How to: diventare un Testimone di Geova

Se i Testimoni di Geova vengono alla vostra porta e vi dicono che non vogliono convertirvi, non credetegli. Vogliono convertirvi. D’altronde, altrimenti, perché mai si romperebbero le balle per venire nei loro momenti liberi a parlare con voi? Dirvi che non vi vogliono convertire fa parte del processo. Studiare la Bibbia con voi fa parte del processo. Farvi vedere solo l’amore, l’affiatamento che ci sarebbe in congregazione fa parte del processo. Nascondervi le regole fa parte del processo.

Quindi, vediamo qual è il processo e come si applica a quelli come me che sono “nati nella verità”.

Si comincia con lo studio della Bibbia. Ci sono alcuni libri che i Testimoni di Geova studiano con le persone. Al tempo quello che si studiava per cominciare si intitolava “Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca” ed era un libro rosso.

I testimoni di Geova insegnano gratuitamente la Bibbia a livello personale e collettivo. Se desiderate ricevere una visita da parte di un insegnante biblico qualificato, a casa vostra o dove vi è più comodo, i testimoni di Geova saranno lieti di organizzarla.

Una volta a settimana, un’ora. Poi lo studente dovrebbe cominciare ad andare in Sala del Regno. Il passaggio successivo era quello di iscriversi alla Scuola di Ministero Teocratico. Per far questo si deve comunque avere una condotta approvata, quindi non si può fumare non si può commettere immoralità sessuale – compreso il convivere e tante altre piccole cose.

Io ho fatto questo primo passaggio a 5 anni. Non andavo ancora a scuola e feci il mio primo “discorsetto”, che mio padre aveva diligentemente battuto a macchina per me, in piedi su di uno sgabello.

Il passaggio successivo è quello di diventare proclamatori. I proclamatori vanno a predicare e consegnano il rapporto. Il rapporto è un foglietto dove i testimoni di Geova scrivono quante ore hanno predicato, quante riviste hanno lasciato, quante persone hanno rivisitato dopo un primo interesse, quanti libri hanno distribuito, etc.

Questo secondo passaggio invece l’ho fatto intorno ai 10 anni, ma non me lo ricordo di preciso. In ogni caso sono sempre andato a predicare con i miei genitori. Anche prima.

Il passaggio successivo è quello di dedicarsi a Geova in preghiera. Si tratta di una preghiera personale durante la quale si dice a Dio che lo si servirà per tutta la vita. Per quel che mi riguarda questo è accaduto all’incirca nel periodo in cui sono diventato proclamatore. Quindi intorno ai miei 10 anni, dicevamo. Quando insomma la mia volontà era molto ben formata (sì, sono ironico, anche se non ci trovo niente da ridere).

A questo punto si chiede agli anziani della congregazione di essere battezzati. Loro ti fanno una serie di domande tratte da un libro che si chiama “Organizzati per compiere il nostro ministero” o qualcosa del genere. Le domande chiedono se sei sicuro, se hai messo la tua vita in armonia con la volontà di Geova, etc.

Quando mi sono battezzato, avevo qualcosa meno di 12 anni. Non mi rendevo conto di quanto quella decisione avrebbe condizionato il resto della mia vita. Perché quando sei testimone di Geova indietro non si torna. Vedremo che cosa intendo più avanti, quando parleremo del modo per uscire dalla setta.

Resta il fatto che a 12 anni ho deciso che i miei genitori non sarebbero venuti al mio matrimonio, ma non lo sapevo.

Posted by Emidio Picariello on January 23rd, 2010 | Filed in credenze, storia | 8 Comments »


8 Responses to “How to: diventare un Testimone di Geova”

  1. Michele Says:

    Io non mi sono battezzato, ma da dentro stesso, vieni avvisato dei possibili riscontri negativi? L’anno scorso si è battezzata una bambina che abita dietro casa mia e non so nemmeno se li ha 12 anni. Quello che vedo è che sono tutti contenti ed entusiasti di questa cosa che ha fatto. Dalla tua esperienza però mi sono chiesto se in effetti pensano all’evenienza che in futuro un bambino non sia più d’accordo con la sua scelta.

    Comunque, ti faccio gli auguri anch’io per il tuo matrimonio ^^ fra gli altri discorsi non me ne ero reso pienamente conto. ^^’

  2. ponga Says:

    Anche io avevo 12 anni, era il 1985. Ricordo l’ansia nelle conversazioni con la mia migliore amica e cugina, che mi chiedeva chi mi desse il coraggio di mettermi in costume davanti a tutti grassa come ero! Ricordo me che le dicevo che tanto era da fare e prima era, meglio era…Mi levavo questo gran pensiero della comparsata in costume…speravo che lo stadio A.Franchi fosse abbastanza grande da avere le piscine lontane dalla folla…Durante il discorso del battesimo parlarono della dedicazione e realizzai di averla dimenticata! Feci una rapida e sentita preghiera in cui dedicavo la mia vita di dodicenne grassottella a geova. Tutta presa dalla prova costume avevo dimenticato la preghierina, ma cercai di non sentirmi troppo in colpa. A onor del vero qualche voce di critica per il mio battesimo in così giovane età ci fu e ci rimasi pure male…fossi stata magra e carina…

  3. Giovanni Fontana Says:

    Bello. Il miglior post che hai scritto (tranne il “qual è” con l’apostrofo per il quale sei più ideologico dei TdG).
    Mi domandavo una cosa: ma se gli unici che saranno salvati da Geova sono i TdG e coloro che non hanno mai avuto contatto con la Testimonianza, i TdG non potrebbero semplicemente fregarsene?

    Voglio dire, anche ammettendo le loro farneticanti allucinazioni, andando a testimoniare ad altre persone che altrimenti non avrebbero nessun contatto con i TdG non stanno condannando a bruciare nelle fiamme dell’Inferno tutti coloro che non accettano di essere convertiti?

  4. admin Says:

    @ Giovanni Fontana:
    Sulla questione del qual’è qual è non c’è ideologia, il fatto è che mi viene naturale sbagliare, è più forte di me.
    invece non avevo pensato a questo passaggio disinformato=salvato.
    certo, la bibbia dice che è tua responsabilità predicare quindi se non predichi sei tu che non entri nel nuovo mondo…
    (e comunque l’inferno non esiste, solo morte eterna)

  5. Maurizio Says:

    Un po’ offtopic, ma giusto per far vedere che ogni “setta” ha i suoi problemi: http://www.uaar.it/news/2010/01/23/mariastella-gelmini-sposata/

  6. Claudia Says:

    14 anni…io avevo 14 anni…

  7. nomade Says:

    La formula:

    1. In base al sacrificio di Gesù Cristo ti sei pentito dei tuoi peccati, e ti sei dedicato a Geova per fare la sua volontà?
    2. Comprendi che la tua dedicazione e il tuo battesimo ti identificano come testimone di Geova associato all’ organizzazione diretta dallo Spirito di Dio?

    Io sono contrario a far battezzare troppo giovani.
    Uno a 12 anni di che peccati si deve pentire ?
    A 9 anni io presi la prima comunione, il prete prima mi confesso e mi chiese: che peccati avevo commesso. Ma……..io ci pensai un po su e dissi: forse ho disubbidito ai miei, ma per quello la penitenza me la dava già mio padre con dei bei ceffoni.

  8. admin Says:

    La differenza con la prima comunione è lampante: la maggior parte di quelli che l’hanno presa da giovanissimi e sono diventati atei non ha in minimo modo perso il rapporto con i propri genitori o con i propri parenti per questo.
    I testimoni di Geova sono invitati a non avere nessun rapporto con i figli disassociati. Anche se si sono battezzati a 12 anni. Se non per “necessarie questioni familiari”. http://www.ildisassociato.net/2011/05/08/il-riposo-di-dio/
    Non è proprio la stessa cosa, sai.

    (fra l’altro sto leggendo l’interessante rivista di agosto 2011 che parla di educare i bambini nella verità)

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