Facciamone una tragedia

Vi ho raccontato due fatti nei giorni e nelle settimane scorse, uno riguarda la crisi di coscienza di mio padre e uno, invece, la morte di un amico di famiglia. Quello che forse non sono riuscito a far trasparire è il senso di tragedia che veniva generato da tutti gli eventi che allontanavano in qualche modo la famiglia – o un componente della famiglia – dalla “verità”.

Ve ne racconto uno, con il permesso della diretta interessata, che poi casomai e se ne avrà voglia, ci racconterà anche la storia dal suo punto di vista e ci dirà quanto una cosa del genere può segnare la vita – e le scelte – di una adolescente.

Io facevo la terza media e facevo il pioniere. Mia sorella, che ha 5 anni più di me, era in quinta superiore e spesso andava a studiare in biblioteca. Lì conobbe un ragazzo, un pomeriggio uscirono e – udite udite – si baciarono.

Ok. Voi vi state chiedendo dove sta la notizia. Due ragazzi di quinta che si baciano è una notizia più o meno come un cane che morde un uomo. La notizia è che questa è stata la più grande tragedia, la cosa più emotivamente devastante, la cosa più grave che sia mai successa alla mia famiglia. Ed è stata anche l’unica volta che ho visto mio padre piangere.

Quello che io non sono sicuro di riuscire a trasmettervi – e sinceramente un po’ mi dispiace – è quanto fosse naturale che la confessione di questo gesto impuro sconvolgesse l’omeostasi della nostra famiglia. Le discussioni, gli interrogativi su “dove abbiamo sbagliato”, le punizioni, il giro di vite sulle frequentazioni, il controllo su tutto.

Ricordo la vergogna di andare in Sala del Regno e sedermi accanto a mia sorella che non poteva rispondere – poi parleremo delle sanzioni applicate ai testimoni di Geova che peccano. Prima che la cosa si dissolvesse in una bolla d’aria – i comitati giudiziari vengono poi inviati alla Betel di Roma che ne verifica la correttezza formale, una specie di corte di cassazione e nel caso di mia sorella il bacio non fu ritenuto così grave, le sanzioni furono ritirate e il comitato annullato – io ero e mi sentivo colpito da una tremenda disgrazia.

Il comportamento – ma, cosa più grave, pure lo stato d’animo – dei miei genitori era esattamente – e lo trasmettevano a me che ho passato i momenti più angosciosi della mia vita per il fatto che stavo perdendo mia sorella che sarebbe stata distrutta ad armaghedon e, intanto, disassociata – quello comprensibile in due genitori che scoprono che il figlio si fa di eroina.

Posted by Emidio Picariello on February 27th, 2010 | Filed in storia | 1 Comment »


One Response to “Facciamone una tragedia”

  1. renzo Says:

    In effetti posso capirlo, questo profondo senso di irrimediabile tragedia. Mi basta sostituire la parola “bacio” con la parola “canna” ed ecco apparire nella mia memoria un dramma molto simile, con a seguito i “dove abbiamo sbagliato”, i “figghiu persu” (ehm, variante regionale), la sensazione di vergogna per una colpa irreparabile, eccetera, eccetera

Leave a Comment

AWSOM Powered