Vent’anni di psicoanalisi

La prima volta che sono andato da uno psicologo vivevo a Belluno e stavo con quella del cantico. Sentivo un forte bisogno di lasciarla e non sapevo come fare. C’era uno psicologo testimone di Geova nelle vicinanze e ci andai. Trovare uno psicologo testimone di Geova è una cosa piuttosto rara. Data la posizione dei testimoni in merito allo studiare si tratta di persone che hanno cominciato la professione prima.

In realtà di testimoni di Geova che si affidano a uno psicologo ne ho conosciuti davvero pochi.

Dopo quella prima breve esperienza, tornato a Pistoia, mi iscrissi a Psicologia all’Università. E’ un errore che fanno in molti. Invece di andare dallo psicologo, ti iscrivi a Psicologia. Allora frequentavo ancora di tanto in tanto le adunanze. Questo psicologo veneto mi aveva detto che avrei dovuto sostituire la figura paterna con un’altra figura paterna. E in effetti c’era un anziano che tentava di seguirmi e che sembrava anche avere un certo affetto paterno. Mi invitava sempre a cena con la sua famiglia e mi portava alle loro gite fuori porta con gli altri fratelli.

Ricordo che una volta disse che apprezzava molto il fatto che io volessi mantenere una specie di cordone ombelicale (sic!) con la “verità” non dissociandomi e andando – ogni tanto – in sala del Regno. Quando mi iscrissi a Psicologia disse che in effetti era una cosa inutile e che la verità ci faceva conoscere tante cose necessarie, l’università era superflua.

Nel frattempo stavo capendo che studiare la psicologia non era sufficiente e cominciai ad andare da una terapeuta. Così cominciai anche a capire che non avevo più bisogno di padri, men che meno di padri ad affetto condizionato. Quando mi sono dissociato prima ho avvisato questo anziano, così, per una forma di correttezza. Lui mi ha detto che su di lui potevo sempre contare, in ogni caso.

Quando mandai la lettera di disassociazione mi telefonò per dirmi che sarebbe stato meglio accettare un comitato giudiziario per chiarire qualunque aspetto della mia precedente relazione, in modo che quando sarei voluto rientrare, sarebbe stato più semplice. Io dissi che no, grazie, stavo bene così.

Qualche tempo dopo entrò dal barbiere dove mi stavo facendo i capelli, mi vide ma non mi salutò. D’altronde, che volete, io sono disassociato.

Posted by Emidio Picariello on May 9th, 2010 | Filed in amici di famiglia, matrimonio, storia | 3 Comments »


3 Responses to “Vent’anni di psicoanalisi”

  1. dissociata Says:

    Io sono più “fortunata”… le persone a cui ero più affezionata mi salutano ancora!

  2. magenta Says:

    Il mio primo psicanalista (1 anno dopo il battesimo) mi spinse ad allontanarmi.

    Il secondo psicanalista (l’anno scorso) mi ha rivelato che gran parte dei miei problemi non sono derivati da una madre o da un padre carenti, ma da un imprinting sociale errato (leggi congregazione).

    Il mio attuale psichiatra ora si limita a prescrivere farmaci e mia madre si sente un verme per avermi portato in buona fede con se, sin dall’infanzia.

  3. Max Says:

    Ho letto qualcosa, devo dire che mi è quasi venuto da bestemmiare di brutto. Mi trattengo però … Ho parenti nei tdg e famigliari, tutti con cariche varie in congregazione, idem sono anche proclamatore ma non frequento più le adunanze. Sto schifando all’ennesima potenza una categoria di tdg da circo, e sono presenti in tutte le congreghe del mondo … Porcoddio la gente gli brillavano gli occhi nel vedermi sul podio. Pace all’anima loro dio schifoso. Diocaro se voi siete apostati io sto per diventare in cacciatore di taglie, dio scaraventato a terra, è un bene che oggi sia il 2010, perché limmondo il porco se fossimo nel medioevo diocatafratto avrei un castello pieno di teste di tdg sugli scaffali a marcire.

Leave a Comment

AWSOM Powered