Una spanna – e passa – sopra

Resistendo alla tentazione – alla quale io, per esempio, avrei ceduto – di essere insolente, Vera risponde a mia cugina. La amo anche per lo stile e la dignità che traspaiono da questa lettera – e non solo per le cose che dice di me, intendo.

Ciao Natascia,

sono stata molto combattuta sull’opportunità di rispondere o meno alla tua lettera, ma ti rassicuro da subito la tua lettera non mi ha ferita in alcun modo. Uso la mail solo perchè sono a Roma e i miei orari mi impediscono di recarmi alle poste.

Sono tante le cose che vorrei dirti e mi è difficile farlo senza arrivare a toni inutilmente polemici.

Innanzitutto ti ringrazio per averci usato la cortesia di avvertirci della tua assenza il 22 maggio.

Anche noi siamo convinti che la decisione di costruire una famiglia sia una scelta impegnativa, ma che può riservare piacevoli momenti.

Ti ringrazio per i tuoi complimenti. Ti assicuro che non è nella mia natura avere rapporti formali, quindi l’affetto che hai potuto notare nei confronti della famiglia di Emidio è vero. Anche se in momenti come questo l’affetto stenta a prevalere, tanta è l’amarezza che provo.

Colgo l’occasione di questa lettera per esprimere quello che penso e per questa occasione ti ringrazio. Nella tua lettera parli dell’affetto che nutri nei confronti di Emidio e del tuo legame con lui e dei ricordi della tua infanzia. Anche io ho trascorso una piacevole infanzia con i miei cugini ed è per questo che non posso proprio comprendere, né tanto meno accettare il comportamento della tua famiglia.

Non sono io a dover giudicare il comportamento delle persone, ma mi è impossibile rimanere indifferente di fronte al dolore inutile e gratuito che questa vostra scelta provoca in Emidio e in me.

Mi parli anche della tua scelta di essere testimone di Geova come di una scelta di vita. Ognuno fa le sue scelte e si assume le responsabilità per i propri comportamenti. Io mi sento di condividere in pieno la scelta di Emidio, la reputo giusta e mi meraviglio di come persone intelligenti possano fermarsi alla mera applicazione di dettami religiosi piuttosto che guardare in se stessi e far prevalere l’affetto e la stima verso le persone care.

Come saprai sono cattolica e neanche la mia scelta è stata una scelta accademica o dovuta a vecchie tradizioni culturali, ho fatto la mia cresima quando ero all’università e da alcuni anni vivevo da sola (quindi lontana da eventuali influssi familiari).

Sei liberissima, ovviamente, di vivere come credi la tua religione. Neanche la mia religione è  paragonabile a un vestito da cambiare o da adattare alle necessità, ma a me è lasciata la facoltà di sbagliare, di imparare ed eventualmente di pentirmi.

Non è mia intenzione avviare una dissertazione sulla religione, non ne ho la competenza e, onestamente, neanche la voglia. Sottolineo solo che mi parli di sanzioni mentre nella mia religione si parla di perdono.

Se la tua felicità  dipende dal dedicare la tua vita a Geova fai pure, sono contenta per te, non è da tutti avere un obiettivo nella vita. Questo, però, non è il mio obiettivo.

La mia educazione è  stata diversa da quella di Emidio e questo arricchisce la nostra coppia. Solo una differenza ho potuto notare. Voi, come tu stessa sostieni, non potete scindere la vostra religione dal vostro modo di essere al di fuori di essa. Questa, a parer mio, è la vostra più grande limitazione dal momento che vi impone di “giudicare” una persona che ha abbandonato la retta via. Nella mia religione la pecorella smarrita non viene additata, isolata e dimenticata. Ho assistito personalmente agli incontri di alcuni ex amici di Emidio che nell’incontrarlo hanno cambiato strada o abbassato lo sguardo, ho assistito agli inviti a pranzo “selezionati” per cui tutti sono stati invitati a pranzo dai parenti, tranne Emidio. Il mio peggior nemico non merita tutto questo. Emidio non meritava tutto questo. E’ una persona meravigliosa: intelligente, disponibile, amorevole. Non credo che una scelta religiosa possa stravolgere in peggio una persona. Lui è ancora il cugino dei tuoi ricordi d’infanzia, solo che la sua famiglia l’ha abbandonato a se stesso. E questo, mi spiace dirlo, non posso accettarlo.

Spero di poter mettere in pratica questo mio principio: amare le persone così come sono, senza recriminazioni e senza cercare di fargli cambiare idea, ma accettarle e supportarle in ogni loro scelta più o meno giusta, più o meno difficile più o meno dolorosa che sia.

Insisti nel dire che, nonostante ti sia impedito dalle scritture avere rapporti con Emidio, non hai smesso di volergli bene, beh, io non so lui cosa pensi in merito, ma ti assicuro che il comportamento che traspare non è interpretabile in questo modo. Non so che tipo di ragionamento sia quello che ti impone di fare qualcosa che ti spiace fare, solo per compiacere Geova, né tanto meno che tipo di frutti possa portare il tuo comportamento, né che tipo di religione sia quella che impone a una madre (nonna, nonno, zii, cugini) di non essere presente in alcun modo al matrimonio del proprio figlio.

Ti ringrazio per tutti gli auguri che ci fai, avrei preferito che tu ce li facessi di persona e che potessi realmente essere in prima fila a gioire della gioia di tuo cugino.

Vorrei solo proporti una riflessione: tu hai un bellissimo bambino e sono sicura che, come tutte le madri, non faresti niente di male per lui non credi che la cosa più bella che si possa fare verso chi si ama è dargli la possibilità di essere libero? Sei proprio sicura che l’educazione (non la religione) che gli stai dando sia quella più giusta?

Posted by Emidio Picariello on May 18th, 2010 | Filed in matrimonio, varie ed eventuali | 11 Comments »


11 Responses to “Una spanna – e passa – sopra”

  1. Thumper Says:

    Standing ovation.

  2. Chiara Calvaruso Says:

    Ciao Emidio, apprezzo moltissimo la scelta di vita che hai fatto, sono molto felice per te.
    Volevo farti anche i miei complementi per la donna che stai per sposare!!!!!!!!!!!!!
    Vi auguro un felice matrimonio.
    Un forte abbraccio.

    Chiara

  3. Ugo Says:

    Domenica si è sposato un ragazzo del mio paese con una ragazza ex testimone di Geova, ma non so niente di eventuali boicottaggi da parte della famiglia di lei. Spero che non siano arrivati a questi livelli.

    Ma ti scrivo perché mi è venuta in mente la storia dei “passi di Matteo”. Dicono “se il tuo fratello pecca prendilo da parte, chiama dei testimoni, parlane con lui all’assemblea, e se nonostante questo non cambia, sia per te come un pagano o un pubblicano”.
    C’è però da notare come pagani, pubblicani e prostitute fossero le persone con cui Gesù andava più volentieri a pranzo.

  4. merizeta Says:

    Ragazzi, siate felici e cercate di fregarvene di quello che i vostri (ex) parenti hanno fatto, fanno o faranno. Pensate che con la loro testardaggine hanno in qualche modo contribuito a legarvi ancora di più. La lettera è bella ma temo che cadrà nel vuoto: chi non ha cervello per ragionare è preda inevitabile di queste forme di aggregazione forzata che non si possono proprio chiamare religioni. Ma tanto di cappello alla tua ragazza che ha voluto comunque sottolineare l’effetto che ha avuto su di voi. Un abbraccio di cuore.
    Mary

  5. vera-la sposa Says:

    grazie a tutti per la solidarietà e i complimenti :-). So che questa lettera è caduta nel vuoto, così come le parole sprecate in questi mesi e le lacrime che ho versato nello scrivere. Non è per essere patetici o per essere commiserati, è che io questa situazione la vivo come una di quelle ingiustizie nei confronti delle quali non puoi fare nulla. Mi sento inerme e questo mi fa star male, ma sabato mi divertirò questo è certo e sono sicura che l’affetto dimostrato ad Emidio dalle persone che gli saranno vicine quel giorno lo aiuterà a sopportare questa assenza.
    una piccola parentesi perchè non pensiate che sono una tipa “per bene”: la mia prima risposta alla lettera era formata di una sola parola… poi il buon senso o la semplice voglia di non lasciare nulla di intentato ha prevalso.
    scusate la lunghezza e a presto!

  6. Cris Says:

    Auguri a te e al tuo pecorone smarrito 🙂 Meno male che sei stata tu a trovarlo.

  7. Thumper Says:

    Ugo scrive:

    C’è però da notare come pagani, pubblicani e prostitute fossero le persone con cui Gesù andava più volentieri a pranzo.

    Altra standing ovation 😉

  8. Lara Says:

    Bellissima lettera, un augurio di tutto cuore per il vostro matrimonio!

    Saluti

  9. Paolo Says:

    Ho seguito tutto questo tempo e, visto che il countdown è agli sgoccioli, volevo farvi tanti auguri. E complimenti per la trasmissione. 🙂

  10. Alessandro Says:

    Beh che dire….la tua futura sposa è fantastica, ma già penso di averglielo detto almeno una volta o due…rinnovo questa cosa!

  11. Sergio Says:

    Ciao Emidio, non passavo di quì da un po’.
    Volevo solo ringrarti(vi) per aver condiviso con me e gli altri tuoi lettori i tuoi pensieri in questi mesi, e fare a te e a Vera tantissimi auguri per sabato e per ogni singolo giorno di vita insieme da sabato in poi.
    Da quello che racconti e da come lo racconti, dalla lettera di Vera, mi sembrate due persone speciali e meritate tutto il rispetto del mondo e una vita felice insieme. I tuoi parenti non hanno capito cosa si perdono.
    Peace and love…

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