La posizione del missionario

Io non sono mai riuscito a fare carriera, nei testimoni di Geova. Il punto è che ho smesso troppo presto e quella è una carriera che richiede sacrificio, dedizione e sopratutto che si mascherino le proprie ambizioni. Il punto è che puoi desiderare di diventare, che ne so, servitore di ministero, ma non devi spingere troppo. E’ giusto che lo desideri, ma non sarà l’ambizione a farti fare progresso (non “carriera”, “progresso”).

Così quando sono uscito non ero neanche riuscito a fare il servitore di ministero, neanche per un po’, a differenza di altri amici che invece un po’ di carriera l’avevano fatta prima di mollare.

Ad ogni buon conto la carriera – per gli uomini battezzati – è questa: prima vieni utilizzato come assistente in un “reparto” della congregazione. I “reparti” sono per esempio le pulizie, o i territori, o la contabilità. Il reparto pulizie si occupa di organizzare i turni degli studi di libro, in modo che ogni studio di libro abbia la sua settimana di pulizie. Il reparto territori si occupa di gestire la piantina della parte di città assegnata alla congregazione in modo che ogni zona venga predicata regolarmente una volta ogni due mesi.

Quindi i fratelli in sala vanno al reparto territori, il reparto assegna a ciascuno una piantina (dà loro proprio la cartina) in modo che non ci si accavalli predicando. Del reparto contabilità parleremo in futuro. Poi un giorno viene il sorvegliante di circoscrizione e gli anziani gli raccomandano il fratello tale e il sorvegliante scrive alla Betel e la Betel, dopo qualche settimana, nomina il fratello servitore di ministero.

Il servitore di ministero ha la responsabilità del reparto che gli verrà assegnato. Essere assistente del servitore dell’acustica mi piaceva, perché almeno potevo stare all’impianto a regolare i volumi e mandare i cantici invece che seduto al posto, cosa che mi è sempre costata fatica.

Passano un po’ di anni e ti cominciano a far fare il primo discorso alla domenica. Il discorso della domenica è una cosa davvero importante perché è un discorso che ascoltano le persone del “mondo” che vengono invitate in congregazione, e dura un’ora. E poi se sei bravo entri nel giro dello scambio di oratori, per cui la domenica vai fuori a fare discorsi nelle altre congregazioni.

Così alla prossima visita del sorvegliante gli anziani ti raccomandano e diventi anziano pure tu. Nel frattempo sono passati anni, cinque, sei, tanti probabilmente. Ma tu non devi essere ambizioso, devi continuare a servire. Se poi sei disposto a mollare il lavoro e non hai figli e fai richiesta, potresti essere raccomandato come sorvegliante prima di circoscrizione e poi di distretto – quello di circoscrizione visita le congregazioni, quello di distretto è un supervisore di più circoscrizioni – a proposito mi sono ricordato che questo tipo poi passò dalla circoscrizione al distretto, appunto.  Oppure a fare il missionario in altri Paesi, dove i testimoni di Geova non sono ancora presenti o non lo sono a sufficienza.

Naturalmente tutto questo vale per gli uomini battezzati. E le donne? A loro naturalmente – come vedremo – è preclusa ogni possibilità di carriera:

Come in tutte le congregazioni dei santi,  le donne stiano in silenzio nelle congregazioni, poiché non è loro permesso di parlare, ma siano sottomesse, come dice anche la Legge.  Se, dunque, vogliono imparare qualcosa, interroghino a casa i propri mariti, poiché è vergognoso per una donna parlare nella congregazione. 1 Cor. 14:33-35

Posted by Emidio Picariello on February 17th, 2010 | Filed in credenze, storia | 11 Comments »


11 Responses to “La posizione del missionario”

  1. ponga Says:

    Come in tutte le congregazioni dei santi, le donne stiano in silenzio nelle congregazioni, poiché non è loro permesso di parlare, ma siano sottomesse, come dice anche la Legge. Se, dunque, vogliono imparare qualcosa, interroghino a casa i propri mariti, poiché è vergognoso per una donna parlare nella congregazione. 1 Cor. 14:33-35

    Io ricordo il momento nel quale ho sentito per la prima volta questa scrittura. Ero in sala con i miei genitori, una sala del sud (ho molti ricordi della prima infanzia in sala :-)) e un fratello commentò citando questa scrittura. Credetti di aver sentito male, ma non sapevo leggere ancora e non potevo controllare. Poi pensai che ero una bambina cattiva e geova mi avrebbe distrutto se avessi peccato con questi pensieri di ribellione.

  2. Massimo Says:

    @ ponga:
    Capisco lo sdegno di una donna a leggere tali frasi scritte nella Bibbia, ma vanno anche contestualizzate. Tali affermazioni di Paolo sono figlie della cultura dell’epoca che considerava, chairamente a torto, la donna pari a zero o poco più. Che poi il cristianesimo contenesse in se già 2000 anni fa principi di uguaglianza morale e civile della donna rispetto all’uomo è ugualmente indubbio.
    Vi faccio un esempio, il fatto che la donna potesse partecipare alle riunioni religiose al pari dell’uomo (anche se le era vietato esprimersi), era rivoluzionario per la cultura dell’epoca, era il primo passo delle fine delle discriminazioni delle donne; discriminalzione ancora in parte presente nella nostra cultura. Come anche l’affermazione di Gesù che vieta al marito di ripudiare la moglie se non per motivi di adulterio era chiaramente un modo per tutelare la donna assolutamente senza difese davanti alle pretese maschili.

  3. Dario Says:

    Contestualizziamo, allora.

    Adesso le donne possono fare “progresso”, possono intervenire? Se bisogna contestualizzare, che bisogno c’è adesso di dire che è vergognoso che si esprimano?

  4. admin Says:

    vabbè. contestualizzo nel prossimo post. così ci sfoghiamo.

  5. Massimo Says:

    @ Dario:
    Si è vero mi sono spiegato male davvero questa volta.
    Non volevo difendere le scelte dei TDG o di chiunque altro di non far parlare le donne, anzi il contrario. Volevo semplicemente dire che giustificare tale comportamento con il passo bibblico in questione è fuori luogo o perlomeno contestabile. Non volevo sollevare alcuna polemica. Scusate

  6. admin Says:

    Massimo scrive:

    Non volevo sollevare alcuna polemica. Scusate

    Uff. Peccato. A noi ci piacciono un sacco. Le polemiche. 🙂

  7. Dario Says:

    Beh, che poi, aldilà di ogni polemica, è tratto comune a tutte e tre le grandi religioni monoteistiche tagliar fuori le donne dai “posti di comando”: papi, rabbini, imam e anziani avranno da giustificare quel che gli pare e, coerentemente, con i dettami che vengono dal passato, ma continua a trattarsi dell’ennesimo punto a sfavore per le religioni.

    Mi stupisco di come abbia successo la religione quando appare così poco user-friendly 🙂

  8. ponga Says:

    Ma davvero Paolo faceva affermazioni figlie della cultura dell’epoca? Caspita, pensavo scrivesse ispirato da Dio. Pensavo che la bibbia portasse all’umanità un messaggio appena appena migliore di quel che gli uomini avrebbero potuto inventarsi da soli vista tale provenienza. Ah, no, quello è stato l’Illuminismo.
    Leggendo via via questi divertenti post, mi chiedo quale sia il peccato imperdonabile che i Testimoni di Geova hanno compiuto nei miei confronti, e penso che tra i primi tre ci sia il paternalismo. Ho passato i primi decenni della mia vita a sentir dire che l’uomo ha sulla donna la stessa autorità del cristo sulla congregazione, amorevole, per il suo bene.

  9. Thumper Says:

    Paura, eh?! 😉

    (io sono una donna)

  10. ponga Says:

    Massimo scrive:

    pisco lo sdegno di una donna a leggere tali frasi scritte nella Bibbia, ma vanno anche contestualizzate. Tali affermazioni di Paolo sono figlie della cultura dell’epoca che considerava, chairamente a torto, la donna pari a zero o poco più. Che poi il cristianesimo contenesse in se già 2000 anni fa principi di uguaglianza morale e civile della donna rispetto all’uomo è ugualmente indubbio.

    A meno che nella tua congregazione, di qualunque genere sia, le donne abbiano gli stessi ruoli e mansioni degli uomini, indifferentemente, evita di fare tanto il superiore rispetto alla cultura dell’epoca di Paolo. Quanto ai meriti del cristianesimo, i principi di uguaglianza di cui sopra erano tanto fulgidi che dopo duemila anni le donne non sono ministri di culto di quasi nessuna religione cristiana, e gli schiavi hanno continuato ad ubbidire ai padroni come Paolo raccomandava per altri 1865 anni.
    Abbiamo qualcuno per la categoria “animali” che voglia portarci un florilegio di versetti biblici che brillino dell’infinita compassione di Dio per le sue creature? Un volontario? I cavalli degli eserciti sconfitti ai quali la legge mosaica ordinava di tagliare i garretti? Gli animali sacrificati sull’altare e neanche mangiati, ma lasciati bruciare? Il capro di Azazel, mandato a moriredi sete nel deserto ogni anno, quale simbolo di espiazione dei peccati? Dario scrive:

    Mi stupisco di come abbia successo la religione quando appare così poco user-friendly

    Io pure. Io non la posso soffrire.

  11. Nicola Says:

    CHE SCHIFO DI BLOG! APOSTATA SCHIFOSO CHE NON SEI ALTRO.. VERGOGNATI!!!
    NON ASCOLTATELO: E’ UNA COSA VERGOGNOSA SCRIVERE COSì TANTE MENZOGNE, FALSITà E GETTARE FANGO SU UN’ORGANIZZAZIONE CHE TIENE IL ALTA STIMA LE DONNE.
    CARRIERA? PROGRESSO? DALLA BIBBIA TU NON HAI CAPITO UN BEL NIENTE. VERGOGNA!

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