Voce del verbo frustrare

Quando ero bambino la vita della comunità scorreva tranquilla. Ci sono stati molti anni in cui non successe praticamente nulla di rilevante. Mi ricordo che poi – avevo forse una quindicina d’anni – inaspettatamente la vita della comunità fu scossa da un fatto – stavolta davvero – grave. Anzi, io mi ricordo che di fatti ne successero due, ma uno era così più grave, che il primo passò completamente in secondo piano, anzi, fu praticamente cancellato senza sanzioni.

Insomma un amico – uno che frequentavo spesso e di cui vi ho già parlato – mi disse che una notte al lavoro – faceva i turni – aveva baciato la segretaria.

Anche in questo caso – poteva avere 19 anni, lui – il fatto che avesse dato questo bacio a questa ragazza non doveva essere una cosa grave – l’esperienza aveva insegnato agli anziani che un comitato giudiziario per questa cosa non si poteva fare – ma lui era pioniere e sicuramente avrebbe perso i privilegi. Io gli dissi che doveva parlarne agli anziani e lui così fece. Gli anziani lo chiamarono una volta sola e poi rimasero d’accordo che ne avrebbero riparlato.

Ma prima che ciò accadesse la quiete delle adunanze fu sconvolta da un certa agitazione in fondo, nella zona dei bagni. I bagni della sala del Regno erano alla destra dell’ingresso ed erano due: uno per gli uomini e uno per le donne. Quello per le donne era un poco più spazioso e comunicava con uno stanzino dove si teneva il materiale per le pulizie. Dato che lo stanzino non aveva finestre – il bagno nemmeno a dire il vero, ma aveva un sistema di areazione – alla porta dello stanzino erano stati praticati dei fori regolari in basso, in modo che così anche gli attrezzi per le pulizie potessero prendere aria.

Non so se la descrizione architettonica sia chiara: stanzino per le pulizie separato dal bagno delle donne da una porta forata nella parte bassa. Ora arrivo al punto, fatevi solo ricordare l’episodio – di cui mi vergogno – in cui di due amici ne lasciammo uno a casa e andammo al mare con l’altro perché l’altro era spirituale e l’uno invece no.

Ecco, alla madre dell’altro, quello spirituale, le maestre avevano suggerito di mandarlo da uno psicologo, quando era alle elementari, perché mostrava del disagio. La madre – forse condizionata dalla scarsissima stima che i testimoni di Geova hanno della psicologia – aveva detto che neanche ci pensava.

Un giorno – quel giorno, quello dello scompiglio – una giovane sorella sente un respiro, mentre è in bagno, apre la porta dello stanzino e chi trova? Lui, insomma, l’altro.

Per capirsi, quando l’altro era ormai alle medie, si infilava, durante le adunanze, nello stanzino adiacente al bagno delle donne, per spiarle mentre facevano la pipì. Chiaramente la portata di questa cosa fece passare tutto il resto in secondo piano. Quella famiglia fu costretta a cambiare “congregazione” – ovvero a frequentare le adunanze in un’altra sala del Regno – dalla comprensibilissima indignazione delle sorelle della sala che scoprivano che quella sensazione di essere osservate era vera.

Insomma, si era scoperto che l’altro non era poi un ragazzino così spirituale e che i testimoni di Geova – ammesso e non concesso che con il loro carico di frustrazione non fossero una fucina di pervertiti – di sicuro non potevano garantire che ciascuno dei loro adepti fosse così buono, bravo e superiore.

Posted by Emidio Picariello on April 9th, 2010 | Filed in amici di famiglia, storia | 7 Comments »


7 Responses to “Voce del verbo frustrare”

  1. mauro Says:

    Beh.. era spirituale a modo suo!! Magari si era materializzato nello stanzino per sbaglio…

  2. mxm Says:

    Ma in tutto questo, la posizione del famoso stanzino era tale che si poteva davvero spiare le donne mentre facevano la pipì, o semplicemente le donne che erano nel bagno?
    Vabbé che qualunque fosse il risultato pratico, l’intenzione… birichina di spiare, quell’altro l’aveva dimostrata comunque.

  3. Daniele Says:

    Vabbe’ non ricordo neppure quanti anni avesse….forse 13-14…comunque ero anche io che lo incitavo a fare le cose sbagliate!!!!!eheheheh

  4. admin Says:

    @mauro:
    proprio oggi chiedevo a Vera che effetto abbia avuto sulla sua spiritualità il fondamentalismo religioso dei miei.

    @mxm:
    la tazza del bagno era di fronte alla porta in questione. comunque è un dettaglio, dai.

    @Daniele:
    shame on you!

  5. Ponga Says:

    @ mxm:
    I fori non erano così bassi ed erano grandi, permettevano una buona visuale. E i rumori si sentivano bene. Una volta, mentre facevo pipì, sentii un sospiro, chiaro e spaventoso, proprio all’altezza dell’orecchio. Non essendo sveglia come le due sorelline che -insieme in bagno- aprirono lo stanzino, mi chiesi se non fosse stata una manifestazione demoniaca proprio in sala! Ma essendo negata per qualunque spiegazione metafisica, mi convinsi che me l’ero sognato, il sospiro, non c’era stato davvero. Quando scoprii la triste verità, la mia reazione fu desiderio di linciaggio, non sono mai riuscita a considerare la cosa la bravata di un ragazzino. Uff, mi dispiace, ma mi irrita ancora…

  6. magenta Says:

    Ho appena scoperto questo sito.
    Disassociata per immoralità (segretamente compiuta per anni) da soli 6 mesi. Felice come una pasqua.

    Bellissimo blog.
    Scrivi in un modo così piacevole ed ironico di cose così agrodolci.

    Auguri per il grande giorno.

  7. Alessandro Says:

    Dai, chi di noi non ha mai spiato qualcuno al bagno? è parte integrante dell’educazione sentimentale maschile.

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