The Bride

Ebbene sì, The Bride ha chiesto di scrivere la sua. Pubblico integralmente il suo intervento.

Ho chiesto a Emidio di pubblicare questo post per sfogarmi ma anche per raccontare in poche parole com’è vivere da vicino (e nonostante ciò mai abbastanza dall’interno) un’esperienza del genere.

Ho letto il blog, come tutti voi, e tante volte avrei voluto commentare i post, non l’ho fatto, se non in un’unica occasione. Il motivo principale è che pur conoscendo oramai da anni Emidio e la sua famiglia la questione tdG mi resta ancora (anzi ora ancor di più) “indigesta”.

Prima di conoscere Emi la mia idea di tdG era legata a un ricordo della mia infanzia, a una mia compagna della scuola elementare. Adoravo quella bambina dagli occhi grandi che sapeva disegnare (a differenza di me), ma che era un po’ strana: non partecipava all’ora di religione, non festeggiava i compleanni, non recitava le poesie di Natale, ma soprattutto non aveva mai tempo per invitarmi a studiare a casa sua!

Ho sentito parlare di: amici fraterni che ti evitano per strada per non salutati in quanto disassociato, di comitati giudiziari, di segnatura, di pionieri speciali, di adunanze e assemblee, di battesimi e studio di libro, di cantici e gonne al ginocchio, di pomeriggi passati a predicare, di sangue e di matrimoni.

Ma mai, in tutti questi anni, avrei pensato che dei genitori, i miei suoceri, arrivassero a non partecipare al matrimonio del proprio figlio sono perchè disassociato. Come se non si potesse distinguere tra il figlio e il testimone, tra il sangue del tuo sangue e il sentimento religioso… perché è possibile!

Io sono cattolica, ma non bigotta. Probabilmente questo mi ha consentito di ascoltare l’esperienza di Emi con approccio critico. Tante volte sono stata ad ascoltare storie di tdG, tante volte ho provato a capire, ma mi rendo conto che ancora oggi alcune cose che sento dire, alcune cose che vedo mi sono totalmente incomprensibili. E non tanto per la questione religiosa, ma soprattutto per il lato umano.

Io sono convinta che le persone dovrebbero amare gli altri per come sono. Io amo Emidio nonostante i suoi numerosi difetti, ma è proprio a questi difetti che nel tempo mi sono affezionata e abituata. Ma ho anche un’assurda convinzione: che i genitori, proprio in quanto tali, abbiano una specie di obbligo di amare i propri figli, di spianargli la strada per quanto possibile o comunque di essere per i figli una guida e un conforto all’occorrenza.

Mi sposo e i miei genitori non conoscono i miei suoceri. E questa mi sembra già una cosa assurda. La cosa veramente incomprensibile è che, nonostante noi ci sposiamo in comune i miei suoceri hanno deciso comunque di non assistere alla cerimonia per evitare di dare un cattivo esempio ai loro fratelli… nelle loro priorità non c’è evidentemente quella di partecipare a uno dei giorni più importanti per la vita del proprio figlio. Il loro Dio ha evidentemente la priorità sul loro figlio.

Durante i preparativi ho ascoltato con una certa invidia i racconti delle mie amiche nubende, che andavano in giro con le madri e le suocere a cercare vestiti, a confezionare bomboniere e ad avere anche battibecchi, perchè no… tutto sarebbe stato meglio della pesante assenza dei suoi genitori.

Dopo la loro presa di posizione io e Emidio abbiamo avuto reazioni diverse e preso decisioni diverse in merito. Lui ha deciso di perdonarsi e di perdonarli. Io no. Non sono un’attaccabrighe, non sono una che cerca la rissa, ma fare finta di niente mi sembrerebbe in qualche modo confermare la loro scelta. Quindi ho deciso di chiudere quel minimo di rapporto che in questi cinque anni avevo tentato faticosamente di costruire con loro. Chissà che tipo di nuora sarei stata.

Avrei voluto dire ai tdG che hanno frequentato questo blog: se avete dei figli, fermatevi a pensare a loro, a come sarà triste la loro vita. Questa vita, non quella dopo la morte. Questa vita è già difficile, questa vita è troppo breve per soffrire per delle cose non strettamente necessarie. In questa vita i genitori possono fare delle scelte sbagliate. In questa vita un amico potrebbe dover togliere il saluto ad un altro solo perché questo ha smesso di essere un membro della comunità religiosa. In questa vita una giovane coppia ha deciso di scommettere sul proprio amore. Questa è l’unica vita che i vostri figli vivranno, probabilmente, amateli e basta!

Posted by Emidio Picariello on May 20th, 2010 | Filed in matrimonio, varie ed eventuali | 8 Comments »


8 Responses to “The Bride”

  1. Silvio Says:

    …ed io rafforzo ulteriormente il miei più sinceri auguri…
    E come disse Quello: “…scuotete la polvere dai vostri piedi…”

  2. Massimo Says:

    Sinceramente credo che Emidio, perdonando i propri genitori abbia fatto la scelta giusta. Ha solamente dimostrato che malgrado tutto rimangono i suoi genitori, a differenza loro che continuano a pensare che, causa la dissociazione, hanno perso un figlio.
    Tu sull’onda della sofferenza che hai visto negli occhi di Emidio hai deciso di non perdonare, del resto non sono i tuoi genitori, ma se vuoi bene ad Emidio ti consiglio di provare anche tu a perdonare. Prima di tutto per non metterti al loro livello e poi perchè nessuno di noi conosce il futuro e potrebbero sempre capitare cose che rendano necessario che siate in accordo su questa cosa. I genitori potrebbero sempre avere bisogno dei figli ed Emidio aver bisogno del tuo appoggio e benestare per aiutare i suoi.

  3. Daniele Says:

    Anche io come Emidio perdonerei i miei genitori…in fondo tutti commettiamo errori no?E poi mai sottovalutare il potere della religine…se permetti preferisco l’assenza dei miei genitori al mio matrimonio che un eareo schiantato contro un grattacielo in nome di un Dio che neppure esiste….cmq godetevi quel giorno al massimo dato che non ritorna due volte (almeno si spera!!!!;-)

  4. Watkin Says:

    “Durante i preparativi ho ascoltato con una certa invidia i racconti delle mie amiche nubende, che andavano in giro con le madri e le suocere a cercare vestiti, a confezionare bomboniere e ad avere anche battibecchi, perchè no… tutto sarebbe stato meglio della pesante assenza dei suoi genitori.”
    Questo mi ha molto ricordato la mia esperienza, di ragazzo che sta assieme ad un ragazzo. E così ho realizzato che molti aspetti della vostra vicenda sono assolutamente ordinari per una coppia gay, cosa che sebbene frequentassi il blog da tempo non avevo mai notato.
    Rinnovo ancora il mio abbraccio di auguri, virtualmente noi lettori saremo tutti là a festeggiare 🙂

  5. admin Says:

    Infatti la scelta di Scalfarotto come celebrante voleva essere – al di là dell’aspetto affettivo – anche una scelta politica contro tutte le discriminazioni di origine religiosa o sociale che si oppongono ai sentimenti.

  6. Lidia Says:

    mi sono commossa, perchè a tratti ho rivisto la mia vita, il rifiuto dei miei genitori ad ” accettare” anche minimamente il fatto che io non volessi più appartenere ai TdG…non averli vicino ai compleanni della loro nipotina, a natale e in tutte quelle cose che per loro non vanno bene. Il loro distacco è per me doloroso, ma capisco anche Emidio e la sua decisione di perdonare, perchè l’ho fatto anche io. Anche se non nego che a volte mi arrabbio, con me stessa ovviamente, perchè cerco sempre di giustificare quello che fanno in nome di una “religione” che ormai per me ha dell’assurdo.
    Io vi posso dire solo una cosa:per quanto difficile e doloroso possa essere, voi continuate a vivere la vostra vita come state facendo, sono sicura che non avrete rimpianti! 🙂
    Un abbraccio e sentiti Auguri e Congratulazioni!!
    Lidia

  7. Carlo Traina Says:

    Ancora auguri, ragazzi?

  8. G Says:

    condivido la rabbia della sposa!

    non ce la faccio proprio a comprendere. non comprendo nulla di tutti quei comportamenti imposti dalla religione. in realtà non comprendo come si possa “credere”, come la religione possa tanto condizionare la nostra vita.
    non capisco come si possa rimanere calmi davanti a un padre che ti dice SI, AMO PIù GEOVA DI MIO FIGLIO PERCHè GEOVA CI HA DATO LA VITA. chi è geova? cos’è geova? cosa intendi quando dici che geova-dio-allah ti ha dato la vita? come si può prescindere tanto dalla dimesione materiale/umana dell’atto del dare la vita da credere che un essere non ben definito ci abbia creato.

    credo di essere molto limitata. non ci arrivo proprio. e dire che ho fatto anche la cresima (sono cattolica in teoria…di fatto mi reputo assolutamente atea). sono arrivata alla cresima senza nemmeno sapere perchè. oddio no, il motivo lo so…ed è lo stesso motivo per il quale tu eri testimone di geova.

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