Venticinquemilionitrecentomila e spicci

Domenica e lunedì – 12 e 13 giugno – si votano quattro referendum. Io voterò quattro volte SI, per abrogare leggi che non ritengo giuste. Una pratica guida al referendum la trovate qui. Perché i miei SI abbiano valore bisogna che il referendum raggiunga il quorum della metà più uno degli aventi diritto. Gli aventi diritto in Italia sono 50 milioni e ducentomila circa, per cui dovrebbero venire a votare 25 milioni e 332 mila 487. Ce la possiamo fare.

Ora, a complicare le cose arrivano i 240 mila testimoni di Geova e quelli dei centomila che studiano con loro che hanno convinto del fatto che:

I testimoni di Geova sono politicamente neutrali. Rispettano il diritto dei governi di promulgare e far applicare le leggi. (Romani 13:1-7) Prendono però seriamente la dichiarazione di Gesù secondo la quale i cristiani “non fanno parte del mondo”. (Giovanni 17:14-16) Nel loro ministero pubblico danno alle persone l’opportunità di imparare quali vantaggi si traggono dal seguire le norme di Dio nella propria vita.

E che quindi non è il caso di andare a votare. Solo che per un referendum, l’astensione ha il valore del voto contrario, se si rischia di non raggiungere il quorum, come avviene dal 1995 a questa parte. Insomma, comunque la pensiate sul referendum, comunque abbiate intezione di votare, andate a votare, ci sono 300.000 astenuti da recuperare.

 

Posted by Emidio Picariello on June 11th, 2011 | Filed in varie ed eventuali | 3 Comments »


3 Responses to “Venticinquemilionitrecentomila e spicci”

  1. Alessandro Says:

    potremmo prendere d’esempio i tdg almeno in una cosa: andare ai seggi di primo mattino e dare a tutti il buon esempio in quanto ad assolvere il nostro dovere civico! 😀 Potremmo anche organizzarci e andare a suonare i campanelli dei tdg per portargli la lieta novella riguardo al referendum. Sarei curioso di vedere come ci tratterebbero!!

  2. Maria P Says:

    @ Alessandro:

    “Potremmo anche organizzarci e andare a suonare i campanelli dei tdg per portargli la lieta novella riguardo al referendum. Sarei curioso di vedere come ci tratterebbero!!”

    –> ci sto :DDDDDD suoniamo alle 6 di mattina perche molti alle 9 hanno le adunaze :DDD ci chiamiamo “testimoni del referendum” :DD

  3. Stefano Says:

    Però signori, un po’ di sobrietà.

    Non possiamo certo addebitare ai Tdg l’esistenza dell’alienazione politica.
    Semmai essi sono un effetto di tale alienazione, non certo la causa!
    Magari lo fossero, così il fenomeno sarebbe ampiamente gestibile.

    Il vero autore dell’alienazione politica, da sempre, è l’oligarchia possidente!

    Oggi, l’oligarchia economico-finanziaria ha ridotto il sistema politico a due schieramenti capitalistici che si alternano nella gestione degli stessi interessi di classe: l’anticapitalismo non ha più cittadinanza parlamentare…
    Per non parlare dell’accentramento proprietario dei massmedia e della voluta disinformazione operata da questi (il piano Gelli ha trovato applicazione!)
    L’obiettivo dell’inoculazione dell’alienazione politico è sempre lo stesso: spoliticizzare le masse lavoratrici per sfruttarle meglio.

    Ora, in quest’opera le burocrazie confessionali si sono sempre distinte nel loro ruolo attivo. Tutti i “rappresentanti di Dio” sulla Terra succhiano l’orifizio anale dell’oligarchia: essa li ricompensa con ampie donazioni giuridiche e finanziarie (pubbliche). Così si guadagna le preghiere salvifiche che aprono la porta ai paradisi eterni mentre i trafficanti di indulgenze lanciano anatemi contro la lotta delle classi popolari in nome della “neutralità cristiana”…
    Ma la maestra storica, leader e insuperabile in questo è – e resta – Vatikania!
    L’alienazione politica indotta dalla dottrina dei Tdg è conseguenza di questo non certo l’origine.

    In Italia, in particolare, le masse lavoratrici hanno cominciato a rompere il recinto dell’alienazione politica indotta dal Vatikano quando elementi di politicizzazione anticlericale sono riusciti – dall’inizio del Novecento grazie all’azione del movimento operaio – a scavalcare il recinto “sacro”. Per i Tdg la cosa è diversa: essi non appartengono ad una religione di Stato; appartenere a tale religione è come appartenere ad in istituto religioso secolare, socialmente separato, al quale ci si rivolge come ad un elisir consolatorio e protettivo; quindi l’unica forma di conquista di laicità e di criticità contro l’apparato confessionale è la fuoriuscita dalla confessione stessa. Certo che per chi vi è nato dentro la cosa è più complicata, ma non diversa: vuol dire che la conquista di laicità anticlericale del proprio pensiero deve svilupparsi anche nei confronti dei rapporti familiari. E tale conquista si rafforza e completa solo attraverso la politicizzazione. Meglio se questa è di tipo antisistemico poichè permette di inquadrare meglio il ruolo socialmente conservatore dell’azione delle burocrazie confessionali. A meno che, qualcuno non proponga una scissione e la nascita dei “Tdg per la Democrazia”. Un po’ come è successo nel battismo Usa nel secolo precedente: accanto a congregazioni che benedicono le dottrine di Reagan e di Bush, il creazionismo fondamentalista, e rimpiangono il regime di Jim Crow, vi sono congregazioni cristiano-socialiste che appoggiano le lotte democratiche del movimento popolare progressista, ivi incluso la legalizzazione dell’aborto e il matrimonio omosessuale. Per non parlare dell’attivismo contro le guerre per il petrolio della Casa Bianca e le lotte contro il “corporate power” (il potere dell’oligarchia finanziaria).

    PS – il quorum non sembra lontano! Dai che forse i 4 “SI” contro gli interessi dell’oligarchia (che già ci toglie salario, pensioni, case popolari, sanità e istruzione pubblica, vuole toglierci anche l’acqua e inchiappettarci con l’uranio mentre pretende intoccabilità per i suoi ministri) potranno andare in porto dando il contributo a far lievitare l’opposizione sociale: masse arabe e gioventù spagnola sono lì a rammentarci la strada.

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