Altre cose vergognose
Vinco di nuovo la vergogna e vi racconto qualche altro episodio deprecabile della mia vita. Insomma, non è che io abbia fatto cose cattive nel senso classico della parola. Non ho mai picchiato nessuno, né costretto nessuno a fare niente o votato Berlusconi, che sono le cose più cattive che mi vengono in mente. Insomma, io sono uno che quando si fa il bagno invece della doccia già si sente la responsabilità di avere quasi distrutto il mondo.
Eppure quando ero un testimone di Geova ho fatto molte cose che non rifarei oggi. Voglio dire, nella vita ci sono delle cose che non sono gravissime, ma che non rifaresti. Ecco, molte delle mie risalgono ai periodi della mia pre-post-adolescenza e adolescenza. Mi vengono in mente tre episodi e ve li racconto, poi casomai comincerò una corsa contro il karma come Earl e andrò a rimediare. Per ora ve lo racconto e basta.
Prima di tutto c’era questa famiglia, il padre era servitore – sarebbe poi diventato anziano – la figlia grande era una “sorella” – nel senso che era battezzata, ma l’avevate capito, no? – e il figlio più piccolo invece non si decideva neanche a diventare “proclamatore”. Gli interessavano praticamente solo due cose: il calcio e i videogiochi. Questo ragazzino aveva un amico nello stesso palazzo e stavano sempre insieme, ovviamente. Solo che questo secondo ragazzino era considerato più spirituale – non lo era, i fatti lo dimostrarono, poi. Così un giorno, un sabato, decidemmo di andare al mare, con gli amici della congregazione, e andammo a prendere lo spirituale senza neanche invitare l’amico poco spirituale, che rimase a guardarci andare al mare da dietro il vetro della finestra. Poi invece gli anziani mi chiesero di aiutarlo. E così ho giocato molto a pallone e con tutti i nuovi videogiochi che uscivano.
Il secondo episodio invece riguarda un altro ragazzo ancora, che era il simpatico della compagnia. Quello che faceva sempre battute, che raccontava le barzellette, il simpatico, insomma, ce ne sono in tutte le compagnie. Un giorno per fare il simpatico suonò i campanelli di un portone e tutti scappammo. Poi però io trovai che lo scherzo era pesante e illegale e gli dissi che avrebbe dovuto parlarne con suo padre e con gli anziani. Lui mi fece capire che ero un cretino e non se ne fece di niente.
Il terzo episodio ha a che fare con uno di tre fratelli con i quali passavo un sacco di tempo. Solo che mio padre li considerava poco spirituali e mi faceva una testa così che non erano buone compagnie. Poi uno diventò pioniere regolare ma per mio padre era sempre poco spirituale. Lui è fatto così, gli piacciono le categorie. Comunque li frequentavo spessissimo – tant’è che l’altra sera ne ho incontrato uno per strada e ovviamente non mi ha salutato perché io sono disassociato. Con l’altro giocavo a Subbuteo – sic! – e una volta lui disse “ammazza” e io capii “cazzo” – oppure lui disse “cazzo” e io capii “cazzo” – e così la volta dopo gli dissi che doveva andare dagli anziani e parlare del suo problema con le parolacce. Lui mi disse che aveva detto “ammazza” e che sì, ne era sicuro.
Ecco, se questo fosse un gruppo tipo “alcolisti anonimi” adesso direi una cosa tipo: “Ciao, sono Emidio e sono 183 mesi che non dico a nessuno di andare a parlare con gli anziani” e voi applaudireste.

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March 31st, 2010 at 10:40
*clap clap clap clap*
March 31st, 2010 at 12:07
…io ti sto applaudendo..
March 31st, 2010 at 12:26
clap clap clap clap
March 31st, 2010 at 12:34
Sei sicuro di non essere andato dagli anziani a denunciare il simpatico che aveva suonato i campanelli? Non è che è troppo vergognoso per raccontarlo? se vuoi guarire devi dirci tutta la verità…
Questo post mi ha intristito, perchè mi ha ricordato le cose vergognose simili che ho fatto io, e mi ha ricordato anche quanto mi era caro il simpatico. La maggior parte dei TdG che menzioni è gente con la quale oggi non prenderei neanche un caffè, ma alcune -pochissime- amicizie è un peccato averle perdute.
March 31st, 2010 at 12:54
Mi sa che li conosco tutti e tre questi “soggetti”!!!!!!
March 31st, 2010 at 15:35
Scusami se lo dico…anche a me hanno fatto tristezza queste storielle…soprattutto la prima perchè mi sono rivista dietro “simbolici vetri”, io ero quella con il genitore allontanato dalla verità, ero quella carina che faceva invidia alle sorelle in cerca di marito a 15 anni quando in realtà a 15 anni io leggevo, studiavo, e mi sparavo di Dylan Dog (vedi sopra…)ed il marito proprio non lo volevo…al massimo sognavo il fidanzatino come le mie compagne di classe…
March 31st, 2010 at 15:35
CHE BRUTTA ADOLESCENZA CHE ABBIAMO FATTO!
April 13th, 2010 at 15:52
io invece così a freddo mi sono fatta una bella risata…
poi ripensandoci, mi ci rivedo in tutte le situazioni.
ormai sono 11 anni che ne sono uscita…per fortuna.
Grazie, perchè questo blog è favoloso.
e concordo con claudia..che brutta infanzia!!!
May 19th, 2010 at 14:28
Non vi conosco ma vi voglio bene!
Vi auguro con tutto il cuore un futuro splendido e ricco di amore.
Dio è amore. O almeno se c’è… è sicuramente amore gratuito e nient’altro.