L’errore dello spaventapasseri

Una delle cose che fanno i testimoni di Geova nei confronti delle credenze Chiesa Cattolica, ma anche nei confronti delle cose che in generale non gli piacciono del mondo o vanno contro le loro credenze è quella di usare l’inganno dello spaventapasseri o tecniche simili. In sostanza si tratta di spostare l’attenzione da quello che la persona con la quale non sei d’accordo ha detto su quello che la persona potrebbe dire. Se falsifico un po’ il messaggio del mio oppositore, mi è più facile smontarlo.

Anche quando non arrivano a questo, le argomentazioni che i testimoni usano per difendere le proprie posizioni a volte sono imbarazzanti, se le osservi con attenzione.

Ad esempio i testimoni hanno un atteggiamento che definirei di scherno superiore nei confronti delle credenze dei cattolici. Ma come si fa a credere che Gesù, Dio e lo Spirito Santo sono la stessa cosa? E’ ridicolo. No, che poi è anche vero che è ridicolo. Certo, se si usa quel metro di misura anche credere che Geova invece ha incarnato suo figlio in un uomo per farlo morire sulla croce – la croce? Ridicolo, i romani usavano il palo! – e che lo spirito santo è invece la forza che Geova usa per compiere i suoi atti mi pare piuttosto ridicolo.

Questo metodo si applica poi anche agli aspetti pratici. Facciamo un esempio:

Uno studio del 2006 ha esaminato la vita di molte donne rimaste incinte da adolescenti. Metà di queste aveva avuto il bambino, l’altra metà aveva abortito. Lo studio ha concluso che “le ragazze che si erano tenute il bambino avevano minori probabilità di dover ricorrere a un aiuto psicologico, di soffrire di disturbi del sonno e di fumare marijuana rispetto alle ragazze che avevano abortito”. —  Journal of Youth and Adolescence.

Ecco, a voi questa sembra una argomentazione contro l’aborto? Cioè, vi sembra una argomentazione da antiabortisti? Voglio dire, se dobbiamo pensare al benessere dalla madre, dobbiamo pensare al suo benessere reale. Dire che l’aborto fa male alla madre citando dei numeri – spesso casuali – è una sorta di vigliaccata, a mio parere. E poi, che diamine, è ovvio che le persone che abortiscono nella maggioranza dei casi lo fanno con grande sofferenza.

Anche perché ci sono un milione di cose che la barbara semplificazione qui sopra riportata non prende in considerazione: qual’è la percentuale di depressione fra donne che scelgono di prendersi cura di un disabile? E soprattuto who cares? E’ questo il motivo per cui non si deve abortire? Per non farsi le canne? E quanto sono minori le “minori probabilità”? Insomma, argomentazioni di paglia per sostenere una posizione delicata in un argomento delicato.

Fatto sta che l’aborto è assolutamente escluso, pena la disassociazione, in qualunque caso. Il che, unito alla scarsa dimestichezza dei testimoni di Geova con il sesso, ha prodotto un gran numero di bambini nati subito dopo il matrimonio, all’altezza del primo rapporto sessuale, per intendersi.

Posted by Emidio Picariello on April 3rd, 2010 | Filed in credenze, matrimonio | 3 Comments »


3 Responses to “L’errore dello spaventapasseri”

  1. France Says:

    Gia’, ecco un aspetto che forse potresti chiarirci: ma nei confronti della contraccezione, come stanno messi i TdG? Perche’ magari e’ vero che hanno i primi figli appena sposati, ma poi non e’ che ne facciano miriadi (a differenza, per esempio, dei gruppi cattolici piu’ integralisti)….

  2. admin Says:

    non hanno regole sulla contraccezione salvo il fatto che considerano aborto la pillola del giorno dopo.

  3. Alessandro Says:

    Bellissimo post Emi, complimenti davvero, ero rimasto un po’ indietro e questo lo avevo perso.

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