Sì, viaggiare

Insomma stavo con questa ragazza di Belluno che chiameremo Marta – alcuni nomi potrebbero essere cambiati, si legge nelle riviste – e lei era parecchio strana. Per esempio non facevamo sesso – non propriamente, i contenuti hard li trovate a pagamento nel libro, ovvio – nonostante fossimo entrambi non più dei bambini. Era anche un periodo che non è che i soldi mi uscissero dalle orecchie. Mi ero trasferito a Belluno ma vivevo solo. Lei viveva con la madre e comunque i testimoni di Geova non convivono.

Il nostro rapporto era piuttosto in crisi, a dirla tutta. Tipo dal secondo giorno. Relazione molto difficile. Così pensai che ci avrebbe fatto bene un viaggetto e le proposi di andare a vedere le colline emiliane – se vi capita, per inciso, non sono affatto male. Io avevo una macchina cabrio – una punto eh, niente di che – e a lei dava fastidio il vento, per dire, ma questo non c’entra con la religione.

Quello che ha a che fare con la religione è che non potevamo fare questo viaggio da soli. Due fidanzati, anche se non più adolescenti, devono sempre avere un accompagnamento. Quindi andammo a fare il viaggio di nascosto da tutti. Beh, non dalla madre di lei. La signora – sorella spirituale – era sempre fra i coglioni soprattutto quando parlavamo. Era morbosamente interessata alle cose della figlia. Ovviamente dormimmo insieme in quei due o tre giorni, però lei, prenotando il viaggio, aveva prenotato due camere separate per ogni sera. Viaggiavamo di nascosto, ma la sua coscienza la costringeva a avere una camera tutta per sé.

Posted by Emidio Picariello on March 2nd, 2011 | Filed in libro, storia | 1 Comment »


One Response to “Sì, viaggiare”

  1. Zaffy Says:

    Il brutto di tutto questo è avere problemi con la propria coscienza…. A freddo ragioni….nn c’è nulla di male nello stare insieme, nel farsi un viaggetto di anke 2 giorni soli….dormire insieme, nello stesso letto. Vinco contro i miei stessi pensieri. Xò resta sempre quel turbamento interiore…ke nn sopporto…e ke purtroppo lui nn potrà mai capire.
    Brutta bestia la coscienza

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