Nonni, dei e cani

Sempre della serie “sì ma quanti siete?” sono andato a trovare anche la nonna. Mia nonna – la madre di mio padre – ha avuto di recente un’ischemia che si è fortunatamente risolta discretamente bene. Solo che non trova le parole per dire le cose e sta facendo riabilitazione. Anche la nonna, come il resto dei miei parenti, non mangia con me. Certo, è contenta che io vada a trovarla qualche volta e tutte le volte il nonno mi saluta passandomi un foglio da 50 nella mano.

Tutte le volte che il nonno dice “fermatevi a mangiare qui”, la nonna lo fulmina con lo sguardo. Nonno Emiddio (sic!) è sempre stato uno che racconta storie, prevalentemente inventate, e pochissimo attento alle regole. Ma ci pensa la nonna a ricordargli quel che è giusto e quello che invece è sbagliato.

I miei nonni vivono vicino a una mia zia, dirimpetto. Non vennero neanche al matrimonio di una mia cugina che vive nelle Marche. Probabilmente perché lei aveva invitato me e io invece andai. Quando sono andato a trovarli l’ultima volta avevano un cane nuovo. Ovvero, la cagnetta aveva figliato.

Quando dissi a mia zia che ormai la data del matrimonio era fissata, lei mi disse che sapevamo come la pensava in merito, ma che erano molto contenti che regolarizzassimo la nostra relazione. Vorrei dirvi che le risposi che no, non avevo idea di come la pensassero in merito e che – essendo presente Vera – potevano cogliere l’occasione per spiegare alla futura moglie di loro nipote perché non sarebbero venuti al loro matrimonio. Purtroppo invece, in quel momento, mi venne solo in mente che glissare avrebbe potuto stemperare il palpabile imbrazzo.

E così si è parlato del cane e del fatto che aveva fatto due cuccioli e che ne aveva ucciso uno. Poi l’aveva dissotterrato per riportarlo nella cuccia. A questo punto avrei potuto parlare di come mai argomenti di questo tipo non venivano mai menzionati quando si usava la natura come argomento per dimostrare l’esistenza di un Dio buono. Ma ho preferito venire via con i soliti 50 euro del nonno.

Poi quella sera stessa li ho spesi in una pizza per tutti quei pochi che ancora mangiano con me. Mi davano fastidio in tasca. E anche la pizza mi è rimasta sullo stomaco.

Posted by Emidio Picariello on May 16th, 2010 | Filed in matrimonio, ospiti | 2 Comments »


2 Responses to “Nonni, dei e cani”

  1. Watkin Says:

    Su Emiddio dove cade l’accento?

  2. admin Says:

    @ Watkin:
    Come Emilio o Emidio ma alla avellinese

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