How to: smettere di essere un testimone di Geova

Questo post in realtà è solo una prima parte. La seconda è “uscire dai testimoni di Geova”, ma è un po’ più tecnica e la rimandiamo di qualche giorno. Smettere di essere un testimone di Geova è una cosa che deve succedere nella testa. Uscirne è tutta un’altra cosa e comporta fatiche di natura completamente diversa.

La prima cosa che succede – almeno la prima cosa che è successa a me – è che ti viene qualche dubbio. Cose che non tornano, tipo il fatto che risposta alla domanda “perché Dio permette le sofferenze?” è priva di qualunque senso logico. Ovvero, trova una sua logica risposta solo in due casi: 1. Dio non esiste, 2. Dio è cattivo.

Mi ero ripromesso di mantenere questo blog lontano dalle questioni dottrinali e centrarlo sulla mia personale storia. Ma questa divagazione è parte della mia storia, perché questo è stato il primo pensiero che mi ha aiutato a uscire da quelle logiche.

La risposta alla domanda che danno nel complesso i testimoni di Geova è:

Adamo ed Eva hanno peccato, per questo sono diventati malvagi, Dio deve dimostrare che un uomo perfetto può servirlo e non tradirlo, l’ha dimostrato con Gesù, ora permette all’uomo di autogestirsi, l’uomo tende all’autodistruzione, così Geova sta dimostrando definitivamente che Satana ha torto e quindi nessun uomo, quando Geova avrà portato il Nuovo Mondo, potrà dire “l’uomo si può autogovernare” perché è stato ampiamente dimostrato che non è possibile.

Vi torna? E’ logico? No. E’ un po’ la questione del “piove sui giusti e sugli ingiusti e che c’entriamo noi nel mezzo”. Praticamente si sta sostenendo che i bambini nel terzo mondo muoiono di fame perché Geova deve dimostrare che Satana aveva torto. Ma poi risuscitano. Sticaz… ehm. Scusate. Sto trascendendo. Volevo dire. Intanto soffrono e parecchio, anche.

Comunque, questo è il primo pensiero. Questo lo scacci, perseveri, alla fine ti convinci che “tanto risuscitano” è l’unica parte del discorso degna di nota. Poi arrivano le tentazioni della carne. Una ragazza, nel mio caso specifico. E dici: il punto è che i testimoni di Geova hanno ragione ma io proprio non posso fare a meno di comportarmi male. Sono debole.

E arranchi, e torni indietro. Poi passi alla fase “i testimoni potrebbero anche avere ragione, ma a me pare che abbiano torto”. Questa è già una fase avanzata. E’ la fase in cui si trovano moltissime delle persone che conosco e che hanno lasciato i testimoni di Geova. E’  la fase in cui si giustificano le cose, in cui si dà la colpa agli anziani, si dice che sono le persone che sbagliano che non riescono a capire bene la Bibbia. E’ una fase che ha diverse sfumature, perché si comprende che proprio non va, ma non si capisce se a sbagliare è Geova, le pubblicazioni, gli anziani locali. In questa fase si tende a giustificare il comportamento di chi è rimasto testimone.

L’ultima fase, quella più difficile, è “ok, è tutto sbagliato, semplicemente una fantasia”. E’ la fase più difficile perché comporta l’ammissione del fatto che il tempo passato a credere è tempo buttato via. E’ tempo che nessuno ti restituirà più. E’ tempo che hai dedicato a vivere in una fantasia e non nella realtà. Insomma, dura da buttare giù, ve l’assicuro. Però è l’unica fase che consente di recuperare almeno il tempo futuro.

Posted by Emidio Picariello on April 27th, 2010 | Filed in storia | 20 Comments »


20 Responses to “How to: smettere di essere un testimone di Geova”

  1. Ponga Says:

    Admin, questo post è bellissimo, hai il dono della sintesi. Perchè non spieghi anche come c’entri la Sovranità di Geova, anzi, la rivendicazione della Sovranità di Geova in tutto questo?

  2. Davide Says:

    Mi hai aperto un mondo. La risposta dei cattolici a quella domanda è ben diversa. Non dico sia migliore o peggiore, ma si basa sul concetto che il dono più grande di Dio è quello della libertà, e in questa libertà c’è, ahinoi, anche quella di far del male. Di sicuro è una spiegazione meno cattiva di un “ti lascio sbagliare così capisci” però, in entrambi i casi, restan fuori le calamità naturali. Lì non ci son scuse che tengano 😉

  3. mauro Says:

    Trovo questo post molto bello (!!!) specie nella caratterizzazione delle fasi del dubbio. C’è a mio avviso anche una ulteriore fase, che è quella della ulteriore elaborazione -stavolta- consapevole dell’accaduto e della ri-significazione, altresì quello che stai facendo con la stesura di questo blog

  4. Ponga Says:

    @ Davide:
    Sì, anche per i TdG una parte della risposta sta nel libero arbitrio, ma poi per calamità naturali e malattie c’è la storiella di cui sopra. Fanno spesso l’esempio di un genitore che permette che un figlio subisca una dolorosa operazione per il suo bene.
    Secondo me le spiegazioni al “si deus est, unde malum?” possono andar bene tutte. Basta volerci credere. Anche quella di religioni orientali (si è puniti per quello che si è fatto in vite precedenti e si possono migliorare vite future) può essere consolante, per chi la accetta. E questo è il grande limite di tutte queste “spiegazioni”, secondo me, ed è stato il tarlo che ha eroso la mia fede in geova. Non so se riuscirò a spiegarlo chiaramente: se le cose fossero andate come nella Genesi e questa fosse la spiegazione al male, non avrebbe senso che l’umanità non ne conservasse una chiara e universale consapevolezza. Un qualunque Dio non malvagio avrebbe dovuto almeno chiarire al bambino africano perchè muore di sete a due anni. Non riesco a vedere una ragione per la quale Dio avrebbe dovuto lasciare l’umanità ad arrabattarsi e inventarsi ragioni. (Mi odio quando faccio gli esempi coi bambini, mi sembra di essere quella dei Simpson “ma nessuno pensa ai bambini?”)

  5. Davide Says:

    Scusami, ma ho scoperto adesso la vera causa dei terremoti: le donne

    http://attivissimo.blogspot.com/2010/04/test-la-promiscuita-causa-i-terremoti.html

  6. ClaudClaudia Says:

    Mi è tornata in mente una mattina di dicembre del 2003, ero ancora attiva come tdg. Ero sull’autobus e mi stavo recando all’università per l’esame di diritto commerciale…pioveva a dirotto…ho avuto un flash improvviso “e se siamo soltanto burattini nelle mani di un dio che si diverte a vedere come ci comportiamo nelle situazioni della vita…?” Immaginate che dio ci abbia creati soltanto a scopo ludico, come noi facciamo film o scriviamo libri, lui ci pone le situazioni belle o brutte e sta a noi reagire… Questo pensiero creato dalla mia immaginazione sommato ai dubbi che avevo ha formato una falla enorme nella mia credulità…

  7. Cassa Says:

    In realtà noi cattolici avremmo anche una spiegazione per il “male cosmico”, quello delle calamità naturali ecc. ecc.

    Premetto, però, che sono d’accordo con Ponga: (quasi) ogni spiegazione è valida, se ci si crede.

    Sarebbe (a spanne, sono un matematico non un teologo) che con il peccato (frutto del libero arbitrio usato male) è “entrata” nel mondo anche la morte, che allo stesso modo del male non è stata creata da Dio e non era presente nel progetto del mondo; e la morte si è così ancorata al mondo da corrompere “fisicamente” tutte le creature, dagli uomini agli animali alla stessa realtà fisica. Calamità e malattie sono frutto di questa corruzione: ma alla risurrezione dei morti corrisponderà anche (Apocalisse, “cieli nuovi e terra nuova”) una ricostruzione del mondo “così come doveva essere”.

  8. admin Says:

    la cosa meravigliosa della religione è che in un qualunque altro ambito spiegazioni del genere non sarebbero accettate da nessuno.

  9. Cassa Says:

    …non conosci la fisica teorica…

  10. Ritorno al futuro | Distanti saluti Says:

    […] racconta la fase della presa di coscienza completa, quella in cui si rende conto che tutte le ore – e i […]

  11. Stefano Says:

    Ciao,
    Ho sempre letto con interesse i tuoi post senza mai intervenire. C’è una cosa di questo post che però mi lascia un po’ perplesso, mi spinge quindi a scriverti.
    Trovo che ci sia un errore di fondo nell’analisi delle motivazioni che fanno decidere di uscire dai TdG, e cioè che sei andato oltre i TdG, invadendo il campo della fede in generale. Il primo motivo che citi è proprio “perché credere in un Dio lascia morire i bambini”, che mi sembra un’argomentazione validissima e che condivido in pieno, ma stai quindi parlando delle religioni, non solo dei TdG. Questa argomentazione va bene se scrivi il post “smettere di credere in Dio”, a mio parere.
    Avrei visto molto bene in questo post innanzitutto un riassunto su tutto ciò che hai denunciato in questi post riguardo la chiusura mentale, sulle strategie tese all’isolamento dell’individuo per una perfetta manipolazione della sua esistenza, e poi anche le considerazioni sulla risposta che danno alle ingiustizie del mondo.

    Ciao e complimenti per il blog,

    Stefano

  12. admin Says:

    “smettere di essere un testimone di geova” è un sottoinsieme di “smettere di credere in dio”. detto questo a me dei testimoni di geova mi interessa parlare, se si sconfina nelle altre religioni è per caso. io solo testimone di geova sono stato.

  13. Stefano Says:

    @ admin:

    Trovo più pericoloso l’aspetto isolazionista tipico della setta che la fede in generale, questo intendevo dire, e probabilmente chi sta dentro è più portato ad accettare critiche su questo sistema che sulla fede. Chi ha fede non inizia a metterla in dubbio perché qualcuno gli dice “non è vero”. Invece, se a chi è recluso fai vedere il mondo esterno magari un pensierino ce lo fa…

  14. admin Says:

    è che l’aspetto isolazionistico si basa sull’assunto che le credenze sono tanto forti da giustificarle. Se dio esiste ti può chiedere qualunque cosa, anche di rimanere vergine fino a quando – e se – ti sposi. se forse invece non esiste rimettiamo tutto in gioco. alla fine il punto è che queste religioni sono costruzioni che funzionano fino a che riescono a poggiare un tassello sull’altro. se sfili una carta tutto viene giù.

  15. Stefano Says:

    Capisco quello che intendi, ed è in effetti un modo di approcciare che tende ad eradicare piuttosto che correggere. Certo, è più efficace estirpare la gramigna piuttosto che tagliarla, ma estirparla non sempre è fattibile e sicuramente più difficile… Che esempio del cavolo 😉

    Vabbè, buona giornata!

  16. dissociata Says:

    Mi metti paura!!!
    Mi leggi dentro!

    Stò nella penultima fase….. dopo quanto si arriva all ultima?

    A volte ho pensato anche di tornare, x paura di morire senza uno scopo…. c’è, allora, uno scopo in questa vita?

  17. admin Says:

    “lo scopo della vita è vivere” dice il saggio – che poi sarei io.
    All’ultima fase si potrebbe anche non arrivare mai. Ma io personalmente lo sconsiglio. Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi.
    La verità è che non esiste nessuno che possa essere responsabile al posto nostro. Tocca a ciascuno di noi.
    Spero che questa storia ti sia utile.

  18. Marco Says:

    Ciao,

    hai riassunto bene uno dei punti, anche se il discorso sarebbe lungo.

    In fondo si parla di ristrutturare il modo di pensare, l’intera rete sociale (come amicizie e alle volte anche parenti) e ovviamente anche anni (o decenni) di vita passiva da accettare.

    Il plagio mentale non è semplice da combattere, qualcuno si stanca e si disillude prima, favorendo la sua uscita (come nel caso tuo), altri invece hanno bisogno di più tempo e pazienza per uscire e ricominciare.

    Dentro i TDG (come altre sette) ci sono tanti che hanno malattie mentali, dalla depressione ad ansie e persino attacchi di panico; frutto di anni di sensi di colpa e vita “artificiosa”, rinnegando interessi, svaghi e accontentandosi di istruzione di basso livello. La “fede” sono in pratica i sensi di colpa che ti instillano, una sorta di fanatismo per chi non li conosce. La “verità” è solo una percezione sbagliata per isolarli sempre più, come 1984 di Orwell..

    Ho conosciuto anche qualche ragazza che aspettava “Armaghedon” ovvero la distruzione dei non TDg (scusate il termine crudo ma è vero) per trovare il marito giusto… di fronte a tante coppie TDG con problemi.

    … sono uscito poco dopo e indietro non torno.

    Buona fortuna per il blog.

    Riferimenti Mentalmente liberi di Steve Hassan

  19. G Says:

    si per i cristiani cattolici dio lascia all’uomo il famoso libero arbitrio. per poi giudicarlo dopo la morte.
    gli ultimi saranno i primi!!!! i bambini che muoiono di fame saranno belli satolli solo nel regno dei cieli, cioè dopo la morte.
    ma come faccio io a sapere se tutto questo è vero o mi state prendendo per i fondelli? devo morire?
    certo, morire è l’unico modo. ma “credere” è una valida alternativa.
    beato colui che ha creduto senza aver visto!!! (in riferimento a “tommaso lo scettico”).
    devi solo credere, avere fede. niente dubbi, niente domande. in fin dei conti la religione arriva dove la ragione non riesce a dare spiegazioni.

  20. pgc Says:

    complimenti.

    Ho letto di te sul sito de iMIlle e immagino che non sarà stato facile quello che hai fatto.

    Purtroppo ci trovo anche delle simiglianze con tutta la tradizione religiosa. Quando per esempio, discutendo con dei cattolici, dimostrai loro chiaramente che non si può accettare l’ubiquità del dolore (ai “peccatori” ma anche ai bambini che muoiono di fame nel Sahel, e anche ai cani, ai gatti messi sotto una macchina, etc.) e contemporaneamente sostenere che “Dio è bontà assoluta, e non un sadico pervertito senza uguali, non riuscivano proprio ad arrivarci, a mettere insieme le più semplici leggi della logica. Delle due l’una. Ammetti che ti caghi sotto e che quindi non ti azzardi a dire che Dio è buono. Discutibile, ma almeno rispetti la logica…

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