Male non fare

Facciamo finta che l’altro giorno mia zia abbia telefonato a mia sorella per dirle che siamo stati ingiusti nei confronti della famiglia e dei miei genitori in particolare, che questa roba del libro li ha fatti soffrire. Facciamo finta che mia zia abbia chiamato mia sorella prevalentemente perché io sono disassociato e con me non può parlare. Facciamo finta che io abbia voglia comunque di risponderle e fingiamo che in qualche modo, tramite qualche cugino mia zia possa arrivare a leggere questo blog e questa lettera in particolare. Ecco, se ipoteticamente tutte queste cose fossero vere, io vorrei risponderle così.

Cara Zia,

prima di tutto vorrei darti qualche risposta nel merito delle obiezioni-accuse che tu mi muovi e che avrei preferito mi avessi mosso direttamente. Se non hai il mio numero posso fartelo avere, la mia posta elettronica la conoscono tutti: emidio chiocciola poi ildisassociato punto net. Ah, giusto. Il disassociato, appunto. Comunque, entro nel merito della questione, ché non mi piace perdermi in fronzoli.
La prima contestazione che mi è stata riportata e che mi hai mosso, ha a che fare con questo post in cui parlo della pizza che mi sono comprato coi 50 euro del nonno . Pensi che per me non sia stato doloroso scoprire che i miei nonni erano disposti per un precetto religioso a non venire al mio matrimonio? Volevo solo raccontare il mio dolore, raccontando quella particolare vicenda. Che forse a raccontarlo mi sarebbe sembrato meno doloroso. Non è stato così. Dolore era, dolore – forte – rimane. Non accuso nessuno di essere com’è, ma la tua religione, che è quella dei miei nonni anche mi ha ferito profondamente. E io lo racconto. Nient’altro. C’è una regola su questo sito, che poi ho applicato anche nello scrivere il libro: io racconto una storia, nessuno si senta offeso, o anche sì. Ma io racconto solo una storia.
Questo vale per tutto quello che ho scritto. Male non fare, paura non avere. Il problema sono i fatti o il racconto dei fatti? Uno dei riscontri più frequenti che ho avuto è che nel libro prevale una vena ironica e affatto arrabbiata. Sì, ogni tanto la rabbia scavalca il dolore, o il dolore emerge, ma io sono sulla strada buona, ho quasi perdonato. Perdonato me, s’intende. Quindi ci siamo: che mi vuoi dire? Mi vuoi dire che la mia storia è falsa? Parliamone, la memoria potrebbe avermi ingannato qualche volta. Ma per ora non una delle cose che ho detto mi è stata contestata come falsa. Neanche una. Tu hai qualcosa da aggiungere? Questo posto è abbastanza democratico: se vuoi contestare un solo fatto di quelli raccontati avrai qui e pubblicamente ampio spazio.
E qui arriviamo a un punto focale che è quello sul quale mi sono concentrato in queste ultime settimane. Tu dici, da una parte, che io getto fango ingiusto sui miei genitori, dall’altra che loro sono rigidi e che, per esempio, alcuni miei zii, fra cui tuo marito, sono stati rimossi per aver avuto un atteggiamento meno rigido di quello di mio padre nei confronti di figli disassociati.
Spero che tu colga da sola l’ironia della tua affermazione. Ma no, non la cogli, evidentemente, per cui sono costretto a fartela notare. Ora i casi sono due: o i miei genitori hanno seguito alla lettera la religione alla quale loro e tu appartenete o no. Siamo d’accordo sul fatto che l’hanno seguita alla lettera e in modo estremo. Ma comunque l’hanno fatto, nel senso che chi non l’ha fatto è stato punito con la rimozione da anziano. Quindi non si sono inventati il comportamento che io racconto. Quindi siamo d’accordo su alcune cose: 1. i miei genitori hanno seguito la religione 2. la religione è eccessivamente rigida 3. sarebbe giusto moderare la religione. Ora spiegami che senso ha appartenere a una religione se poi è necessario, per renderla umana, violarne i precetti. La religione dovrebbe migliorarci, non ingabbiarci in regole tanto strette da essere giuste solo se violate. O mi sfugge qualcosa o è un non senso. Perché se è giusto violare le norme che regolano i rapporti con i figli disassociati, allora siamo d’accordo: è giusto violare le norme di questa religione. E questo delegittima la religione. Quindi è giusto uscirne? Forse sono andato troppo oltre. Restiamo sul pezzo: i miei sono dei fondamentalisti, ovvero hanno seguito le regole della religione alla lettera. Le regole sono giuste o sbagliate? Hanno sbagliato i miei genitori? Abbiamo detto che io racconto solo la storia, i lettori traggono le conclusioni.
Se invece mi vuoi dire che non avrei dovuto raccontare, che son fatti privati, che sono cose di famiglia, beh, allora no, mi dispiace, ma questo non lo accetto, non è così. Non è così perché i Testimoni di Geova sono una delle religioni più diffuse nel nostro Paese. Il mio scopo non è che chi è dentro si allontani o chi è fuori non si avvicini; il mio scopo è che ciascuno agisca consapevolmente, sapendo esattamente a che cosa va incontro, qual è l’esperienza che aspetta sé e i suoi figli. Anche chi è dentro, che sa bene come è la sua vita, con un occhio esterno casomai capisce qualcos’altro. Gli amici lettori possono testimoniare in mio favore: qui attacchi a testa bassa non se ne sono mai fatti.
Quindi? Che succede? Ho sbagliato a raccontare la mia storia? A sciacquare in pubblico i panni che andavano lavati invece in privato? E’ questo il problema, vi ho fatto fare una brutta figura? Male non fare, paura non avere. Dato che io racconto fatti successi, se questi fatti ti sembrano gettare biasimo su di te o sulla tua famiglia, comportati diversamente, da qui in avanti. Fai in modo che a raccontare il resto della tua vita non ci sia niente di vergognoso.
Con affetto
Emidio

Posted by Emidio Picariello on May 31st, 2011 | Filed in ospiti, storia | 17 Comments »


17 Responses to “Male non fare”

  1. MatteoS Says:

    Giù il cappello

  2. Ciro Says:

    Io con affetto non ce l’avrei messo visto che nemmeno ti vogliono parlare!

  3. ari Says:

    @ Ciro:concordo in pieno

  4. Maria P Says:

    @ admin:
    “Fai in modo che a raccontare il resto della tua vita non ci sia niente di vergognoso.”

    è na parola! 😀

  5. Maria P Says:

    @ Ciro:

    penso che “con affetto” in questo caso sia un
    modo diplomatico per poter dire “vai a quel paese” 😀

  6. Matteo P. Says:

    Anche io: giù il cappello. Amen

  7. Claudia Says:

    Ma guardate un pò…tutto ciò che racconti è così falso che io…non uso il mio vero nome per paura di essere riconosciuta…e disassociata per apostasia…
    Ho sempre odiato quelli come te e la tua famiglia, impettiti che guardavano dall’alto in basso la figlia dell’inattivo,non degna di essere una buona compagnia nè di salire sul podio… Io non spirituale che non perdeva giorni di scuola per la visita del sorveglione e che voleva laurearsi con il beneplacido dei genitori…sono contenta che almeno tu e tua sorella vi siate salvati dall’iter dei bravi figli…
    E’ talmente reale quello che scrivi…e potrei aggiungere altre storielle simili a quelle da te racontate…anzi ve ne racconto una…: 1994/5 circa, anniversario di matrimonio di qualche coppia di tdg…si balla si mangia ad un certo punto il dj(fratello servitore di ministero bla bla…) mette “Questo piccolo grande amore” di Baglioni e alla frase”Quella tua maglietta fina tanto stretta al punto che immaginavo tutto” l’anziano impallidisce, va verso il dj ed ordina di interrompere questa IMMORALE CANZONE MONDANA!!! Letto confermato e sottoscritto…

  8. Claudia Says:

    raccontate pardon…problemi di collazione

  9. Alessandro Says:

    98 minuti di applausi…..

    approfitto per una domanda (forse mi son perso un passaggio): ma tua sorella in che posizione si trova? perchè stando a quel che leggo dai tuoi vari “facciamo finta” se tua zia ci parla disassociata non è…ma lei con te ci parla…com’è?!?! come ne è uscita in grande stile???

  10. MatteoS Says:

    Sparo a caso, senza sapere le cose -> a naso, Ponga è inattiva? tipo: non ha mai commesso peccati da disassociazione (o loro non lo sanno) e la considerano ancora “dentro ma poverina con problemi spirituali”?
    In effetti, da quello che si deduce, lei non ha dovuto affrontare tutti questi problemi per il matrimonio…

  11. Marie Says:

    I tuoi hanno seguito “alla lettera” la loro religione, come tanti altri. Paolo da Tarso ha seguito alla lettera la sua religione ed era “perfetto”. Ma nessuna dottrina – neanche moderata – può renderci completo e umano. Solo dopo essere “ciecato dalla Luce”, Paolo ha capito che le regole religiose che seguiva così scrupolosamente, lo stavano uccidendo; era il suo incontro con Gesù veramente vivo che lo rendeva libero e capace di veder sè stesso senza inganno, chiaramente. Paolo ha capito che qualsiasi religione, anche quella “giusta” – senza amore – distrugge l’anima. DIO E’ AMORE e il nostro unico dovere è AMARE DIO, AMARE NOI STESSI, AMARE GLI ALTRI.
    Come te, Emidio, Gesù ha trovato la più grande opposizione dalla sua stessa famiglia e dai religiosi. E così è sempre stato.
    Come la tua Zia, molti sentivono confusi, offesi ed arrabbiati dalla verità perchè ci costringe a vedere noi stesso come siamo veramente. Dobbiamo prendere una decisione – o accettarla o negarla – purtroppo spesso anche con la violenza. Forse il tuo libro, come la luce che ha fatto cadere dal cavallo Paolo da Tarso, sarà un’illuminazione per la tua famiglia. Te lo auguro.

  12. admin Says:

    @ Marie:
    Tutto vero tranne un particolare, ma è un fatto mio: io non penso che l’influenza di Paolo di Tarso, successivamente alla sua illuminazione sia stata così positiva per i posteri. Di fatto con passi come primo Timoteo capitolo 2:

    [12] Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo.
    [13] Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva;
    [14] e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione.
    [15] Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.

    O primo Corinti 11:

    [3] Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio.
    [4] Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo.
    [5] Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata.

    ha perpetuato la logica maschilista dalla quale lui proveniva. Cioè, sarà pure stato illuminato da Dio, ma non mi pare che l’illuminazione gli abbia consentito di allontanarsi o di differenziarsi in positivo dal contesto in cui esisteva.

  13. MatteoS Says:

    Beh, ma Paolo ne sapeva.
    Ha gettato le basi per quasi altri 2000 anni di sottomissione della donna.
    Poi è arrivata la pillola e Paolo ha perso.

  14. admin Says:

    @ Alessandro:
    Alessandro scrive:

    98 minuti di applausi…..

    approfitto per una domanda (forse mi son perso un passaggio): ma tua sorella in che posizione si trova? perchè stando a quel che leggo dai tuoi vari “facciamo finta” se tua zia ci parla disassociata non è…ma lei con te ci parla…com’è?!?! come ne è uscita in grande stile???

    adesso è al mare. quando torna risponde lei (inattiva da mille anni, comunque, col marito)

  15. Ponga Says:

    @ MatteoS:
    Allora, “uscita in grande stile” non direi…Ho smesso di frequentare, così come mio marito, molti anni fa. Ahimè, diversi anni dopo aver smesso di crederci. Cercavo di fare il minimo per mantenere qualche amicizia e qualche rapporto familiare e sociale. Quel che pensavo davvero, lo dicevo solo ai miei genitori, litigandoci. Nessuno mi ha mai cercato. Forse pensavano che fosse un problema che poteva sbrigarsi mio padre, non so. Nel 2003 un anziano (il padre della ex di mio marito, che chiameremo M, in omaggio al libro di Admin), mi vide che camminavo per strada e tornò indietro per darmi un passaggio. Era in compagnia del sorvegliante di circoscrizione che non conoscevo e dissi loro brevemente e semplicemente di essere atea e del tutto disinteressata alla religione, in particolare alla loro. Il sorvegliante fu molto gentile e mi disse che “la congregazione era la mia famiglia, e qui sarei tornata”. Gradualmente, circa il 98 per cento dei TdG che conosco ha smesso di salutarmi, compresi amici d’infanzia e anziani. M. lo incontro spesso alla posta, ci ignoriamo anche se siamo seduti accanto in attesa. Dieci giorni fa ero in fila al supermercato con un anziano che ho frequentato assiduamente per tutta l’infanzia e l’adolescenza (uno di quelli del mio comitato giudiziario di cui si racconta in questo blog, e lui -tipo emotivo- aveva la faccia addolorata e non ci siamo neanche guardati. Un altro TdG è mio vicino di casa e abbiamo un rapporto cordiale, limitato alle questioni pratiche di buon vicinato (mi tiene il cane quando vado via). Di recente, ho avuto uno scambio di email con mio padre. sono logorroica, come avrete capito, e ho esposto tutta la mia visione della faccenda dei TdG, limitandomi solo nell’uso del turpiloquio e delle bestemmie. A meno che non si voglia considerare bestemmia scrivere che il Geova di Numeri 31:1,17 sarebbe meritevole di essere processato per crimini contro l’umanità più di un generale serbo o bosniaco. Ho chiesto una risposta diretta al quesito: un TdG che va a votare è suscettibile di sanzioni da parte della congregazione? Non ho ricevuto risposta.( TdG che leggete, astenetevi da cazzate sibilline sulla neutralità e la libertà cristiane. Grazie.) Ho espresso dettagliatamente le ragioni per le quali considero il mio battesimo a dodici anni impegno non vincolante per la me adulta. L’ho paragonato ai “sì” della Monaca di Monza. Ho detto -con tutta la chiarezza di cui sono capace- che se non mi dissocio è perché, da parte mia, voglio bene ai miei genitori e voglio che mi sia possibile frequentarli e che vedano crescere il loro nipote, per quanto la distanza lo renda possibile. Ho citato la rivista di luglio 2011 di cui ha parlato Admin, riportando le osservazioni che avete letto nei post. Alla fine, mio padre ha semplicemente rinunciato al dialogo, dicendomi che parlo come “quelli che si sono allontanati” (eufemismo per apostati), cioè: stabilisco una linea di pensiero e non mi ci attengo; salto da un argomento all’altro in cento direzioni; non costruisco, ma demolisco soltanto; insulto quelli che non la pensano come me. Mi ha raccontato di nuovo la storia del mondo secondo la Bibbia, da quanto è amorevole Geova a quanto è spaventoso il mondo. Cioè, tutto quello che mi pareva d’aver accuratamente e seriamente contestato in 200.000 caratteri. Si è augurato che ora che sono madre io possa davvero capire che vuol dire volere il vero bene dei figli. Ha detto che, come Geova, lui può solo amare e sperare. Amen. Della faccenda abbiamo solo parlato per iscritto, come da me chiesto. Per telefono, abbiamo invece preso accordi per passare insieme qualche giorno al mare. Amen. Non pretendo che nel mio comportamento si trovi coerenza, né dirittura morale, né adesione a qualche superiore principio. E nemmeno totale sanità mentale. 🙂

  16. Ponga Says:

    Ho sbagliato, mi aveva chiamato in causa Alessandro, va be’.

  17. Alessandro Says:

    @Ponga
    Grazie per la risposta, ti avevo chiamato in causa io perchè sono esattamente nella tua situazione. Mi comporto come il peggiore degli apostati, sono diventato apertamente ateo, voto, faccio sesso (e che sesso!) e sono al 100% sovrapponibile ad un disassociato. Con la sola differenza che sono inattivo. Nessuno mi viene a rompere le scatole e (assurdità dei tdg ma che ben hai spiegato nel commento all’ultimo post di admin) nonostante la mia condotta deplorevole godo ancora del saluto di qualche tdg. Ovviamente non ti nascondo che molta gente ha smesso di salutarmi, di rivolgermi parola, alcuni sono in IMBARAZZO alla mia presenza, e sono curioso di vedere come reagiranno i pochi (direi eletti) amici di famiglia che inviterò per rispetto ai miei genitori alle mie nozze la prossima estate…so già che ci sarà grosso disagio ma sono un perfido bastardo e non mi tolgo la soddisfazione di vedere certe persone in difficoltà! Io non mi dissocio per gli stessi motivi per cui non lo fai tu…e non che abbia due genitori come i vostri, mi giocherei le palle ora che mio padre se ne sbatterebbe allegramente e mi verrebbe a trovare tutti i giorni, ma su mia madre ho delle serie difficoltà (lei è molto dentro, troppo direi…) e, nonostante tutto, le voglio bene e mi dispiacerebbe non farle vedere i nipotini crescere…anche se forse dovrei dissociarmi, così anche lei potrebbe trovare uno stimolo a uscire dallo scempio… Grazie infinite per la risposta (e anche per aver ribadito le questioni degli inattivi nel commento all’ultimo post).

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