Il disegno divino

A me i fumetti sono sempre piaciuti. Non sono un intenditore, non sono un appassionato di manga, non sono uno di quelli che compra i numeri uno e poi li tiene nel celophane. Mi piace leggerli, mi piacciono i fumetti della Bonelli e in particolare mi piace Martin Mystere. Il mio primo contatto con i fumetti fu in ufficio di mio padre. Alcuni sabati mattina, mio padre faceva lo straordinario e portava me o mia sorella con sé.

Come tutti i bambini al lavoro con il padre, non sapevo che fare e un suo collega mi allungò un fumetto. Non ho mai saputo che cosa fosse.

Non l’ho mai saputo perché mio padre disse che nei fumetti c’era violenza e immoralità e che quindi non era il caso di leggerli. Io ricordavo quanto potessero essere pericolosi e incassai.

Alle superiori, il mio testimone di nozze – beh, allora non lo era, ma insomma, avete capito – collezionava ogni numero di Dylan Dog che fra l’altro era in un momento di grandissima diffusione fra noi adolescenti. Ma quello proprio non potevo leggerlo perché eravamo stati molto sconsigliati e messi in guardia dai pericoli di un fumetto spiritico e immorale come quello.

Anni dopo, però, cominciai a leggere prima Lupo Alberto, poi Nathan Never e poi un po’ tutti gli altri. Così ad un certo punto avevo una discreta collezione di fumetti. A quel punto andai per un anno a vivere a Belluno, perché lì viveva una ragazza con cui stavo – ma questa è una storia di cui qualcosa, forse e più avanti, vi racconterò – e ebbi una ricaduta, nel senso che provai un’altra volta a comportarmi come un buon testimone di Geova.

L’esperienza non ebbe successo, ma i miei genitori lo credevano. Vennero a trovarmi . Dopo cena mio padre andò alla libreria e prese in mano un Martin Mystere gigante. Gli chiesi se gli piaceva il disegno che secondo me era molto bello. Lui mi disse che quella roba era sicuramente satanica. E io capii che era tutto inutile e quello che cercavo non era un contatto con Dio, ma un contatto con mio padre. E capii anche che non avevo nessuna possibilità.

Posted by Emidio Picariello on March 25th, 2010 | Filed in credenze, storia | 6 Comments »


6 Responses to “Il disegno divino”

  1. Claudia Says:

    Io alle superiori avevo la compagna di banco che collezionava il Dylan Dog…ed io da brava sorella spirituale quale ero (ed io davvero a 16 anni ero una delle più “spirituali” signorine mai viste)…me li facevo prestare e li leggevo di nascosto…li lessi tutti… Strana cosa! Pregavo, studiavo, predicavo…e la sera nel letto leggevo di sedute spiritiche, fantasmi, possessioni, sesso a non finire…il caro Dylan…

  2. ponga Says:

    @ Claudia:
    Ti capisco! Io cercavo di non leggerli, perchè riconoscevo che fossero dannosi per la spiritualità, sentivo che mi “scoraggiavano”… eh eh eh. Viva Dylan il Liberamente!

  3. Dario Says:

    Io lessi, casualmente, il mio primo Dylan Dog a 6 anni (già leggevo Topolino, ogni tanto) nell’89 in vacanza all’Elba; me lo prestò un altro ragazzetto che era nel residence.
    Mi colpì molto, era anche il numero 47, bello splatteroso.

    Passò circa un annetto, forse meno, e me ne feci comprare volutamente un altro numero.
    Qualche sera dopo ebbi un incubo: padre e madre, accusarono – senza veemenza, va detto – Dylan Dog e lo fecero sparire.
    Ricordo me che, piccoletto, lo cercavo in mezzo ai giornali vecchi, senza risultato.
    Altro dispiacere, per un altro numero splatteroso (il 38).

    Adesso in camera mia ci sono circa 4mila giornalini, distribuiti fra Dylan Dog, Topolino, altri Disney, RatMan, Dragon Ball, Arale e altri.

    Babbo e mamma, hanno desistito molto presto.

  4. Lidia Says:

    ecco…cerchiamo comunque du rapportarci con loro, i nostri genitori, inutilmente…
    🙁

  5. walter Says:

    Sto leggendo, e pian piano cercando di recuperare, i tuoi agrodolci racconti. So di cosa parli, perché anch’io figlio di un zelante TdG, col quale anch’io ho dovuto rassegnarmi. Fatico a scindere l’uomo (mio padre) dal testimone di Geova (ancora lui) né saprò mai se il nostro rapporto sarebbe potuto essere un altro.
    ..grazie

  6. admin Says:

    @ Lidia:
    @ walter:
    io sono convinto del fatto che mio padre sia così e basta ma che la religione sia stata una specie di scusa o rinforzo, se preferite, per permettergli di essere così duro. insomma, se c’è un gruppo che asseconda e incoraggia una follia, beh, è la fine…

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