Te lo meriti

Di quanto la disassociazione sia considerata normale all’interno dei testimoni di Geova abbiamo parlato abbastanza. Ma poi è successa questa cosa e allora ci voglio tornare. Oh, poi, il blog si chiama ildisassociato, voglio dire.

Il punto su cui mi voglio soffermare stavolta ha a che fare ai come i testimoni di Geova non solo pratichino l’ostracismo, ma su come si aspettino che i disassociati stessi lo trovino normale. Penso che questo sia uno degli aspetti più inquietanti. Quando facevo le superiori e qualcuno in classe diceva una scemenza tu gli facevano un gesto col braccio e il burlone gridava “te lo meriti” e lui sapeva che quel gesto si scherno se lo meritava davvero.

I disassociato in genere appunto pensano di meritarsi l’isolamento perché questo è quello che gli è stato insegnato. Per esempio abbiamo detto che mia sorella non è disassociata, semplicemente ha smesso. E ha smesso del tutto, per cui non segue nessun precetto della religione, compreso quello di non salutare i disassociati. Poi c’è questa ragazza, disassociata, che chiameremo Usgoldia – vi mancavano i miei nomi di fantasia, eh? – che porta suo figlio treenne nello stesso parco – che chiameremo Paccolarana – di mio nipote ormai dueenne – che avete conosciuto come unenne nel romanzo.

Così mia sorella portando il dueenne a Paccolarana incontra spesso Usgoldia, che è disassociata. La conosce da tanto, anche se non sono in confidenza e i bimbi giocano insieme e mia sorella sistematicamente saluta Usgoldia, che ricambia imbarazzata. Poi mia sorella viene a sapere che Usgoldia ha detto agli anziani che mia sorella la saluta. Capito, saluta una disassociata, che invece meriterebbe di non essere salutata. Usgoldia percepisce la punizione, il non essere salutata, come un atto dovuto, da parte di chi ancora è testimone. E comunque, Usgoldia, quando capita che ci incrociamo e la saluto, abbassa lo sguardo e borbotta un “ciao”: un disassociato non può salutare un altro disassociato se intende rientrare. Eppure so che Usgoldia convive, non penso che possa rientrare a breve. E’ un fatto di forma mentis. Se sei disassociato, te lo meriti.

Arriviamo al fatto. Il giorno prima della presentazione di Atripalda, due testimoni hanno bussato alla porta di mia suocera ma hanno trovato mia moglie, la quale ha detto loro che probabilmente con lei non volevano parlare perché lei era la moglie di un disassociato. Loro le hanno detto che allora lei sapeva che potevano parlarle, sono io quello con il quale non possono parlare. Come dire: lui lo sa e per lui è giusto così. Cosi Vera si è irritata e ha detto loro che se volevano parlarle il giorno dopo alla presentazione del libro, potevano farlo. Quando hanno sentito il titolo del libro Loro si son voltate e se ne sono andate senza neanche salutare. Scuotete la polvere dai vostri piedi, diceva Cristo ai suoi predicatori che non erano stati accolti con il giusto interesse.

 

Di quanto la disassociazione sia considerata normale all’interno dei testimoni di Geova abbiamo parlato abbastanza. Ma poi è successa questa cosa e allora ci voglio tornare. Oh, poi, il blog si chiama ildisassociato, voglio dire. 

Il punto su cui mi voglio soffermare stavolta ha a che fare ai come i testimoni di Geova non solo pratichino l’ostracismo, ma su come si aspettino che i disisassociati stessi lo trovino normale. Penso che questo sia uno degli aspetti più inquietanti. Quando facevo le superiori e qualcuno in classe diceva una scemenza tu gli facevano un gesto col braccio e il burlone gridava “te lo meriti” e lui sapeva che quel gesto si scherno se lo meritava davvero.
I disassociato in genere appunto pensano di meritarsi l’isolamento perché questo è quello che gli è stato insegnato.

Per esempio abbiamo detto che mia sorella non è disassociata, semplicemente ha smesso. E ha smesso del tutto, per cui non segue nessun precetto della religione, compreso quello di non salutare i disassociati. Poi c’è questa ragazza, disassociata, che chiameremo Usgoldia – vi mancavano i miei nomi di fantasia, eh? – che porta suo figlio treenne nello stesso parco – che chiameremo Paccolarana – di mio nipote ormai dueenne – che avete conosciuto come unenne nel romanzo.

Così mia sorella portando il dueenne a Paccolarana incontra spesso Usgoldia, che è disassociata. La conosce da tanto, anche se non sono in confidenza e i bimbi giocano insieme e mia sorella sistematicamente saluta Usgoldia, che ricambia imbarazzata. Poi mia sorella viene a sapere che Usgoldia ha detto agli anziani che mia sorella la saluta. Capito, saluta una disassociata, che invece meriterebbe di non essere salutata. Usgoldia percepisce la punizione, il non essere salutata, come un atto dovuto, da parte di chi ancora è testimone. E comunque, Usgoldia, quando capita che ci incrociamo e la saluto, abbassa lo sguardo e borbotta un “ciao”: un disassociato non può salutare un altro disassociato se intende rientrare. Eppure so che Usgoldia convive, non penso che possa rientrare a breve. E’ un fatto di forma mentis. Se sei disassociato, te lo meriti.

Arriviamo al fatto. Il giorno prima della presentazione di Atripalda, due testimoni hanno bussato alla porta di mia suocera ma hanno trovato mia moglie, la quale ha detto loro che probabilmente con lei non volevano parlare perché lei era la moglie di un disassociato. Loro le hanno detto che allora lei sapeva che potevano parlarle, sono io quello con il quale non possono parlare. Come dire: lui lo sa e per lui è giusto così. Cosi Vera si è irritata e ha detto loro che se volevano parlarle il giorno dopo alla presentazione del libro, potevano farlo. Quando hanno sentito il titolo del libro Loro si son voltate e se ne sono andate senza neanche salutare. Scuotete la polvere dai vostri piedi, diceva Cristo ai suoi predicatori che non erano stati accolti con il giusto interesse.

Di quanto la disassociazione sia considerata normale all’interno dei testimoni di Geova abbiamo parlato abbastanza. Ma poi è successa questa cosa e allora ci voglio tornare. Oh, poi, il blog si chiama ildisassociato, voglio dire.

Il punto su cui mi voglio soffermare stavolta ha a che fare ai come i testimoni di Geova non solo pratichino l’ostracismo, ma su come si aspettino che i disisassociati stessi lo trovino normale. Penso che questo sia uno degli aspetti più inquietanti. Quando facevo le superiori e qualcuno in classe diceva una scemenza tu gli facevano un gesto col braccio e il burlone gridava “te lo meriti” e lui sapeva che quel gesto si scherno se lo meritava davvero.
I disassociato in genere appunto pensano di meritarsi l’isolamento perché questo è quello che gli è stato insegnato.
Per esempio abbiamo detto che mia sorella non è disassociata, semplicemente ha smesso. E ha smesso del tutto, per cui non segue nessun precetto della religione, compreso quello di non salutare i disassociati. Poi c’è questa ragazza, disassociata, che chiameremo Usgoldia – vi mancavano i miei nomi di fantasia, eh? – che porta suo figlio treenne nello stesso parco – che chiameremo Paccolarana – di mio nipote ormai dueenne – che avete conosciuto come unenne nel romanzo.
Così mia sorella portando il dueenne a Paccolarana incontra spesso Usgoldia, che è disassociata. La conosce da tanto, anche se non sono in confidenza e i bimbi giocano insieme e mia sorella sistematicamente saluta Usgoldia, che ricambia imbarazzata. Poi mia sorella viene a sapere che Usgoldia ha detto agli anziani che mia sorella la saluta. Capito, saluta una disassociata, che invece meriterebbe di non essere salutata. Usgoldia percepisce la punizione, il non essere salutata, come un atto dovuto, da parte di chi ancora è testimone. E comunque, Usgoldia, quando capita che ci incrociamo e la saluto, abbassa lo sguardo e borbotta un “ciao”: un disassociato non può salutare un altro disassociato se intende rientrare. Eppure so che Usgoldia convive, non penso che possa rientrare a breve. E’ un fatto di forma mentis. Se sei disassociato, te lo meriti.
Arriviamo al fatto. Il giorno prima della presentazione di Atripalda, due testimoni hanno bussato alla porta di mia suocera ma hanno trovato mia moglie, la quale ha detto loro che probabilmente con lei non volevano parlare perché lei era la moglie di un disassociato. Loro le hanno detto che allora lei sapeva che potevano parlarle, sono io quello con il quale non possono parlare. Come dire: lui lo sa e per lui è giusto così. Cosi Vera si è irritata e ha detto loro che se volevano parlarle il giorno dopo alla presentazione del libro, potevano farlo. Quando hanno sentito il titolo del libro Loro si son voltate e se ne sono andate senza neanche salutare. Scuotete la polvere dai vostri piedi, diceva Cristo ai suoi predicatori che non erano stati accolti con il giusto interesse.

Posted by Emidio Picariello on June 7th, 2011 | Filed in credenze, varie ed eventuali | 23 Comments »


23 Responses to “Te lo meriti”

  1. Ciro Says:

    Io credo che alla fine ,tutto il tuo fare li abbia portati a considerarti una creatura di satana. Ecco perchè questa reazione con tua moglie davanti al libro.Per loro tu sei una specie di arma di satana . Che alla fine non cianno tutti i torti visto le tue tendenze politiche!
    🙂

  2. Guido Says:

    Sinceramente credo che questa tua riflessione non sia altro che la ennesima prova (seguo da tempo il tuo blog) di come tali sette fondino la loro massa critica su persone facilmente suggestionabili e di scarsa levatura culturale. Non dico ovviamente che tutti gli aderenti siano così, ma una buona parte si. Come si giustificherebbe altrimenti il fatto che una persona continua a credere in quello che gli hanno insegnato e a comportarsi di conseguenza, anche dopo aver capito la natura del gruppo di cui faceva parte e aver deciso di uscirne? Un minimo di coscienza critica! Il Vangelo dice che siamo tutti uguali, è il messaggio più chiaro dato da Gesù Cristo, che non disdegnava di salutare prostitute e stranieri e banchettare con i pubblicani.

  3. Valentina Says:

    Ciao Emidio,
    una domanda: per quale precetto o dettame tua sorella non è incorsa nella disassociazione, pur essendosi in effetti disassociata ella stessa?
    In altri termini: qual è il confine tra condotta ancora tollerata e condotta meritevole di disassociazione anche “in contumacia”?

  4. Ponga Says:

    @ Valentina:
    Ho risposto ora in” male non fare”

  5. Ponga Says:

    @ Valentina:
    Mi pare siano necessarie altre precisazioni. Per i TdG, la gravità dei comportamenti è di fatto in relazione alla posizione delle persone che li hanno. Gli inattivi che non hanno relazioni con altri testimoni, che non sono conosciuti nel loro ambiente come TdG, vengono abbastanza ignorati dalla congregazione. Se si comportano già come disassociati, è difficile che vengano disassociati. A meno che non pubblicizzino le loro idee apostate su un blog, come sto facendo io, per esempio. A meno che non si mettano in contatto con un’amica TdG e cerchino di traviarla e questa non si rivolga, scandalizzata e addolorata, ai suoi anziani, come potrebbe pungermi vaghezza di fare nel prossimo futuro, per esempio. Quando Admin si è dissociato – è evidente dai post che raccontano la cosa- aveva una vita sociale all’interno della congregazione, se non più una fede. Frequentava come compagnie del sabato sera alcuni Testimoni e parlava abbastanza regolarmente con un anziano che gli si mostrava affezionato. A quel punto, venuta fuori la canna, è venuta fuori ‘na cazzimma. Se fosse stato lontano dalla congregazione, già allora, probabilmente nessuno gli avrebbe detto “parla ai tuoi anziani”. Conosco gente che convive, senza matrimonio, e senza che nessuno l’abbia disassociata. Inattivi da anni, senza rapporti con altri testimoni, senza che la gente “del mondo” li possa identificare come testimoni di geova, non è che qualcuno si prenda la briga di interessarsi alla loro vita. Se capita che facciano qualcosa che dà “scandalo”, se per esempio qualcuno va a lamentarsi di loro, allora li disassociano. Ovviamente, convivere è peccato gravissimissimo, (o graverrimo), e se sei dentro la congregazione, cioè se vai a predicare e se frequenti i TdG e vai alle adunanze, ti possono disassociare per una palpata alle tette. Io, se avessi detto un decimo delle cose che ho detto sulla Bibbia e sui TdG su questo blog, mentre ancora frequentavo i TdG, avrei immediatamente subito un comitato giudiziario per apostasia. Correggo, un centesimo delle cose che ho detto. Adesso, se mio padre andasse dagli anziani a portare le cose che gli ho scritto, certo che mi potrebbero disassociare, ma significherebbe solo che mio padre si è rotto i coglioni di mangiare qualche volta anche con me, oltre che con suo figlio. Non so se sono chiara: la disassociazione ha la funzione a) di tenere pura la congregazione b) di far provare al peccatore la necessità di tornare: quando il peccatore ha già tolto l’incomodo e che torni è parecchio improbabile anche se gesù di persona glielo chiedesse come favore personale, la disassociazione è solo un lavoro in più. A dirvela tutta, una delle mie zie, una di quelle più bistrattate nel libro e nel blog, qualche anno fa mi aveva parlato di come sarebbe stato meglio per tutti se emi si fosse fatto riassociare, pur diventando poi inattivo come me, perchè almeno poteva stare insieme alla sua famiglia e a loro, che gli erano tanto affezionati! Ah, il “guazzabuglio del cuore umano”!

  6. Valentina Says:

    @Ponga
    Grazie delle risposte, sei stata chiarissima.

  7. Terry Says:

    Non lasciatevi ingannare
    DON CHISCIOTTE è l’eroe di una celebre opera spagnola del XVI secolo. Il personaggio, nato dalla penna di Miguel de Cervantes, si nutre di letture incentrate sulle storie di impavidi cavalieri che si lanciano con le loro armature lucenti in difesa di donzelle in pericolo. Si appassiona al punto di cominciare a credere di essere lui stesso un nobile cavaliere. In una delle scene più famose del romanzo, Don Chisciotte si scaglia contro dei mulini a vento scambiandoli per minacciosi giganti. Vuole ucciderli, convinto di fare così la volontà di Dio, ma ne esce completamente umiliato.
    Don Chisciotte è solo un personaggio della fantasia, ma il suo problema, quello di cadere vittima dell’inganno, è reale, e non va preso alla leggera. Si pensi ad esempio agli alcolisti, che credono di poter bere quanto vogliono, solo per ritrovarsi con la salute rovinata e la famiglia distrutta. O prendete il caso delle povere vittime dell’anoressia, che si vedono ben nutrite e in salute mentre in realtà si consumano lentamente per inedia.
    Potrebbe succedere anche a noi di cadere vittima dell’inganno? Purtroppo la risposta è sì. Effettivamente siamo tutti a rischio. Potremmo essere ingannati anche in fatto di credenze religiose che ci stanno molto a cuore, con conseguenze tragiche. Perché? E come possiamo proteggerci dall’inganno?
    I pericoli dell’inganno
    Secondo un dizionario, “ingannare” significa “trarre in errore, indurre a credere in [qual]cosa di falso”. (DIR, Dizionario italiano ragionato) Ingannare vuol dire anche imporre un’idea o una credenza falsa, con l’effetto di generare ignoranza, causare confusione e rendere vulnerabili. Il concetto chiave racchiuso in questo termine, proprio come in verbi simili quali “sviare” o “illudere”, è quello di fuorviare qualcuno servendosi di mezzi subdoli. Senza dubbio, il pericolo di cui stiamo parlando è serio: cadere vittime inconsapevoli della disinformazione, causata da chi miri deliberatamente a tenere nell’ignoranza, confondere e rendere vulnerabili.
    La cosa più triste è che molto spesso chi viene ingannato, o illuso, tende a rimanere strettamente ancorato a quello in cui crede nonostante le evidenze indichino chiaramente che la realtà è diversa. Forse è talmente affezionato alle sue credenze che preferisce chiudersi gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte a qualunque cosa possa farle vacillare.
    Anche noi siamo in pericolo?
    Forse vi starete chiedendo: ‘Ma non sarà un po’ esagerato dire che tutti corriamo il pericolo di essere ingannati in fatto di religione?’ No, non è esagerato, visto che ingannare e illudere tutti noi è proprio l’obiettivo di Satana il Diavolo, che Gesù chiamò “il padre della menzogna”. (Giovanni 8:44) Nella Bibbia, Satana è definito pure “l’iddio di questo sistema di cose”. Nel corso dei secoli egli “ha accecato le menti” di milioni di persone. (2 Corinti 4:4) Anche nei nostri giorni “svia l’intera terra abitata”. — Rivelazione [Apocalisse] 12:9.
    Satana iniziò a ingannare l’umanità sin dagli albori della storia. Ad esempio, ingannò Eva facendole credere che non fosse tenuta a rispettare le leggi del Creatore e che potesse essere simile “a Dio, conoscendo il bene e il male”, decidendo cioè da sola cosa era bene e cosa era male. (Genesi 3:1-5) Questo fu il primo grande inganno della storia visto che, anche se dotati della libertà di scelta, gli esseri umani non sono stati creati con la capacità di decidere da sé cosa è giusto e cosa è sbagliato. Solo Dio, in qualità di Creatore e Sovrano, ha tale diritto e autorità. (Geremia 10:23; Rivelazione 4:11) È da illusi credere che avere il diritto di scegliere tra bene e male significhi avere il diritto di determinare cosa è bene e cosa è male. Purtroppo, noi esseri umani cadiamo molto facilmente in questa trappola

  8. admin Says:

    @ Terry:
    questo copia/incolla di una rivista dei testimoni di geova è interessante. Per questa volta lo teniamo e casomai lo commentiamo anche. La prossima volta i copia incolla senza commenti personali li consideriamo spam, ok?

  9. Ponga Says:

    @ Terry:
    Già, forse la storia del mondo è quella che racconti tu. Oppure quello che descrivi come accaduto è l’ennesimo inganno della religione. Cioè, delle persone avevano bisogno della terra dove vivevano altre persone e hanno giustificato la loro conquista dicendo che glielo aveva detto niente meno che il dio creatore e che chi diceva il contrario era il diavolo che lo ingannava. Erano uomini, hanno stabilito che era bene smettere di essere nomadi nel deserto e prendersi quel tal territorio, e hanno detto che non l’avevano stabilito loro, che era bene, ma addirittura l’onnipotente legittimo sovrano del creato. Con buona pace (eterna) di quelli il cui dio (Baal o Sempronio) aveva dato ordine di rimanerci, in quelle terre. Così, capita che quel buon dio dia ordini tipo quello (che ho già troppo citato, ne devo trovare altre di ‘ste cose, dopotutto ho ampia scelta) di Numeri 31:17 e che, qualche migliaio di anni dopo, della brava gente come te e me si trovi a considerare tal Mladic un gran porco e Geova il buon dio.
    Inoltre, ti faccio notare che le cose che hai scritto sono quelle dalle quali la maggior parte dei commentatori del blog è partita, la loro stessa credenza, e che ha abbandonato per le ragioni che qui ognuno ha variamente e ampiamente spiegato. Fare copia incolla dalla WT non vedo come contribuisca alla discussione. Non riesco -mio malgrado- a non trovare fastidiosa anche una certa pedanteria nello stile tipico della WT: “ingannare” è una parola italiana che non mi pare abbia tutto questo bisogno del dizionario dei sinonimi e dei contrari per essere compresa. Uno di madrelingua italiana lo sa dai tre anni, cosa significa.
    @Iris: amo il tuo mostro rosa che si espande. Ha già sostituito la mia teiera orbitante. Mi permetto di dargli la forma iniziale della mela con il morso ed è la mia divinità perfetta…

  10. Terry Says:

    Ti risponderei se servisse a qualcosa.

  11. admin Says:

    Terry scrive:

    Ti risponderei se servisse a qualcosa.

    suona come molto offensivo. spiegati meglio. Pensi che io non sia disposto a cambiare le mie opinioni? Stai dicendo a uno che nella vita ha cambiato religione che non è capace, ascoltando argomentazioni sensate, di cambiare il proprio parere? Oppure cosa intendi di preciso.

  12. Guido Says:

    Caro Admin, hai usato dei verbi sbagliati: “…pensi che io non sia disposto…”, “…oppure cosa intendi…”

    E’ evidente che una persona che commenta un blog non con un suo pensiero ma estrando qualcosa da una rivista e poi si rifiuta di rispondere ulteriormente, non pensa di per sè nulla, ne’ intende nulla di sensato.

    Fa parte della cerchia dei minus habens che si fanno plagiare, e i TdG in tutto questo sono solo la circostanza concreta di “plagio” che gli/le è capitata, poteva accadere lo stesso con le pentole di Mastrota in TV.

    Entrando nel merito, Benedetto XVI ha chiarito più e più volte il rapporto tra fede e ragione, che per un cristiano è esattamente l’opposto di quello esposto dall’articoletto citato da Terry. L’uomo ha in sè, nella sua coscienza, la capacità di discernere e distinguere tra bene e male, pienamente. Anche Gesù viola i precetti sabbatici e insegna ai discepoli a fare altrettanto quando sia motivato da solide ragioni di coscienza (Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Marco 2,27).

    Questo c’è nelle rivistine?

  13. Terry Says:

    Parlando dei Testimoni di Geova, molti ricercatori partono dal presupposto corretto? Triste a dirsi, molti, volontariamente o involontariamente, li giudicano in modo distorto, (vedi esempio: rivistine) come pure è frequente che questi giudizi si diffondano e prendano ampiamente corpo fra la gente. I loro giudizi errati a mio avviso, sminuiscono l’attendibilità d’alcuni studiosi mostrando una certa disinvoltura nel formulare le loro critiche. Un simile comportamento non può che danneggiare il loro obiettivo di valutazioni professionalmente corrette accontentando solamente quelle persone che desiderano sentire quei giudizi. Alcuni lettori attenti, leggendo simili giudizi o valutazioni errate, vengono, per così dire, ingannati finendo per accantonare la loro tesi.

    Per di più, una persona sincera in cerca di informazioni attendibili sui testimoni di Geova, potrebbe perdere l’opportunità di realizzare una ricerca seria, di conseguenza, questi studiosi si rendono responsabili della loro disinformazione. A questo riguardo ci vengono in mente le parole di Gesù nel vangelo di Matteo 23:13, che dice: 13 “Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti! Perché chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; poiché voi stessi non entrate e non lasciate entrare quelli che stanno per entrare.,

  14. admin Says:

    Stai migliorando. Stavolta hai copiaincollato da qui:
    http://www.tdgonline.net/indice/articoli/pregiudizio.htm
    e aggiunto qualche parola tua.
    Vedi se casomai riesci anche ad argomentare con qualcosa di un po’ più pertinente al sito in generale e al post che commenti in particolare, così giusto per fare finta di rispettare una certa etichetta che vige sui blog in generale e su questo in particolare…
    Poi se addirittura vuoi esprimere un pensiero tuo, non copiato, è anche meglio.

  15. Ponga Says:

    E’ vero. Invece capita che alcune persone, seppure con una credenza religiosa diversa, siano colpite favorevolmente dai TdG e dal loro messaggio. Questo è quanto accadde ad alcuni gesuiti italiani negli anni ottanta, come riportava l’articolo della Svegliatevi del 22 febb 1987, nell’articolo “Perchè molti divengono Testimoni di Geova?. Ricordo esattamente che quando lessi questo articolo nell’87 pensai che i gesuiti, noti e dotti studiosi della bibbia, dovevano aver capito, in cuor loro, dove fosse oggi il vero cristianesimo. Copio incollo l’articolo di Svegliatevi.
    “QUESTO è ciò che accade in molti paesi. Per esempio in Italia, a Bologna, le autorità ecclesiastiche, con l’approvazione del papa, hanno tenuto un convegno per studiare come opporsi al successo dei testimoni di Geova. La Chiesa Cattolica ha lanciato un “grido d’allarme”, scriveva La Repubblica del 12 novembre 1985, perché ogni anno diecimila cattolici diventano testimoni di Geova.
    Il gesuita Giuseppe De Rosa ha detto che “da un punto di vista religioso i più pericolosi sono i Testimoni di Geova. Si presentano agguerriti‚ hanno sempre in mano la Bibbia”.
    Il periodico gesuita La Civiltà Cattolica, nel numero del 18 febbraio 1984‚ in un editoriale che parla specificamente dei testimoni di Geova‚ ha scritto:
    “Il primo motivo della diffusione del movimento sta nelle tecniche di propaganda [cioè di predicazione]. Questa‚ da una parte è capillare‚ fatta porta per porta da persone minuziosamente addestrate a tale lavoro e fortemente convinte . . .
    “Il secondo motivo del successo dei TdG sta nella forza di attrazione che esercita il messaggio geovista‚ per il fatto di rispondere a taluni bisogni‚ esigenze e attese degli uomini del nostro tempo. Anzitutto‚ esso risponde al bisogno di certezze‚ molto sentito in un momento in cui tutto è incerto e vacillante. . . . Soprattutto‚ è rivelazione assolutamente certa del futuro‚ per cui chi lo accetta si libera da ogni paura e ansietà e può guardare al domani con gioia‚ nella sicurezza di scampare alla rovina nel giorno tremendo del giudizio di Dio sul mondo malvagio e di vivere eternamente felice su questa terra. In secondo luogo‚ il messaggio geovista aiuta a superare l’angoscia dell’uomo di fronte ai mali di questo mondo‚ annunziando che il ribaltamento dell’insopportabile situazione di oggi è vicino e che presto‚ perciò‚ si aprirà una nuova era‚ nascerà un mondo nuovo dal quale saranno eliminati i malvagi che oggi trionfano. . . .
    “Il terzo motivo del successo dei TdG sta nel fatto che il movimento dà agli aderenti una precisa e forte identità‚ ed è per essi un luogo in cui si è accolti con calore e senso di fraternità e di solidarietà”

  16. Ponga Says:

    errata corrige, svegliatevi 22 marzo 1987

  17. Iris Says:

    @ Ponga

    In realtà il mostro rosa che si espande è stato partorito dalla fantasia di mia sorella, in uno dei suoi pittoreschi sogni (non sia mai che me ne prenda il merito, mia sorella mi farebbe nera). Solo che questo è rimasto nella memoria storica tra noi sorelle, quindi per noi ormai è una specie di mantra. Visto che per definizione è un mostro che si espande, sentiti libera di dargli la forma che preferisci! In particolare, quella della mela con il morso mi pare molto d’effetto! 🙂

    “Il primo motivo della diffusione del movimento sta nelle tecniche di propaganda [cioè di predicazione]. Questa‚ da una parte è capillare‚ fatta porta per porta da persone minuziosamente addestrate a tale lavoro e fortemente convinte . . .”

    Sai che questo pezzo mi fa venire in mente i rappresentanti Kirby? Giuro! 😀

    @ Terry

    Oltre a quello che ho letto su questo blog, della cui veridicità non ho motivo di dubitare, dei tdg so queste due cosette:

    – una volta ho conosciuto un ragazzo che aveva i genitori tdg e che aveva deciso, nonostante questo, di donare il sangue per la prima volta in vita sua. I suoi genitori erano molto delusi da lui. Genitori delusi da un figlio che ha deciso di compiere un gesto di solidarietà si commentano da soli, e sai, nessun versetto biblico può farmi cambiare idea (a proposito, tu mangi gamberi? Quando hai il ciclo dove ti siedi?);

    – conoscevo una ragazza fidanzata con un ragazzo che aveva i genitori tdg (se lo fosse anche lui non lo so). Lei faceva danza a livello professionale da molti anni. I genitori di lui fecero molte pressioni per farla smettere. Risultato? Indovina un po’? La storia tra i due finì (e menomale per lei).

    Ora, io sono donatrice di sangue, e tendenzialmente ho un caratteraccio. Non riesco a immaginare neanche lontanamente di far parte di una religione che tra i suoi precetti ha l’istituzione di un “comitato” (sapete che qui invece che “comitato” avevo scritto “vomitato”? Ah, i lapsus freudiani…) per giudicare la mia purezza morale. Nel momento in cui causerò volontariamente danni ad altri, ne risponderò davanti a chi di dovere. Ma finchè si tratta di me e delle mie scelte, che ricadono solo su di me, no grazie.

    Personalmente, una religione che permette questo:

    http://www.cristianitestimonidigeova.net/articolo.aspx?Articolo=726

    non avrà mai la mia simpatia, neanche se dovesse promettermi di farmi vivere sulla luna.

  18. Ponga Says:

    @ Iris:
    dell’articolo sul quattordicenne trovo raggelante la nota della redazione, che si augura che questo possa avvenire anche in italia. Come fosse una cosa bella.

  19. Ponga Says:

    @ Iris:
    l’articolo di svegliatevi 1987 che ho citato, come avrai visto, cita La Civiltà Cattolica di Qualche anno prima. Grazie al sito infotdgeova di Achille Lorenzi per avermi fatto notare questa perla di verità nella svegliatevi. Mi ha “divertito” tanto che mi sono fatta mandare l’originale della Civiltà dall’editore, Una rivista con le pagine spesse e ingiallite. La cosa mi ha colpito tanto perchè mi sono ricordata dell’effetto che ebbe su di me l’articolo di svegliatevi all’epoca, come davvero pensai che chi studiava seriamente la bibbia non poteva non concordare dottrinalmente con i TdG….L’editoriale della Civiltà Cattolica meriterebbe dess’essere letto tutto, ma mi limiterò a riportare le frasi immediatamente prossime a quelle citate da svegliatevi.

  20. Ponga Says:

    «Il primo motivo della diffusione del movimento sta nelle tecniche di propaganda. Questa, da una parte è capillare, fatta porta a porta da persone minuziosamente addestrate a tale lavoro e fortemente convinte [da questo punto i Testimoni mettono i puntini di sospensione] e, dall’altra, è insinuante e accorta, attenta a cogliere ogni movimento d’interesse nelle persone che si avvicinano e a insistere nell’opera di persuasione, fino a portarle dalla semplice accettazione d’una Bibbia, d’un libro e d’un opuscolo dapprima alla discussione su un passo biblico e all’annunzio di qualche dottrina geovista, poi a un incontro in casa per lo studio della Bibbia e infine alla partecipazione a una riunione di TdG in una “sala del Regno”.
    A questo proposito va rilevata la cura estrema posta dal movimento nella preparazione tecnica e, soprattutto, psicologica dei “proclamatori” e dei “pionieri”, i quali vengono sottoposti a un indottrinamento ossessivo, in cui le dottrine geoviste sono riproposte dai capi “con monotona ostinazione” e con l’appoggio di versetti della Bibbia “usati a incastro, messi cioè tra una frase e l’altra in modo completamente piatto e acritico” (M. Castiglione, I Testimoni di Geova :ideologia religiosa e consenso sociale, Claudiana, Torino 1981, 58). Infatti, nelle adunanze dei TdG, “l’estrema fissità di tutto, l’assenza di libertà espressiva e di ricchezza emozionale ricorrono sempre e dovunque”.
    Cosicché si ha l’impressione “di essere di fronte a un massiccio esempio di annullamento della libertà dell’individuo e del gruppo”; anzi, al “più rilevante esempio di coercizione psicologica e di manipolazione di massa che il protestantesimo statunitense sia riuscito a partorire nel corso della sua storia” (ivi, 68 e 69) [fine dei puntini di sospensione] Il secondo motivo del successo dei TdG sta nel fatto che…» ecc., ecc.

  21. Maria P Says:

    @ Ponga:@ Terry:

    Dopo aver letto l´articolo della svegliatevi del 1987 e come la societá ha citato .. mi viene da citare cio che ha scritto TERRY:

    “Non lasciatevi ingannare. [..] Secondo un dizionario, “ingannare” significa “trarre in errore, indurre a credere in [qual]cosa di falso”. (DIR, Dizionario italiano ragionato) Ingannare vuol dire anche imporre un’idea o una credenza falsa, con l’effetto di generare ignoranza, causare confusione e rendere vulnerabili. Il concetto chiave racchiuso in questo termine, proprio come in verbi simili quali “sviare” o “illudere”, è quello di fuorviare qualcuno servendosi di mezzi subdoli.”

    –> Cara @TERRY, hai ragione, l´articolo della Svegliatevi è un mezzo subdolo!!

    “Parlando dei Testimoni di Geova, molti ricercatori partono dal presupposto corretto? Triste a dirsi, molti, volontariamente o involontariamente, li giudicano in modo distorto [..]”‘

    –> Se l´essere umano secondo voi non è capace a distinguere il bene dal male, cosa vi rende cosi speciali (tdg=buoni), da poter giudicare sui dissociati (dissociato=male)?? E chi è a questo punto a “giudicare in modo distorto”?? Voi? I BUONI?

  22. Stefano Says:

    “Discernere il bene dal male”….
    questa asserzione mi fa venire in mente un piccolo problema di logica sollevato qualche anno fa (credo circa una settantina d’anni fa) da un signore di nome Bertrand Russell.

    Dunque, egli proponeva ai burocrati confessionali in ambito cristiano (quei signori, cioè, che stabiliscono proprietà fisiche e psichiche di questo “Jhwh” biblico) il seguente problema logico:

    1- se Dio ha creato il “bene” e il “male” allora egli è al di sopra dell’applicazione di entrambi, cioè Dio non può essere né “bene” né” male”;

    2- se Dio è soggetto all’applicazione di “bene”, o di “male”, allora vuol dire che essi esistono a prescindere da Dio. E allora, in questo caso, chi li ha creati?

    E’ un bel problemino non c’è che dire. Finora davanti a questo quesito i burocrati confessionali sono sempre scappati via rifiutandosi di rispondere, magari invocando il “diritto a non essere corrotti spiritualmente”….

  23. Maria P Says:

    @ Stefano:

    condivido!!

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