Essere ridicoli oggi

Ogni tanto mi sento ancora addosso il difetto dei testimoni di Geova di essere protervo. Mi capiterà, per esempio, stasera, quando arriverò alla mia pizzeria preferita ad Avellino per mangiare la mia pizza preferita (bufala e salamino piccante) e, come è successo qualche anno fa, la signora mi dirà: guardi che nella diavola c’è la carne, la carne? risponderò, pensavo ci fosse il salamino piccante, e il salamino piccante è carne, dirà lei (dalla punteggiatura dovreste capire che sto leggendo Saramago, e, sì, lo so che a lui viene meglio, coraggio) e oggi è venerdì santo. E poi io mi godrò la mia pizza – per fortuna i pizzaiuoli non fanno obiezione di coscienza. Ma soprattutto riderò per settimane di questa cosa, e cioè delle credenze religiose della signora che ai miei occhi atei appaiono francamente ridicole. Darò di gomito ai miei amici atei e soprattutto mi sentirò superiore.

Questo mi ricorda moltissimo i Testimoni di Geova perché loro hanno, nei confronti delle credenze dei cattolici – un po’ di tutte le religioni ma dei cattolici di più – un atteggiamento di questo tipo. Si danno di gomito pensando alla matematica dell’uno più uno più uno uguale uno che sta dietro la trinità. Con l’atteggiamento di chi conosce l’ovvio e vede gli altri ignorarlo commentano la possibilità che Gesù sia nato davvero il 25 dicembre e che i pastori fossero all’aperto d’inverno. E poi il parto virginale di Maria. Dai, siamo seri.

Il punto è che poi cedono tutta questa ragione, la cedono in blocco a credenze che con lo stesso metro di misura sono ugualmente ridicole. Non con un altro standard, proprio con quello stesso: la risurrezione del corpo, il fatto che Dio ascolti tutte le preghiere contemporaneamente, tutte cose ridicole tanto quanto l’Assunzione in cielo di Maria. Insomma, ridicole: o le prendiamo tutte sul serio, o nessuna.

E mi sono ricordato di una volta che ero bambino e stavo predicando con mio padre – non ricordo quanti anni avessi, ma ero in età scolare – e volevo instaurare quella complicità che non c’era e che si acquisisce solo cominciando a darsi di gomito, rafforzando l’odio per il nemico comune: le altre religioni. Così dissi a mio padre che c’era una religione che prendeva la Bibbia alla lettera, che credeva a qualunque cosa ci fosse scritta compresa la creazione del mondo in sei giorni. Mi pareva che fosse divertente ridere di tanta dabbenaggine. Mio padre mi disse che eravamo noi, che sono i testimoni di Geova che credono alla lettera della Bibbia. E io ci rimasi male un po’ perché era sfumata la possibilità di quella complicità e un po’ perché immaginai qualcuno che pensando alla mia ingenuità si dava di gomito.

Posted by Emidio Picariello on April 22nd, 2011 | Filed in credenze, storia | 6 Comments »


6 Responses to “Essere ridicoli oggi”

  1. Ponga Says:

    Admin, prima che qualche tdg possa dire: “ecco, esagera”, puoi specificare meglio la faccenda della creazione in sei giorni e della lettera della bibbia. io non ho tempo, vado al mare. buona pizza!

  2. marcoboh Says:

    ahi ahi ahi, pure io sono ateo e decido io quando mangiare carne e quando no: ma di qui a sentirsi superiore… caso mai, meno inferiore… 🙂

  3. Stefano Says:

    simpatica la costruzione retorico-pizzaiola del Nostro blogger di specie in merito alla concorrenza religiosa sulle caratteristiche degli esserini soprannaturali e delle loro verita cosmiche, “rivelate” a pochi eletti, comparata all’epistemologia spettatrice non credente.

    # marcoboh:

    “minore inferiorità” rispetto chi o cosa?

  4. Principe Kamar Says:

    Ma secondo me lo farà notare non tanto per credenza religiosa, ma per evitare che qualche “sprovveduto” o “cattolico dell’ultima ora” gliela rimandi indietro. 😉

  5. luma Says:

    non v’è nulla di ridicolo nella fede a parte la presunzione di possedere la Verità Assoluta.

    dovresti leggere Grossman, credimi è molto molto meglio di saramago e anche Grossman ha una punteggiatura alquanto fantasiosa quando non è assente.

  6. G Says:

    più del senso di superiorità dei tdg mi colpisce l’immagine di te nano che cerchi in tutti i modi un contatto con tuo padre.

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