La relazione personale con Geova

Una delle cose più assurde e psicopatologiche della religione in generale e di quella dei testimoni di Geova in particolare è il pensiero che sia possibile instaurare una relazione con qualcuno che non ti risponde.

La preghiera per i testimoni di Geova consiste in un discorso libero. Anche se mio nonno Emiddio (sic! Maledette anagrafi del sud) cominciava sempre quella del pranzo con le stesse parole:

“Nostro caro padre Geova è a te che ti ringraziamo…”. Me lo ricordo ancora, anche se quella pure è una tavola alla quale non sono più gradito da anni, e cioè da quando mi sono dissociato.

La preghiera deve comunque finire con la parola “amen” pronunciata in coro e preceduta da una frase che indichi che si prega grazie al sacrificio di Gesù, una cosa che da bambini si abbreviava sempre con la formula “mediante Gesù”.

In pubblico solo gli uomini possono pregare e solo le persone battezzate. Le donne possono farlo solo se non ci sono uomini. Prima di pranzo si deve fare e di solito il padrone di casa chiede all’ospite più importante di farlo.

Si dà molta importanza alla preghiera personale e io ricordo di avere passato tutta l’infanzia addormentandomi pregando. Poi è arrivata l’adolescenza con i suoi ormoni e il mio ultimo pensiero della sera non era dedicato a Dio, almeno non nella forma – troppo mascolina, per i miei gusti – che immaginano i testimoni di Geova.

Posted by Emidio Picariello on February 9th, 2010 | Filed in credenze | 61 Comments »


61 Responses to “La relazione personale con Geova”

  1. Massimo Says:

    Non voglio insistere oltre comunque. Capisco di non essere molto bravo ad esprimere certi concetti, su cosa voglia dire trovare la propria felicità in Gesù. Penso che meglio di me lo possa fare di certo un ragazzo che è nato senza gambe e senza braccia che puoi ascoltare e vedere qui:
    http://blogbetania.blogspot.com/2010/01/nick-vujicic-testimonianza-cristiana.html
    Per il resto lascio a te l’ultima parola.
    Spero solo non ti sia dispiaciuto troppo di questa conversazione.

  2. ponga Says:

    Massimo scrive:

    io invece non me lo posso permettere. forse sono fatto male io ma l’idea di non provare almeno a cercare una risposta alle mie domande mi farebbe pensare di aver vissuto inutilmente. Io non credo che la scienza potrà mai rienpire quel senso di vuoto che a volte attanaglia la nostra esistenza e che ci fa sembrare tutto inutile e superficiale. Se tu non hai il problema lo hai già risolto, io invece che ce l’ho, l’unico momento che mi sento realiuzzato è quando mi senti ripieno di Dio, quando sento la gioia del Signore entrare nella mia vita. Se tu conosci un modo migliore per risolvere il problema dimmelo pure.

    benzodiazepine, o inibitori del riassorbimento della serotonina, cose così, credo 😉

  3. Pdor Says:

    Riguardo al senso della vita la risposta scientifica esiste: è la vita stessa. O in altre parole il senso della vita non c’è, si vive e basta.

    Qual è il senso della forza di gravità, della repulsione di due cariche elettriche o della reazione nucleare di una stella? Così come la vita sono conseguenze del modo in cui funziona l’universo.

    E’ vero che è una risposta che probabilmente non soddisfa nessuno, perché è nella nostra natura il voler cercare un perché di tutto. Non è detto che questo perché ci sia o che saremo mai in grado di scoprirlo, ma a mio avviso non è valida la soluzione di inventarsi una risposta arbitraria.

    E magari poi la risposta invece potrebbe essere anche molto più strana di quello che chiunque può immaginare. ( http://www.astroengine.com/?p=3189 )

  4. France Says:

    Er senso de la vita
    e’la vita.
    Er fine de la vita
    e’ la fine.

  5. restodelmondo Says:

    @ marco: Beh, che 1+1=2 è un assioma, se usi la definizione dei numeri naturali per induzione data da Peano (la mia preferita).

    (Seriamente: in matematica parti sempre da degli assiomi non dimostrabili, e dovrai sempre farlo. E non riuscirai mai a dimostrare tutto – c’è un teorema di Goedel che lo prova.)

    Complimenti al padrone di casa per il blog e per le discussioni, comunque.

  6. marco Says:

    potevi anche leggerla visto che è la tua preferita 🙂

    prometto che non torno più sull’argomento (è giusto un filo off-topic) ma peano serve per definire l’insieme dei numeri naturali, non definisce l’operazione somma su di essi.
    (e anche se lo facesse non avrebbe comunque senso porre 1+1=2 come assioma visto che è dimostrabile)

    la matematica non è un’opinione 😐

  7. restodelmondo Says:

    Ok, definisco la somma “+1” come “vai all’elemento successivo”.

    E la matematica è un’opinione più spesso di quanto ci piaccia pensare. 😉

  8. restodelmondo Says:

    Per fare un esempio di “matematica-opinione”: 0 è un numero naturale? O i naturali partono da 1?

    Per non andare su tutte le congetture non dimostrate ma con cui continuiamo a lavorare (tipo P vs NP).

    Insomma, tornando in topic: sono convinta che la fede non sia dimostrabile. Ma anche la matematica ha i suoi bei lati oscuri più spesso di quanto sia previsto nell’immagine pubblica. La differenza è che la fede se ne vanta…

    (In tutto questo: piacere, cristiana e matematica, o almeno ci si prova.)

  9. admin Says:

    restodelmondo scrive:

    cristiana e matematica

    ci credo
    una delle prime cose che mio padre mi ha insegnato, quando ero davvero bambino, è stato calcolare la radice quadrata a mano, cosa che non si insegnava già più nelle scuole da un pezzo.
    fu divertente.
    Il fatto che la matematica sia una convenzione – o comunque si basi su convenzioni – non ha nessuna relazione con l’esistenza di dio. Sul serio. Però a me non dà fastidio, eh, continuate pure… 😉

  10. restodelmondo Says:

    Ma infatti sono per il Non Overlapping MAgisteria. 🙂

    Sai che non so calcolare le radici a mano? Mi insegni? [restodelmondo [at] gmail.com]

  11. admin Says:

    nella foga di dimenticare quello che mio padre mi aveva insegnato ho dimenticato anche questo 🙁

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