Cui prodest?

Un sacco di gente si chiede come sono gestiti i soldi dei testimoni di Geova. Un sacco di gente si chiede se i testimoni di Geova sono pagati per andare a predicare. Un sacco di gente si chiede come facciano i testimoni di Geova produrre quelle simpatiche riviste patinate in quadricromia e a prendere qualche spicciolo da chi glielo offre invece di farle pagare.

Ora vi svelerò come si fa ad arricchirsi diventando testimoni di Geova.

Naaaa… ci avete davvero creduto? Via, se ci si fosse arricchiti diventando testimoni di Geova, perché mai me ne sarei andato? Se sei testimone di Geova è facile che i soldi ce li rimetti invece che farli. Poi casomai qualcuno parecchio in cima li gestisce anche, i molti soldi che da qualche parte devono pur stare, ma io non ho mai capito come funziona.

Vi racconto un po’ di storie mie, e lascio che siate voi a farvi un’idea.

Quando si andava a predicare, quando andavo io, la “Torre di Guardia” e “Svegliatevi!” costavano centocinquanta lire ciascuna. Trecento lire in tutto. Poi sono diventate gratis (“lasciatele a tutti quelli che vi promettono di leggerle, ma chiedete una contribuzione”). Io penso che questo sia possibile grazie al fatto che andare a lavorare alla Betel – che sarebbe la sede dei testimoni di Geova, quella di Roma è in zona Bufalotta – un complesso enorme – è un grande privilegio e alla Betel ti danno solo vitto e alloggio. Il lavoro è volontario e una parte del vitto è fornito – in Italia, almeno – da una appezzamento di terreno annesso.

Quindi il grosso delle spese è sostenuto dalle contribuzioni volontarie. Le contribuzioni volontarie funzionano così: ogni congregazione ha diverse cassettine, in angoli discreti della Sala del Regno. Le cassettine sono “Matteo 24:14” (che sarebbe quella dove vanno le contribuzioni prese per le pubblicazioni in giro e quelle date per le pubblicazioni dai fratelli stessi), poi c’è quella della congregazione locale e poi c’è quella per la costruzione delle Sale del Regno.

Quest’ultima non l’ho mai capita. Perché ciascuno si paga la Sala del Regno che decide di costruire – o comprare – con i soldi della cassettina – “cassetta delle contribuzioni” – della congregazione, quelli che servono anche per il fitto o la luce o cose del genere e che di solito vanno in pareggio.

Quindi il fondo della costruzione serve per costruire Sale dove c’è più bisogno, ma anche per finanziare la costruzione di Sale in Italia. I soldi prestati per questo scopo, però, devono essere restituiti. In più dalla parte della congregazione viene mandato un tot alla Betel di Roma ogni mese. Quindi ogni testimone di Geova, di fatto, oltre ad andare a predicare e a non ricevere niente in cambio, a metterci la macchina e la benzina, contribuisce anche.

Tutti i soldi delle contribuzioni sono gestiti dal reparto contabilità che fa capo ad un anziano o a un servitore di ministero che ne sono responsabili.

Quando ero bambino andavo a predicare con un tipo che era in cassa integrazione – a Prato la crisi era già arrivata – e io mi rompevo le palle di andare a piedi dalla Sala dove ci incontravamo al territorio che era lontano. E gli dicevo “ma non possiamo prendere la macchina?”. Poi mia madre mi sgridò, in privato, la macchina non la potevamo prendere perché forse il tipo non aveva i soldi per la benzina e non stava bene sollecitarlo.

Poi ci sono le Assemblee. Quando ero piccolo mio padre lavorava al reparto contabilità. Di solito era proprio il responsabile. A differenza del reparto pulizie, per accedere al reparto contabilità si era selezionati fra quelli spirituali e affidabili. Si girava con i sacchetti neri e si svuotavano le cassettine e poi si portavano nella stanza della contabilità. Anche in quel caso, una piccola parte del danaro copriva le spese vive, il resto veniva inviato a Roma. Insomma, ogni anno centinaia di migliaia di Euro – milioni? il conto esatto dovrebbe apparire sulla torre di Guardia di fine anno, se non ricordo male – fluisce verso Roma.

Che fine fanno questi soldi? Non lo so, e non mi interessa. A fare il testimone di Geova comune ci si rimette, anche economicamente, però, questo ve lo posso assicurare. Ma tanto la ricompensa è dopo Armaghedon.

Posted by Emidio Picariello on February 25th, 2010 | Filed in storia | 5 Comments »


5 Responses to “Cui prodest?”

  1. ponga Says:

    Visto che i TdG non commentano più, prendo le loro parti: si può essere TdG e non contribuire economicamente, nessuno controlla, secondo il principio “mano destra non sappia quel che fa la sinistra”. Anche agli alti livelli, stando al convincente libro “Crisi di Coscienza”, non ci sono moventi economici. Mi sono fatta l’idea che ci sia buona fede a tutti i livelli, anche se, essendoci movimento di denaro è probabile che qualche ladro compaia ogni tanto, a tutti i livelli.

  2. gigi Says:

    http://www.youtube.com/watch?v=Rw4-iDE10dQ&feature=related

  3. jambo Says:

    Brava ponga…ma è anche vero che non ci deve interessare (a livello spirituale intendo, e non per egoismo intrinseco) dei fatti degli altri.
    Nondimeno la conferma di onestà sta nel fatto che il conto esatto appare sulla torre di Guardia di fine anno.Quindi lascio a voi i commenti..
    Ma evitate di negare l’evidenza
    GRAZIE

  4. toni mis Says:

    troppo grossa l’organizzazione per non avere finanziamenti

  5. Emidio Picariello Says:

    boh, io non credo che si finanzi in modo diverso da quello di prendere i soldi dagli adepti. Se hai qualche informazione diversa puoi fornirla.

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