Farsi i fatti propri

Prima che mia sorella si sposasse usciva con questo ragazzo – questo che poi sarebbe diventato suo marito, dico – che era un frequentatore della saletta. Le malelingue sostengono che venisse spesso invitato dagli anziani nella saletta perché aveva spezzato il cuore alla figlia di uno di questi, di uno abbastanza potente di cui in questo blog si è già parlato e non i termini del tutto lusinghieri. Ma insomma, fatto sta che stava sotto la lente di ingrandimento da un po’ di tempo.

Ora, dovete sapere che gli anziani fra loro si conoscono. In particolare si conoscono quelli che sono “sorveglianti che presiedono” la congregazione.

Gli anziani si dividono i compiti, c’è il “sorvegliante del servizio” che cura la predicazione, il “sorvegliante della scuola” che organizza la “scuola di ministero teocratico” e così via. Fra i compiti del “sorvegliante che presiede” c’è quello di organizzare le uscite – e di conseguenza le entrate – dei fratelli che vanno – o che vengono – a fare il discorso della domenica nelle congregazioni. Questo continuo scambio porta gli anziani a conoscersi perché si incontrano periodicamente per scambiarsi gli oratori.

Gli oratori naturalmente non parleranno “ad lib” ma seguiranno uno schema preciso, nazionale, numerato. Per cui gli anziani hanno questi foglioni davanti e dicono cose tipo: “allora ti posso mandare Tizio a fare il 54 in tale data” e quello gli risponde “ok, è libera, e io ti posso mandare Caio in tale data a fare il 72”. Questo sistema permette di avere una certa varietà di discorsi e di oratori e dimostra chiaramente che la società Torre di Guardia si fida sì dei suoi oratori – anziani e servitori di ministero – ma fino ad un certo punto, fino al punto che possono parlare ma devono dire quello che la Società ha impostato per loro.

Ma sto divagando. Dicevamo che gli anziani si conoscono. Così quando questo ragazzo da saletta cominciò a uscire con mia sorella l’anziano di cui sopra chiamò mio padre per dirgli che sua figlia – mia sorella, intendo – stava commettendo un grave errore a uscire con un fratello così poco spirituale. Mia sorella se ne fregò e continuò a commettere l’errore. E meno male.

Posted by Emidio Picariello on April 15th, 2010 | Filed in amici di famiglia, storia | 1 Comment »


One Response to “Farsi i fatti propri”

  1. Thumper Says:

    E brava Ponga! 🙂

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