Alcune cose che non avrei fatto mai

A pensare che le religioni siano attaccate alla tradizione non si commette peccato, ma qualche volta si sbaglia anche. I testimoni di Geova, per esempio, sono molto attaccati alle loro di tradizioni, che poi è una, quella della commemorazione della morte di Cristo, che è poi l’unica festa che i testimoni di Geova rispettano e di cui poi casomai parliamo. Poi ci sono tutte le altre tradizioni – e relative al matrimonio ce ne sono diverse, a dire il vero – che invece non rispettano affatto, anzi, che trovano deprecabili se non proprio sbagliate.

In realtà è sempre la storia che il diavolo sta dietro a un sacco di cose, secondo loro, che a essere diversi si sta più legati al gruppo, dico io.

Comunque: i testimoni di Geova non brindano, perché dicono che il brindisi serve a scacciare gli spiriti e quindi è una cosa pagana; non mettono i confetti nella bomboniera, perché sono un simbolo di fertilità e non va bene; non fanno il taglio della cravatta, non so perché; non dicono “salute” quando si starnutisce perché è una cosa pagana che ha a che fare con gli spiriti che escono dal corpo; non giocano d’azzardo, neanche con un gratta e vinci; non fanno nulla che abbia a che fare con la superstizione.

Insomma, mi sono trovato un milione di volte a spiegare alle persone perché non facevo una di queste – e altre – cose. Il sistema funziona: mentre spieghi metti una barriera fra te e loro, aumenti la distanza, ti separi sempre di più e non fai che quello che serve alla setta per continuare a funzionare: la rendi l’unica cosa della tua vita.

Posted by Emidio Picariello on April 21st, 2010 | Filed in matrimonio, storia | 1 Comment »


One Response to “Alcune cose che non avrei fatto mai”

  1. maurizio Says:

    Certo però, a pensarci bene,ci sono un sacco di cose che si fanno quotidianamente, per tradizione, che hanno radici nella superstizione, nell’ignoranza e nella stupidità.
    Quindi magari un po’ di attenzione a queste cose non guasta. Per lo meno chiedersi da dove vengono, e a cosa servono.

    Certo se poi il non fare un gesto o un augurio in un brindisi, o dire un “salute” a chi starnutisce, forse può far allontanare dal “gruppo”, ma dovresti vedere le facce delle mamme a scuola quando alla domanda “ma vostro figlio quando passa a comunione” noi rispondiamo: “non passa. almeno fin quando non avrà l’età per decidere se gli interessa con cognizione di causa”.
    Beh… sono facce che non hanno prezzo 😉

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