI in quel momento. E qui si dovrebbe aprire un capitolo a parte sulla sanità, specie quella per anziani, ma il tema sarebbe molto lungo… Il fatto poi che tu scriva che , se ci fossero stati i Tdg con lei, avrebbe avuto assistenza a casa, mi fa soltanto, perdonami, un pò ridere e un pò mi provoca compassione. Tu comunque rispondi alle domande, alle riflessioni che credo di aver posto in questo e nel precedente post (c’è LIBERTA’ nei TDG, per esempio?) invece di sviare, di guardare il dito anzichè la luna. Prima di mia nonna, avevo conosciuto soltanto un Tdg, un mio amico d’infanzia, un bravissimo ragazzo, gran giocatore di calcio, Ricordo soltanto che lui, ad un certo punto, desiderò ardentemente di entrare negli allievi di una squadra di calcio locale, cosa che gli FU ESPRESSAMENTE IMPEDITA dal padre, sentito il parere dei cosiddetti “anziani”. Tu credi, in tutta coscienza, che questo tipo di divieti possano essere accettati nell’ambito di una religione, o potrebbero essere comprensibili se invece si parlasse di setta? Rispondimi, in tutta coscienza, il far parte di una squadretta di calcio, il portare a 85 anni, in piena estate, una camicia un filo più aperta, sono cose che offendono Geova? Concedimelo, ma io avrei veramente timore di far parte di una religione del genere. Cari saluti,Marco

  9. Pio Argentino Says:

    Buona sera.

    E’ anche mio parere che bisognerebbe far di tutto per evitare di mandare in un ospizio i propri parenti, a parte situazioni di disagio estreme: ho sottolineato la circostanza citata da Marco come risposta alla definizione di oppressivi applicata ai membri della congregazione frequentata dalla nonna, a meno che l’interesse per le persone anziane sia definito così nei moderni vocabolari…ma non credo; l’intento era quello di far notare quanto si possa essere tendenziosi, descrivendo situazioni altrimenti normali con termini del tutto impropri.

    Non è questo comunque il punto importante del mio post ma semplicemente ricordarti che la verita’ (intendo come concetto) non è un’opinione e come tale personalizzabile ma rappresenta un valore assoluto. Noi, come testimoni di Geova crediamo che la verità religiosa sia contenuta nelle Sacre Scritture, questo per tanti motivi che sicuramente ti saranno già noti. Scrivendo questo libro tuttavia, sei palesemente nel torto già dal titolo: Geova, “il felice Dio”, difatti vuole che ci sposiamo e che siamo altrettanto felici e per questo consiglia di unirsi ad una persona con i nostri stessi valori e principi morali.

    Noi testimoni crediamo in questo e vogliamo essere liberi di praticare la nostra religione lasciando a te (in questo caso) la libertà di scegliere una strada diversa: non è molto elegante, tuttavia, far passare un gruppo religioso rispettoso del vivere civile e dei valori morali per una combriccola di fanatici.

    Ad ogni buon conto, come credo tu sappia molto bene, le nostre sale e i nostri uffici di Roma sono aperti ai visitatori, che hanno piena libertà di osservare e valutare chi siamo e cosa facciamo.

    Basta intolleranza Picariello…..vai per la tua strada se credi sia quella giusta…o no…?

  10. Emidio Picariello Says:

    La verità è esattamente una opinione, invece. Fondamentalismo è proprio ritenere il contrario e di possederla.
    Geova voleva chei sposassi? Mia madre anche? Chiacchiere, se avesse voluto partecipare alla mia gioia non avrebbe vietato ai miei di venire al mio matrimonio e se loro avessero voluto fare altrettanto sarebbero venuti.
    Chiudere ogni rapporto con un figlio solo perché non ha la tua stessa religione non è settario?
    Se non volete essere trattati da pericolosi fondamentalisti non comportatevi da pericolosi fondamentalisti.
    Io racconto solo la mia storia e ti rinnovo l’invito: sbugiardami

  11. Pio Argentino Says:

    @ marco:
    Buona sera Marco, vengo a risponderti.

    Mi rendo conto che l’accenno all’ospizio ha suscitato in te agitazione e me ne scuso: in effetti non si può giudicare senza conoscere le situazioni in prima persona. Tali scuse non sono strumentali ma sentite….

    In realtà, e qui credo tu possa essere d’accordo con me, lo stesso principio può essere applicato alle altre situazioni da te menzionate, quindi la camicetta di tua nonna o il giovane calciatore….ma prima di entrare nello specifico mi farebbe piacere avere la tua attenzione su un ragionamento di carattere più generale e che include anche il discorso della politica.

    Quello che vorrei molti capissero è che la religione dei testimoni di Geova non è una specie di setta carismatica o esoterica, con pratiche segrete e credenze strane: la nostra è una comunità che vive la propria fede alla luce del sole, fatta di persone che si relazionano continuamente con gli altri e che desiderano condividere il loro pensiero con chiunque sia disposto ad un confronto costruttivo. Nessuno che viene in contatto con noi è costretto a diventare come noi, nè tantomeno, nel caso decida di convertirsi, è costretto a rimanere tale nel caso non lo desideri più; le nostre pubblicazioni sono gratuite e disponibili per chiunque voglia leggerle, i nostri luoghi di culto sono aperti al pubblico, parimenti le nostre sedi nazionali (case Betel) di tutto il mondo ivi inclusa la Betel di Roma.

    Detto questo, comprenderai che non bisogna (nel qual caso si desideri approfondire) basarsi su episodi singoli per giudicare l’atteggiamento di una comunità che conta nel mondo 7.500.000 membri praticanti nè tantomeno ci si può affidare ad esperienze personali (tipo quella del Picariello) che tali rimangono: se si vuole valutare vi sono le nostre riviste ufficiali, che esprimono le nostre credenze e, come ho già scritto, sono disponibili gratuitamente.

    Nello specifico, comunque, mi fa anche piacere rispondere alle tue perplessità evidenziate nel precedente post e lo faccio citando testualmente quanto scritto nelle nostre pubblicazioni:

    Politica: Torre di Guardia del 15 ottobre 2001

    Sostenendo il Regno di Dio, i testimoni di Geova non si immischiano nella politica né fomentano ribellioni contro i governi secolari, neppure nei paesi dove sono al bando o perseguitati. (Tito 3:1) Si sforzano invece di dare un contributo positivo, spirituale e apolitico come fecero Gesù e i discepoli del I secolo. I Testimoni si sforzano di aiutare le persone giustamente disposte che trovano nelle varie comunità in cui vivono a far propri i sani valori incoraggiati dalla Bibbia, come amore nella famiglia, onestà, purezza morale ed etica del lavoro. Soprattutto, cercano di insegnare loro a seguire i princìpi biblici e a guardare al Regno di Dio come vera speranza per il genere umano.

    Abbigliamento: “Mantenetevi nell’amore di Dio” pagina 56

    Noi servitori di Geova vogliamo giustamente avere un bell’aspetto, il che significa indossare abiti ordinati, puliti, di buon gusto e appropriati alle circostanze. In ogni momento il nostro aspetto dovrebbe rispecchiare la “modestia e sanità di mente” che insieme alle “opere buone” si convengono a chiunque, uomo o donna, ‘professi di riverire Dio’. Naturalmente il nostro principale interesse non è attirare l’attenzione su di noi, ma ‘mantenerci nell’amore di Dio’. (1 Timoteo 2:9, 10; Giuda 21) Vogliamo che il nostro adornamento più bello sia “la persona segreta del cuore . . . , che è di grande valore agli occhi di Dio”. — 1 Pietro 3:3, 4.

    Competizioni sportive: Svegliatevi! marzo 1996

    Dovrei entrare in una squadra? ***
    Stavi pensando di entrare in una squadra sportiva? Forse allora quello che abbiamo detto sopra ti aiuterà a valutare la cosa. Nel decidere tieni conto della coscienza altrui. (1 Corinti 10:24, 29, 32) Naturalmente non si può stabilire una regola rigida, dato che le circostanze variano da una parte all’altra del mondo. In alcune zone può anche darsi che dagli studenti sia richiesto di impegnarsi in qualche sport. Ma se sei nel dubbio, parlane con i tuoi genitori o con un cristiano maturo.

    Spero sia chiaro il modo pacato con cui le questioni vengono considerate nella nostra comunità: logicamente ritengo, nella questione di tua nonna con l’anziano, che tu abbia ragione e che l’anziano, nel caso le cose siano andate così, abbia preso un’abbaglio….

    Nel caso del calciatore…bè conosco molti che pur non essendo testimoni preferiscono impedire ai figli la pratica dello sport agonistico per paura si facciano male o che tale impegno infici l’impegno negli studi: su questo sono comunque forniti solo consigli e non imposto nulla. Nel caso, il giovane, raggiunta la maggiore età, avrebbe potuto decidere autonomamente cosa fare o non fare, ma questo credo valga in tutte le famiglie, come credo sia prerogativa di qualsiasi genitore indirizzare il proprio figlio/a nella direzione che si ritiene essere giusta, direzione che il figlio potrà, ripeto, cambiare con l’acquisita autonomia.

    Spero di aver risposto ai tuoi interrogativi, anche se trattasi di argomenti esplicabili in maniera assai più efficace di persona e non tramite computer: mi ha fatto piacere conoscerti, sia pure virtualmente…..

    Saluti, Pio

  12. Emidio Picariello Says:

    Brevissimo riassunto:
    1. quelle del picariello sono esperienze personali prive di fondamento ma:
    – è vero che i testimoni di Geova non votano,
    – è vero che i testimoni di Geova non praticano sport agonistico
    – è vero che gli anziani danno consigli sull’abbigliamento delle “sorelle”.
    Scusa, mi spieghi perché in che modo l’esperienza personale di Picariello non è affidabile dato che Picariello non sostiene altro che questo, e cioè che i testimoni di geova applicano le regole che tu stesso hai menzionato?

  13. Emidio Picariello Says:

    Su questo invece vorrei una delucidazione. In che modo questa tua affermazione:
    Pio Argentino scrive:

    direzione che il figlio potrà, ripeto, cambiare con l’acquisita autonomia.

    Si concilia con la rivista del 15/7/2011 che dice:

    Amorevolmente dà loro l’opportunita di pentirsi delle loro opere ingiuste. Ma come si sentirebbe Geova se i genitori di un trasgressore impenitente continuassero a metterLo alla prova frequentando senza necessità il loro figlio disassociato?

    Infine: se “non sono affidabile” perché non mi dici UNA cosa che ho detto e che NON è vera? Me ne basta una, se non sono affidabile non sarà difficile, no?

  14. Pio Argentino Says:

    Lei sa come la pensiamo sull’argomento della disassociazione e, in merito agli altri argomenti citati nella conversazione con l’utente Marco, non credo ci sia nulla da aggiungere rispetto alle posizioni ufficiali espresse dalle nostre riviste.

    Per la questione della “non affidabilità” lei mi attribuisce dichiarazioni non mie: ciò che ho scritto è quanto segue

    ….Detto questo, comprenderai che non bisogna (nel qual caso si desideri approfondire) basarsi su episodi singoli per giudicare l’atteggiamento di una comunità che conta nel mondo 7.500.000 membri praticanti nè tantomeno ci si può affidare ad esperienze personali (tipo quella del Picariello) che tali rimangono….

    Ri-detto questo, sempre per i motivi già ampiamente noti ad entrambi, chiudo la conversazione.

    Buona sera

  15. Emidio Picariello Says:

    Eh, vabbè, ma così non vale però. Mi lasci nel dubbio atroce: avrò detto la verità, la mia sarà un’esperienza unica? Non capisco quale sia il problema, perché chiudi qui la conversazione? Ti ho offeso? Sono stato scorretto? Ah, no, aspetta, nella vostra religione (che però non è fondamentalista e non è una setta) avete una regola che vi vieta di parlare con chi la pensava come voi ma ha cambiato idea. Bello, sì. No, non siete una setta e io devo smettere di

    Pio Argentino scrive:

    far passare un gruppo religioso rispettoso del vivere civile e dei valori morali per una combriccola di fanatici.

  16. Dario Giorgi Says:

    @Pio Argentino

    usare cifre per farsi forte non sempre conviene.
    7.500.000 praticanti Tdg in tutto il mondo.
    Direi pochi, pensa a quanti sono i cattolici.
    I quali sono comunque pochi, pensa a quanti sono i musulmani.
    Sempre pochi, pensa alle mosche.

    Miliardi di mosche non possono sbagliarsi, giusto?

  17. Pio Argentino Says:

    @ Dario Giorgi:
    ??????????????????????????????????

  18. marco Says:

    @Pio.
    Per quanto riguarda i giovani ed il calcio (parlo di calcio, purtroppo o per fortuna – dipende dai punti di vista – dato che è lo sport nazionale, nel bene o nel male) è vero che anche diversi genitori non TdG, impediscono ai loro figli di avviare carriere calcistiche, ma si tratta di eccezioni mentre, nei Tdg, è purtroppo la regola. Mi ricordo benissimo (poi tu mi dirai che sono storie singole,soggettive, magari è vero, però occorre prenderne atto) che quel mio amico d’infanzia, soffrì molto di questa decisione dei genitori, pur accettandola suo malgrado. Avrei capito se i suoi genitori gli avessero detto “caro figlio, non puoi giocare perchè non vogliamo che tu possa farti male, oppure abbandonare gli studi” ma credo faccia piu male sentirsi dire “non puoi giocare perchè non è conforme ai principi della nostra religione”. Cioè, qui non siamo davanti al ragazzino beccato, che so, a fumare erba, a drogarsi, a picchiare gli amici o la fidanzata, ma ad un ragazzino che, semplicemente, voleva tirare due calci ad un pallone ad un livello più agonistico del semplice “campetto di periferia”. So di gente che, per queste scelte imposte dalla congregazione, è dovuta poi ricorrere all’analista……(dati raccolti da un mio caro amico che ha nonna e zia Tdg). Per me questa rappresenta una soppressione della libertà bella e buona. Soppressioni che, ad onor del vero e per amore della verità, appartengono anche ad altre religioni, specie quelle più fondamentaliste (pensiamo alla parte piu conservatrice dell’Islam) il che, talvolta (ma solo talvolta 🙂 mi viene da “benedire” il detto del buon vecchio Marx : “la religione è l’oppio dei popoli”. Ma non voglio fare generalizzazioni di sapore ateo…. Anche i divieti sulla politica, mi sanno di censura preventiva, di soppressione della libertà. Si fa politica in tanti modi (e qui Emidio può insegnarcelo, visto che anche lui è impegnato in prima persona); nei partiti, nelle associazione, nei sindacati, negli enti no profit: per il bene comune (comune a tutti, anche ai Tdg: la “polis” non fa distinzione di religioni), per il benessere sociale, per l’ambiente, ecc. Vietare “tout-court” l’impegno di un giovane Tdg – che certamente rispetterebbe i precetti della propria religione – mi sembra una castrazione ingiusta, semplicemente strumentale agli interessi della congegrazione: si impedisce, di fatto, che qualche fedele possa avere una personalità propria che rischi di mettere in cattiva luce gli altri fratelli. Per me questo, se non è setta, è puro fondamentalismo, alla pari di tante altre religioni. Per quanto riguarda mia nonna, accetto le tue scuse, prendo atto che anche te convieni su quanto sia stato scorretto l’anziano che la “richiamò”. Del resto a me nn interessa certo dare giudizi su come vi vestite (siete liberissimi di scegliere gli abiti che volte), forse un pò piu di comprensione, specie nei confronti di persone anziane, sarebbe piu utile.

  19. Stefano Says:

    Quello che mi salta agli occhi di più – e non certo in termini positivi a doverla dire fuori dai denti – in queste diatribe dove il “crociato” di turno difende la propria confessione svincolandosi dall’entrare in confronto dialettico con chi presenta evidenze contrarie, è proprio il fatto che questi seguaci dei trafficanti di indulgenze sentano il bisogno di intervenire per smentire le asserzioni degli oppositori.

    Dico, fossimo in politica lo potrei capire. Ma nel campo religioso! Dove il tutto è configurato da coloro che si autoinvestono di delega divina, e come tali si rivendicano detentori della vera chiave interpretativa della “Verità” cosmica da loro asserita esistere esclusivamente in quelle “sacre scritture” da loro stessi definite tali; e sulla base di questo, essi dispensano le condizioni di accesso ai paradisi eterni dall’elisir di immortalità, la cui esistenza è dogmaticamente garantita e definita proprio sulla base della sola loro autoinvestitura….insomma, proprio in un campo tematico di questo tipo, qualche adepto di tali autogarantiti si preoccupa dell’eventuale cattiva pubblicità presso l’opinione pubblica che può derivare dalla pubblicazione di un’esperienza confessionale di un ex correligionario.

    In breve: ma questi difensori di codesti custodi dell’accesso paradisiaco, se effettivamente credono all’esistenza del loro dio con le caratteristiche definite dai loro autoproclamati vertici confessionali, e credono per l’appunto che tali dirigenti siano lì per volontà divina, e quindi sono convinti che tutto quello che praticano della loro religione sia “Verità” cosmica, che cazzo gliene frega dell’opinione pubblica?

    O forse, forse, in loro c’è un po’ di vergogna se la pubblica piazza venisse a sapere di certe pratiche? E se fosse così, vergogna di che cosa? È più importante seguire i “dettami” che il loro vertice confessionale dispensa sulla base della volontà divina (se veramente credono che accade questo) oppure è più importante il giudizio dell’opinione pubblica “pagana”?

    Oppure….beh, oppure…. c’è una certa insofferenza rispetto qualche precetto….e non sia ha il coraggio di dirlo apertamente (tale pusillanimità si chiama “maturità spirituale”!) e per paura di essere accomunato con quella pratica confessionale che si percepisce impresentabile al pubblico e nel timore di far la figura di cacca – presso colleghi o amici e parenti non correligionari – si interviene negando l’esistenza del precetto stesso, specie quando questo è palesato in chiave critica dagli ex compagni di parrocchia.
    Come dire: mi rode l’orifizio anale se mi guardo allo specchio. Meglio togliere lo specchio, almeno quella parte che riflette l’infiammazione. Se non vedo non esiste: ciò è “progresso spirituale”….

    Si badi bene. Questo tipo di problematica non è esclusiva dei Testimoni di Geova. Essa è afferente alla stessa natura confessionale. Diciamo che varia l’intensità delle ricadute concrete di tale problematica.

    Stefano Seguri

  20. Pio Argentino Says:

    @ Stefano:
    Nel caso si tratti di persone che ragionano come te, hai perfettamente ragione….

    Leggi comunque quello che scrivo prima di partire con la tua dialettica forbita ma, sinceramente, vuota…..

  21. Stefano Says:

    Per Pio Argentino:

    “Dialettica forbita ma, sinceramente, vuota…..”

    Mi descrivi i riferimenti concreti nel mio dire che possono giustificare tale tuo attacco nei miei confronti?

    Altra cosa: sai, io per motivi politici e sindacali sono abituato a parlare con nome e cognome (quì non possiamo vederci le facce). L’ho fatto e lo faccio anche nelle aule processuali. Ho avuto anche il telefono sotto controllo dalla polizia.
    Ciò nonostante, come vedi, mi firmo per intero.

    Se vuoi interlocuire seriamente con me fai altrettanto. Altrimenti ti devo considerare un cagasotto che ha paura di associare la propria identità alle proprie idee. Per cui daresti piena ragione al mio post precedente: è questa la decantata “virtù cristiana”?

    Vedi tu, cosa vuoi fare.

  22. Emidio Picariello Says:

    @ Stefano:
    Io direi che la netiquette prevede che qualcuno usi un nick, qualora Pio non si chiamasse Pio, per esempio. Non ne farei una tragedia.
    Viceversa hai ragione da vendere qui:
    Stefano scrive:

    Mi descrivi i riferimenti concreti nel mio dire che possono giustificare tale tuo attacco nei miei confronti?

    Come fa con me, ha fatto anche con te. Il suo attacco è molto poco contestuale. Non sa come risponderti e dice che sei vuoto, non sa come rispondere a me, nel merito e dice che “non ci si può affidare a quello che dico”.
    Ancora attendiamo una cosa che ho detto e alla quale non ci si può “affidare” perché trattasi di bugia. waaaaaaaiting…..

  23. Stefano Says:

    # Mr. Emidio

    Ma si. La cosa è apodittica. E la davo per scontata.
    Un seguace fondamentalista (a qualsiasi parrocchia appartenga, inclusa quella politica) non può sopportare il contraddittorio logico. Oltretutto, negli ambienti confessionali assolutistici, l’adeguamento acritico è il criterio di valutazione del “progresso” di spiritualità.
    Ma non gliene faccio una colpa. Non conosco la sua biografia. Per cui il suo bisogno di QUEL tipo di fede potrebbe derivare anche da condizioni sociologiche ben definite.

    E poi. In fondo, diciamocelo. Lui, e quelli come lui, non contano niente nella strategia politica perseguita dai vertici confessionali. Essi sono dei consumatori di prodotti consolatori, che servono per alleviare le contraddizioni provocate dalla società classista.
    Diciamo che non fanno buona pubblicità delle organizzazioni nelle quali militano. Se queste organizzazioni, infatti, accettano o formano strutture caratteriali di questo tipo, questa “Verità” cosmica non è proprio gran cosa…

    Per quanto riguarda la questione dei “nickname” devo fare una precisione.
    A seconda del livello di polemica (che io ben accetto!) che mi vien rivolta mi piace adeguare il livello di onestà intellettuale corrispondente. Per cui, per quello che mi riguarda, al di là delle convenzioni dei vari blog, forum ecc. io chiedo sempre le armi pari: nomi e cognomi di entrambi. Poi sta a loro se accettare o meno. Però più aumenta il livello del contraddittorio meno ammetto la pusillanimità.
    Sai, io la chiamo, questione di dignità personale…
    Ed è per questo che a volte certe “regole” non scritte di internet mi fan cagare. Infatti, se l’utilizzo di internet serve come catacomba virtuale per coscienze bastonate che temono di associare il proprio nominativo alle proprie idee, non credo che nella vita reale siano più credibili. E non mi si venga a dire la questione della privacy o simili. Qui c’è lo spessore reale della persona. Altro che “netiquette” (anche questo termine-concetto mi fa defecare, sembra fatto apposta per atomizzare la radicalità).

    De gustibus. Diceva Totò.

    Comunque: comunicazione di servizio per l’anonimo “Pio Argentino”.

    Io adesso prendo il treno e devo andare fuori regione per una riunione sindacale. Sai, per cercare di costruire una grossa manifestazione in settembre contro il macello sociale previsto dalle manovre finanziarie dei banchieri che dettano legge sullo Stato (e sulle risorse pubbliche). Un qualcosa che tutti i vertici confessionali si guardano bene dal denunciare. E danno la colpa ai diavoletti vari…perchè l’oligarchia capitalistica meglio tenersela buona: anche gli angioletti fanno buoni affari con essa! E poi, sai che capacità contributiva che hanno, e poi, controllando la composizione dei governi dispensano esenzioni fiscali e finanziamenti pubblici alle casse delle divinità! Ecco il valore d’uso per banchieri e industriali delle confessioni: meglio un credente nei vulcaniani che un salariato occupato o disoccupato che diventa rivoluzionario anticapitalista.

    Credo che rientrerò, forse, domani pomeriggio. Per cui non posso rispondere fino a quel momento ad eventuali repliche. Del “Pio” o di chiunque altro.

    Buona serata

    Stefano Seguri

  24. marco Says:

    La discussione si fa sempre più interessante, magari cerchiamo di mantenerla a toni bassi. Stefano ha scritto cose sacrosante, specie nel suo ultimo post. Tra l’altro sarò ben lieto, la prossima volta che un Tdg suonerà a casa mia, di porre le stesse domande/riflessioni che ho posto a Pio. Ma dubito che vi sia la stessa pazienza e lucidità (pur rimanendo su fronti contrapposti) che ha mostrato Pio….quando i Tdg hanno suonato a casa mia, mi sono sempre sembrati maldisposti a parlare di altro che non fosse afferente al loro verbo, a Torre di Guardia o a Svegliatevi! Quello che mi ha sempre dato fastidio – e devo dire che Pio su questo invece ha dimostrato di essere diverso – è quell’aria di sufficienza con cui ti trattano, quasi fossi un povero demente che, non conoscendo la loro verità, non puoi competere moralmente con loro.

  25. Pio Argentino Says:

    @ marco:
    …ti ringrazio per le belle parole e sono d’accordo che parlare di persona è molto meglio….

    Devo riconoscere che hai anche ragione quando indichi il diverso grado di preparazione riscontrabile nella nostra comunità, d’altronde l’opera che svolgiamo è completamente volontaria, di conseguenza il testimone che bussa a casa tua lo fa in maniera completamente disinteressata, mosso da buoni motivi senz’altro, ma può capitare che dica o faccia qualcosa di non completamente adatto alla circostanza.

    Se vuoi, in forma privata, posso lasciarti il mio indirizzo di posta elettronica in modo da entrare più nel dettaglio degli interessanti argomenti, devo dire, appena accennati.

    Saluti

  26. Emidio Picariello Says:

    @ Pio Argentino
    L’unica cosa che mi fa un po’ impressione e mi chiedo se tu te ne rendi conto o no, e che questo tuo continuo sottolineare i pochi punti di contatto che hai con gli interlocutori, non con me ovvio, io sono il male, l’apostata, il disassociato, l’irrecuperabile, è una tecnica del marketing codificata in molti manuali di vendita e applicata dai venditori porta a porta. Non ti dà fastidio pensare che il Ragioniamo è molto simile al manuale di vendita della Vorwerk?

  27. Ponga Says:

    Per giustificare con se stesso il fatto che cazzeggia su un sito apostata deve almeno cogliere ogni opportunità per dare testimonianza. E comunque se c’e’ una caratteristica comune a tutti i tdg e’ la buona fede. Più o meno abili, più o meno istruiti, ma sempre in perfetta buona fede. Ci credono davvero, che la Verità li abbia resi migliori e se no potevano essere sei ladri adulteri e chi sa che altro…e le persone sincere dal cuore buono come Matteo odono il suono delle parole di verità nonostante il fango gettato da un maialetto che si rivoltola nel fango come admin. Amen

  28. legolas Says:

    @ Ponga:

    …giustificare…? Perchè pensi questo? Conosco troppo bene il loro modo di ragionare e i loro obiettivi, sono tutti uguali. Semmai cerco di cogliere le positività che noto in alcuni commenti e, effettivamente, dare testimonianza alla verità. Ora, per esempio, mi attaccherà sul fatto che ho cambiato nick….

  29. fabio Says:

    @ Stefano:

    …e tu perchè intervieni? Non difendi anche tu un’idea? Sei andato fuori regione a difendere le tue convinzioni o mi sbaglio? E allora perchè biasimi il “crociato”?

    “O forse, forse, in loro c’è un po’ di vergogna se la pubblica piazza venisse a sapere di certe pratiche? E se fosse così, vergogna di che cosa? È più importante seguire i “dettami” che il loro vertice confessionale dispensa sulla base della volontà divina (se veramente credono che accade questo) oppure è più importante il giudizio dell’opinione pubblica “pagana”?”

    Mi sembra, a differenza di quanto scrivi, che siamo sempre in “piazza”, impegnati nella nostra opera di predicazione. O non ci hai mai incontrati? Domanda: cosa sarebbe il vertice confessionale? Forse ti confondi con Città del Vaticano?

    “Oppure….beh, oppure…. c’è una certa insofferenza rispetto qualche precetto….e non sia ha il coraggio di dirlo apertamente (tale pusillanimità si chiama “maturità spirituale”!) e per paura di essere accomunato con quella pratica confessionale che si percepisce impresentabile al pubblico e nel timore di far la figura di cacca – presso colleghi o amici e parenti non correligionari – si interviene negando l’esistenza del precetto stesso, specie quando questo è palesato in chiave critica dagli ex compagni di parrocchia.”

    Questo discorso invece è perlomeno non circostanziato: evidenzia dei “presunti” fatti, in modo che ti possa rispondere con altre evidenze.

    Attendo…

  30. Emidio Picariello Says:

    Vabbè Fabio, non è che arrivi qui e commenti una parte di quello che stiamo dicendo chiedendo più di fate il riassunto del resto. Se senti il bisogno – naturale – di difendere il tuo credo, prenditu il tempo di leggere tutta la conversazione.
    Si sta parlando del fatto che un tdG, Pio Argentino, sostiene che io non sia una fonte affidabile di informazioni sui testimoni di Geova, io chiedo – e lo sto chiedendo dall’inizio, che chi contesta quello che dico debba farlo in modo preciso specificando dove ho mentito o anche sono stato inesatto. Ma questo non avviene e Stefano interviene spiegando perché non avviene: perché quello che dico è vero ma a leggerlo qui ve ne vergognate, così gli attacchi diventano personali (sei inaffidabile) e non specifici (hai detto questa inesattezza). Bene, riassunto fatto. Hai qualche inesattezza da sottolineare? O anche per te sono inaffidabile perché dissociato, senza altra prova?

  31. Emidio Picariello Says:

    Altra cosa: dire che i testimoni di Geova sono trasparenti come dire che una multinazionale lo è perché fa la pubblicità in televisione. La predicazione è il marketing. I comitati giudiziari invece mi pare che si facciano in forma privata.

  32. Stefano Says:

    # Fabio.

    Cerco sempre di essere generalista nella mia critica alle dottrine confessionali poiché, da ateo, non è che privilegi l’una a detrimento di altre. E da sempre sottolineo come il potere dei vertici confessionali autoproclamatisi delegatari della volontà di dio – e come tali costruttori di supremazia nella coscienza dei propri adepti – ha nella realtà del Vaticano il suo esempio primo e inimitabile nell’emisfero occidentale (poi mondiale). Anche le stesse confessioni cristiane di minoranza, se non ci fosse stato il Vaticano, non avrebbero mai potuto esistere (chi ha stabilito il vangelo canonico?)
    Però, visto che mi hai citato con precisione. Ti devo altrettanto.

    1) tua confutazione: “Sei andato fuori regione a difendere le tue convinzioni o mi sbaglio? E allora perchè biasimi il “crociato”?

    Risposta: Non lo biasimo affatto in quanto difensore delle sue idee. La mia critica verso di lui è semmai descritta al punto 2.
    Seconda cosa.
    Più che difendere un’idea cerco di contribuire – nel mio piccolo – a difendere una condizione socio-economica che appartiene alla maggioranza della popolazione attiva (in Italia ma anche internazionalmente) oltre che al sottoscritto. Se questo ti sta sulle palle perché appartieni alla borghesia industriale-finanziaria– o i tuoi capi confessionali ti dicono di leccare il culo alla stessa- non è affar mio: si chiama lotta di classe. La borghesia fa la sua lotta con le pressioni per mezzo di Confindustria, Bankitalia, e determinando le compagini politiche che governano (finanziamenti a campagne elettorali, sottoscrizione di debito pubblico, commesse pubbliche, minacce di esportazioni di capitali, logge P2, P3, P4, P38…). Perchè loro sì e la classe lavoratrice no? E’ Geova che l’ha determinato? E questa lotta non è un’idea. E’ la realtà sociale. E’ la madre di tutte quelle contraddizioni sociali (miseria psichica, materiale, mentale, guerre…) che stanno alla base anche dei presupposti delle idee religiose. Quella realtà sociale che i venditori di paradisi fanno di tutto per nascondere (facendo così grandi piaceri all’oligarchia): semmai dicono: “ci pensarà Dio!” E così si accodano, a modo loro, alla puttanata del “siamo tutti nella stessa barca” Ah si? E come mai chi produce ricchezza reale (valore aggiunto nelle linee produttive) non determina le condizioni di lavoro e chi accumula questa ricchezza per mezzo della forma proprietaria capitalistica determina condizioni altrui di lavoro e di vita? Tu in che condizioni materiali di esistenza sei?

    2) tua confutazione: “siamo sempre in “piazza”, impegnati nella nostra opera di predicazione.”
    “……Questo discorso invece è perlomeno non circostanziato: evidenzia dei “presunti” fatti,”

    Risposta: Non c’entra il fatto di essere in piazza o in osteria.
    Ecco la mia critica all’azione di “Pio argentino”, e di altri simili:
    perché negare, nel caso di specie, l’esistenza dell’ostracismo verso i fuoriusciti? E soprattutto, perché di fronte a chi critica con tanto di documentazione presa dalla letteratura confessionale e dall’esperienza, e tale critica comincia a ricevere interesse da circuiti informativi di larga diffusione, c’è chi, come te ad esempio, che sente il bisogno di intervenire per negare l’evidenza?
    A che fine tale negazione? Pensi che la forza del tuo dio sia meno forte dell’opinione pubblica del mondo che le dottrine di cui ti fai portatore definisce “satanico”?
    Se sai di essere nel giusto con il tuo dio, e sai che per questo tuo merito di darà l’immortalità, che ti frega dell’opinione pubblica di miscredenti? Appartieni ad una confessione religiosa o ad un’azienda che difende il suo brand commerciale?

    3) sul “vertice confessionale”.

    Mi vuoi forse dire che il “Corpo direttivo” della Watchtower Society è liberamente e apertamente criticabile da un Tdg compresa la capacità di contestarlo sul fatto di essere il “canale di Geova”?
    Vuoi forse asserire che il “corpo direttivo” non ha il monopolio della produzione dottrinaria ed ecclesiastica?
    Esistono altri enti umani nella tua giurisdizione confessionale con capacità esegetica e regolamentativa della vita confessionale che si innalzano al di sopra del “corpo direttivo”?

    In un discorso di insiemistica matematica, si potrebbe dire che quanto richiamato nel punto 3 è la proprietà caratteristica del modello confessionale.
    Quindi, come vedi, al di là delle differenze formali (e denominative), e al di là dal fatto che c’è chi porta la gonna papista e chi la giacca e cravatta, la sostanza non è affatto originale.
    A meno che, ovviamente, tu mi smentisca con riscontri empirici.

    Abbiati buona giornata
    Stefano Seguri

  33. marco Says:

    @Pio. Ti ringrazio per la tua disponibilità e gentilezza ma preferisco affrontare la tematica pubblicamente (in generale mi piace partecipare a forum di varia natura: politica, religione,ecc). Del resto, mi sono dovuto interessare ai Tdg per forza di cose, data l’adesione di mia nonna. Per me un principio resta sacrosanto: il rispetto dell’altro. Quindi, è assolutamente vero che ho sempre visto i Tdg con un mix di inquietudine e fastidio, ma, in fondo, li rispetto come qualsiasi altra religione. Quello che scrive Emidio è però vero (del resto lui l’ha vissuto in prima persona quindi è una fonte attendibilissima): so per certo che i disassociati vengono veramente esclusi e marginalizzati dai Tdg, con tanto di revoca anche del più semplice gesto: il saluto. So di famiglie Tdg in cui era presente un disassociato che poi sono arrivate alla rottura tra genitori e figli o viceversa. Le uniche che si salvano, tutto sommato ma con molta fatica, sono quelle miste, in cui c’è un Tdg mentre gli altri componenti non lo sono. E qui ho portato l’esempio di mia nonna, considerando però il non trascurabile fatto che mia nonna, ad un certo punto, esasperata da certi comportamenti (e, ripeto, si trattava di donna ultraottantenne), ha mollato i Tdg. Non in maniera traumatica, in una botta sola, ma gradualmente se ne è andata (e, sottolineo, senza nessuna costrizione da parte dei familiari). Non voglio generalizzare, Pio, ma il mio “caso” familiare non è unico: in via diretta o indiretta ho saputo di tanti casi simili, almeno nella mia città.’ Per finire, voglio dire che ho sempre notato – mia personalissima e quindi sindacabile impressione- una certa “falsa felicità” nei Tdg: i sorrisi finti, quel dare del “tu” anche a mia nonna, già al suo primo ingresso nella sala, quasi che la conoscessero da sempre, mi ha sempre dato l’idea di una neanche tanto celata ipocrisia di fondo. Un regno dei sentimenti di plastica. Ai tempi di mia nonna ho parlato spesso con i Tdg, anche con ministri del culto, e quel senso di “plastica” l’ho sempre avvertito, così come gli argomenti che, al di là della dottrina pura, erano sempre vuoti (non avevano molti argomenti, insomma). Forse tu, Pio, sei il primo Tdg con cui parlo che fa almeno un pò di critica e mostra un pò di umiltà anche se le nostre posizioni restano diametralmente opposte.

  34. Pio Argentino Says:

    a

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