Il precedente

Poi ci addentreremo nel vivo della storia, nella parte che più da vicino riguarda il mio matrimonio. Nell’ultimo mese, più o meno – perché si è capito che questo è un blog a scadenza, che esaurisce il suo compito di raccontare una storia – la mia storia – il giorno prima del mio matrimonio, vero? Nel frattempo, però, vi voglio raccontare di un altro matrimonio, di quando ero bambino che è stato menzionato nei commenti a un post precedente.

Da dove comincio? Ma sì, comincio da “come funzionano i matrimoni dei testimoni di Geova”.

La risposta è “quasi come gli altri” tranne che per il fatto che il ministro di culto è un testimone di Geova e la cerimonia chiaramente si svolge in sala del Regno. Non tutti possono avere la sala del Regno, nel senso che sono gli anziani a decidere se la reputazione della coppia è tale da consentirgli la celebrazione nel luogo di culto. Se ci sono dubbi sulla loro moralità, anche se non provati – se sono provati c’è la disassociazione, si è detto – gli anziani possono decidere di non concedere la sala.

Ma se va tutto bene la sposa arriva in sala, vestita con un vestito bianco, come tutti, lo sposo elegante, c’è un bel cantico che parla di quanto la moglie sottomessa sia una benedizione, poi il fratello fa un discorso, un bel discorso in cui dice le solite cose, il rispetto e bla bla bla – beh, i discorsi non sono mai liberi, anche per i matrimoni, come per i discorsi della domenica è l’organizzazione che provvede uno “schema” – una serie fra cui scegliere, in verità – che serve da traccia precisa da seguire.

Poi il ministro di culto celebra il matrimonio – è un ministro di culto religioso riconosciuto dallo Stato – legge gli articoli del codice e dichiara marito e moglie. Da qui in avanti le differenze sono minime fra un matrimonio di testimoni e un qualunque matrimonio.

Così questa coppia ci invitò al ristorante. Mio padre era anziano, io ero pioniere, mia madre pure. Il problema era che il padre di lei era un disassociato. Intorno ai disassociati c’era sempre un alone di mistero, per me che non gli avevo mai rivolto la parola, seguendo alla lettera i dictat della religione. Quindi andammo ma poi a metà del pranzo venimmo via. Il motivo: il disassociato si era alzato per ballare.

Si poteva stare anche al matrimonio di sua figlia, ma accettare che lui ne fosse pienamente partecipe era troppo per le nostre coscienze. Insomma che pretendeva quell’uomo? Di ballare – addirittura – al matrimonio della figlia, invece di starsene in disparte a meditare su suoi peccati? Roba da matti.

Posted by Emidio Picariello on March 13th, 2010 | Filed in matrimonio, ospiti | 12 Comments »


12 Responses to “Il precedente”

  1. Thumper Says:

    Sì, robe da matti…

    (ma davvero ci piani in asso quando ti sposi?)

  2. admin Says:

    Non è che vi pianto in asso, Thumper, è che io c’ho solo 30 anni (ahem, quasi trentadue, a dire il vero, ma insomma) e ho mollato i testimoni di Geova un bel po’ di tempo fa, insomma, le storie che ho da raccontare a un certo punto si esauriscono. Alla fine del progetto avrò scritto una ottantina di post (siamo a metà, per intenderci).

    Però forse ci sarà qualcos’altro, una sorpresina, prima della fine, della quale vi dirò più avanti.

  3. Dario Says:

    È una mia impressione errata, o un elevato numero di famiglie tdg ha almeno un parente disassociato?

  4. admin Says:

    Ai miei tempi era piuttosto raro. Fai conto che in congregazione solo due famiglie avevano un parente disassociato. Il che costava loro il fatto di non trascorrere ragguardevoli sabati sera con gli altri testimoni di Geova.

  5. Dario Says:

    I ragguardevoli sabati sera di RatMan…

  6. ponga Says:

    @ Dario:
    Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

  7. admin Says:

    che gente colta che frequenta ‘sto blog, davvero! 😀

  8. Dario Says:

    Dé, un si piscia mìa dall’occhi!

  9. dissociata Says:

    Strano è che tuo padre ha partecipato al banchetto! Dalle mie parti non si può fare!

  10. admin Says:

    Infatti venne via,appunto. Nella idea di mio padre il disassociato di quella volta sarebbe dovuto stare in un angolino senza pertecipare. E infatti ce ne andammo all’antipasto.

  11. dissociata Says:

    Anzi anzi… da noi funzionava che o c’era il disassociato o c’erano i fratelli! Gli sposi dovevano decidere. La mia migliore amica non ha potuto avere la mamma al suo matrimonio.

  12. G Says:

    per il padre della sposa disassociato niente trenino con la cravatta in testa

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