Soggettivamente, una tragedia

Prima di pubblicare il post sull’affarire “adolescenti che si baciano” l’avevo mandato a mia sorella per chiederle se ci fossero problemi a pubblicarlo. Mi ha risposto con una serie di mail, che pubblico integralmente, ho tolto soltanto gli interventi sulla tastiera del mio nipotino unenne e alcune bestemmie che ne rendevano la lettura spassosa ma purtroppo, in alcuni paesi del mondo, illegale.

Precisazioni: il comitato non fu fatto per il bacio, ma per il fatto che, pur essendomi appartata nascostamente con il malcapitato, gli avevo impedito di toccarmi “parti intime”, scientemente in modo da essere al riparo da comitato giudiziario, e in questo comportamento fu ravvisato “dolo” o tale “sfrontatezza” o non ricordo la parola usata. Quindi anche se gli atti in sé – da me descritti in ogni minimo particolare davanti a quattro uomini adulti (che dio riservi loro un cancro) più volte, non costituivano reato in sé, fu considerato meritevole di comitato giudiziario il complessivo mio comportamento sfacciato.


Mi fu consigliato di distruggere tutti i miei diari da quando ero piccola, perché contenevano la vecchia me, quella che poi aveva peccato e che doveva essere distrutta per essere ricostruita “secondo dio”. A volte tra il sonno e la veglia colgo l’entità della perdita, della frantumazione di una me stessa complessa e vitale, perduta in quelle pagine dove si era rivelata. (Il cancro deve essere alle ossa). Il comitato giudiziario fu a maggio, a giugno esame di maturità classica. La punizione fu anche la “riprensione davanti agli astanti”, una piccola adunanza con presenti quelli a conoscenza dei fatti (famiglia, anziani e la mia amica del cuore) in cui mio comportamento veniva biasimato.

Verso settembre la Betel scrisse che si poteva non fare un comitato e rimandò indietro le carte che furono fatte a pezzetti.  Se non fosse andato in prescrizione li citerei per danni morali. Non scherzo, a pensarci me l’hanno fatta proprio grossa.

Non ho finito. Quelle facce di cane di anziani più tuo padre, invece di chiedere perdono perchè mi avevano umiliato fino a distruggermi, vennero a casa e mi presentarono la risposta della Betel come una immeritata grazia divina, calata sulla mia testa di indegna peccatrice. E come tale la presi.

Come peccatrice la presi, preparandomi ad un anno di predicazione, studio teocratico e preghiera, mentre pulivo le scale dei condomini e gli uffici in compagnia della mentecatta semi-intelligente di quella sorella che mi assunse – a nero – nella sua ditta di pulizie, col mio bel diploma su per il culo.

Seriamente, questa storia spero sia letta da adolescenti che abbiano subito simili angherie e per i quali non sia arrivata la prescrizione. E da avvocati e psicologi che ci consiglino di fare causa alla vaccatorre*. Sono pronta a formare un’associazione contro la violenza psicologica nei comitati giudiziari. Perchè nel mio non c’era una donna? Il primo che mi dice di andare dallo psicologo per perdonare me stessa gli infilo il computer in culo. Lo vedo bene da me, che avevo sottovalutato il danno, cazzo.

Ma il primo cogliontestimon del cazzo che osa dire che non sono i testimoni, ma i nostri genitori lo vado a cercare a casa, perché, salva la condotta imperdonabile, vergognosa e patologica dai nostri genitori, qui sono coinvolti altri almeno quattro uomini adulti, importanti teocraticamente e rappresentanti la vaccatorre*.

* vaccatorre: modo colloquiale con cui si chiama la Watchtower ovvero l’associazione legale a cui fanno capo i testimoni di Geova mutuato dal gran numero di vecchietti che cercano di pronunciarne il nome senza riuscirci un gran che bene.

Posted by Emidio Picariello on March 1st, 2010 | Filed in storia | 22 Comments »


22 Responses to “Soggettivamente, una tragedia”

  1. Massimo Says:

    Ci sono centinaia di storie come la tua, di ragazzi e ragazze rovinati, da certi estremismi. ALcuni li conosco anch’io come di quella ragazza che i genitori non la lasciano uscire al sabato sera con le amiche, ma tanto dfi amiche ne ha ben poche, per paura che commetta qualche atto impuro. Lei passa tutte le sere in casa aguardare la TV e diventa una fan delle soap e film strappalacrime. Ma a trentatre anni quando vede tutte le altre sposate e sistemate, non regge e va in depressione. Non è una storia dei TDG ma di un qualsiasi altro gruppo religioso. Io continuo a credere in Dio, ma sempre meno negli uomini.

  2. Simona Says:

    Se invece si credesse e si rispettassero piu’ gli uomini che il Dio, credo che le cose andrebbero meglio….

  3. Massimo Says:

    @ Simona:
    Non credo nella bontà degli uomini. Questo senza voler fare di ogni erba un fascio. Ci sono persone eccezionali e ho conosciuto anche queste, ma sono l’eccezione e non la regola. E’ da quando eseste l’uomo che si fanno certi discorsi, tutti uguali tutti liberi, ma di realizzazioni concrete nessuna. Un giorno un fariseo chiese a Gesù “io rispetto e ho sempre rispettato i tuoi comandamenti, cosa devo fare per essere salvato?” e Gesù gli rispose “dovresti nascere di nuovo e nascere come spirtuale e non carnale”, in pratica bisognerebbe essere creature diverse da quello che siamo. Giovanni cap. 3

  4. UglyPostcards Says:

    “vaccatorre” è bellissimo

  5. Thumper Says:

    In privato si può avere la versione integrale con le bestemmie?

  6. Mariarita Says:

    Leggo il blog da quando l’ho scoperto attraverso quello di Giovanni Fontana. Non ho mai potuto sopportare i TdG, mi hanno sempre fatto una terribile impressione che non ho mai saputo come definire. Leggendo l’ultimo post sono inorridita però anche morta dalle risate. Io spero che tu adesso stia bene, che sia stata capace di risorgere da ogni cosa. E tanto per non sbagliare, abbraccio te e tuo fratello, con il cuore. Liberi per sempre.
    Mary

  7. Mario Says:

    Piccola curiosità… ma quindi tu e tua sorella siete entrambi dissociati? (o disassociati, non ricordo bene la distinzione)… Per i vostri genitori dev’essere un doppio fallimento! Mi chiedo come sono visti ora dagli altri TdG… Sebbene traspaia dai tuoi post che il loro “fondamentalismo” è stato sicuramente un motore per la vostra dissociazione, ora sono visti come dei cattivi genitori/educatori, e magari addirittura come dei cattivi TdG?

  8. Sergio Says:

    Guarda, anche se il reato fosse andato in prescrizione, a suo modo sarebbe una vittoria costringerli a ricorrere alla prescrizione per scampare la galera e un risarcimento, perchè significherebbe ammettere la colpa. Poi so bene che nessuno ha voglia di andare in processo neanche quando può vincere, figuriamoci per questioni di principio…

    In ogni caso, hai, avete, tutta la mia solidarietà.

  9. admin Says:

    Mario scrive:

    Sebbene traspaia dai tuoi post che il loro “fondamentalismo” è stato sicuramente un motore per la vostra dissociazione, ora sono visti come dei cattivi genitori/educatori, e magari addirittura come dei cattivi TdG?

    No, sono ancora dei testimoni esemplari, mio padre coordina non so che comitato di costruzione delle sale del regno e mia madre è pioniera. Tutti privilegi che perderebbero venendo al mio matrimonio.
    I primi figli a peccare furono Adamo ed Eva, quindi non è colpa dei genitori se un figlio grande, che vive fuori casa lascia la “verità”.

  10. restodelmondo Says:

    “non è colpa dei genitori se un figlio grande, che vive fuori casa lascia la “verità”.”

    Se invece è il figlio che vive in casa?

  11. Valentina Says:

    Ti faccio una domanda, per capire meglio la dinamica di quest’episodio che – agli occhi di chi non è mai stato TdG – appare assurdo.
    Come trapelò la notizia che tua sorella aveva baciato quel tale? Chi lo disse ai vostri genitori e ai notabili vari della vostra comunità?

  12. admin Says:

    @ restodelmondo:
    la cosa è vista un poco peggio, ma non ci sono automatismi che fanno perdere privilegi ai genitori

    @ Valentina:
    mi pare che mia sorella stessa in preda a sensi di colpa glielo disse, ma casomai l’unenne di cui sopra le dà qualche ora di pace e ci racconta lei stessa

  13. ponga Says:

    @ Valentina:
    Molto semplicemente, a domanda risposi la verità. I miei notarono dal mio comportamento qualcosa di strano, andavo sempre in biblioteca a studiare ed ero agitata. Per la cronaca, non mentivo mai su dove andavo, limitandomi a non riferire chi incontravo…Ma quando mio padre mi chiese se stessi nascondendo qualcosa, glielo dissi subito. (Ah, i miracoli del senso di colpa…). Cominciarono le consultazioni con gli altri anziani della congregazione e con il sorvegliante di circoscrizione, che ritennero il peccato più grave del previsto e mi apparecchiarono un comitato. Tragico è che fossero tutte brave persone, che mi conoscevano da bambina e in qualche modo mi volevano bene.
    O no?

    Grazie a tutti per la comprensione e la solidarietà, che incasso con gioia. Se qualcuno invece volesse sminuire l’accaduto o difendere i TdG, lo ascolto volentieri, ho giusto un residuo di aggressività da sfogare e ho scoperto quanto sia liberatorio un pubblico diario 🙂

  14. ponga Says:

    @ admin:
    Se i tuoi venissero al matrimonio, non credo che sarebbe automatica la perdita dei privilegi. Credo che la cosa causerebbe scandalo e allora qualcuno parlerebbe di comitato di servizio e questo, probabilmente, porterebbe alla perdita dei privilegi, ma forse più per la presenza di disassociati non loro parenti tra gli invitati.
    E’ marziana, questa roba, da spiegare a non adepti!

  15. admin Says:

    @ ponga:
    ho capito, ti piace che ci siano molti commenti sotto il tuo post e mi stai provocando.
    “disassociati non loro parenti”? non se n’è mai parlato, non mi hanno chiesto niente, e non è che noi “disassociati” facciamo cricca, chi sarebbero ‘sti “disassociati non loro parenti”?
    io ho capito che al pranzo non possono venire e basta, almeno a me l’hanno detta così. Comunque è una cosa su cui ci sono tipo un mese di post, per cui avoglia a sviscerare la questione.

  16. ponga Says:

    @ admin:
    Ti ricordi il matrimonio di quella testimone carina, con un aggettivo sinonimo di purezza come nome, che si sposò a Grotta Giusti? Ricordi che aveva il padre disassociato da molti anni, ma ciononostante i nostri genitori andarono al matrimonio, salvo venire via dopo la prima portata, perchè il padre, invece di stare buono buono in disparte, apriva le danze e partecipava alla gioia della figlia? Altri anziani, se non sbaglio, restarono e la cosa non ebbe conseguenze a quanto so. Ricordi che tu non ci andasti per non rischiare la nomina di pioniere? sbaglio? Te ne eri dimenticato o ti ho bruciato un futuro post?

  17. ponga Says:

    ponga scrive:

    sinonimo di purezza come nome

    sinonimo di “pura”, intendevo

  18. admin Says:

    mi hai bruciato un futuro post. ma tanto i miei affezionati lettori sopportano anche le repliche.

  19. Ale Says:

    Vorrei esprimere tutta la mia ammirazione a fratello e sorella e dire che questo è inequivocabilmente il più bel post del blog, vi stimo tanto entrambi, ma probabilmente già lo sapere!

  20. Ale Says:

    e scusate per stupidi errori di battitura…

  21. emme Says:

    niente, ora mi è venuta voglia di chiamare mia sorella e di sapere come sta il mio nipote unenne…

  22. ale Says:

    non sono un avvocato, ma credo che i danni morali ed esistenziali non cadano in prescrizione 😉

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