I miei ragguardevoli sabati sera

Dato che la citazione era già venuta fuori qualche post fa ho pensato di sfruttarla per raccontare che cosa ho fatto il sabato sera nella mia vita. E’ uno spaccato che divide per sette la lunghezza di un’autobiografia, lasciandola lo stesso abbastanza significativa. Naturalmente con il passar degli anni i sabati sera sono molto cambiati, ma alcune cose sono rimaste uguali nel tempo.

Quando ero bambino il sabato sera andavamo a casa di fratelli a cena o invitavamo fratelli a cena a casa.

C’era questo anziano che aveva una palestra e faceva massaggi, e che da giovane era stato culturista e che studiava tantissimo per conto suo, per cui quando parlava, con tutte quelle citazioni di greco, sembrava che sapesse esattamente quello che stava dicendo. Era molto rigido e ortodosso. Poi toccò anche a lui un comitato giudiziario – aveva esagerato con i massaggi? Non lo so – ma questa è un’altra storia. Al tempo l’anziano aveva una figlia di qualche anno più grande di me e cenavamo spesso da loro. Così poi giocavamo con le Barbies – embhé, che avete da fare quella faccia? Io usavo Ken! – e giocavamo ad Armaghedon, che era un gioco per cui arrivava Armaghedon e i malvagi venivano distrutti ma i nostri alter ego Ken e Barbie invece salvati.

Poi c’era un’altra famiglia dalla quale andavamo spessissimo e il padre era servitore di ministero, ed era siciliano e faceva i cannoli, ma sapevano troppo di pecora. I cannoli che ho mangiato poi non sapevano di pecora. Poi si disse che non era il caso di stare sempre con i soliti, di invitare sempre gli anziani e di stare fra gli anziani e si cominciarono ad invitare a casa anche fratelli che invece erano meno spirituali, ovvero non erano né anziani né servitori, né pionieri. Così, per incoraggiarli.

Poi sono passati gli anni e siamo arrivati alle feste in casa. Preadolescenti in casa di qualche servitore di ministero o anziano che si prendeva la responsabilità e vigilava sulla condotta di tutti. Una volta ci trovammo per vedere un film di Clint Eastwood che parlava dei testimoni di Geova. La cosa andò malissimo perché non solo il film parlava pessimamente dei testimoni di Geova – e in modo anche piuttosto impreciso, ma per sovrammercato c’era anche una scena di sesso.

Crescendo abbiamo cominciato a uscire in comitiva e anche lì c’erano delle regole. Quando si usciva ci doveva essere almeno un servitore di ministero o un anziano che garantisse che non sucedesse niente di male. Così le attività preferite erano: andare a mangiare la pizza, andare al bowling, al massimo un locale di karaoke. Perché della discoteca neanche a parlarne. E – voglio essere sincero con voi – è l’unica mancanza che non ho mai sentito.

Posted by Emidio Picariello on March 29th, 2010 | Filed in amici di famiglia, storia | Comment now »

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