L’inizio della storia
Questa storia inizia negli Anni 60 del secolo scorso. Mio padre, al tempo adolescente, inizia a credere che la religione cattolica sia falsa ma sente un forte bisogno di Dio. Da Avellino si sposta a piedi nei paesi vicini pur di andare a sentire le prediche di alcuni gruppi protestanti. Si unisce ad una di queste sette protestanti e la segue fino a che il leader di questa setta non sparisce e le prediche non vengono tenute da un’altra persona, di un’altra confessione protestante. Mio padre si convince del fatto che ci sia stata una “cessione” in blocco della congregazione e si scoraggia.
La sua sete religiosa non si placa. In quel momento dall’America sono arrivati alcuni missionari Testimoni di Geova che proiettano un film. Il film parla di un paradiso meraviglioso che Geova porterà sulla Terra dopo aver distrutto i malvagi e convince mio padre che comincia a frequentare la nascente – in Italia – setta. In realtà la setta è stata fondata negli Stati Uniti a fine dell’800. Diventa un attivista e si battezza. Diversi anni dopo mia nonna – che mio padre ha convertito insieme al resto della famiglia – comincia a “fare lo studio” a quella che diventerà la moglie di mio padre e poi mia madre. Anche tutta la sua famiglia si converte.
Mia madre e mio padre si sposano e vanno a predicare in giro per l’Italia “dove c’è più bisogno”. Ricevono un contributo economico minimo per questa loro opera di evangelizzazione e quando nasce mia sorella, non voluta, sono costretti a smettere. Mio padre – diplomato – vince un concorso e va a lavorare a Roma.
Alcuni anni dopo fanno un secondo figlio. Questo sono io. La loro vita non è più unicamente centrata sulla religione, ma la religione è il fatto più importante. Mio padre è anziano di congregazione e mia madre è pioniera regolare. Essere pionieri regolari comporta predicare per molte ore al mese (al tempo intorno alle 100, oggi dovrebbero essere di meno).
Uno dei miei primi ricordi è quello di me piccolo che gioco nei portoni dove mia madre e un’altra testimone di Geova predicano. Il mio scivolo erano i gradini dei palazzi di Prato, città dove il lavoro aveva portato mio padre.

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January 3rd, 2010 at 20:40
Seguirò con piacere il tuo blog-racconto….
January 3rd, 2010 at 20:56
@ Matteo:a tuo rischio e pericolo
ma benvenuto!
Se hai – e vale anche per qualche altro lettore di passaggio – dei dubbi chiedi pure, la pagina “Glossario” dovrebbe aiutare, ma ogni tanto potrei dare qualcosa per scontato…
January 3rd, 2010 at 22:03
anche io ti seguirò con attenzione, che poi Emidio è un nome ascolano, altro che Avellino….
chiara
January 3rd, 2010 at 22:04
Ora ho capito perchè Vera è tanto legata a te… sei proprio forte!!!
January 3rd, 2010 at 22:13
@ chiara petrucci: confermo. è il nome di mio nonno. penso che in irpinia sia apparso qualche secolo fa con i primi terremoti si dice che sia il santo protettore dai terremoti. comunque qui da noi non è comune.
@ Luca: e questo è niente
January 3rd, 2010 at 22:44
Attendo con impazienza il seguito della storia. E grazie a Giovanni per la segnalazione! Ciao
January 3rd, 2010 at 23:04
Ci sono anche io…
January 3rd, 2010 at 23:17
@ benj:
@ fra Alberto:
mmmm vedo che harmagedon non vi fa paura
ho preparato una nuova puntata già per domani…
January 3rd, 2010 at 23:20
No, figurati, preferisco gli atei ai testimoni di Geova… ti dico solo che avrei cosí tanti aneddoti da raccontare sul tentativo di “converire” un frate a Geova che quasi quasi apro anch´io un blog per raccontarli O_o
January 4th, 2010 at 10:34
Arrivo tramite distanti saluti, credo che tu abbia una storia interessante da raccontare.
January 4th, 2010 at 17:30
renzo Scrive:
questo non dovevi dirlo! Giovanni si fa pagare un tot per ogni nuovo contatto che proviene da lui
January 4th, 2010 at 22:54
Una storia appassionante. Ed anche istruttiva.
Per me è l’occasione di imparare qualcosa sui miei vicini di casa…
January 5th, 2010 at 10:47
Ti seguirò con piacere! Ho sentito tante “storie” sui testimoni di Geova e molti sono venuti a casa mia a convertirmi… ma nessuno mi ha mai spiegato niente!
January 5th, 2010 at 13:27
Io intanto mi abbono ai feed rss…poi vediamo
Un saluto da Calenzano!
January 5th, 2010 at 19:55
@ Maurizio: così non li odierai solo perché ti fregano il posto macchina – a onor del vero, di solito le indicazioni sono di dare meno fastidio possibile e di parcheggiare negli spazi a loro riservati per non dare cattiva testimonianza.
@ Martina:
benvenuta
@ Silvio:
non ti garantisco di non dire cose atee, però
January 7th, 2010 at 16:34
@ admin:
vai tranquillo, mi offenderei del contrario
January 11th, 2010 at 15:29
vorrei salvare un ragazzino, spero di trovare qualche utile consiglio
a presto
November 3rd, 2010 at 23:22
Càspita, hai detto Prato? Se puoi contattami. Grazie!
June 2nd, 2011 at 19:46
Stai demolendo quello che ha costruito tuo padre in anni di predicazione ?
June 3rd, 2011 at 14:01
No, sto raccontando una storia. La mia. Mio padre parlava – e parla – quasi esclusivamente di questioni dottrinali. A me non interessano molto. Mi interessano i rapporti fra le persone e quelli racconto.