La crisi del primo giorno
Sono convinto del fatto che i matrimoni siano destinati a durare. Altrimenti non mi sposerei, mi pare ovvio. E penso anche che al giorno d’oggi sia necessario capire bene quello che si sta per fare. Ora forse i nostri cinque anni di convivenza sono anche una prova un po’ eccessivamente lunga, ma dall’altra parte c’è da dire che nella religione in cui sono stato educato non è previsto neanche qualche minuto di prova, come ho già raccontato.
Torno sull’argomento solo perché mi sono ricordato di una storia che mi hanno raccontato molti anni fa. La persona che me l’ha raccontata era al tempo affidabile – non che oggi non lo sia, è che è irrilevante, no?
Dato che faccio fatica con i pronomi, mi invento un nome, anche stavolta, ok? Il nome di oggi è Strumbalda – wow, ci sto prendendo gusto, quasi quasi quando ho finito qui apro un blog di nomi inventati. Ad ogni buon conto Strumbalda e io avevamo questa amica in comune che con Strumbalda era piuttosto intima. Strumbalda non aveva mai avuto molte relazioni, fino a quando non conobbe un fratello molto spirituale e si frequentarono castamente per un periodo – abbastanza breve – al termine del quale decisero di sposarsi.
Dopo il matrimonio Strumbalda chiamò l’amica – sposata anch’essa – e le chiese come erano i rapporti sessuali per lei. L’amica chiese allora perché le facesse questa domanda. Strumbalda disse che i rapporti sessuali erano molto diversi da come se li era immaginati perché il marito non era molto bravo con i preliminari e questo rendeva il tutto molto doloroso.
Certo, dico, casomai avrebbe potuto scoprire questa cosa qualche mese prima del matrimonio, così da evitare di anticipare la crisi del settimo anno di qualche – 84 – mese. Mi risulta che Strumbalda stia ancora col marito. E mi risulta che la sua esperienza non sia né singolare, né unica, anzi, per quel che ne so, un sacco di sorelle passano per la crisi del primo giorno, ma la sopportano perché il matrimonio è un vincolo sacro.

The La crisi del primo giorno by Geova non vuole che mi sposi, unless otherwise expressly stated, is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial 3.0 Unported License.
April 19th, 2010 at 09:51
(errore di battitura: 11° riga, “questo amica”)
d’ora in avanti mi farò predicatore del sesso fatto bene
April 19th, 2010 at 15:00
Emi e’ meglio se lasci scegliere a tua moglie il nome da dare ad una futura figlia!!!!!!!
April 20th, 2010 at 16:17
Magari anche “qualche anno” prima del matrimonio…
(Scusate, sono agnostica
)
April 20th, 2010 at 17:36
E mi risulta che la sua esperienza non sia né singolare, né unica, anzi, per quel che ne so, un sacco di sorelle passano per la crisi del primo giorno, ma la sopportano perché il matrimonio è un vincolo sacro.
Sopportano? Fino a che non trovano un collega di lavoro o un altro fratello che sa “operare” meglio del marito… Poi c’è il perdono, il pianto, la segnatura, il pentimento, il pettegolezzo, il putiferio….magari anche la disassociazione…e poi tutto torna come prima, si risposano e tutti felici e contenti….
Alcune giovani tdg anche pioniere hanno questo schema in testa e lo espongono senza problemi… Io ritengo che siano di un’immoralità incredibile…
VIVA LA LIBERTA’ DI AMARE, CONOSCERE, RISPETTARE L’ALTRO…Queste persone in realtà non sanno cosa sia amare davvero…visto che il matrimonio è per loro solo un veicolo per il sesso…