La tortura del giorno
Un’altra delle cose che ho smesso prestissimo è stata la scrittura del giorno. Anche quando ancora frequentavo la scrittura del giorno non la facevo più. Ogni anno ai testimoni di Geova viene affibbiato un librettino con 365 – o 366 – paragrafetti. Ognuno comincia con una scrittura e continua con un paragrafo di una rivista passata – più o meno vecchia a seconda dei casi – che parla di quella scrittura.
Questa cosa della scrittura del giorno in casa mia si è fatta sempre. E per sempre intendo tutti i giorni che il signore mandava in terra. Ora, mio padre andava a lavorare presto, al mattino, per cui la scrittura del giorno la si faceva la sera.
Ogni sera c’era questa cosa, che la famiglia si riuniva e si leggeva e commentava questo passo biblico. Per me era faticosissimo. Fin da piccolo voleva dire smettere di fare quello che stavi facendo – giocare, per esempio – per andare a stare fermo e in silenzio per 10 minuti. E la cosa peggiore era che il non avere voglia di stare fermo e in silenzio poi ti provocava un tremendo senso di colpa. Ma del senso di colpa parliamo in seguito.
Poi una volta a settimana oltre alle adunanze di congregazione c’era lo studio familiare. E poi lo studio personale con i figli. E poi la preparazione delle “Torre di Guardia” per la domenica. Sì, perché nella “Torre di Guardia” ci sono un tot di articoletti con domande e risposte che la domenica si studiano in Sala del Regno, uno legge il paragrafo, il “conduttore” fa la domanda, la gente alza la mano e risponde. Per questo qualche giorno prima la devi sottolineare e devi cercare le scritture nella Bibbia e casomai annotartele per fare poi commenti splendidi e preparati.
Per cui praticamente ogni giorno, oltre alla scrittura del giorno, c’era qualcosa da studiare. Mio padre aveva la capacità di rendere tutte queste cose molto pesanti, e anche un po’ morbose. Per cui si studiavano cose tipo il libro “I giovani chiedono: risposte pratiche alle loro domande” che è una cosa allucinante. Ma soprattutto che dà adito ad atteggiamenti inquisitori. Tipo, il bravo genitore sta sempre lì a chiedere se i compagni ti offrono le sigarette (offrono? Ma se le centellinano neanche fossero oro!), se le ragazze ti tentano (ma chi a me? Ma se fino a 16 anni ero alto un metro e quaranta e largo un metro e quaranta non mi era ancora cresciuta la barba – sono sviluppato tardi, embhé?).
Insomma, non so fino a che punto la presenza ingombrante di tutte queste pubblicazioni, di tutti questi studi, che mediava il nostro rapporto l’abbia realmente influenzato, sta di fatto che io e mio padre più che padre e figlio eravamo “anziano” e “fratello di fede”. E la scrittura del giorno me lo ricordava quotidianamente.

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February 11th, 2010 at 12:16
La cosa più terribile è davvero l’ossessione per il sesso.
February 11th, 2010 at 14:27
Giovanni Fontana scrive:
..aggiungo il perdere la consapevolezza -nella ripetitività del gesto- di quel che si sta facendo
February 11th, 2010 at 23:32
Certo – sdrammatizzando – che fra tutte le religioni, i Tdg hanno capito meno di tutti le regole del marketing.
February 12th, 2010 at 09:36
magari, Dario. In realtà hanno una struttura “a palude” cioè di semplice accesso – discreto marketing – e poi però quando ci sei finito con i piedi dentro, uscirne è difficilissimo.
February 12th, 2010 at 11:18
Uhm, multilevel marketing allora
In effetti mi riferivo al vederla e conoscerla da esterno: sarà che sono un senzaddio bolscevico, ma proprio direi che hanno un appeal prossimo allo zero.
February 13th, 2010 at 14:31
Mamma mia, mi hai ricordato una cosa che odiavo da morire, la famigerata “scrittura del giorno”. Tra l’altro, devo dire che a casa mia non la facevamo mai, invece quando siamo andati in vacanza con alcuni fratelli ecco che taaaac! La mattina dopo la colazione saltavano fuori i libretti e io che stavo ancora in fase rem e voglia di sentire certe cose zero, eccoci lì tutti quanti in spiaggia a fare la scrittura del giorno…. noooooo…. e se facevi finta di niente e andavi in bagno per mezz’ora, quelli non iniziavano finchè tutti non erano presenti….. UGH… che liberazione….
February 13th, 2010 at 14:32
dimenticherete la verità e dimenticare vi renderà liberi
February 27th, 2010 at 10:34
Forse,forse….ti sei mai chiesto se la colpa non fosse stata mai di tuo padre che ti obbligava e non te la rendeva un pratico consiglio di vita come dovrebbe essere?
Io sto solo iniziando il cammino ma devo dire che la mia famiglia ed io siamo stati salvati da queste persone che non sono alieni,come alcuni credono,ma semplicemente chi mette in pratica la bibbia. E aggiungo l’ultima.Non mi sono mai trovato di fronte a persone così corrette e sane mentalmente dei testimoni di Geova.
Peccato a chi non li capisce.
February 27th, 2010 at 13:24
No, la colpa non è di mio padre, il quale è tuttora uno degli anziani più rispettati, ascoltati, esemplari, che ci siano.
L’atteggiamento con le persone che si avvicinano alla “verità” è molto diverso da quello che si tiene con chi è già un fratello.
Tu farai progresso e ti iscriverai alla scuola, diventerai proclamatore e ti battezzerai.
Da quando diventerai proclamatore in avanti vedrai che le cose cambieranno. Non di molto, solo che le cose più importanti diventeranno, progressivamente, i tuoi doveri cristiani.
Spero che tu abbia letto tutti i post del sito. Non si parla solo di mio padre, ma si racconta una storia. E’ una storia che ho cercato di raccontare senza lasciarmi trascinare solo dalle emozioni. Tieni presente che sono 10 anni che io non sono più un testimone di Geova, per cui anche i rancori personali – qualora ci fossero stati – hanno avuto il tempo di sbollire.
Ti faccio una domanda semplice: tu dici che è un peccato non capire i testimoni di Geova, io ti chiedo:
cosa dovrebbe fare tuo figlio – se ne hai uno – perché tu non vada al suo matrimonio?
April 13th, 2010 at 22:15
confermo che la scrittura del giorno è una tortura…e io e l’admin non abbiamo avuto gli stessi genitori…nemmeno ci conosciamo.
May 1st, 2010 at 20:44
Mia sorella è stata un genio….
Una mattina papà l ha svegliata per fare la scrittura del giorno e lei ha preso il libretto e gliel ha strappato in mille pezzetti davanti gli occhi!!!!
é stata la più coraggiosa di tutte e 4…. ha iniziato a ribellarsi lei e poi piano piano noi l abbiamo seguita! Tutte e 4 fuori!
September 19th, 2010 at 16:22
@jambo:
concordo con quello ke dice Emidio… le cose dopo cambieranno e diventeranno obblighi, pena la disassociazione e tutte le sue conseguenze (isolamento, “fratelli” ke non ti salutano e ke si rifiuteranno di venire al tuo matrimonio). Se fossi già un tdg e fossi stato beccato qui a scambiare idee con quelli del mondo, saresti stato disassociato, lo sai?
Nonostante io sia cristiana (evangelica mi definiscono), non condivido x niente i metodi dei tdg… ke nella maggior parte dei contesti non hanno nulla di biblico, se non un’interpretazione del tutto personale, estremista e da fanatici.
ciao!
ps. bello il blog e auguri x il tuo matrimonio… anke se in ritardissimo!!!!!
December 8th, 2010 at 12:39
@ jambo:
Secondo me dipende tutto dalle persone, i fratelli, della specifica congregazione. Purtroppo molti sono veramente ignoranti, e a quel punto vivere “la verità” diventa pesante. Di per sè non è sbagliata la religione in sè, perchè non da obblighi, ma modi di vivere sani, corretti, che di sicuro non ti si ritorceranno mai contro, però l’esasperazione è pesante. Io non mi sono mai battezzata, dunque “godo” ancora del saluto di molti, altrimenti a quest’ora neanke quello. Xò mi dispiace da un lato ammetterlo, soprattutto mi dispiace per mio padre, non credo mi vedranno mai + loro fare parte della loro congregazione..
December 8th, 2010 at 14:39
@ Io:
No. E’ proprio la religione. Infatti più sono invasati e più fanno carriera. Se non fosse la religione, gli invasati sarebbero emarginati, invece più sei “zelante” più fai “progresso”. E’ proprio la religione.
March 19th, 2011 at 18:39
Purtroppo, ragazzi, la “Scrittura del Giorno” dovrebbe essere un momento di “Unione e Comunione” della Famiglia, ma spesso dai genitori viene imposta… mi fa ridere il commento del Signore che dice che per 10 minuti NON poteva giocare… ma “nel mondo” il problema è proprio questo: che NON si ha mai occasione insieme di stare come famiglia… chi gioca, chi fa qualcosa d’altro… anche mangiare lo si fa ad intermittenza, e le belle tavolate serali o pomeridiane non esistono più…
March 19th, 2011 at 18:46
Mio padre non ha mai giocato con me, non ha mai parlato con me, non ha mai fatto niente con me che non fosse mediato dalla religione. Perché era impegnato con la congregazione. Mai. Comunione? Ma che dici? La lettura obbligatoria di una scrittura con schiaffo annesso? Se questo è passare tempo in famiglia, meglio non passare tempo in famiglia.
March 20th, 2011 at 18:53
Certo che definire “sano” e “corretto” un vivere fondato sulla fobia del sesso (che assieme alla sessuomania costituiscono le due facce della medaglia sessuopatologica), sulla ciarlataneria nemica delle convalidazioni scientifiche sull’evoluzione organica (i testi antievoluzionisti dei gruppi creazionisti Usa, tra cui quelli della Watchtower, citano rabdomanti e cultori della magia maya come sedicenti scienziati che forniscono “prove” contro la biologia evoluzionistica) evidentemente non hanno molta stima intellettuale dei loro seguaci (evviva l’onesta di questi “delegatari” di JHWH!…); un vivere che fa virtù dell’ignoranza e dell’alienazione sociale (storia politica, evoluzione delle strutture e dei rapporti sociali, le cui contraddizioni sono alla base della nascita della credenza salvifica in “Dio”, economia, geografia ecc.), che fa virtù della riduzione della donna a puro strumento di “pulisci mutande/allarga le gambe” al marito capotribale che “cammina nella parola di Geova” e per questo sovrano dei destini della famiglia come nelle società tribali…..
Ovviamente tutti i culti, più sono invasi nel controllo sui cervelli degli adepti più presentano simili aspetti. Come si vede, tutto sono fuorchè “sani” e “corretti” per una reale emancipazione della coscienza umana dalle forme di sfruttamento e superstizione.
March 21st, 2011 at 16:46
Ma il centro vero della questione non è tanto nei professionisti dell’autocertificazione della “delega divina” ricevuta per opera dello spirito santo: essi sfruttano una domanda che proviene da certi strati sociali. Infatti, la questione sta piuttosto nei cervelli che vanno loro dietro. Credo che il quesito sia: se questi credono sino alla morte a coloro che informano e propagano tali dottrine di che tipo di personalità sono portatori? che tipo di fiducia razionale e onestà sociale si può accreditargli? E’ ovvio che se credono di fare la volontà del loro dio – ovviamente secondo le parole che l’autoproclamato “canale umano” del dio fornisce come “cibo spirituale” – potrebbero fare qualunque cosa: per loro sarà dimostrazione di “maturità spirituale”, che fa aumentare la credibilità presso i confratelli e dà sicura remunerazione nel paradiso eterno la cui veracità è garantita dagli stessi professionisti delle autoinvestiture divine.
Le confessioni dovrebbero essere valiate sotto questo punto di vista. Sul possibile grado di nocività sociale (individuale e collettiva) delle loro basi dottrinarie di reclutamento e istruzione alle quali sottopongono i credenti che raccattano, poichè l’unica discriminante selettiva è l’obbedienza al vertice cultuale in quanto investito di autorità da dio.
Invece le chiese sono territorio extra-giuridico.
Se mentono o sfruttano le persone per necessità di fidelizzazione dei credenti, non è immorale…è morale scritturale. sic!
September 5th, 2011 at 14:05
@ admin:
non lasciate mai la verita, tanto fuori ce solo mondezza, velo dice uno che ne ha fatte di tutti i colori pultroppo. ragionate con la vostra mente e non con quella degli amici, cosi loro dicono di chiamarsi. i sbagli ne facciamo tanti,ma almeno loro di coraggio ne anno, provare ad essere onesti in questo mondo che é una pattumiera di gente malavitosa, poi fate come vi pare pensateci seriamente……
September 6th, 2011 at 14:40
“non lasciate mai la verita”; “di sbagli ne facciamo tanti”
- Contraddizione: che certezza di verità si detiene se si ammette di essere erranti?
E ogni rettificazione potrà rivelarsi successivamente errata a sua volta.
Sarebbe più corretto dire: “cerchiamo la verità”.
Ma allora significherebbe parificarsi a tanti altri e così cadrebbe la specialità.
“tanto fuori ce solo mondezza”.
- Come argomento di elezione è infantile (nel migliore dei casi) o addirittura misantropo (patologico).
Quindi, sia nel primo caso come nel secondo non può essere accreditata credibilità.
Forte questo blog! Permette piccoli esercizi di logica.
Credo che lo voterò ai BlogAwards!