La tortura del giorno

Un’altra delle cose che ho smesso prestissimo è stata la scrittura del giorno. Anche quando ancora frequentavo la scrittura del giorno non la facevo più. Ogni anno ai testimoni di Geova viene affibbiato un librettino con 365 – o 366 –  paragrafetti. Ognuno comincia con una scrittura e continua con un paragrafo di una rivista passata – più o meno vecchia a seconda dei casi – che parla di quella scrittura.

Questa cosa della scrittura del giorno in casa mia si è fatta sempre. E per sempre intendo tutti i giorni che il signore mandava in terra. Ora, mio padre andava a lavorare presto, al mattino, per cui la scrittura del giorno la si faceva la sera.

Ogni sera c’era questa cosa, che la famiglia si riuniva e si leggeva e commentava questo passo biblico. Per me era faticosissimo. Fin da piccolo voleva dire smettere di fare quello che stavi facendo – giocare, per esempio – per andare a stare fermo e in silenzio per 10 minuti. E la cosa peggiore era che il non avere voglia di stare fermo e in silenzio poi ti provocava un tremendo senso di colpa. Ma del senso di colpa parliamo in seguito.

Poi una volta a settimana oltre alle adunanze di congregazione c’era lo studio familiare. E poi lo studio personale con i figli. E poi la preparazione delle “Torre di Guardia” per la domenica. Sì, perché nella “Torre di Guardia” ci sono un tot di articoletti con domande e risposte che la domenica si studiano in Sala del Regno, uno legge il paragrafo, il “conduttore” fa la domanda, la gente alza la mano e risponde. Per questo qualche giorno prima la devi sottolineare e devi cercare le scritture nella Bibbia e casomai annotartele per fare poi commenti splendidi e preparati.

Per cui praticamente ogni giorno, oltre alla scrittura del giorno, c’era qualcosa da studiare. Mio padre aveva la capacità di rendere tutte queste cose molto pesanti, e  anche un po’ morbose. Per cui si studiavano cose tipo il libro “I giovani chiedono: risposte pratiche alle loro domande” che è una cosa allucinante. Ma soprattutto che dà adito ad atteggiamenti inquisitori. Tipo, il bravo genitore sta sempre lì a chiedere se i compagni ti offrono le sigarette (offrono? Ma se le centellinano neanche fossero oro!), se le ragazze ti tentano (ma chi a me? Ma se fino a 16 anni ero alto un metro e quaranta e largo un metro e quaranta non mi era ancora cresciuta la barba – sono sviluppato tardi, embhé?).

Insomma, non so fino a che punto la presenza ingombrante di tutte queste pubblicazioni, di tutti questi studi, che mediava il nostro rapporto l’abbia realmente influenzato, sta di fatto che io e mio padre più che padre e figlio eravamo “anziano” e “fratello di fede”. E la scrittura del giorno me lo ricordava quotidianamente.

Posted by Emidio Picariello on February 11th, 2010 | Filed in credenze | 48 Comments »


48 Responses to “La tortura del giorno”

  1. Giovanni Fontana Says:

    La cosa più terribile è davvero l’ossessione per il sesso.

  2. mauro Says:

    Giovanni Fontana scrive:

    La cosa più terribile è davvero l’ossessione per il sesso.

    ..aggiungo il perdere la consapevolezza -nella ripetitività del gesto- di quel che si sta facendo

  3. Dario Says:

    Certo – sdrammatizzando – che fra tutte le religioni, i Tdg hanno capito meno di tutti le regole del marketing.

  4. admin Says:

    magari, Dario. In realtà hanno una struttura “a palude” cioè di semplice accesso – discreto marketing – e poi però quando ci sei finito con i piedi dentro, uscirne è difficilissimo.

  5. Dario Says:

    Uhm, multilevel marketing allora 🙂

    In effetti mi riferivo al vederla e conoscerla da esterno: sarà che sono un senzaddio bolscevico, ma proprio direi che hanno un appeal prossimo allo zero.

  6. flavio Says:

    Mamma mia, mi hai ricordato una cosa che odiavo da morire, la famigerata “scrittura del giorno”. Tra l’altro, devo dire che a casa mia non la facevamo mai, invece quando siamo andati in vacanza con alcuni fratelli ecco che taaaac! La mattina dopo la colazione saltavano fuori i libretti e io che stavo ancora in fase rem e voglia di sentire certe cose zero, eccoci lì tutti quanti in spiaggia a fare la scrittura del giorno…. noooooo…. e se facevi finta di niente e andavi in bagno per mezz’ora, quelli non iniziavano finchè tutti non erano presenti….. UGH… che liberazione….

  7. admin Says:

    dimenticherete la verità e dimenticare vi renderà liberi
    😉

  8. jambo Says:

    Forse,forse….ti sei mai chiesto se la colpa non fosse stata mai di tuo padre che ti obbligava e non te la rendeva un pratico consiglio di vita come dovrebbe essere?
    Io sto solo iniziando il cammino ma devo dire che la mia famiglia ed io siamo stati salvati da queste persone che non sono alieni,come alcuni credono,ma semplicemente chi mette in pratica la bibbia. E aggiungo l’ultima.Non mi sono mai trovato di fronte a persone così corrette e sane mentalmente dei testimoni di Geova.
    Peccato a chi non li capisce.

  9. admin Says:

    No, la colpa non è di mio padre, il quale è tuttora uno degli anziani più rispettati, ascoltati, esemplari, che ci siano.
    L’atteggiamento con le persone che si avvicinano alla “verità” è molto diverso da quello che si tiene con chi è già un fratello.
    Tu farai progresso e ti iscriverai alla scuola, diventerai proclamatore e ti battezzerai.
    Da quando diventerai proclamatore in avanti vedrai che le cose cambieranno. Non di molto, solo che le cose più importanti diventeranno, progressivamente, i tuoi doveri cristiani.
    Spero che tu abbia letto tutti i post del sito. Non si parla solo di mio padre, ma si racconta una storia. E’ una storia che ho cercato di raccontare senza lasciarmi trascinare solo dalle emozioni. Tieni presente che sono 10 anni che io non sono più un testimone di Geova, per cui anche i rancori personali – qualora ci fossero stati – hanno avuto il tempo di sbollire.
    Ti faccio una domanda semplice: tu dici che è un peccato non capire i testimoni di Geova, io ti chiedo:
    cosa dovrebbe fare tuo figlio – se ne hai uno – perché tu non vada al suo matrimonio?

  10. Lidia Says:

    confermo che la scrittura del giorno è una tortura…e io e l’admin non abbiamo avuto gli stessi genitori…nemmeno ci conosciamo.

  11. dissociata Says:

    Mia sorella è stata un genio….
    Una mattina papà l ha svegliata per fare la scrittura del giorno e lei ha preso il libretto e gliel ha strappato in mille pezzetti davanti gli occhi!!!!
    é stata la più coraggiosa di tutte e 4…. ha iniziato a ribellarsi lei e poi piano piano noi l abbiamo seguita! Tutte e 4 fuori!

  12. uaua Says:

    @jambo:

    concordo con quello ke dice Emidio… le cose dopo cambieranno e diventeranno obblighi, pena la disassociazione e tutte le sue conseguenze (isolamento, “fratelli” ke non ti salutano e ke si rifiuteranno di venire al tuo matrimonio). Se fossi già un tdg e fossi stato beccato qui a scambiare idee con quelli del mondo, saresti stato disassociato, lo sai?
    Nonostante io sia cristiana (evangelica mi definiscono), non condivido x niente i metodi dei tdg… ke nella maggior parte dei contesti non hanno nulla di biblico, se non un’interpretazione del tutto personale, estremista e da fanatici.
    ciao!
    ps. bello il blog e auguri x il tuo matrimonio… anke se in ritardissimo!!!!! 🙂

  13. Io Says:

    @ jambo:

    Secondo me dipende tutto dalle persone, i fratelli, della specifica congregazione. Purtroppo molti sono veramente ignoranti, e a quel punto vivere “la verità” diventa pesante. Di per sè non è sbagliata la religione in sè, perchè non da obblighi, ma modi di vivere sani, corretti, che di sicuro non ti si ritorceranno mai contro, però l’esasperazione è pesante. Io non mi sono mai battezzata, dunque “godo” ancora del saluto di molti, altrimenti a quest’ora neanke quello. Xò mi dispiace da un lato ammetterlo, soprattutto mi dispiace per mio padre, non credo mi vedranno mai + loro fare parte della loro congregazione..

  14. admin Says:

    @ Io:
    No. E’ proprio la religione. Infatti più sono invasati e più fanno carriera. Se non fosse la religione, gli invasati sarebbero emarginati, invece più sei “zelante” più fai “progresso”. E’ proprio la religione.

  15. Raffaele Says:

    Purtroppo, ragazzi, la “Scrittura del Giorno” dovrebbe essere un momento di “Unione e Comunione” della Famiglia, ma spesso dai genitori viene imposta… mi fa ridere il commento del Signore che dice che per 10 minuti NON poteva giocare… ma “nel mondo” il problema è proprio questo: che NON si ha mai occasione insieme di stare come famiglia… chi gioca, chi fa qualcosa d’altro… anche mangiare lo si fa ad intermittenza, e le belle tavolate serali o pomeridiane non esistono più…

  16. admin Says:

    Mio padre non ha mai giocato con me, non ha mai parlato con me, non ha mai fatto niente con me che non fosse mediato dalla religione. Perché era impegnato con la congregazione. Mai. Comunione? Ma che dici? La lettura obbligatoria di una scrittura con schiaffo annesso? Se questo è passare tempo in famiglia, meglio non passare tempo in famiglia.

  17. Stefano Says:

    Certo che definire “sano” e “corretto” un vivere fondato sulla fobia del sesso (che assieme alla sessuomania costituiscono le due facce della medaglia sessuopatologica), sulla ciarlataneria nemica delle convalidazioni scientifiche sull’evoluzione organica (i testi antievoluzionisti dei gruppi creazionisti Usa, tra cui quelli della Watchtower, citano rabdomanti e cultori della magia maya come sedicenti scienziati che forniscono “prove” contro la biologia evoluzionistica) evidentemente non hanno molta stima intellettuale dei loro seguaci (evviva l’onesta di questi “delegatari” di JHWH!…); un vivere che fa virtù dell’ignoranza e dell’alienazione sociale (storia politica, evoluzione delle strutture e dei rapporti sociali, le cui contraddizioni sono alla base della nascita della credenza salvifica in “Dio”, economia, geografia ecc.), che fa virtù della riduzione della donna a puro strumento di “pulisci mutande/allarga le gambe” al marito capotribale che “cammina nella parola di Geova” e per questo sovrano dei destini della famiglia come nelle società tribali…..
    Ovviamente tutti i culti, più sono invasi nel controllo sui cervelli degli adepti più presentano simili aspetti. Come si vede, tutto sono fuorchè “sani” e “corretti” per una reale emancipazione della coscienza umana dalle forme di sfruttamento e superstizione.

  18. Alexia Says:

    Ma il centro vero della questione non è tanto nei professionisti dell’autocertificazione della “delega divina” ricevuta per opera dello spirito santo: essi sfruttano una domanda che proviene da certi strati sociali. Infatti, la questione sta piuttosto nei cervelli che vanno loro dietro. Credo che il quesito sia: se questi credono sino alla morte a coloro che informano e propagano tali dottrine di che tipo di personalità sono portatori? che tipo di fiducia razionale e onestà sociale si può accreditargli? E’ ovvio che se credono di fare la volontà del loro dio – ovviamente secondo le parole che l’autoproclamato “canale umano” del dio fornisce come “cibo spirituale” – potrebbero fare qualunque cosa: per loro sarà dimostrazione di “maturità spirituale”, che fa aumentare la credibilità presso i confratelli e dà sicura remunerazione nel paradiso eterno la cui veracità è garantita dagli stessi professionisti delle autoinvestiture divine.
    Le confessioni dovrebbero essere valiate sotto questo punto di vista. Sul possibile grado di nocività sociale (individuale e collettiva) delle loro basi dottrinarie di reclutamento e istruzione alle quali sottopongono i credenti che raccattano, poichè l’unica discriminante selettiva è l’obbedienza al vertice cultuale in quanto investito di autorità da dio.
    Invece le chiese sono territorio extra-giuridico.
    Se mentono o sfruttano le persone per necessità di fidelizzazione dei credenti, non è immorale…è morale scritturale. sic!

  19. feeeeeeeeeee Says:

    @ admin:
    non lasciate mai la verita, tanto fuori ce solo mondezza, velo dice uno che ne ha fatte di tutti i colori pultroppo. ragionate con la vostra mente e non con quella degli amici, cosi loro dicono di chiamarsi. i sbagli ne facciamo tanti,ma almeno loro di coraggio ne anno, provare ad essere onesti in questo mondo che é una pattumiera di gente malavitosa, poi fate come vi pare pensateci seriamente……

  20. Tab Tab Says:

    “non lasciate mai la verita”; “di sbagli ne facciamo tanti”

    – Contraddizione: che certezza di verità si detiene se si ammette di essere erranti?
    E ogni rettificazione potrà rivelarsi successivamente errata a sua volta.
    Sarebbe più corretto dire: “cerchiamo la verità”.
    Ma allora significherebbe parificarsi a tanti altri e così cadrebbe la specialità.

    “tanto fuori ce solo mondezza”.
    – Come argomento di elezione è infantile (nel migliore dei casi) o addirittura misantropo (patologico).
    Quindi, sia nel primo caso come nel secondo non può essere accreditata credibilità.

    Forte questo blog! Permette piccoli esercizi di logica.
    Credo che lo voterò ai BlogAwards!

  21. luisa Says:

    la cosa più sconcertante è quante bugie sono state scritte e poi da chi? tutti disassociati…eresie belle e buone, quando una scarpa va stretta toglietela e basta non dite che si è allargato il piede o si è ristretta la scarpa..il problema è che non sapete portarle…auguri!!!

  22. Emidio Picariello Says:

    luisa scrive:

    quante bugie sono state scritte

    Potresti menzionarne una, di bugie, o anche due, o anche tre o anche tutte quelle che vuoi? Ma una è sufficiente.

    luisa scrive:

    tutti disassociat

    un disassociato è uno che era un testimone di geova e ora non lo è più. era un testimone di geova, però.

    luisa scrive:

    eresie

    interessante scelta di termini

    luisa scrive:

    quando una scarpa va stretta toglietela e basta non dite che si è allargato il piede o si è ristretta la scarpa..il problema è che non sapete portarle

    e questo ha a che fare con le cose che si dicono qui, in che modo?

  23. debora Says:

    Alcuni che in passato avevano scelto di lasciare la congregazione cristiana ora rimpiangono amaramente di aver preso quella decisione. Una sorella che chiameremo Tanya racconta di “essere cresciuta nella verità”, ma che a 16 anni abbandonò la congregazione “attirata da ciò che il mondo offriva”. Tra le conseguenze della sua scelta ci fu una gravidanza indesiderata che si concluse con un aborto. Ora dice: “I tre anni che ho trascorso fuori della congregazione mi hanno lasciato delle brutte cicatrici emotive che non se ne andranno. Mi tormenta ancora il pensiero di aver ucciso il bambino che avevo in grembo. . . . Voglio dire a tutti quei ragazzi che vorrebbero ‘provare’ il mondo anche solo per un po’: ‘Non fatelo!’ Può piacere all’inizio, ma poi lascia l’amaro in bocca. Il mondo non offre altro che infelicità. Io lo so. L’ho provato. Rimanete nell’organizzazione di Geova! È l’unico modo di vivere che rende felici”

  24. Emidio Picariello Says:

    Però, capisco che citare “i giovani chiedono” ti dà sicurezza, però.
    1. io non ho lasciato nulla attirato da nulla. Sono uscito dai testimoni di Geova perché non credo nella dottrina che insegnano.
    2. le mie scelte mi hanno portato ad avere una famiglia felice.
    3. le mie cicatrici emotive risalgono ai momenti che ho vissuto in congregazione.
    per cui, perché la mia esperienza dovrebbe valere meno di quella che chiameremo Tanya?

  25. debby Says:

    Non è facile lottare contro la tendenza del nostro cuore imperfetto a ribellarsi ai consigli scritturali. Dobbiamo essere assolutamente convinti che il modo di affrontare i problemi stabilito da Dio è sempre il migliore, se non ne siamo convinti allora hai fatto la scelta giusta.

  26. Emidio Picariello Says:

    Fammi capire: col nickname luisa esprimi i tuoi pareri e con quello di debora invece ci copi tutta la rivista? Ma stai cercando di convicere me o te? Perché io le riviste le ho lette, tutte, ogni singolo numero, per tipo 10 anni…

  27. Lucia Fierro Says:

    “Mi tormenta ancora il pensiero di aver ucciso il bambino che avevo in grembo. . . . ”

    ah, ma allora anche i TDG utilizzano le campagne anti-abortiste cattoliche!
    con le solite vaccate pretesche che parificano – nelle loro teste – la realtà biologica dello zigote (privo di organi del sistema nervoso centrale, e quindi privo anche del cervello) con quella di un organismo capace di attività neurale e alimentare proprie.
    Tutte le confessioni che si proclamano “cristiane” non possono proprio fare a meno degli argomenti papisti….ah già poi c’è la questione “ma se lo si lascia sviluppare….allora perchè non trattarlo come se già fosse….”.
    A chi ragiona così bisogna sempre rispondere: allora va abrogato il reato di pedofilia poichè “se un organismo di 3 anni lo si lascia sviluppare…perchè non trattarlo come se già fosse sessualmente maturo?”….che poi se una donna vuole filiare quanto vuole faccia pure, affari suoi, ma utilizzare ancora la cantilena dei preti dell'”aver ucciso il bambino che avevo in grembo” è ciarlatanamente stucchevole. Mentalità da preti, appunto. Che, a quanto si vede, ogni maschilismo “in nome di Dio” non può rinunciare.
    Scusate l’intrusione. Probabilmente un pò OT. Ma passavo di quà: ogni tanto mi fermo per vedere novità editoriali di questo dirigente toscano del PD. E alla lettura di codeste asserzioni da parrocchia anni ’50 non ho saputo resistere alla tentazione….
    Arrivederci

  28. Emidio Picariello Says:

    Non sei affatto OT, se luisa/debora usa un’argomentazione per dire che essere TDG è meglio che non esserlo, ha senso parlarne.
    Siamo tutti OT rispetto al tema del post, che era la scrittura del giorno, ma il dirigente toscano del PD, qui, è molto democratico su questo argomento.
    Chiaro che le “asserzioni da parrocchia anni ’50” non sono il punto di vista del suddetto, vero? Io ho sull’aborto un’idea abbastanza precisa che in definitiva predilige il vivere felici al vivere (versione breve, poi se vuoi ti do anche la versione lunga)

  29. Lucia Fierro Says:

    Grazie ad Emidio per l’attenzione puntuale! E per aver “legittimato” il mio intervento rispetto il topic. Ovviamente non ti addebito nessuna “asserzione da parrocchia anni ‘50”. Era riferito alla citazione di chi per relazionarsi socialmente ha, evidentemente, bisogno di formare il proprio pensiero con le lezioni di uniformazione mentale confessionale da imparare a memoria, cioè, in altri termini, sente il bisogno di difendersi dal resto del mondo verso il quale si sente a disagio in termini relazionali ricorrendo alla morale delle “verità eterne” confezionate dagli autoproclamati “canali di Dio” di turno. E’ questo tuo ambiente di provenienza che mi ha reso interessante la tua traiettoria politica. Mi spiego: tu provieni da questo fenomeno psico-sociologico (il separatismo sociale e culturale dei TDG), proiettato tutto sulle costruzioni immaginifiche apocalittiche, codificate dalla dirigenza di un’organizzazione americana che fa religione utilizzando la legislazione Usa sulle not-for-profit private e i vantaggi che quest’ultima conferisce in termini di esenzione fiscale e acquisizione/alienazione patrimoniale. Una credenza religiosa di questo tipo ovviamente non può accettare l’acculturazione politica-economica-scientifica-giuridica dei propri seguaci: ciò porterebbe ad una rimessa in discussione del rapporto unidirezionale vertice cultuale e destinatari delle norme cultuali (cioè i fedeli). La Chiesa cattolica, basandosi invece sul suo millenario potere politico-economico, quindi nella sua esistenza pubblica, non ha bisogno di masse credenti socialmente e culturalmente separate (la separatezza le riserva ad una minoranza: la popolazione degli istituti religiosi, ma anche qui con eccezioni). Per farla breve: quanto ti condiziona (se ti condiziona) il tuo passato confessionale, centrato sulla fuga dalla vita pubblica e “mondana”, un pensiero che “demonizza” il mondo per cercare una identità, nella tua attività politica che invece è pubblica e “mondana” per antonomasia? Il fatto che in questo tuo blog ti relazioni con persone come “luisa/debora” che presentano tutte le caratteristiche del disagio relazionale pubblico che deriva dalla loro dottrina di “demonizzazione” del mondo, quanto può condizionarti, a livello di mentalità, nella tua azione politico-pubblica? Per quanto riguarda la tua “versione lunga” in tematica aborto/ontogenesi umana, mi piacerebbe vedertela raccontare, un giorno, dai banchi di Monte Citorio….saresti un esempio concreto che la società civile moderna, nel suo divenire contradditorio, riesce comunque a infrangere le barriere settarie che dottrine identitarie fondamentaliste cercano di preservare per convenienza dei propri gestori palesando così un anacronismo storico, al di à delle valutazioni soggettive.
    Grazie ancora e arrivederci.

  30. Emidio Picariello Says:

    Lucia Fierro scrive:

    Ovviamente non ti addebito nessuna “asserzione da parrocchia anni ‘50”.

    Colpa mia. Coda di paglia. Sai com’è, il mio partito non sta esattamente dando prova di laica riflessione sull’evolversi del mondo, in questo periodo.

    Lucia Fierro scrive:

    Per farla breve: quanto ti condiziona (se ti condiziona) il tuo passato confessionale, centrato sulla fuga dalla vita pubblica e “mondana”, un pensiero che “demonizza” il mondo per cercare una identità, nella tua attività politica che invece è pubblica e “mondana” per antonomasia?

    Molto ma spero positivamente. ciascuno è molto condizionato da quello che è stato, da come è stato cresciuto. Io ho messo in discussione tutto quello in cui credevo. Tutto. E ho pagato un prezzo alto, minore di quello che avrei pagato meno consapevolmente restando lì, ma alto. Questo mi porta a non abbracciare in modo dottrinale niente. Il che mi consente di avere una visione critica anche delle cose in cui adesso credo. Penso che questo sia un vantaggio.

    Lucia Fierro scrive:

    Il fatto che in questo tuo blog ti relazioni con persone come “luisa/debora” che presentano tutte le caratteristiche del disagio relazionale pubblico che deriva dalla loro dottrina di “demonizzazione” del mondo, quanto può condizionarti, a livello di mentalità, nella tua azione politico-pubblica?

    In realtà non aggiunge nulla a quello che sapevo già. Io *ero* luisa/debora. Io *pensavo* attraverso il pensiero di altri. Però non provo nessuna pena per chi scegli di restare lì a pensare quel che gli suggeriscono di pensare. Ho sempre amato il bispensiero, dalla prima volta che ne ho letto.

    Lucia Fierro scrive:

    mi piacerebbe vedertela raccontare, un giorno, dai banchi di Monte Citorio

    Il tuo piccolo lapsus rende possibile la tua ipotesi. Forse il giorno che si chiamerà monte-citorio e non più montecitorio mi ci faranno entrare… 😉

  31. Lucia Fierro Says:

    Sei molto gentile a rispondere in tempi celeri. Sono appena rientrata a casa dal lavoro e mia figlia ha visto la tua risposta. E sì, sono una subalterna del mercato del lavoro in quanto, al di là delle mie energie lavorative da vendere al “donatore di lavoro” che se le prende, non ho altro da cui ricavare la mia sussistenza. Sai, mi piacerebbe sentire cosa pensano coloro che si danno battaglia sulla veracità delle interpretazioni delle “sacre scritture” o sulla “vera” “licenza divina”, della legittimazione della libertà di licenziamento e della scomparsa (di fatto) della pensione per coloro che sono nati dopo il 1961 (calcolo contributivo). Forse per questi guerrieri teologici è più facile rifugiarsi nell’illusione di vivere nel mondo delle figurine del presepe. D’altronde le confessioni religiose sono da sempre meccanismi del mercato immobiliare e finanziario. Ma non è dei vertici cultuali che mi interessa sapere della questione poichè da sempre i vertici religiosi banchettano – a volte nascondendosi dai “fedeli” – con le oligarchie possidenti, semmai di quelli che, disoccupati/sottoccupati/salariati/pensionati che non arrivano a fine mese, vengono illusi (o cercano tale illusione) con l’oppio della miracolistica divina da meritarsi demonizzando l’opposizione all’ordinamento sociale vigente.
    Era infatti questo il senso della mia domanda: da militante/dirigente di partito che governa una regione come la Toscana, l’effetto che ti provoca – ad esempio – l’affrontare una problematica come il riordino del piano sanitario regionale (o dell’offerta alloggiativa pubblica) con le ricadute pubblico-sociali che ne conseguono, e il “rientrare” – in questo tuo blog – a relazionarti con persone che intendono il mondo diviso tra “popolo eletto” fedele alla linea dei “delegatari di Dio” da una lato e “apostati” o oppositori dall’altro. Gente completamente alienata dal mondo reale pur vivendo sulla propria pelle la precarietà di esso. A mio avviso suona un po’ come visitare le corsie di un istituto di cura dicendo a chi ti accompagna: “ecco, anch’io una volta ero così”. Ti senti inferiore, per questo, rispetto ai tuoi colleghi di partito che non provengono da questa esperienza autoghettizzante?
    Scusa un po’ la fretta esplicativa (sono un po’ stanca): ma era questo il senso che volevo intendere. Grazie e a presto.

  32. Stefania Says:

    La verità biblica e il suo insegnamenTo é manifesti solo a chi ha il cuore predisposto..se Geova e nel cuore e se lo ami ,nulla di tutto ciò può pesare!!

  33. Emidio Picariello Says:

    ah, ok. Preferisco amare la gente che esiste nella realtà. Sarà quello.

  34. Diego Says:

    @ Giovanni Fontana:HAI DETTO LA COSA PIU GIUSTA.E’ UN MALATTIA VERA E PROPRIA!!!

  35. Diego Says:

    e’ difficile uscirne,perche la coscienza,quando ti sei reso conto che quella e la verità.ti dice di non farlo..capito?

  36. Emidio Picariello Says:

    @ Diego:
    NO, è difficile uscirne perché sai che quando sei fuori la gente – l’unica che frequenti – ti leverà il saluto. Per questo è difficile uscirne.

  37. Rosa Says:

    Tu conosci la verita’ perché ci sei nato. Tuo padre(da uomo non perfetto) si e’ sacrificato per darti dei giusti principi che con il tempo…hai volutamente disprezzato. Una scelta che comunque va rispettata.
    Ma non c’e’ bisogno di sputare nel piatto dove si e’ mangiato e farlo pubblicamente . Mi sembra molto irrispettoso. Anzi…mi fa quasi pensare che tu abbia problemi a dimenticare cio’ che di positivo ti e’ stato insegnato. Altrimenri avresti dignitosamente continuato il tuo corso senza tante inutili polemiche. In fondo quello che conta nella vita è fare ciò che riteniamo giusto…e la cosa più difficile è. …convincere se stessi!

  38. Emidio Picariello Says:

    @ Rosa:
    Giusta obiezione, infatti ho aperto il blog per raccontare questa storia a uso e consumo di coloro ai quali può servire. Nel frattempo sono andato avanti con la mia vita, due figli, lavoro, vacanze, mi manca anche poco alla laurea, per dire. Raccontare e vivere non sono due cose che si escludono a vicenda.

  39. Rosa Says:

    Raccontare e’una cosa. Ben diverso e’ screditare…Il racconto deve avere una critica costruttiva per poter aiutare .Non preoccuparti troppo per gli altri …Vivi… e lascia vivere. Ognuno troverà la sua strada prima o poi….Rispetta un po’ di più i tuoi genitori…credo che se lo meritino. Lo devi anche a te stesso. Non dimenticare che tutto quello che sei e hai realizzato nella tua vita lo devi anche a loro.E non credo che Geova non voleva che tu ti sposassi…se…il matrimonio e’ una sua istituzione.Sii felice!!!

  40. Emidio Picariello Says:

    @ Rosa:
    “screditare” comporta che io non racconti la verità. Se hai letto qualcosa di falso, beh, dimmi che cosa.

  41. Rosa Says:

    Fai apparire i tuoi genitori come dei fanatici imbranati ed esaltati …mentre sono delle persone dolcissime e di un elevato valore morale che le posiziona ad un livello di gran lunga superiore a quello delle tipiche “persone per bene”. Li ho conosciuti molto bene. So di cosa parlo.Per questo mi sembra molto irrispettoso il tuo comportamento:Metti in gioco la reputazione dei tuoi genitori per AIUTARE altri!? Quanto li ami per davvero i tuoi genitori che ti hanno dato la vita?

  42. Emidio Picariello Says:

    @ Rosa:
    Beh, i miei genitori, per non far inciampare i loro fratelli, non sono venuti neppure a vedermi sposare in comune, oltre a non essere venuti, naturalmente, al pranzo. Ma al di là di questo, tu dici che faccio apparire (per usare le tue parole) i miei genitori in un certo modo. Questo sottende che io dica qualcosa di non vero, altrimenti, se ho raccontato solo i fatti (ed è così) allora sono loro che scientemente decidono di comportarsi come dei fondamentalisti religiosi (no, non degli imbranati, non credo).
    Per cui torniamo alla solita domanda: io ho detto qualcosa che non è vero? Cosa? Altrimenti, il problema non è che io lo racconto, è che è successo.

  43. Rosa Says:

    Vedi ragazzo, il problema non è raccontare la verita’ o meno. Non confonderti e non cercare di confondere.La problematica vera è che in tutto questo “sproloquio” risalta solamente una versione dei fatti :la tua! Non cè n’e’ un altra…I tuoi genitori non possono difendersi…e questo a me non sembra giusto! Resta anche da considerare il fatto che…chissà cosa potrebbero dire di te …che solo loro sanno!!! Ma loro non lo farebbero mai …perché sono di gran lunga superiori. Non amo polemizzare più di tanto…e non ho nulla contro di te.Mi farebbe solo piacere vederti un po’ più rispettoso nei loro confronti. Ma è una tua scelta..
    Forse capirai il dolore che hai provocato in loro solo quando i tuoi figli cresceranno…Il fatto che i tuoi genitori non siano stati presenti al tuo matrimonio non ti deve far MINIMAMENTE pensare che non ti vogliano bene. Credo profondamente che loro ne abbiano sofferto più di te. Per loro è stata una questione di coscienza..
    E tu dovresti saperlo molto bene. Non preoccuparti di rispondermi…cerca di riposare.Che li da te è notte fonda…e qui da me soltanto le nove del mattino…

  44. Emidio Picariello Says:

    @ Rosa:
    Vedi, Rosa, qui c’è spazio per tutte le versioni dei fatti. Se i miei genitori o chiunque vuole mettere in discussione quello che ho detto, libero di farlo. Io rispondo a tutti e nel merito stretto delle questioni. Io non ho mai parlato della mia relazione con i miei genitori al di là dell’aspetto religioso. Certo, l’aspetto religioso è molto, ma a quello mi sono fermato.
    Quindi fammi capire: i miei genitori possono non venire al mio matrimonio, ma io devo dedurre che mi vogliono bene lo stesso. Certo che lo so. Mi hanno amato come hanno saputo e come hanno potuto. E’ anche vero che se non avessero trovato una religione fondamentalista forse mi avrebbero amato meglio. O forse no. Ma non è importante. Hanno trovato una religione che dice loro che è ok se non vai al matrimonio di tuo figlio. Anzi, che se ci vai fai “inciampare” i tuoi fratelli. Anzi, che se ci vai dovrai smettere di essere anziano di congregazione. Certo che hanno sofferto: il punto è che loro avevano una scelta, e hanno scelto. Fra Geova e me hanno scelto Geova. E’ legittimo e io non gliene faccio una colpa. Lo racconto, così qualche genitore, leggendo e capendo cosa il battesimo comporta, possa fare una scelta diversa, casomai prima di avere dedicato 40anni a una religione che dopo ti mette davanti a una scelta del genere.

  45. Rosa Says:

    Le scelte si possono fare e disfare …anche dopo 40 anni..
    Il punto è …che tutti gli esseri umani hanno un profondo bisogno di spiritualità. E’ innato in noi.Però non siamo perfetti , purtroppo! Ognuno fa quello che puo’ come puo’.E mantenere l’equilibrio e ‘ tra le cose più difficili. I tuoi genitori hanno solo dimostrato la loro lealtà a Geova. Però. .. (e tu questo lo sai fin troppo bene) che la loro religione non li esime dal prestarti soccorso nel momento che tu ne abbia bisogno. Ce ne sono migliaia di Testimoni che prestano aiuto ai loro familiari disassociati anche se non si associano con loro. Semplicemente perché Dio è amore…E allora…di’ anche questo se sei amante della verità. ..e non prevenire altre persone desiderose di incontrare un loro cammino spirituale…Equivale a dire: Non visitate i paesi di religione islamica…perché sono tutti terroristi…e sai…non è affatto così. .E lo posso dire per esperienza personale…

  46. Emidio Picariello Says:

    @ Rosa:
    Io davvero non capisco che cosa mi contesti. Sono del tutto d’accordo con te. I TdG aiutano chi è nel bisogno, prevalentemente fra loro, ma in caso anche altri. Pure la Croce Rossa Internazionale, Amref e un sacco di altre organizzazioni aiutano il prossimo. E quindi? Che c’entra questo? Ho mai detto che non lo fanno? No.
    Speriamo di non avere mai bisogno, ma nel caso, so che mi aiuterebbero.

    Dove dico che gli islamici sono tutti terroristi? Perché mi attribuisci affermazioni assurde? Per dire che non sono vere? Certo, non sono vere, ma le hai fatte tu, non io, queste affermazioni. Io non ho mai detto che gli islamici sono tutti terroristi.

    I miei genitori hanno dimostrato lealtà a Geova non venendo al mio matrimonio. Dunque: i miei genitori non sono venuti al mio matrimonio perché la loro religione glielo richiedeva. Ok. Siamo perfettamente d’accordo. Solo su una cosa non siamo d’accordo: per te va bene così, per me invece no. Tutto qui.

  47. Rosa Says:

    Se presti attenzione a ciò che ho scritto…ho detto che è come se…non che lo sia! Cerco di dirti che con i tuoi commenti cerchi di prevenire chi desidera far parte dei Testimoni semplicemente per la TUA esperienza personale. Era solo un esempio…ma vedo che non capisci…semplicemente ami la polemica… Io no… Per questo..credo di essere stata molto chiara…non ho bisogno di ripetermi…Chi vuole capire…capirà!!! Buona fortuna!!!

  48. Emidio Picariello Says:

    A me pare che tu faccia tanti giri di parole. E’ solo la mia esperienza personale? Che succede a un anziano che va al matrimonio del figlio? Viene rimosso? Sì, o no? Domanda semplice, rispondi semplicemente.

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