Memory biblico

Sapete come funziona il Memory? E’ quel gioco per il quale si dispongono un certo numero di carte coperte su un piano da gioco – se va male la mia carriera professionale e anche quella di scrittore, posso scrivere istruzioni per giochi di carte, che dite? – poi si cominciano a rovesciare cercando le coppie. All’inizio si va a caso, poi, strada facendo, si cerca di ricordare la posizione delle carte. Qundi ogni giocatore rovescia due carte, se sono accoppiate, le prende e può continuare, se sbaglia passa il turno. Chi alla fine ha più carte vince.

Ecco io penso che il gioco sia un importante indicatore delle dinamiche familiari. Lo penso perché quando ero bambino facevamo prevalentemente giochi che avevano a che fare con la religione e sono convinto che ci sia qualcosa di davvero molto malato in questo. Per esempio passavamo qualche rara serata che mio padre sottraeva alle attività della congregazione a fare i drammi, cioè a registrare su un cassetta delle recite bibliche. Forse ne ho ancora qualcuna, da qualche parte. Questo faceva parte di uno spirito, di una regola: non si può perdere tempo, tutto il tempo deve esere utile a qualcosa, anche quello del gioco.

Così quando chiesi a mio padre un Memory in scatola con gli animali per poterci giocare lui mi diede cartoncino, righello, forbici arrotondate, penna e una Bibbia. E mi aiutò a costruirne uno. Su una carta una domanda biblica, su un’altra la risposta. Anche per gli amichetti Testimoni di Geova la cosa era inusuale. Non del tutto, però. Più spirituale era la famiglia e più sembrava normale, giusto, lodevole. Ada e Zilla. Mi ricordo ancora Ada e Zilla. Solo che non ricordo più la domanda.

Posted by Emidio Picariello on February 3rd, 2011 | Filed in storia | 5 Comments »


5 Responses to “Memory biblico”

  1. Ugo Says:

    Ma allora Ned Flanders è Testimone di Geova?

  2. Lidia Says:

    Ned Flanders sarebbe l’eccesso della religione cattolica ma rende bene l’idea :)))
    Emidio…hai mai giocato a scarabeo con le regole stravolte? Potevi scrivere parole solo se queste avevano un riscontro biblico…e più dimostravi di conoscerne, più ovviamente per loro eri spirituale. Ricordo che c’era chi si portava dietro la Bibbia per essere sicuro di non sbagliare!! ogni volta sembrava di essere ad un esame…
    Si, potremo farci un libro…”giochi teocratici per testimoni di tutte le età”….ma scritto da noi,non credo lo comprerebbero 😉

  3. Lidia Says:

    aspetta aspetta…mi sono appena ricordata di quell’altro giochetto…quello dei disegni. Come si chiamava?? Pictionary mi pare…ecco anche lì lo stesso…e attenzione a selezionare le carte per evitare di disegnare robe sataniche…
    O__O che fisime ragazzi!!

  4. Stefano Says:

    Pazzesco! ma perchè queste pratiche “educative” stile psicosette non vengono pubblicizzate – da chi le ha subite – su manifesti nelle pubbliche piazze o sui quotidiani anche locali, con tanto di nome e cognome dei loro promotori (e degli educatori “spirituali” che le “consigliano”) in modo da esporli al pubblico ludibrio come restauratori delle psicosi superstiziose e ciarlatane del Medioevo?

  5. admin Says:

    Guarda, i fuoriusciti ne parlano spesso, solo che difficilmente a qualcuno interessa. A me farebbe piacere non che la gente smettesse di diventare testimone di Geova, ma che fosse pienamente consapevole di quello a cui va in contro.

Leave a Comment

AWSOM Powered