Ho voluto più bene a Mario

Ho scritto questo post di getto, a inizio anno, e lo pubblico tornando su un argomento che ormai ho già trattato con maggiore lucidità. L’ho scritto subito dopo essere andato a trovare i miei genitori. E’ una delle prime cose che ho scritto quando ho deciso di aprire questo blog. E’ essenzialmente uno sfogo, l’ho corretto pochissimo, prendetelo per tale. Di tante cose vi ho parlato nel corso del racconto, ma mi andava di pubblicare anche questo.

PS. Per quanto riguarda il titolo di questo post, vi ricorda qualcosa, ma non riuscite a ricordare cosa? Andate qui, minuto 7:30.

Mio padre ha detto che voleva vedermi. Doveva dirmi che non sarebbe venuto al mio matrimonio. A parte il fatto che l’ho trovato ridondante, ormai era una informazione che avevo assimilato, le motivazioni che mi ha portato, che ugualmente conoscevo, sono in ogni caso da rabbrividire.

La cosa è andata così, in estrema sintesi:

Mia madre mi ha chiamato – siamo al 31 di dicembre – chiedendomi quando passavo da loro e di cercare di farlo quando c’era anche mio padre. Il giorno dopo l’ho fatto. Mio padre mi ha ripetuto che non sarebbe venuto al mio matrimonio perché sono un disassociato. Mi ha spiegato come questa cosa sia grave. Gli ho detto che sono soprattutto suo figlio e che qualunque fosse il motivo per cui non venivano al mio matrimonio, il fatto in sé resta. Insomma, ho detto, il punto è che non venite, non perché questo si verifica.

Mia madre ha detto che questo avrebbe “rovinato la sua relazione con Geova” e che dovevo avere rispetto per loro. Io ho provato a chiedere che cosa dovevo fare secondo loro per farli venire al mio matrimonio. Mi hanno risposto che non avrei dovuto lasciare Geova. Ho provato a fargli capire che io non posso modificare la mia vita per farli venire al mio matrimonio, mentre loro dovrebbero modificare solo poche ore della loro.

La loro principale argomentazione resta che io sono disassociato. Mia sorella, inattiva da anni, invece no. Anche se lei ripeteva che fra me e lei non ci sono differenze, da un punto di vista di fede e di comportamenti, sembrava proprio che questa cosa non interessasse. Continuavano a ripetere che io sono disassociato. Mia sorella no. Non importa quello che crede.

Mi hanno detto che io li ho molto fatti soffrire. Mia madre, quando alle assemblee vede un fratello di 30 anni che fa i discorsi, pensa che io con le mie capacità avrei potuto fare grandi cose. Ho risposto che voler bene ad un figlio significa gioire per i successi che lui reputa tali, non per quelli che i genitori desidererebbero per lui.

Mio padre ha detto che i fratelli gli chiedono se io sono alla Betel o se sono Pioniere o cose del genere. E lui soffre molto per le mie scelte che hanno mancato di rispetto ai suoi principi. Io ho fornicato e mi sono drogato. Vivo nella fornicazione con Vera! Come possono venire al mio matrimonio?

Io gli ho detto che non esiste nessuna setta o associazione al mondo che impedisce ai genitori di andare al matrimonio del figlio e che se dio gli chiede questo è semplicemente cattivo.

Mio padre è impallidito e ha sostenuto che invece ogni associazione, partito e religione giustificherebbe lo stesso comportamento nel caso di un figlio fuoriuscito. A questo punto ho cercato anche di fargli capire che il mio battesimo a 11 anni è evidentemente privo di valore e di quella scelta folle io ancora pago le conseguenze, non del fatto di essere uscito da una religione in cui non credevo.

Questo perché se non fossi diventato testimone di Geova, ora sarei solo una “persona del mondo” da aiutare e al mio matrimonio tutti verrebbero.

Alla fine gli ho chiesto se l’amore che loro hanno per Geova è più di quello che hanno per me. Mi hanno risposto che ovviamente è così e che Geova gli ha dato la vita, come potrebbe essere diversamente.

Ho salutato e me ne sono andato.

Posted by Emidio Picariello on May 19th, 2010 | Filed in matrimonio, ospiti | 18 Comments »


18 Responses to “Ho voluto più bene a Mario”

  1. Silvio Says:

    …cavolo! Hai fatto partire questa mattinata zoppicante.
    Non posso immaginare come tu ti sia sentito in quei momenti…

  2. Claudia Says:

    Questo post mi ha fatto arrovellare lo stomaco…

  3. elena Says:

    E’ vero, con le tue capacità e la tua testa potrai fare tantissime cose, e se i tuoi genitori non sono in grado di vedere oltre una cieca fede e si spingono a dire che amano più un Dio del proprio figlio, beh, tradiscono il loro ruolo di genitori al 100%.
    Leggo da un po’ questo blog, lo trovo bellissimo, per come scrivi, per quello che scrivi, per come fai riflettere me sui fondamentalismi in genere.
    Ti auguro il matrimonio più bello del mondo (non intendo- solo- la cerimonia, intendo il resto della vita).

  4. effemmeffe Says:

    E’ difficile non scrivere invettive contro le religioni, in risposta ad un post come questo.
    Però se non le scrivi tu non vedo perché non possa trattenermi anche io.
    Leggo il tuo blog da un po’ e oltre ai complimenti e agli auguri per il futuro mi permetto un consiglio di lettura, c’entra effettivamente poco, ma mi ha fatto risuonare corde simili al tuo blog: http://www.anobii.com/books/Danny_leletto/9788811685227/018d61ff96e64b9dcf/

  5. Geova non voleva che si sposasse | Distanti saluti Says:

    […] ad Atripalda (AV), il primo di Gennaio, Emidio torna a casa e ci racconta questo: Mi hanno detto che io li ho molto fatti soffrire. Mia madre, quando alle assemblee vede un […]

  6. Luigi Says:

    Sono cose che fanno veramente rabbrividire. Studio le religioni per interesse personale, pur essendo ateo, e veramente non mi capacito di come la gente possa ritenere più importante un dio che spesso e volentieri umilia i “suoi figli” piuttosto che pensare a fare il bene nei confronti degli altri esseri umani. La fede è una cosa che non mi appartiene, e forse è per questo che non capirò mai gli atteggiamenti a essa legati.
    Ti auguro una vita serena!

  7. Stellina Says:

    La cosa triste è che Dio chiederebbe l’esatto contrario: ama tuo figlio , tuo padre, il tuo vicino con tutto te stesso così come io amo te.
    Ragazzi, vi capisco tanto. Che Dio vi benedica.

  8. Pietro Says:

    Auguri di cuore 🙂

  9. Carlo Traina Says:

    Carissimo Emidio,
    fosse stato più vicino avrei fatto i salti mortali per venire al tuo matrimonio, per l’affetto che nutro per te, perchè ci sarà Ivan a sposarvi, e per tentare di “compensare” (lo so: è impossibile, ma insomma …) l’assenza dei tuoi genitori.
    Ma per quel poco che ti conosco so che sabato sarai ugualmente sereno e che – soprattutto dopo – avrai comunque una vita felice. Questo almeno è il mio augurio sincero.
    Un grande abbraccio a te e a Vera 🙂

  10. Pietro Says:

    Auguri di una splendida vita serena… Sotto la Luce (individuatela come volete ;-))

  11. panda Says:

    discorsi simili vengono fatti anche ai figli gay. :S

    che dire, se non: congratulazioni!!!! evviva gli sposi!

  12. mauro Says:

    ..avresti potuto fare grandi cose?
    Tu hai fatto grandi cose!!!
    Vi abbraccio!

  13. Gabriele Says:

    … i figli verso il domani …

    I tuoi figli non sono figli tuoi.
    Sono i figli e le figlie
    della vita stessa.
    Tu li metti al mondo, ma non li crei.
    Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
    Puoi dar loro tutto il tuo amore,
    non le tue idee.
    Perché essi hanno le proprie idee.
    Tu puoi dar dimora al loro corpo,
    non alla loro anima.
    Perché la loro anima
    abita nella casa dell’avvenire dove a te
    non è dato di entrare, neppure col sogno.
    Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere che essi somiglino a te.
    Perché la vita non ritorna indietro
    e non si ferma a ieri.
    Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani…

    “…i figli verso il domani… da “The Profet” di Kahlil Gibram

  14. Dario Giorgi Says:

    Emidio e Vera: auguri sinceri, sereni e allegri per la vostra unione! 🙂

  15. merizeta Says:

    Emidio e Vera: un abbraccio di cuore, andate avanti sempre così.

  16. Gente un po’ selvatica | none of the above Says:

    […] ho scoperto un blog, l’ho letto tutto, si chiama Geova non vuole che mi sposi. Questo post in particolare mi ha fatto cambiare idea: la prossima volta un vaffanculo non glie lo toglie […]

  17. Pistrocchio Says:

    sbattere sul web la personalissima decisione di due genitori alquanto bigotti e’ una miserabile forma di autocomiserarsi. Anch’io sono cresciuto come TDG e ho preso una strada diversa. Io non capisco l’accanimento verso un gruppo che al meglio cerca di dedicarsi a fare il bene. Se decidi di seguire una vita alternativa fallo serenamente o sara’ come non aver vissuto. Poi alla fine tdg o no siamo tutti umani il giorno che i tuoi genitori moriranno ti sentirai un miserabile. Amare e accettare il prossimo e’ molto piu’ difficile che criticare. Scemo te che non te ne sei andato prima.

  18. admin Says:

    Questa cosa che fai all’inizio si chiama “straw man argument”. E cioè dici che autocommiserarsi è sbagliato – e siamo tutti d’accordo – e combatti le mie argomentazioni dicendo che io mi autocommisero, cosa invece falsa. Così come dici che mi accanisco o che mi sentiró un miserabile quando i miei moriranno. Io ho solo raccontato una storia vera e sono andato avanti con la mia vita. Non ho questioni in sospeso con i miei, solo non sono venuti al mio matrimonio e non mangiano con me. È quello che è successo e raccontarlo o non raccontarlo non lo cambierà. Ah, non sei il benvenuto qui. Ho deciso di essere più sincero e evitare i flame.

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