Ah, ridicoli evoluzionisti

Vorrei tanto farvi vedere quella pagina con le mutazioni delle mosche presente nel libro “Come ha avuto origine la vita, per evoluzione o per creazione?” che scherniva gli evoluzionisti dicendo che le mutazioni dannose sono così tante rispetto a quelle positive da rendere queste ultime irrilevanti. Poi c’era sempre qualcuno che, commentando, diceva che noi non abbiamo visto mai nessuna mutazione e che l’esperienza ci insegna che la natura è statica. Soprattutto mi ricordo l’atteggiamento – e ve ne ho già parlato – di superiorità: pensare in termini di evoluzione è ridicolo, in modo evidente, no?

Qualcuno si  preso la briga di rendere un blog questo libro, non ho verificato che sia proprio l’originale, e non è un sito ufficiale, ma se siete curiosi potete dargli un’occhiata. La cosa che mi incuriosiva più di tutte quando ero bambino, è perché dio avesse fatto i denti aguzzi alle tigri. Cioè, se gli animali erano stati creati per mangiare tutti la vegetazione, perché casualmente le tigri si erano già trovate con i denti aguzzi che sarebbero stati a esse utili successivamente, quando poi Adamo peccando le avrebbe rese carnivore?

Comunque la questione è sollevata anche dai cattolici. C’è stato un lettore qui che ha commentato linkando questo:

Immaginate un grande deposito di pezzi di ricambio di aerei da guerra. Immaginate inoltre che una tromba d’aria investa il grande deposito. Nel turbinio del grande ciclone per caso si assembla un F16. Ma la cosa più strabiliante non consiste soltanto nell’assemblamento del noto caccia, ma ancor di più nel fatto che tale velivolo sia in grado di spiccare il volo.

E al quale ho risposto:

L’uomo NON E’ un F16 e l’evoluzione NON E’ un tornado. Dire che un tornado non costruisce un F16 NON SIGNIFICA che millenni di evoluzione non possano portare ad un uomo.
Non dimostra niente. Dimostra solo che un tornado non costruisce un F16. Coraggio. Vuol dire che quando mi servirà un F16 non mi rivolgerò ad un tornado.

Ecco, ho pensato a tutte queste cose quando ho visto questo video pubblicato dal Post. La storia è che ci sono queste meduse, che per qualche mila anni – 12 – sono state senza predatori, e così adesso non pungono. Si sono evolute. Chiunque può vederle. Se l’evoluzione vi pare tanto ridicola, io un giretto me lo farei.

Posted by Emidio Picariello on June 3rd, 2011 | Filed in credenze | 23 Comments »


23 Responses to “Ah, ridicoli evoluzionisti”

  1. selmarjoss Says:

    Per puro caso, in questo periodo, sto leggendo un libro di Richard Dawkins (ne ho letti parecchi suoi), si intitola “Il più grande spettacolo della Terra- Perché Darwin aveva ragione” (Oscar Mondadori-2009) ed è proprio una risposta alle tesi creazioniste. Lo consiglio a tutti quelli che vogliano chiarirsi le idee sull’evoluzione e su come funziona.
    Altrimenti consiglio, dello stesso autore, L’orologiaio cieco e Il gene egoista.

  2. Thumper Says:

    Vuol dire che quando mi servirà un F16 non mi rivolgerò ad un tornado.

    LOL!!!

  3. Stefano Says:

    “la natura è statica”….(!!!!!!!!!!!!!!!)

    ma questi sono rincoglioniti ignoranti che stavano seduti negli ultimi banchi di scuola o ciarlatani formati appositamente per creare eserciti di automi per andare dietro ai guru di turno che hanno avuto in consegna la “verità cosmica” dagli esserini soprannaturali creatori di universi?
    Se la natura è statica come mai l’universo si muove? come mai le stelle si formano, si sviluppano e mutano in nane bianche, rosse, supernova (e forse buchi neri)? Persino l’asse terrestre si sposta! La cosiddetta stella polare non è da sempre la stessa!
    Come mai un organismo eucariotide si sviluppa da cellule gametiche, come mai passa attraverso fasi ontogenetiche? come mai tutti gli organismi nella loro vita conoscono ricambi cellulari? sono forse identici nella loro conformazione fisiologica un individuo perinatale e un individuo di qualche anno di età per non dire di uno più vecchio?

    Come mai esiste la replicazione del Dna? Come mai esistono le mutazioni genetiche prodotte da “errori” di questa replicazione? Come mai esiste il fenomeno della deriva genetica? come mai esiste il fenomeno dell’estinzione delle specie? (ma forse è dovuto a castigo divino….); come mai esiste la deriva dei continenti? come mai esistono modifiche agli ecosistemi dovuti a tale movimento che incidono, eccome, sulla selezione naturale?
    Come mai esistono nucleotidi (i “mattoni” del Dna) anche su resti di meteoriti? E la mutazione dei ceppi virali?

    E questi dicono che la “natura è statica”!……

    Se c’è una cosa che caraterizza la natura è proprio la sua dinamicità! Ha ragione Stephen Gould quando scriveva che gli oggetti biologici sono oggetti STORICI. Per cui le scienze naturali dovrebbero spezzare la catena della logica formale (logica statica) sorta quando ancora i riscontri empirici del divenire organico non erano stati registrati. La logica adeguata è quella DIALETTICA: logica del divenire, del movimento, che si autogenera per le forze dialettiche intrinseche. “Panta Rei” (= tutto scorre) diceva Eraclito.

    Poi, per quanto riguarda i fatti bioevolutivi, che questi signori stigmatizzano come pura “teoria” (dimenticando, per ciarlataneria o ignoranza, che la teoria si sforza di SPIEGARE i FATTI della natura e non di immaginarli!) cito solo alcune questioni: come mai tutti gli organismi (dai batteri al pisello di Rocco Siffredi) usano lo stesso alfabeto genetico? Come mai la documentazione diacronica geo-paleontologica rivela che gli organismi più antichi sono meno complessi di quelli più recenti? Come mai i vertebrati (da certi pesci ossei ai mammiferi superiori, incluso homo sapiens) possiedono la medesima struttura ortopedica?
    Che dire di riscontri empirici embriologici (una delle aree più probanti dell’evoluzione organica, basti pensare ai fenomeni differenziali tra i celomati) come la comparazione di embrioni al primissim ostadio di pesci ossei, rettili, uccelli ed umani: impossibile distinguerli. Anche l’embrione umano in questa fase ha la coda! E poi i riscontri sperimentali di Armand Hempé sull’aumento del materiale embrionale a disposizione del perone degli uccelli che poteva così riacquistare la lunghezza posseduta nei rettili ancestrali. Altro che staticità della materia organica! Altro che negazione della derivazione rettili-uccelli!
    I riscontri empirici su fenomeni di speciazione della drosophila, di specie batteriche, riscontri naturali di nuove specie di pesci di acqua dolce…ma allora,forse, la Creazione non è conclusa!…
    Che dire, infine, dei successi della biologia sintetica in campo sanitario ottenuti propri grazie all’applicazione di riscontri empirici esplicati dalle teorie evoluzioniste?

    A dir il vero, l’ipotesi teogenica che riconosce i riscontri evolutivi a livello astrale, geofisico e biologico non è in guerra con una teoria evoluzionista in sé. Diciamo che tale ipotesi teistica ha solo “prove” fideistiche, aggiugendo un elemento privo di riscontri logico-empirici ai fatti riscontrabili.
    Quindi ai sostenitori di tale ipotesi spetta l’onere della prova, visto che aggiungono un elemento non tangibile a quelli tangibili.

    Diversa è la posizione dei creazionisti fondamentalisti. Questi negano completamente le convalidazioni scientifiche che cozzano con le loro verità dogmatiche confessionali. Ma cosa propongono in alternativa? Quali prove scientifiche? NULLA! Negazionismo e basta!
    Parlano di “anelli mancanti”, “impossibilità di autoassemblaggio”, “di impossibilità del caso”….e quali dovrebebro essere questi anelli mancanti? Forse creature da Frenkestein (o dott. Moreau) naturali? Spiegassero cosa intendono! “Autoassemblaggio”? ma questi signori ignorano completamente i meccanismi relativi alla selezione naturale! Che infatti non menzionano mai! “impossibilità del caso”? caso significa forse “senza causa” per loro? Il caso, rimanda alla statistica matematica, ed è il quesito da risolvere non la soluzione! Anche qui, zero assoluto sulla selezione naturale che opera sulle varianti alleliche.
    Il loro pensiero si caratterizza per:
    1) negazionismo anche di fronte alle evidenze; 2) grande ignoranza sui fatti empirici delle osservazioni naturali e l’aggiornamento scientifico delle loro interpetazioni; 3) utilizzo in malafede e manipolato delle divergenze del dibattito scientifico: ipotesi esplicative diverse di un fatto vengono presentate come negazione del fatto stesso!; 4) nessuna preoccupazione epistemologica verso le proprie asserzioni: tutto viene legittimato con l’adeguamento ai dogmi fideistici.
    In sintesi, la loro credibilità è pari allo zero percento!

    Qualcuno di loro, evidentemente preso da una preocucpazione pseudo-epistemologica, ha cominciato ad avanzare l’ipotesi del “disegno intelligente” (che intrinsecamente ammette i riscontri bioevolutivi…) e pretende di affiancarlo alle materie scientifiche nella scuola pubblica… A parte che uno dei grandi padri dell’ID made in Usa, Behe, in sede processuale ha riconosciuto che l’ID non è scienza ma una forma di cristianesimo…(cosa che i sostenitori editoriali di Behe si guardano bene dal rendere noto…ala faccia dell’onestà), vorre porre solo alcune questioncine:
    A) Dov’è il segno dell’ID nella vita del pinguino? Un uccello che non vola, costretto a vivere il 90% della vita in acqua pur non essendo marino, costretto a nidificare a terra dove si muove goffamente ed è indifeso rispetto i suoi predatori: che cazzo di disegnatore intelligente ha progettato la vita sfigata del pinguino? B) Perche esistono animali carnivori e vegetariani, con i secondi vittime designate dei primi? C) Perché i mammiferi placentati europei importati in Australia hanno quasi eliminato i mammiferi monotremi indigeni? Perche questi ultimi vivono solo lì? D) perché i grandi animali corridori terrestri non hanno le ruote naturali? Eppure un disegnatore intelligente onnipotente doveva pensarci! E) perché i pesci ossei ceratiodi hanno i maschi minuscoli che vivono fisicamente saldati alle femmine dai quali dipendono vascolarmente e quindi muoiono con esse? Che ID è mai questo? F) perché esistono rane che non passano per lo stadio di girini? (scoperta dello zoologo italiano Menegon, ndr) G) perché esistono specie di serpenti con soli individui femminili? Ma il progettista itnelligente non ha la dottrina “maschio e femmina li fece”?

    Mi fermo qua, poiché credo che basti. Ai creazionisti fondamentalisti e ai seguaci di Behe e dell’ID presentare risposte scientifiche alternative se vogliono rettificare convalidazioni scientifiche, che sono, al contrario delle “verità” confessionali, ipotesi aperte sino a prova (scientifica) contraria. Mentre le “verità” dei venditori di paradisi eterni sono protette dal reato di eresia/apostasia se indagate liberamente.

  4. bigolo Says:

    Chi vi scrive e’ un ateo convinto..ma con la mentalita’ aperta atutte le religioni purche’facciano stare bene chi le pratica.In particolare e’ una richiesta di AIUTO.sono stato 5 anni con una disassociata ..un bellissimo rapporto,appagante sotto ogni punto di vista,una donna con una spiccatissima sessualita’.durante il nostro rapporto a cadenze cicliche lei mi manifestava la volonta’ di rientrare.premetto che in cinque anni mi ha solo chiesto un paio di volte di andare a frequentare una sala dekl regno dove mi diceva che chi la conosceva non la degnava nemmeno di uno sguardo.
    10 giorni fa la doccia fredda…..mi lascia… deve tentare di rientrare..sente il bisogno di servire geova…liquidato in 40 minuti.
    non risponde al telefono e se provo ad andare sotto casa mi evita dicendomi che sta male.
    ho telefonato a suo padre (non tdg) e mi ha detto che e’ sotto psichiatra dopo un ricovero al pronto soccorso per crisi di ansia..immagino dovute alla decisione di lasciarmi..visto che mi ama ancora.
    io sto malissimo..buttati 5 anni di felicita’..
    io non ho intenzione di seguire i dettami dei tgd..non potremmo nemmeno dormire insieme(non siamo sposati)..e non mi basterebbe.AIUTATEMI…COSA DEVO FARE???????????????

  5. Iris Says:

    Caro Emidio,
    dopo aver letto tutto il tuo blog commenti compresi, eccomi qui a scriverti il commento che post dopo post prendeva forma nella mia mente.
    Mi perdonerai se il nome è falso (l’e-mail, però, è verissima, te l’assicuro), ma è per proteggere la privacy di una delle persone più importanti della mia vita: il mio ragazzo, che è anche il mio futuro marito (tra un annetto circa). Non ho problemi a fornirti il mio nome in privato. Ti avverto anche che questo sarà un commento lungo: non ho mai avuto, ahimè, il dono della sintesi.

    Personalmente ho avuto poco a che fare con i tdg, sono donatrice di sangue quindi puoi ben immaginare quanta simpatia m’ispirino.

    Te la sparo subito là: mio suocero è cattolico. Tu dirai: che c’entra con la storia raccontata qui? Te lo spiego subito: in lui rivedo molta della rigidità di tuo padre. La rivedo quando penso al modo in cui ha cresciuto il mio ragazzo e al rapporto che tutt’ora hanno. Ma soprattutto la rivedo quando penso agli effetti che tutto questo ha avuto su di lui.
    Voglio annoiarti un po’ e raccontarti com’era il mio ragazzo quando l’ho conosciuto. Chiedeva scusa per qualsiasi cosa, anche per cose che non c’entravano con lui. Avevo il mal di pancia per il ciclo? Scusa. Litigavo con un’amica ed ero nervosa tutto il giorno? Scusa. Montagne di scuse insensate che all’inizio non capivo, ma che poi man mano che lo conoscevo (e che conoscevo la sua famiglia) diventavano sempre più chiare.
    I primi tempi non si litigava mai. Mai mai mai, neanche una volta. Abbiamo litigato per la prima volta dopo quasi un anno e mezzo, se la memoria non m’inganna. Il senso di colpa perenne, la sensazione che ci fosse sempre qualcosa di sbagliato nel suo comportamento gli impediva di contraddirmi (non so più quante volte gli ho detto “E mandami affanculo qualche volta!!”, se mi perdoni il francesismo).
    Ho conosciuto sua madre e ho capito da dove veniva tanta sottomissione. I miei suoceri hanno due figli, maschio e femmina. Indovina da chi ha preso il mio ragazzo? Dalla madre ovviamente (altrimenti non lo sposerei, dico sul serio). Lei è una creatura dolce e indifesa, che ha avuto la sfiga di avere: a) un carattere deboluccio, b) una depressione post-partum che si è cronicizzata (indovina per colpa di chi? Bravo, cento punti!) costandole vent’anni di psicofarmaci che l’hanno resa, se possibile, ancora più sottomessa e “docile” (come si conviene a qualsiasi buona moglie cristiana, ovvio). Il sunto è che lui è il capo della baracca. Ho sentito con le mie orecchie mia suocera dire: “Obbediamo a papà, lui sa sempre cosa è meglio per noi”. Roba che a raccontarlo la gente nemmeno ci crede.
    Pausa aneddoto a tema: anniversario dei nonni, io ho una piccola divergenza di opinioni con uno zio, la discussione si fa un tantino accesa (niente parolacce eh, non credere chissà che) perché lo zio invece di argomentare sfotte le mie argomentazioni (tipo ragazzino delle medie in gita), fine della discussione, tutti a casa, io incazzata come una biscia. Successivamente mio suocero ha rimproverato al mio ragazzo di non avermi messa a tacere, perché questo sarebbe stato il suo compito e “cosa penseranno gli altri di te, dovevi farla smettere di parlare”.
    Insomma, questo per darti un assaggio dell’ambientino, e del fatto che io, naturalmente, non sono esattamente il prototipo della perfetta moglie cristiana (penso troppo allo studio, a quest’ora avrei già dovuto pensare a figliare, e se vincessimo al superenalotto potrei stare a casa come si conviene a una donna), ragion per cui mio suocero mi ha fatto la lotta in questi anni, (alle spalle il furbacchione, per fortuna ho un ragazzo onesto ai limiti dell’indecente) tentando di convincere il mio ragazzo che probabilmente avrebbe divorziato da me, e ora che abbiamo irrimediabilmente deciso di sposarci gli dà consigli sul modo in cui la chiesa indicherebbe di “tutelarsi economicamente in caso di divorzio” (???). Simpatico, eh?

    Ma sto divagando, devo prendere coraggio e affrontare il punto. Il punto è la sessuofobia di mio suocero, che ha pervaso tutta la vita (e specialmente l’adolescenza, ma anche dopo) del mio ragazzo. Immagina un ragazzo che si confessa dopo una pugnetta (lo so che te l’immagini), che crede che la stitichezza (!) sia una punizione divina per la masturbazione. Immagina un ragazzo che a un certo punto della sua vita (intorno ai vent’anni) va a vivere lontano da casa per lavoro, in un contesto di soli uomini (non ti dico quale, ma insomma, avrai capito, no?), che esce la sera in una delle città più ricche di stimoli d’Italia, e che in tutto questo tempo, pur essendo lontano dallo sguardo del padre, resta vergine. Lui crede che farà sesso prima del matrimonio, ma solo a patto di amare davvero la ragazza. E la ragazza (conosciuta in seguito al suo ritorno nella terra natale) con la quale finalmente fa sesso è la stessa che sposa. Ma:
    a) all’inizio è assolutamente inesperto di sesso, compresi preliminari e cosine varie che insomma, non dico per pudore, ma ci siamo capiti, e per inesperto intendo che non sa nemmeno com’è fatta anatomicamente una donna;
    b) al primo contatto intimo che i due hanno, lui dice a lei “Mi dono a te come Lui (hai capito chi è questo Lui? Sì che lo hai capito, eh?) si è donato per noi”, e ho la pelle d’oca, giuro, perché è la prima volta che racconto questa cosa a qualcuno e vederla scritta qui in tutta la sua realtà allucinante fa un certo effetto;
    c) lui continua a confessare le pugnette per un tempo abbastanza lungo, diciamo tre anni (adesso sono diventate un gesto di ribellione, tipo “Faccio quello che voglio e non c’è niente di male, tiè!”).

    Pausa aneddoto a tema: il mio ragazzo aveva circa 16 anni, era seduto sullo scooter a pomiciare (aveva pur sempre degli istinti) con una ragazza. Qualcuno (che diarrea fulminante lo colga, chiunque fosse) pensò bene di riferirlo a mio suocero. Ora, nella tua famiglia per un episodio del genere si è scatenata la tragedia. In quella del mio ragazzo poco c’è mancato (solo perché la religione non lo prevedeva). Mio suocero lo prese da parte e gli disse che l’avevano visto frequentare “gente ambigua, in particolare una ragazza sicuramente di facili costumi”. Apriti cielo.

    Il succo della faccenda è che il mio ragazzo in questi anni passati con me (donna indegna, non dimentichiamolo) è come rinato. Ha vinto la timidezza, è un ragazzo allegro e compagnone come tanti, non musone e insicuro come prima. Però a volte l’insicurezza è ancora lì, che s’insinua tra un momento di gioia e l’altro.

    A me l’estrema religiosità di mio suocero non fa nè caldo nè freddo, intendiamoci. Per me potrebbe anche credere al mostro rosa che si espande (citazione originale di un pittoresco sogno di mia sorella). E per estrema religiosità intendo anche che va a messa non solo ogni domenica, ma ad ogni messa disponibile, (e non è un semplice fedele, ma un ministrante, ovvero l’unica cosa che i miei suoceri hanno in comune – la fede – non possono neppure condividerla perché durante la celebrazione lui deve stare sull’altare e lei è seduta sola tra i banchi, non conto più i festeggiamenti a casa dei parenti in cui tutti erano a coppie e lei sola perché lui doveva aiutare in qualche messa), occasionalmente partecipa a ritiri spirituali in cui si fanno esercizi di preghiera (espressione che non ho mai capito, che significa che uno si “esercita” a pregare? Mah), dice l’angelus ogni giorno a mezzogiorno, ha una casa che sembra un tempio e che sarebbe il terrore di ogni bimbo (ricordo ancora con orrore l’immagine di Santa Lucia che era appesa in camera da letto di mia nonna, ogni volta che andavo in bagno dovevo passarci per forza davanti, e quegli occhi nel piattino sembrava mi guardassero, brrr, giusto per farti capire il tipo di sensazione), legge il vangelo ogni sabato a tavolta, prima di mangiare (e si deve interrompere ogni altra attività, ricordo ancora con tristezza una volta in cui ha spento la tv mentre Peter Griffin faceva una battuta particolarmente esilarante), quando ci si siede a tavola non si può incominciare a mangiare se prima non ha iniziato lui e cose di questo genere.

    Il punto che mi fa incazzare è che chi non la pensa come lui è un peccatore degno (ahi ahi ahi, qui cozziamo con i precetti religiosi, chissà perché lui non ci fa mai caso) del suo insindacabile giudizio. E stavolta per “suo” non intendo giudizio divino, ma proprio SUO, di mio suocero. Che a casa sua lui o Dio non fa molta differenza, dopotutto. Ha giudicato me in mille modi (alcuni dei quali citati prima), i miei genitori (com’è saltato in mente ai miei genitori di darmi il permesso – a 26 anni suonati – di viaggiare con il mio ragazzo senza essere sposati? Ma roba da matti!) e mia sorella (i conviventi rovinano il mondo, lo sapevi? Probabilmente tu, Vera, mia sorella nel breve periodo in cui ha convissuto e tutta la gentaccia come voi ha causato anche il buco dell’ozono, prendetene atto e pentitevi).

    A proposito della convivenza, mi permetto di citare una delle sue uscite più belle: “Alcune persone (nota di disprezzo nella voce) vanno a convivere prima di sposarsi per testare la compatibilità sessuale, ma il sesso non è tutto nella vita, non è il sesso che vi farà andare d’accordo, per avere un buon matrimonio dovete leggere sempre insieme la bibbia, solo così sarete felici”. Aehm, se lui considera il suo un matrimonio felice, viste le premesse, meglio qualche sana tu-sai-cosa (quella cosa che inizia per “s” e finisce per “copata”, insomma).

    Mi sono resa conto di aver scritto tanto e di non essere arrivata al punto. E’ un mio difetto, sono prolissa e inconcludente, basteranno quaranta frustate?

    Comunque. In tutto questo bel quadretto idilliaco io vedo un ragazzo sicuramente più aperto e felice di prima. Ma vedo anche un bimbo, in questo ragazzo, che ancora scalpita per avere l’approvazione di suo padre. Che soffre quando suo padre si disinteressa alla sua vita. Che mi dice sconsolato “Eppure è sempre mio padre”, anche quando si rende conto che lui per suo padre è un estraneo (fantastica un’esclamazione di mio suocero:”Noi conosciamo i valori di nostro figlio”, gli sarei scoppiata a ridere in faccia all’istante).

    Che ha (ok, ok, lo dico così la smetto di tergiversare, lo giuro) problemi di e – erre – e – zeta – i – o – enne – e. Ora, c’è da dire che lui ha una non molto simpatica infezione alla prostata che si porta dietro (per colpa di chi? Altri cento punti se indovini!) da svariati anni (andare dall’andrologo dopo essere cresciuto in un clima simile? Fantascienza). Infezione che sicuramente incide, provocata da una fimosi trascinata per chissà quanto, risolta da una circoncisione simpaticamente osteggiata da mio suocero, che l’ha bollata come “operazione fatta per moda” (sapevi che c’è la moda di alzarsi una mattina e decidere di farsi tagliare un pezzo del regale augello? Fico, no?) che si sarebbe dovuta svolgere, secondo il suo autorevole parere, dopo il matrimonio.
    Però però la mia testolina di donna indegna non può fare a meno di pensare che essere cresciuto in un simile clima non possa non incidere. Sono quattro anni che con amore e pazienza cerco di liberarlo da questi sensi di colpa e di ridargli un po’ dell’autostima persa (padre padrone mai è coglione, semmai coglioni sono i figli, e mio suocero non mancava mai di mettere in atto questo principio). Ma sento che non è abbastanza, i sensi di colpa sono sempre lì in agguato. Addestrare fin da piccoli a sentirsi sbagliati e colpevoli per desideri naturali e umani è quanto di più deplorevole si possa fare a un figlio, per tutta la sua vita.
    Non pongo domande, forse volevo solo raccontare un po’ della mia storia per sentirmi meno afflitta quando il mio ragazzo ha quello sguardo rassegnato (della serie, mio padre così è e così devo accettarlo, purtroppo), o forse volevo solo sapere che posso fare per il mio ragazzo che non abbia già fatto. Ma forse questo dovrei chiederlo a Vera, non a te. Sono le due facce della stessa medaglia, dopotutto. Come ci si libera dai sensi di colpa? Come si può liberare l’uomo che si ama dai sensi di colpa?

    Prima di congedarmi, volevo fare alcune osservazioni a beneficio dell’argomento del blog, e a beneficio di quei simpatici tdg che vengono qui con la favoletta “Non è la religione, sono le persone”.

    a) se mio suocero fosse stato tdg, si sarebbe comportato come tuo padre? Ci metto la mano sul fuoco, un buon cristiano è quello ligio alle regole, qualsiasi confessione professi;

    b) mio suocero sarebbe stato ugualmente quello che è (ma sì, diciamolo pure: uno stronzo maschilista) senza la religione cattolica? Probabilmente il succo del suo essere non sarebbe cambiato di una virgola, ma cambia ampiamente la forma: da laico, mio suocero sarebbe stato semplicemente uno stronzo maschilista, da cattolico (con tutta un’impostazione, dunque, che lo sorregge e lo giustifica) diventa invece un buon cristiano che si attiene alle regole.

    In pratica la religione GIUSTIFICA e BENEDICE il suo essere stronzo maschilista. Capito che figata?

    Ciao Emidio, un abbraccio a te e alla tua signora (e perdonami per il commento logorroico, è anche colpa dell’insonnia, non mi va di rileggerlo quindi se ci sono errori, perdonami anche per quelli).

  6. admin Says:

    @ Iris:
    Cara Iris, non importa il tuo nome, se a qualcuno ho rimproverato l’anonimato è stato solo perché non mi andava di essere accusato di vigliaccheria da chi non si firma, ma non è proprio il tuo caso, per cui va bene così. Ti dirò alcune cose, in ordine sparso. Alcune di queste non ti piaceranno affatto. Ma io ho superato la fase in cui devo piacere agli altri perché in loro rivedo mio padre 🙂
    Il primo fatto è che la faccia che hai a vent’anni è la tua. Non è più quella di tuo padre o di tua madre. A due anni, se hai gli attacchi di panico, la responsabilità è dei tuoi genitori, a venti è tua, qualunque cosa ti sia successa. Questo vale per la depressione di tua suocera (la depressione post partum non è una ineludibile punizione divina che ha a che fare con il peccato originale, è una malattia psichica con una sua genesi e una sua cura, difficile, ma possibile per chi vuole capirsi) e per le disfunzioni erettili del tuo ragazzo. Io dico sempre – l’espressione “io dico sempre” è fastidiosamente boriosa, ma davvero lo dico spesso – che l’infanzia spiega ma non giustifica, volendo proprio espimere questo concetto: se tuo padre ti picchiava e diventi un serial killer, tuo padre ti picchiava MA tu SEI un serial killer. Responsabilità tua. Io penso che il tuo uomo abbia bisogno prima di tutto di un aiuto psicologico. Aiuto che non puoi e non devi fornirgli tu. Una coppia felice – non ti preoccupare, questa frase non finisce con niente che abbia a che fare con la Bibbia – è fatta da due persone felici, cioè da due che stanno bene da soli e meglio insieme. L’amore è anche bisogno ma il bisogno non è amore. Il confine è labile ma importante. Per entrambi. Io non penso che tu debba accettare in dono dal tuo futuro marito niente di meno che la sua felicità. Ora dalle cose che mi hai detto mi pare di capire che lui sia consapevole del suo bisogno di aiuto. Per quanto imbarazzante possa essere parlarne. Io proverei con un terapeuta – lasciando da parte gli analisti di stampo Freudiano. Fine del consiglio non richiesto.
    Alcune considerazioni invece mi vedono molto d’accordo con te: il punto non sono le posizioni di tuo suocero rispetto a quelle della Chiesa: il punto è che la Chiesa non le condanni. Ma non può perché tuo suocero segue la Bibbia, ovvero la Bibbia giustifica le sue follie.
    Poi io sono io, e ho un brutto carattere e non sono sicuro che sarei disposto a sottopormi a questa cosa, della preghiera prima del pranzo. Probabilmente mi alzerei e me ne andrei per tornare alla fine della parte religiosa della celebrazione. Ma questo sono io, e non è detto che sia giusto.
    Poi ci sarebbe un sacco di roba da dire sull’imago genitoriale interiorizzata, ideale dell’io, super io etc, senso di colpa, etc. Ma non è la sede giusta.
    E poi concludo: sì, Vera potrebbe dirti molte cose, però una la rivendico. Io sono arrivato a Vera già sulla mia strada. I conti con il mio passato li ho fatti da solo e prima. Poi c’è anche Vera che è accogliente. Ma non è la cura. La bellissima canzone di Battiato è una delle peggiori truffe della storia delle relazioni.
    Un abbraccio e buona fortuna.

    @ bigolo:
    Io non sono sicuro di poterti aiutare, nel senso che non ho consigli da darti purtoppo. Fra le altre cose mi dici che si sta facendo aiutare da uno psichiatra. Casomai è lui che può aiutarla a capire qualcosa su sé stessa, che cosa la spinge a fare parte di una setta tanto controllante, perché sente il bisogno di delegare a qualcun altro il controllo su di sé. Ma son cose lunghe che hanno bisogno di aiuti da parte di professionisti. Mi rendo conto del fatto che tu stia male, ma non penso che tu possa fare molto, oltre, appunto, stare male.

    Le persone sono quello che sono, evidentemente lei ha bisogno di questo. Mi dispiace di non poter essere più utile di così, ma purtroppo il motivo non cambia i fatti. Voglio dire: lei ti ha lasciato per rientrare nei testimoni di Geova. Resta il fatto che ti ha lasciato. Non si lascia chi si ama. Ora, anche se lei tornasse, a te sta bene essere amato meno di una religione? E’ una scelta tua, ma guarda la cosa nel contesto e nel complesso. E soprattutto guarda sempre alla realtà delle cose, e non a come vorresti che fossero.

  7. Iris Says:

    @ admin

    Caro Emidio, innanzitutto grazie della risposta! E grazie anche della schiettezza, non mi piacciono le risposte edulcorate quindi va benissimo così! 🙂
    Con una punta di amarezza devo concordare con te: so che la responsabilità di determinate cose è del mio ragazzo, che non avrebbe dovuto basare il suo percorso interiore su di me e sulla nostra storia. Abbiamo parlato spesso della possibilità di rivolgerci ad uno psicologo (neanch’io ho simpatia per i freudiani, e lo dico con cognizione di causa, visti gli studi che ho fatto), e il mio ragazzo non è contrario, anzi. Al momento diamo priorità alla parte fisica della cosa (l’infezione è una brutta bestia, ha rischiato di lasciarci senza figli in maniera piuttosto permanente, e ancora non l’abbiamo sconfitta del tutto, c’è capitato anche il dottore incompetente, quindi domani si cambia medico e speriamo bene), ma non dovesse funzionare neanche questa, passeremo alla parte psicologica che quasi sicuramente c’è, anche se io continuo a sperare di no.
    Ho provato a spiegargli che lui avrebbe dovuto ribellarsi prima, che la ribellione ai genitori è sana, che non si devono accettare tutte le idee che ci hanno inculcato dalla nascita senza rifletterci un minimo su. Per me (che a 22 anni, quando mia madre si rifiutò di lasciarmi dormire la notte in spiaggia con il mio ragazzo di allora, sbottai dicendo: “Hai paura che faccia sesso, almeno ammettilo. Comunque troppo tardi, mi dispiace” – per la cronaca, poi a dormire in spiaggia ci andai lo stesso) l’atteggiamento passivo che he avuto e che in alcune piccole cose continua ad avere con suo padre è incomprensibile. Per la serie, lui è così e non posso farci niente. Giustissimo. Ma io credo che possa cambiare quantomeno l’atteggiamento che ha verso suo padre, e credo che questo lo porterebbe ad essere più sereno. Ma come hai giustamente osservato tu, non è compito mio.
    Sua madre, povera, ha avuto la sfortuna di avere un carattere debole, una religiosità spiccata, un marito maschilista che ha messo la religione prima di lei e una depressione (che è sì una malattia psichica, ma influenzata fortemente da fattori ambientali, tipo un marito con un carattere più forte che ti fa la guerra psicologica per farti mollare il lavoro perché la donna deve stare a casa con i figli e che in casa ti tratta come una schiava) con strascichi niente male (non è solo depressa, ha anche altri sintomi poco simpatici, tipo paranoie tenute a bada da psicofarmaci presi come acqua fresca). Un mix letale, insomma. Ci abbiamo provato a salvarla, perché il mio ragazzo ci sta male, ma che te lo dico a fare… A casa sua lui è il pazzo, l’elemento di disturbo che turba quell’innaturale e sinitro equilibrio che si è creato in tanti anni.

    La preghiera prima del pranzo, a parte un quotidiano segno della croce quando ci si siede a tavola, è una lettura acritica del vangelo. Nel senso che mio suocero, ogni sabato, prima di pranzare, dice “Ascoltiamo la parola del Signore”, legge il vangelo che sarà letto in chiesa il giorno dopo, segno della croce, e poi il pranzo può cominciare. Nessun commento, o considerazione. Nulla, si inizia a mangiare come niente fosse. Devo ancora capire che senso abbia questa cosa. Se uno vuole leggere la Bibbia può andare in chiesa o farlo da sè, giusto? Boh.

    La ragione per cui non mi alzo (non credere che non sia tentata eh, in tutto il tempo della lettura non posso fare a meno di pensare alla povera pasta che si raffredda) è che contestare mio suocero mi costa più fatica mentale di quanta me ne costi star zitta quei due minuti (per quanto i pranzi di sabato dai suoceri siano ormai rari). Ci ho sbattuto la faccia tante volte, non m’importa di dirgli cosa fare a casa sua o di manifestargli dissenso, gli sto già abbastanza sulle palle così. Io non sono una persona conciliante. Sono quella che alle elementari è stata paragonata da un compagno addirittura a Totò Riina (giuro) perché dal mio metro e uno sputo compreso di grembiulino rosa avevo la faccia di dire alla maestra “Questa cosa che sta dicendo è sbagliata”. Ma contrastare apertamente mio suocero arreca discussioni infinite al mio ragazzo, e mio suocero quando ci si mette è particolarmente pedante (e peSante). Taccio per amore, insomma, quantomeno finché il mio ragazzo non potrà, di fronte a una discussione che non gli interessa, alzare i tacchi e tornare a casa da me.

    E poi, incredibilmente, il mio ragazzo è credente. Crede in Dio, ma non come ci crede suo padre. Crede nell’amore e nella tolleranza, in un Dio che ti aiuta e che ti salva, non che manda terremoti per punire i figli che dice di amare. Anch’io ci credo, a modo mio. La religione cattolica così com’è concepita a me non piace, anche se da cattolica sono stata cresciuta (con tutti i sacramenti annessi e connessi). Ma non riesco a smettere di credere nella presenza di un’entità benigna e di qualcosa dopo la morte, qualcosa di bello, non fiamme infernali o morte eterna. Un posto in cui poter rivedere le persone care scomparse, e anche (prendimi pure per il culo) la mia adorata cagnolina yorkshire, morta prematuramente otto anni fa. Questa è una cosa bella e che mi fa stare bene, per cui mi sta bene così. Vivo la fede come un sentimento, non come un obbligo morale o una serie di dievieti. Ed è per questo che ritengo offensivo l’atteggiamento di molti cattolici che scrivono agli atei (anche se magari con ottime intenzioni, dal loro punto di vista) “Spero che Dio t’illumini” o roba simile. Che tu creda o non creda in Dio (o nella teiera orbitante! :D), la tua bontà d’animo non ne è scalfita neppure un po’. Sono una pessima cristiana? Probabile. Ne renderò conto a chi di dovere, quando sarà il momento. Adesso, qui, in questa vita, questo è il modo in cui ho scelto di vivere, quello che mi fa stare in pace con me stessa. Ed è questo quello che spero per gli atri. Che stiano bene con se stessi, non che credano necessariamente in Dio, nella grande teiera orbitante, nel mostro rosa che si espande (scusa se mi autocito ma mi piace troppo quest’immagine!). Ognuno trova la sua dimensione! 🙂

    Grazie per l’augurio di buona fortuna, me lo prendo tutto che ne ho (ne abbiamo) bisogno. E lo estendo a te e alla tua signora, per tutti i giorni della vostra vita! 🙂

    @ bigolo

    Io di tdg ne so poco e niente (ne so un po’ di più dopo aver letto questo blog, a proposito, sono arrivata qui dal forum di matrimonio.it), ma volevo dirti brevemente una cosa, e per farlo mi permetto di citare Emidio quando dice:

    “Resta il fatto che ti ha lasciato. Non si lascia chi si ama. Ora, anche se lei tornasse, a te sta bene essere amato meno di una religione?”

    Ho messo in chiaro dall’inizio, nella storia con il mio ragazzo, che se avesse messo i principi religiosi prima del rapporto con me (come fa suo padre con sua madre), la nostra storia sarebbe terminata all’istante. Non accontentarti, bigolo, guarda le cose per quello che sono, come ti suggerisce il nostro admin. Ti auguro che lei ne venga fuori completamente e capisca che l’amore tra due persone è più importante di principi vecchi di secoli e che un principio che ti tiene lontano dalla persona che ami non è un principio valido. Ma se non dovesse capire, preparati ad esserne fuori tu. Mi spiace per quello che provi, mando un abbraccio anche a te.

  8. bigolo Says:

    esistono persone che anche se non le conosci e come se le conoscesti da 20 anni ..e questo che sento di voi.
    Grazie admin,grazie iris..che vi siete preoccupati di dirmi delle semplici cose che mi aiutano in questo momento x me comunque doloroso.
    un abbraccio forte forte

  9. Thumper Says:

    Una coppia felice è fatta da due persone felici, cioè da due che stanno bene da soli e meglio insieme.

    Grazie per avermelo ricordato.

  10. Alessandro Says:

    Dopo aver letto questo post e i successivi commenti mi viene in mente una frase che mi ripete sempre la mia ragazza: “se il mondo va a puttane è per gente così, che fa anche figli e li distrugge con questi insegnamenti fuori da ogni logica!”. Parlando il post di evoluzione mi viene anche da pensare che se questa gente aumenta invece che diminuire forse la selezione naturale sta penalizzando chi utilizza ancora il cervello e la ragione…e la cosa mi spaventa non poco! Sono andato a vedere il blog citato all’inizio, praticamente è la copia trascritta del libro evoluzione dei tdg…mi sarebbe piaciuto anche segnalare il fatto che la presenza di quel materiale è una violazione di copyright, non per difendere la preziosa opera di geova quanto per fare in modo che certa merda non circoli online (già ne abbiamo tanta a disposizione).
    @Iris e @bigolo le vostre storie mi hanno colpito molto, vorrei poter trovare parole di conforto e di aiuto ma sinceramente non saprei dove andare a parare…mi auguro per Iris che il suo ragazzo possa elaborare grazie a una brava psicologa questi problemi e superarli, quanto a bigolo mi dispiace per quello che stai passando, posso capirlo e sembra davvero che nel tuo caso la violenza psicologica e subdola della dottrina dei tdg abbia vinto sul vostro amore…
    @Admin
    vorrei spendere un momento per contestare quanto hai scritto ad Iris nella tua risposta relativamente alle scelte che una persona fa nella sua vita. Mi dispiace contraddirti ma se una persona a 20 anni ha gli attacchi di panico, problemi di erezione, crisi di identità sessuale, disturbi dell’alimentazione (dall’anoressia al binge eating), atteggiamenti criminali e ha subito pressioni psicologiche importanti nel passato questi disturbi non se li sceglie…il substrato di certe patologie psichiatriche purtroppo prende radici fin dalla tenera età e queste si manifestano poi nell’età adulta…e non è cosi semplice controllare certi meccanismi psichiatrici, alle volte servono decenni di psicoterapia (e forse nemmeno bastano)…Per il resto condivido appieno…soprattutto il pensiero “una coppia felice è fatta da due persone felici, cioè da due che stanno bene da soli e MEGLIO insieme”

  11. admin Says:

    Alessandro scrive:

    ti ma se una persona a 20 anni ha gli attacchi di panico, problemi di erezione, crisi di identità sessuale, disturbi dell’alimentazione (dall’anoressia al binge eating), atteggiamenti criminali e ha subito pressioni psicologiche importanti nel passato questi disturbi non se li sceglie

    no, il mio punto è un altro: a un certo punto della tua vita, qualunque sia la genesi dei tuoi problemi, scegliere se curarli o no è una tua responsabilità. Se non lo fai. se ti adagi sul “ma ho avuto un’infanzia di merda”, allora non è più un problema dei tuoi genitori, ma tuo.

  12. Alessandro Says:

    Il problema è proprio quello: non è cosi semplice come dici. Non perchè tu hai avuto la capacità di farlo signifca che questo sia la regola, anzi. La regola purtroppo vuole il contrario, ovvero l’incapacità di reagire a certe situazioni, e non certo perchè ci si adagi sul trascorso merdoso. E’ come parlare di chi soffre di anoressia: alcuni riescono a uscirne con le loro forze, per altri il problema è talmente radicato che non hanno la forza di reagire o nemmeno lo riescono a vedere, e il problema li distrugge. Per risolvere un problema devi prima vederlo e non è detto che tutti siano in grado di vederlo. E’ la stessa cosa che capita a chi è nei tdg: pieno di problemi ma nessuno li vede (io in primis non li vedevo). Quando poi FINALMENTE li realizzi allora fai i passi per risolverli. Se non li risolvi, beh, allora li il problema è davvero tuo.

  13. admin Says:

    Alessandro scrive:

    non è cosi semplice come dici.

    Chi l’ha detto che è semplice? Io no, di certo 😀
    E’ difficile. Ma è comunque responsabilità tua. E soprattutto non c’è modo di uscirne se non acquisisci questo dato, che puoi.
    C’è anche un fatto: chi non chiede aiuto non può essere aiutato, psicologicamente parlando. La famosa “alleanza terapeutica”.
    Però a venti anni gli strumenti per capire che hai bisogno di aiuto ce li hai, anche se non capisci che ti sta succedendo, di preciso. Poi, oh, non c’è medicina per tutti. L’ho detto e lo ripeto: una infanzia di merda spiega, ma non giustifica. Altrimenti nessun serial killer dovrebbe pagare per i suoi crimini.

  14. Iris Says:

    @ Alessandro

    Vedi Alessandro, da una parte tu hai ragione a dire che il substrato di certi problemi ha radici profonde. Ma io fondamentalmente sono d’accordo con Emidio quando dice che se non ti curi, se non dedichi energie al tuo percorso interiore, a un certo punto la responsabilità è tua, vuoi per un carattere meno forte, vuoi per altri motivi. Lo so io e lo sa anche il mio ragazzo. Oggi abbiamo parlato un po’. Gli ho detto che vorrei che stesse meglio per se stesso, non per me. Cioè, anche per me, ma principalmente per stare bene con se stesso.
    Stamattina il medico ci ha detto che i suoi problemi sono sicuramente molto fisici (sul lato psicologico non può dire molto, ma un po’ ci siamo sfogati), e ci ha dato buone speranze di guarigione totale. Diciamo che sono cautamente ottimista insomma! Ma anche se il sintomo puramente – ehm – fisico dovesse essere sconfitto davvero, una chiacchieratina con una persona competente credo gli farebbe bene lo stesso, e per fortuna lo crede anche lui.
    Grazie degli auguri, il medico è fiducioso che risolveremo entro Luglio, quindi per ora va bene! 😀

    @ admin

    L’esempio che fai del serial killer me ne fa venire in mente uno, russo e pure cannibale, che da bambino, in un periodo di grande carestia negli anni ’30, aveva perso un fratello, che era stato mangiato per la fame. Questi episodi in quel periodo non erano così rari, eppure non è che la carestia abbia prodotto una generazione di serial killer cannibali.

    Perdona l’esempio macabro, spero di essermi spiegata!

  15. admin Says:

    @ Iris:
    Hai colto il punto. La genesi di un problema psicologico e la sua diciamo permanenza, non sono la stessa cosa.

  16. Maria P Says:

    @ Thumper:
    @ admin:

    “Vuol dire che quando mi servirà un F16 non mi rivolgerò ad un tornado.”

    –> Condivido! 😀 😀 😀

  17. Maria P Says:

    Condivido anche che a partire da una certa etá ognuno si prende le propie responsabilitá – indifferentemente dall´infansia avuta!

  18. Maria P Says:

    @ Stefano:

    Stefano, condivido tutte le tue vedute a questo riguardo!

    “Se la natura è statica come mai l’universo si muove?”

    –> I miei, che sono tdg, dicono che la natura è solo statica sulla terra :-))))) per questo gli esseri umani esistono solo sulla terra :-)))

    “che cazzo di disegnatore intelligente ha progettato la vita sfigata del pinguino?”

    –> Io mi chiedo .. a quale disegnatore intelligente gli viene in testa di progettare la vita sfigata dei creazionisti fondamentalisti. L´unica cosa che i creazionisti sanno fare è leggere la Bibbia. E poi la leggono anche sbagliata :-DDDD

  19. fabio Says:

    @ Stefano:

    “Lo scienziato americano B. Carter nel suo <>, formula il principio antropico nel seguente modo: <<Dal punto di vista logico, sono possibili infiniti universi, ma se imponiamo la condizione che nel nostro universo ci sia non solo la vita, ma anche l’uomo in grado di osservarlo e di comprenderlo, il loro numero si riduce drasticamente. La presenza dell’uomo, inoltre, consente di fornire una semplice spiegazione di molte caratteristiche dell’universo, altrimenti incomprensibili, come il valore di certe costanti fisiche e le loro curiose relazioni numeriche. Se, ad esempio, consideriamo le condizioni che permettono l’emergenza della vita, ci accorgiamo che tutte, concorrono a configurare una situazione alquanto singolare: sono necessarie, infatti, temperature e pressioni particolari per sintetizzare molecole organiche, come pure la presenza di elementi come il carbonio, l’ossigeno e i metalli. Le teorie astrofisiche riguardanti l’evoluzione stellare e l’origine del sistema solare ci assicurano che la realizzazione di tali condizioni è abbastanza probabile quando una stella si trova in uno stadio particolare della sua vita (con termine tecnico detto <>) esattamente come il nostro sole>>.Tutto ciò condiziona fortemente il periodo dell’evoluzione di una galassia che sia in grado di ospitare la vita: non può essere troppo breve né troppo lungo, non può scendere sotto i cinque miliardi di anni, perchè conterrebbe così stelle prive di elementi pesanti, neppure superare i venti venticinque miliardi di anni, perchè in tal caso le stelle sarebbero in gran parte spente. Appare quindi decisiva l’esistenza di un <>, per rendere ragione dell’universo così com’è: se deve offrire possibilità di vita, non può che essere così: <> afferma R. H. Diche che insieme a Carter ha introdotto negli anni sessanta il principio antropico.
    La cosmologia è giunta ad enunciare il soprammenzionato principio nel seguente modo: Cogito, ergo mundus talis est (B. Carter).E infatti le costanti della natura sono state scelte con grandissima precisione in maniera tale che l’evoluzione cosmica è giunta ai viventi e quindi all’autocoscienza. Basta modificare anche solo un pò il valore delle costanti universali della natura perchè l’universo non possa più dare luogo alla vita. Per esempio se la forza di gravità fosse stata leggermente superiore a quella che è, l’universo sarebbe collassato entro breve tempo. Se fosse stata più debole si sarebbe avuta l’espansione cosmica senza l’espansione della materia in galassie e stelle. C’è quindi un disegno ben preciso, e questo disegno parla a favore dell’esistenza di Dio.”

    Spiegami le costanti universali, Stefano……

  20. fabio Says:

    @ Stefano:

    ….aggiungo che hai un’alta opinione di te stesso, viste le cose che scrivi…

    Come vedi dal precedente post ci sono più che eminenti scienziati che credono in Dio: se vuoi fare qualche altra scoperta in questa direzione vai al Cern di Ginevra ad incontrare Zichichi, chissà se riesci a moderare la tua sicurezza e ad essere un pò più umile e rispettoso.

    Un saluto

  21. Emidio Picariello Says:

    Esatto, “ridicoli evoluzionisti”. Fabio, ci hai mostrato un esatto esempio di quello che intendevo. E’ sicuramente molto più ridicolo essere in disaccordo con il famosissismo scenziato Carter (se cerchi su google trovi solo siti creazionisti – e pochi – legati al suo nome, sarebbe interessante capire chi diavolo sono sti due) o credere che un uomo ha aperto il mare con un bastone e ci ha fatto passare gli ebrei e tante altre favolette del genere? Il problema Fabio, non è quello che credi, e quanta violenza verbale usi nei confronti di quelli che non credono quello che credi tu.

  22. Stefano Says:

    @ Fabio

    “costanti universali”?
    sei sicuro che siano tali? Che prove hai per asserire che non siano mai mutate e che non muteranno mai? Che prove hai che siano uguali anche nella materia oscura o nelle galassie che sono appena visibili con telescopi elettronici? Su questo tema leggiti un bel articolo (e valido sul piano divulgativo) al link http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=12499.

    “principio antropico”?
    …ovvero un’altra forma di cristianesimo travestita da indumenti (pseudo)scientifici? Già nel nome si capisce dove vuole arrivare: il “progetto uomo” dell’ente creatore…è solipsismo! E che va molto bene a posizioni politiche dominanti…meglio aspettare la volontà di Dio che guardare alla rivoluzione sociale contro le Oligarchie economiche-finanziarie…Se poi uno si consola così, senza troppe preoccupazioni epistemologiche, cacchi suoi! Ma non può pretendere di essere preso sul serio dal punto di vista scientifico. E comunque, ma forse non lo sai perché i tuoi educatori confessionali te lo nascondono, gli esponenti del principio antropico NON negano l’evoluzione sul piano astrofisico, geofisico e biologico! A tal proposito leggiti una bella intervista a Frank Ripley e il suo modo di intendere il “principio antropico”: http://www.piergiorgioodifreddi.it/wp-content/uploads/2010/09/tipler.pdf. Dal punto di vista epistemologico la considero una visione molto contorta – e l’intervistatore Odifreddi lo mette anche in luce – ma soprattutto la sua visione non è proprio “biblica” e Ripley stesso precisa: “Sono concordanze a posteriori. Se non ci fossero, direi: tanto peggio per la Bibbia”…..buona lettura.

    Sullo scienziato vatikanista Zichici (ehi il Tdg Fabio che difende un papista sfegatato!) che confonde i suoi bisogni di fede con la realtà che sta al di fuori di lui ti rimando ad un bel articolo di Paolo Dune al link http://www.uaar.it/ateismo/contributi/05.html dove, tra l’altro, Zichichi dimostra che nella foga di costruire il suo attestato di fede (cattolica, si badi bene!) dimostra di essersi dimenticato di parecchie nozioni di coerenza epistemologica: Zichichi fa dell’idea di “Dio” il punto di partenza per ogni suo ragionamento: è il solito solipsismo anche del “principio antropico” o dell’Intelligent Design. Con tanto di imposizione dogmatica. E comunque Zichichi NON nega la realtà della bioevoluzione! Lo sapevi? Leggiti: “esistono prove concrete e sicure che corroborano la validità dell’evoluzione biologica in numerosissime forme di materia vivente» (Zichichi, “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo”, p. 89, Rizzoli).

    Che c’entra l”alta opinione” verso me stesso? L’opinione di me stesso è di essere anti-dogmatico e partigiano della dis-alienazione della realtà sociale (se tu non capisci questi “paroloni” inveisci contro i tuoi venditori di paradisi che fanno virtù dell’ignoranza alla bisogna, non è affar mio).
    Scrivendo quelle parole credo piuttosto che tu soffra dell’opposto: senso di inferiorità presso gli altri. Eri per caso asino a scuola? E’ per questo che posti senza nome e cognome? Perché non vieni a discutere apertamente in un forum scientifico dove potrai confrontarti con esponenti del mondo accademico nazionale ed internazionale? Resti sempre ad inveire nei luoghi catacombali? Dove meno ti esponi e meglio è? Anzi, è virtù spirituale…

    “Umile e rispettoso”….verso chi e perché? Verso coloro che proclamano di avere la “verità” cosmica? E questi sarebbero gli “umili e rispettosi”?
    Parli come i servitori clericalisti del “santo padre”….lo sai che sei molto cattolico zelante?
    Mi sembri sempre più, purtroppo, un bigotto seguace dei ciarlatani creazionisti fondamentalisti. Quelli che nei loro libretti citano i rabdomanti, gli “studiosi” della magia dei templi maya, e gli spacciano come “scienziati” che negano le teorie evoluzioniste, e dei fatti dell’evoluzione non parlano mai, alle quali contrappongono solo dogmi confessionali (nessun sistema scientifico alternativo), perchè tanto chi pubblica quei libretti non ha alcuna stima intellettuale e culturale dei suoi seguaci che le leggono. E poi, non è letteratura scientifica, è letteratura confessionale, cioè morale dogmatica: o sei d’accordo o sennò niente paradiso eterno!.. E poi sempre il solito: creatore o caso..come se il caso voglia dire “senza cusa”. Ma soprattutto tacciono, in modo assordante, su quei fenomeni che vanno sotto il nome di “selezione naturale” e il loro intervento sulla materia. Quì i fondamentalisti della creazione applicano il “silenzio tattico”.
    Il che si commenta da sé…Comunque, contento Fabio….

    Mi fermo quì poiché non perdo ulteriore tempo con un pusillanime che non firma per intero le proprie asserzioni. E inoltre sono un po’ di fretta. Mi auguro però che i links che ho riportato siano interessanti per tutti i foristi di questo bravo e intelligente (perchè autoironico con perizia) blog.

    PS – dimenticavo! Recentemente il sito Pikaia di Telmo Pievani ha pubblicato un ottimo articolo di Mauro Mandrioli che confuta – mettendoli molto bene in evidenza – tutti gli errori e preconcetti dei creazionisti rispetto le teorie esplicative sinora assunte riguardo i dati di fatto dei fenomeni bioevolutivi. Validissimo sul piano metodologico. E’ il caso di dire: “ah, ridicoli creazionisti fondamentalisti”…ecco il link: http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Scimmia_o_creazionista.aspx

    Arrivederci a todos

    Stefano Seguri

  23. Stefano Says:

    errata (auto)corrige….
    intendevo Frank Tipler ovviamente non Ripley….

    Sorry

    Stefano Seguri

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