Sì, ma quanti siete?

Organizzare un matrimonio, soprattutto se si vive in una città diversa fa quella dove ci si sposerà è abbastanza complicato. Siamo partiti dalla lista degli invitati. Sia la mia famiglia che quella di Vera, la mia futura moglie, vivono ad Avellino e da quelle parti ci sposeremo.

La famiglia di Vera, numerosissima, verrà al matrimonio. La mia, invece, quasi nella sua interezza no. Il problema come ormai avrete capito sta nel fatto che io sono stato allevato come Testimone di Geova ma mi sono dissociato ormai da molti anni.

Questo comporta una serie di scomodità: mio padre, per esempio, non mangia con me. Lui sostiene che secondo 1 Corinti 5:9-12:

Nella mia lettera vi scrissi di cessar di mischiarvi in compagnia di fornicatori, non [volendo dire] interamente con i fornicatori di questo mondo o con gli avidi e i rapaci o gli idolatri. Altrimenti, dovreste effettivamente uscire dal mondo.  Ma ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo.  Poiché spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro, mentre Dio giudica quelli di fuori? “Rimuovete l’[uomo] malvagio di fra voi”.

Deve “cessare di immischiarsi” con me. Il fatto che io sia suo figlio naturalmente è del tutto irrilevante. Matteo 10:37 dice infatti:

Chi ha più affetto per padre o madre che per me non è degno di me; e chi ha più affetto per figlio o figlia che per me non è degno di me.

Scacco matto in due mosse. Il legame di sangue è cancellato dalla religione. In realtà non c’è niente che io possa fare per far mangiare mio padre con me, se non pentirmi e tornare in sala del Regno e farmi perdonare. Altrimenti solo qualche cugino fuoriuscito verrà al mio matrimonio. I miei due nonni paterni – i miei nonni materni sono morti – i miei otto zii, i loro figli e i figli dei loro figli non verranno. Solo la seconda moglie del mio nonno materno ha detto che sarebbe venuta. Ma poi sono successe delle cose che vi racconterò.

Ecco, vediamo di preciso che cosa dovrei fare: dovrei andare da un anziano di congregazione, dirgli che sono pentito, modificare la mia vita – quindi non convivendo fino al matrimonio, dato che viviamo a Pistoia sarebbe abbastanza complicato, dovremmo affittare un’altra casa – loro mi farebbero un comitato giudiziario – perché quando me ne sono andato l’ho fatto sbattendo la porta – questo comitato mi farebbe tornare in sala del Regno, ma non potrei neanche salutare nessuno.

Per tutto questo periodo (mesi, verosimilmente) dovrei quindi mostrare pentimento, arrivando in Sala del Regno ad adunanze iniziate e alla fine del periodo potrei essere riassociato da questo stesso comitato giudiziario che mi ha giudicato e riprendere a predicare.

Naturalmente il problema è che io non credo in questa religione e quindi non intendo fare nulla di tutto ciò. E quindi, quanti siamo?

Posted by Emidio Picariello on May 13th, 2010 | Filed in matrimonio | 24 Comments »


24 Responses to “Sì, ma quanti siete?”

  1. maurizio Says:

    e cosa portate?

  2. Massimo Says:

    Chi ha più affetto per padre o madre che per me non è degno di me; e chi ha più affetto per figlio o figlia che per me non è degno di me.

    Chissà perchè in molti capiscono questa frase in senso assolutamente negativo. Non c’è scritto che i figli non vanno amati c’è scritto che non devono amati più di Dio. Devono però essere amati quanto Dio. Se sono un dono di Dio come tali vanno trattati. Io la vedo così.

  3. admin Says:

    @ Massimo:
    giochiamo a capirci: il problema è proprio questo, non devono essere amati più di Dio? E se Dio ti dice di non andare al loro matrimonio come in questo caso? Che fai “non li ami più di Dio” e quindi ubbidisci a Dio? Ma fammi il piacere…

  4. alberto Says:

    Scusa, ti seguo anche se non ci conosciamo, vorrei fare una precisazione. La traduzione di Corinti che ho io (che forse è diversa da quella dei testimoni) non dice”cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello etc.”, ma “non abbiate più rapporti con quelli che dichiarano di essere credenti etc.”. E poi “spetta forse a me giudicare quelli di fuori?” è tradotto invece: “Non è mio compito giudicare quelli che non sono credenti”. E’ chiaro che questo brano si riferisce al fatto che chi vuole stare dentro la comunità deve seguirne i precetti. Ma chi se ne tiene fuori, chi si dichiara non credente, allora non rientra nel campo di applicazione di queste regole. E’ la solita storia dell’interpretazione poliziesca della Bibbia, come se non fossero regole per raggiungere la pace interiore attraverso la verità, ma la pace sociale attraverso la violenza. E’ uno scandalo che ti facciano credere che il senso di quel brano è che devi forzare la coscienza di un’altra persona. Paolo secondo me non voleva assolutamente dire quello.

  5. Ponga Says:

    Tua sorella, tuo cognato e il loro bimbo saranno al matrimonio tuo e di Vera, e ti saranno padre e madre. I love you

  6. Ponga Says:

    Al nipotino il pantalone tira un po’ sul pannolino…L’utile passione per la cioccolata ha i suoi effetti collaterali…

  7. admin Says:

    @ Ponga:
    anche io ti cuoro!

    @ alberto:
    perché diavolo nessuno sottolinea che io non sono né è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace??

  8. Un pastore battista Says:

    Leggo, ma non scrivo.
    Te lo dico da cristiano, da predicatore, da futuro pastore e da essere umano costernato dalla stupidità.

    Usare le parole del Cristo per allontanare due uomini, peggio, un padre e un figlio, gli uni dagli altri, a favore di una “religio”, che come tale è costruzione umana (e qui potrei citarti Bibbia anche io, ma non lo farò) è semplicemente

    B L A S F E M I A

    Ancora di più: blasfemo è chi mette delle condizioni davanti al perdono che Cristo ha predicato come non-condizionabile!

    I TDG fanno parte di quei religiosi (io non li ritengo cristiani) che hanno voluto capire che avvicinarsi a Dio vuol dire cambiare gli altri, e non se stessi.
    Vedremo chi avrà avuto ragione, se loro, a vivere una vita granitica di sofferenza e privazioni, o io, a vivere una vita difficile, piena di dubbi, in salita, ma colma di gioia e riconciliazione, volta a capire gli altri e non a cambiarli, ad accettare e non forzare, a litigare e non ignorare…

  9. Un pastore battista Says:

    P.S: Tu e tua sorella, per quanto ho visto, siete molto più vicini a Dio di tutti quelli di cui hai raccontato (non che vi voglia forzare un rapporto con Dio, era solo una mia impressione). Purtuttavia, le storie che racconti tu le ho vissute anche io, nella piccola minoranza del protestantesimo italiano.
    Non abbiamo regole così ferree (praticamente non abbiamo regole! 😉 ), ma gli approfittatori, i doppiogiochisti, gli ipocriti e i mentecatti sono in tutti i gruppi organizzati. Purtroppo.

  10. admin Says:

    Un pastore battista scrive:

    siete molto più vicini a Dio

    lo prendo come un complimento soggettivo nel senso che per me le frasi “siete più vicini a Dio” o “siete più vicini alla teiera di coccio che orbita intorno alla terra” hanno lo stesso significato ma posso immaginare che per te sia una specie di complimento 🙂

  11. alberto Says:

    Perché ti preoccupa quella lista di invettive?

  12. Giovanni Fontana Says:

    Un pastore battista scrive:

    Usare le parole del Cristo per allontanare due uomini, peggio, un padre e un figlio, gli uni dagli altri, a favore di una “religio”, che come tale è costruzione umana (e qui potrei citarti Bibbia anche io, ma non lo farò) è semplicemente

    B L A S F E M I A

    Quindi Sant’Agostino è un coglione e blasfemo?

  13. Ugo Says:

    Giovanni Fontana scrive:

    Quindi Sant’Agostino è un coglione e blasfemo?

    A volte lo penso di San Paolo.

    Ma la domanda che volevo fare all’autore è: “ma stai invitando al matrimonio i lettori del blog?”

  14. Un pastore battista Says:

    admin scrive:

    lo prendo come un complimento soggettivo

    Infatti io avevo scritto [non che vi voglia forzare un rapporto con Dio, era solo una mia impressione], proprio per evitare che tu la intendessi come altro che non un complimento! 🙂

    Giovanni Fontana scrive:

    Quindi Sant’Agostino è un coglione e blasfemo?

    Non venero i santi. Se Agostino da Ippona ha scritto delle cazzate (e che capita solo a me?), allora si, sarà stato blasfemo anche lui.

    E qui mi fermo, chè il blog non è mio e non si fa a far cagnara a casa d’altri.

  15. admin Says:

    we love cagnara. Hai la mia – laica – benedizione.

  16. Massimo Says:

    @ admin:
    Magari alla fine tuo padre viene al matrimonio.
    Non si sa mai nella vita cosa succederà domani ancor meno fra 9 giorni.
    Auguri per il matrimonio. Cerca di non stancarti troppo l’ultima settimana, ma la vedo dura.

  17. Ponga Says:

    @ maurizio:
    Un fiorino!

  18. admin Says:

    @ alberto:
    non mi preoccupa. mi dà un po’ fastidio che sia rivolta a me che non sono nulla di quelle cose.
    @ Massimo:
    sono disposto a scommettere quello che vuoi che non viene, a questo punto. dopo questo blog, se mi rivolge la parola è già tanto
    @ Ugo:
    dipende, se non avete di meglio da fare e siete in zona… se non altro potete venire al buffet al comune di Atripalda

  19. admin Says:

    @ maurizio:
    @ Ponga:
    sì sì, bravi, avete colto la citazione del titolo… avrete una fetta di torta in più 😉

  20. Thumper Says:

    admin scrive:

    perché diavolo nessuno sottolinea che io non sono né è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace??

    Perché nessuno ha letto il versetto per intero 😉

  21. chiaratiz Says:

    penso che sarete comunque abbastanza: tu, lei e quelli che vi vogliono bene

  22. Isabella Says:

    non c’è dio, divinità, religione etc che tenga….i figli sono pezzi di cuore, davvero. li ami più di te stesso, più di qualunque altra forma di vita sulla faccia della terra. e mai vorresti che dovessero subire qualcosa che non corrisponde ai loro desideri….

  23. fabio Says:

    scusa se sembro troppo duro, ma di un padre che mette il suo dio davanti a te non te ne fai nulla. vivi la tua vita e sii felice.
    ATEISMO SENZA LIMITISMO!
    ps. ti seguo da tanto, è che mi sto delurkizzando 😛

  24. massimo Says:

    @ Un pastore battista:
    approvo in pieno quello che dici. vai a leggere il mio post e poi dimmi che ne pensi. I tdg affermano che Geova è l istitutore della famiglia… basta che sia in armonia con la torrediguardia… se no sbaglia anche Geova.. Nel volume di studio (sic) Vieni, sii mio seguace, dedicato alla vita di Gesù al capitolo ‘E’ scritto!!’, è scritto (!): ‘Noi tdg siamo conosciuti in tutto il mondo per la premura con cui portiamo agli altri …. la Bibbia. Le nostre pubblicazioni….. danno risalto alle scritture…. ABBIAMO A DISPOSIZIONE MOLTI STRUMENTI CHE LUI NON AVEVA (pag 102) Strumenti che LUI non aveva??? e la domanda dice: Quali strumenti abbiamo a disposizione che Gesu non aveva? Siamo dei privilegiati? Siamo superiori a Geova e Gesù? Gesù era un miserello? (perdono è solo un esempio) Dio.. sono cosi in crisi.. saluti a tutti

Leave a Comment

AWSOM Powered