Prendiamola sportivamente

Io son sempre stato una pippa, a fare sport. Da sempre in sovrappeso, scarsissima coordinazione, buono per fare catenaccio, insomma. Da piccolissimo ho fatto un po’ di nuoto e dopo la predicazione andavo a giocare a pallone con gli amici, d’estate. Poi la domenica tutti i fratelli si ritrovavano a Maliseti a fare la partitella.

Spesso sono andato anche io. Invece per quel che riguarda attività sportiva extrascolastica tipo tentare di far parte di una squadra di qualcosa, quello non mi è toccato. Ma non è stata una gran perdita per il mondo sportivo in generale.

Ma non è toccato neanche a qualcuno che invece era più bravino, dei miei amici. Non gli è toccato perché la faccenda è questa:

Perciò alcuni genitori hanno concluso che entrare a far parte di una squadra sportiva tende ad alimentare nei ragazzi un malsano spirito di competizione. Questo non vuol dire, però, che i loro figli non si divertano a giocare con gli altri. Per esempio molti genitori cristiani hanno notato che ai loro figli piace ritrovarsi con i compagni di fede per giocare in un prato o in un parco della zona. In questo modo i genitori possono controllare meglio le amicizie dei loro figli.

Non lasciatevi ingannare dal tono che l’espressione “alcuni genitori hanno concluso” dà al pezzo. Questi brani vengono usati dagli anziani per portarvi nella saletta, se iscrivete i vostri figli ad una scuola-calcio dove si pratica sport agonistico.

Il tifo calcistico invece era tollerato. Non tanto da mio padre, che però chiudeva un occhio. Qualcuno aveva anche le figurine dei calciatori. Non io: le immagini di calciatori sarebbero state un modo per idolatrarli. Per cui, niente “celocelocelomanca”, per me.

Ma la regola davvero inviolabile era quella che riguardava gli sport violenti. Niente pugilato, niente karate, niente arti marziali. Niente, neanche in televisione. Faceva il paio con il fatto che non potevo giocare con le pistole, per esempio, neanche da bambinetto. E pensare che ne ero così affascinato. Trasformavo in pistola anche le fette biscottate della colazione.

Con tutti questi divieti il fatto che io sia un pacifista, tutto sommato, mi sorprende ancora.

Posted by Emidio Picariello on January 25th, 2010 | Filed in storia | 3 Comments »


3 Responses to “Prendiamola sportivamente”

  1. Daniele Says:

    Voglio condividere questo paragrafo di Emi.
    Lavorando in un negozio di lusso molte volte vengo a contatto con famosi calciatori di calcio come clienti. Ogni volta ricordo quando il direttore della grignanese calcio venne persino in casa mia a pregare mio padre di farmi giocare per loro, ma niente!! Lui mi disse: “tranquillo figlio mio, non hai perso niente di speciale”.
    Oggi mi rendo conto di aver lasciato andare la possibilita’ di guadagnare dalle 50 alle 100 mila sterline A SETTIMANA.
    Per quanto riguarda i giochi violenti confermo, io dovevo giocare a Street Fighter sul mio Super Nintendo di nascosto!!!! CHe ridere se ci ripenso. Detto questo amo mio padre lo stesso e sono felice se lui lo e’, qualsiasi sia il Dio che venera.
    Daniele

  2. admin Says:

    @ Daniele:
    pensavo proprio a te, sai, scrivendo questo post. Sei uno di quelli che può davvero confermare che non c’è niente di inventato in questo post. Compreso il fatto che non ho mai saputo giocare a pallone 😉

  3. Daniele Says:

    Almeno eravamo una bella squadretta…e il sorriso compare ogni qual volta ripenso a tutte le tedesche giocate. 🙂

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