Solo Fanta

Alla fine della storia, quando ormai frequentavo molto di rado i testimoni di Geova mi erano rimasti alcuni amici, anch’essi poco spirituali. Sarebbero poi stati fra i pochissimi a continuare a salutarmi e a vedermi dopo la mia dissociazione, correndo serenamente il rischio di essere a loro volta disassociati, se qualcuno li avesse veduti. Questi due fratelli carnali amavano bere e ubriacarsi da tempo, erano amici di mio cognato diventati poi amici miei. Gente a cui piace far baracca, andare in giro ma soprattutto – l’ho già detto? – bere e ubriacarsi.

Così spesso e volentieri ci trovavamo nella mia mansarda con qualche bistecca da arrostire nel camino e qualche bottiglia di quello buono – Morellino 414, Castello di Ama, Dievole, roba così, insomma – e passavamo la serata a bere ad ascoltare musica e parlare di nubi. Qualche volta a leggere dei libri. Seriamente. Detto così sembra una cosa da intelletuali. No, facevamo anche altre cose, tipo correre dietro alle ragazze, ma certe volte stavamo solo a casa. Comunque bevevamo, bevevamo tutti e bevevamo tanto.

Il loro padre aveva avuto un sacco di problemi per il fatto che i figli non erano spirituali, era stato anziano, ma poi l’avevano rimosso, poi era diventato di nuovo servitore di ministero. Così ogni tanto all’adunanza del giovedì faceva dei discorsi. Questa storia mi è venuta in mente vendendo la commedia “Le bugie dalle gambe lunghe” al Manzoni l’altra sera, che è una commedia su quanto le bugie tengano in piedi il mondo. Ve la consiglio vivamente, se vi capita. Insomma, ‘sto padre, nella speranza che la sua bugia diventasse verità a un certo punto disse: “le persone del mondo sono dissolute, si ubriacano, bevono, non sono come i nostri figli che bevono solo Fanta”.

Io e mio cognato ci guardammo un po’ perplessi, ma poi la cosa non era così strana: se credi che i morti non siano davvero morti, ma aspettino la risurrezione, puoi anche credere che i tuoi figli che si ubriacano ogni fine settimana che Geova manda in terra bevano solo Fanta.

Posted by Emidio Picariello on February 17th, 2011 | Filed in storia | 5 Comments »


5 Responses to “Solo Fanta”

  1. Maurizio Says:

    La Fanta, unn’è bona ma l’è tanta…..

  2. Stefano Says:

    “credi che i morti non siano davvero morti, ma aspettino la risurrezione”….già. La concezione biblica che i morti “dormono” è di curiosa proprietà: il sonno (se per “dormire” gli autori “di vino ispirati” intendono quello) è un fenomeno di natura chimico cerebrale. Ora, come può un organismo una volta dissolto a livello atomico mantenere un’attività neurale? eh…magia della “sicura aspettazione di ciò che si crede”…scrisse qualcuno…
    Se possiamo, storicamente, perdonare i simpatici autori “ispirati” non possiamo certo dare attenuanti ai contemporanei esegeti della “Verità” autoproclamatisi delegatari di Dio: da quelli con la gonna che parlano da Piazza san Pietro a quelli con giacca e cravatta e “ministero” made in Usa e relativi commissionari. Essi, utilizzando oggi la scusa della “sicura aspettazione di ciò che si crede”, altro non sono che professionisti del moderno traffico di indulgenze.

  3. admin Says:

    Non capisco perché dovremmo perdonare i simpatici autori ispirati…

  4. Stefano Says:

    “Non capisco perché dovremmo perdonare i simpatici autori ispirati…”…
    ma per le cose maschiliste, razziste (e non poco nazifasciste) e fantascientifiche che scrivevano…tipo: la vegetazione che esiste senza la luce solare, la lepre che è un ruminante, la talpa che striscia, la terra che fluttua nel nulla, etc etc. Possiamo perdonarli nel senso che non avevano certo le conoscenze scientifiche di oggi. La loro coscienza era prigioniera dell’assunto culturale e sociale della loro epoca.
    E poi, che male possono fare? un mucchio di carte? Il mio “perdonare” era scherzoso. Non siamo mica nella teocrazia giudaica veterotestamentaria o in quella cattolica medievale. Nè in quella dello Stato pontificio distrutto dal Risorgimento (ohibò, come mai non lo si ricorda in questo 150esimo anniversario dello stato unitario?) Il male lo fanno coloro che utilizzano questi autori per manipolare la coscienza di chi soffre troppo l’alienazione della società classista pur mantenendo la propria tossicodipendenza culturale verso i miti borghesi, e quindi vanno hanno bisogno dei professionisti del traffico di indulgenze nel mercato “spirituale”. Così sperano di fuggire dalle contraddizioni sociali, vivendo in un mondo tutto loro, in attesa dell’emancipazione chiliastica che credono di meritarsela praticando la “morale eterna”, di divina decretazione; una morale che sta al di sopra delle classi sociali e dei loro antagonismi. E di questo, in questa epoca, i “simpatici” autori biblici non hanno colpa alcuna.
    E’ più chiaro adesso?
    Saluti

  5. admin Says:

    Si vede che sono uno scrittore anche dal fatto che mi autocito 😀 :
    Aver fondato una religione sulle parole di Paolo equivale a fondarne una, fra duemila anni, sugli articoli di Giuliano Ferrara.
    A Paolo non perdono di essere un maschilista, perché nella sua stessa epoca c’erano persone molto più illuminate. Ma proprio sul suo maschilismo dovevamo fondare una religione?

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